Assassin's Creed 3 Remastered Recensione: il ritorno di Connor

Torniamo a vestire i panni di Connor Kenway nel terzo capitolo della saga degli Assassini, riproposto in 4K e con il supporto HDR.

recensione Assassin's Creed 3 Remastered Recensione: il ritorno di Connor
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Assassin's Creed III ha fatto il suo debutto nel 2012, portando con sé un pesante fardello. Doveva infatti chiudere il primo ciclo narrativo e, al contempo, abbandonare le gesta di Ezio. Un obiettivo non da poco, specie se consideriamo l'impareggiabile carisma del fiorentino. Ancor più arduo era proporre un nuovo setting storico, forte sì di moderne soluzioni visive ma lontano dal fascino dell'Italia rinascimentale. Le tribolazioni di Ratonhnhaké: ton, per gli amici Connor Kenway, sono riuscite a portare avanti il buon nome della serie, seppur con qualche incertezza. A distanza di sette anni dall'uscita di Assassin's Creed III, Ubisoft ce ne ha proposto un'edizione rimasterizzata in 4K, completa di texture in alta risoluzione, HDR e alcune piccole migliorie al gameplay. Come attenti sommelier con un vino d'annata, abbiamo saggiato l'invecchiamento dell'esperienza, rituffandoci impavidi nel bel mezzo della Rivoluzione Americana.

    Esplorare il passato per cambiare il futuro

    Solenni e guerresche, le note di "Trouble in Town" - uno dei brani più indovinati della colonna sonora - ci hanno accolto nel menù di gioco, lasciandoci presagire cosa sarebbe avvenuto di lì a poco. La narrazione di Assassin's Creed III segue ancora una volta due binari, destreggiandosi tra passato e presente per poi confluire verso un unico finale. Se nella linea temporale di Connor si può parlare di lotta per l'indipendenza, la sopravvivenza umana è invece al centro della crisi moderna.

    Padre di Desmond e pilastro della Confraternita, William Miles ci racconta dell'eterno scontro tra Templari e Assassini, due fazioni dai fini opposti ma dai metodi molto simili. Eppure, dinanzi alla furia devastante di "Fratello Sole", anche una guerra millenaria dev'essere posta in secondo piano: tolti i panni di Ezio Auditore da Firenze (riscoprite l'epopea del nobile fiorentino nella recensione di Assassin's Creed The Ezio Collection), Desmond deve rientrare nell'Animus, spinto dall'urgenza di impedire la fine del mondo. Giunti in un teatro gremito nella Londra del 1754, facciamo la conoscenza di Haytham, il padre di colui che diverrà il nostro protagonista.

    Così come nel 2012, anche oggi il signor Kenway riesce a fare un'ottima impressione, complici la sua cultura, ingegno e - chiaramente - abilità con le armi: peccato che il suo utilizzo sia limitato alle battute iniziali del racconto. Memore del ritmo del predecessore numerato, anche l'intreccio di questo capitolo procede a passi lenti, per dare il giusto spazio all'esplorazione dei personaggi e tratteggiare un contesto credibile in cui muovere Connor.

    Di quest'ultimo assistiamo alla crescita nel caldo abbraccio delle tradizioni Kanien'kehá:ka, un percorso interrotto bruscamente dallo scontro con la ben più cruda realtà americana. Vittima degli eventi, il giovane è quindi costretto a diventare adulto prima del tempo e a intraprendere un cammino irto di pericoli. Basata sul classico mix tra eventi storici e fittizi, la trama di Assassin's Creed III sa regalare grandi emozioni ma inciampa in alcuni frangenti e omette determinati particolari, finendo talvolta per disorientare il giocatore. Complessivamente, il racconto riesce comunque a coinvolgere e stupire, anche grazie a una serie di comprimari ben caratterizzati. Ferito nel corpo e nello spirito, Achille Davenport incarna lo status della Confraternita nel nuovo continente, che da tempo necessita di qualcuno che possa guidarla. Sarebbe inoltre delittuoso non citare Benjamin Franklin, tanto scienziato e padre fondatore degli Stati Uniti, quanto letale seduttore di donne mature.

    La dura vita di frontiera

    Abbandonando lo splendore di Atene e le sabbie delle piramidi d'Egitto, Assassin's Creed III Remastered ci riporta dritti al principio della "saga americana", implicando il ritorno della vecchia struttura ludica. Diamo perciò il benvenuto alla tradizionale pletora di oggettini da raccogliere, alla consegna delle lettere e a tutta una serie di attività riempitive che i fan ben conoscono.

    Piatto ricco, mi ci ficcoAssassin's Creed III Remastered è arrivato in buona compagnia, comprendendo anche i tre episodi de "La Tirannia di Re Washington" e AC: Liberation, l'avventura spin-off di Aveline de Grandpré. Composte da tre episodi, in origine pubblicati come DLC del terzo capitolo, le vicende di Re Washington rientrano a pieno titolo nella definizione di "what-if", perché si svolgono in una realtà alternativa rispetto a quella proposta dalla trama principale. Siamo nell'anno 1783 e la sanguinosa Rivoluzione Americana sta volgendo finalmente al termine. Eppure - quando la situazione sembra ormai rientrata - avviene qualcosa di impensabile: corrotto dall'ambizione e inebriato dal potere del frutto dell'Eden, George Washington si "trasforma" in un crudele tiranno e spetterà al nostro Connor il compito di fermarlo. Chi si fosse perso lo scontro col despota all'epoca, avrebbe ora la possibilità di rimediare, restando in compagnia del coraggioso assassino per altre sette ore. Uscito in origine per PS Vita e in seguito approdato anche su PS3 e Xbox 360, come si evince nella recensione di Assassin's Creed Liberation, il gioco ruota attorno alla figura di Aveline de Grandpré, una letale assassina impegnata nella liberazione della Louisiana. Pur combattendo contro il ramo spagnolo dei Templari, Aveline entra in contatto con lo stesso Connor, a riprova della forte connessione che lega i due giochi. A fronte di una chiara natura "portatile", Liberation ha ereditato gran parte delle meccaniche di gameplay dal filone primario, non mancando di introdurne una nuova: i travestimenti. Sebbene non si stia parlando di due prodotti irrinunciabili, la loro presenza resta più che gradita e va a impreziosire ulteriormente un'offerta già corposa.

    Considerabile come l'area più "selvaggia" del mondo di gioco, che si conferma abbastanza generoso in termini di dimensioni, la Frontiera è il luogo perfetto per cacciare una preda, non importa se una piccola lepre o un gigantesco orso grizzly. Introdotta sulla scia del primo Red Dead Redemption, la caccia offre tutto ciò che ci si dovrebbe aspettare, dalla facoltà di piazzare trappole fino allo scuoiamento. Sebbene sia trattata in modo elementare - i QTE ci risparmiano il rischio di affrontare per davvero i predatori - l'arte venatoria consente di ricavare moneta sonante, da spendere rigorosamente in armamenti e migliorie di varia natura. Ciò detto, ora alcune armi possono essere anche fabbricate, a patto di possedere le rispettive ricette e ospitare un bravo artigiano nei pressi della Tenuta di Davenport.
    Cuore della Confraternita e della sua rinascita, la terra di Achille è un po' come la Monteriggioni di Assassin's Creed II e necessita del medesimo grado di cura e amore per prosperare. Grazie a una serie di missioni dedicate, sarà possibile salvare e aiutare alcune persone in difficolta, le quali - ricolme di gratitudine - entreranno a far parte della comunità di Connor. Varcati i confini di Boston o New York, invece, ci si ritroverà fare i conti con i soprusi degli Inglesi e dei Templari, limitandone l'influenza con vere e proprie azioni di guerriglia. Per dirne una, le fortezze nemiche andranno liberate eliminandone i reggenti, in modo da instillare il seme della rivolta nella popolazione vessata. Per accogliere nuovi adepti assassini tra le proprie fila bisognerà restituire i quartieri ai cittadini, sventando i crimini perpetrati dai Templari ai loro danni. Coloro che si uniranno alla nostra causa potranno essere inviati in giro per l'America a completare missioni, garantendoci premi e ricompense a ogni successo.

    Giunta al massimo splendore con il sequel (per saperne di più vi rimandiamo alla recensione di Assassin's Creed 4 Black Flag), che ne ha fatto il punto cardine dell'offerta ludica, la componente navale è stata introdotta proprio dal terzo capitolo, riscuotendo un gran successo sin da subito. Seppur non rifinita come quella del successore, queste sequenze in mare aperto sanno regalare grandi soddisfazioni e riescono - ancora una volta - a trasmettere vivide sensazioni marinaresche. Solcare le onde con l'Aquila, affiancati dal sapiente capitano Faulkner, è a tratti emozionante, così come lo è il prendere parte a violente battaglie navali: affondare un imponente vascello o sfruttare le onde alte per ripararsi da una bordata nemica, continua a non avere prezzo.

    Inutile a dirsi, l'agile nave da guerra degli Assassini potrà essere potenziata, tramite l'incremento delle bocche da fuoco, nuove varietà di munizioni e l'installazione di un massiccio rostro, perfetto per speronare le imbarcazioni. Non poteva mancare un tesoro leggendario da trovare e un ancor più classico "vecchio lupo di mare", il quale è l'unico a conoscere i segreti del capitano Kidd. A chiusura della lunga carrellata di attività troviamo le sezioni con Desmond, divise in missioni guidate per la prosecuzione della trama e l'esplorazione del tempio di Giunone, custode di molti segreti e ricettacolo di una vasta conoscenza. Non ce ne voglia Layla Hassan ma il primato dei protagonisti moderni spetta ancora al "Soggetto 17", che in Assassin's Creed III ha finalmente ricevuto una giusta attenzione.

    L'arte della guerra

    Finora ci siamo astenuti dal parlare dei combattimenti all'arma bianca e non l'abbiamo fatto per caso. Sebbene siano meno stratificati e complessi rispetto a quelli di Odyssey e Origins, gli scontri di Assassin's Creed III restano i migliori sul fronte della potenza scenica. Una simile cura per i dettagli, a onor del vero, non l'abbiamo trovata né in Black Flag, né in Rogue. In altre parole, se non fosse stato per la spettacolarità dei combattimenti, la liberazione di forti e quartieri avrebbe ceduto il passo alla stanchezza da ripetizione, proprio come accade negli altri esponenti del filone americano.

    Per mettere in luce i meriti del combat system - che comunque soffre di alcune problematiche storiche - pensiamo alle danze mortali di Connor e Haytham, tanto ben orchestrate da costituire parte integrante della loro caratterizzazione.
    Cresciuto a colpi di spada e fioretto nella Londra del primo ‘700, grazie agli insegnamenti di papà Edward, il templare colpisce i nemici con rapidità e precisione, mantenendo la calma anche nei momenti più concitati. Ratonhnhaké: ton è un letale guerriero ma adotta uno stile più irruento, quasi ferino, brandendo la spada come fosse il suo fido tomahawk. Gli impatti dei colpi sui nemici sono in genere più che convincenti e, uniti alle "facce da guerra" dei protagonisti, contribuiscono a mantenere alto il livello di coinvolgimento. Ultime ma non per importanza sono alcune piccole migliorie in termini di gameplay, riguardanti sia la mini mappa, sia le fasi stealth. Protetto dall'erba alta, Connor può ora fischiare e attirare i nemici verso la sua posizione, in modo da eliminarli velocemente e senza far rumore. Ci verrà data anche l'abilità di eseguire un doppio assassinio alle spalle dei soldati e, nel caso in cui la situazione dovesse degenerare, potremo ricorrere alle vie di fuga più vicine, da ora completamente segnalate sulla mappa.

    Luci e ombre di una remaster

    All'epoca solida e dettagliata, la presentazione visiva di Assassin's Creed III necessitava di un po' di sano svecchiamento, giunto nelle vesti di una risoluzione 4K con supporto all'HDR. Sin dalla sezione introduttiva al teatro dell'opera, è impossibile non notare il lavoro svolto per potenziare il comparto grafico: l'illuminazione generale appare più viva e realistica, sia in interni, sia in esterni, mettendo in luce la bontà delle texture in alta risoluzione.

    La palette cromatica appare più accesa e contrastata per effetto dell'HDR ma la realtà è che l'immagine potrebbe risultare un po' snaturata. Disattivando tale soluzione visiva, il risultato finale appare più spento ma in linea con l'opera originale. Il colpo d'occhio generale su PS4 Pro è comunque discreto e si avvicina ai lidi della versione PC. La mancanza di un'apposita modalità grafica per aumentare il frame rate non è comunque da sottovalutare, perché avrebbe potuto dare una marcia in più all'incedere dell'azione.

    Permangono poi i problemi storici, legati ad animazioni non sempre precise e al fascino delle ambientazioni, di certo lontano dai picchi raggiunti nell'Italia rinascimentale o nell'Egitto tolemaico. Le ombre di qualità più alta e la maggior densità delle folle non riescono a mascherare il pop up di animali e persone, un inconveniente che la serie ha continuato a portare con sé.

    Sebbene sia tutto sommato buono, si pensi all'Haytham di Claudio Moneta, il doppiaggio Italiano viene castrato da un missaggio audio tutt'altro che idilliaco, capace di "silenziare" (o quasi) interi dialoghi tra i personaggi. Diametralmente opposto è il discorso colonna sonora, che si conferma come una delle migliori di sempre per il brand di Ubisoft. Lorne Balfe ha dato vita a composizioni incredibilmente azzeccate, capaci di sottolineare il pathos di alcuni frangenti e il clima che si respira nel corso dell'avventura.

    Assassin's Creed 3 Remastered Assassin's Creed 3 RemasteredVersione Analizzata PlayStation 4 ProAssassin’s Creed III: Remastered porta con sé i difetti dell’originale, fregiandosi però di alcune migliorie sia sul versante grafico, sia in ambito di gameplay. Seppur non perfetta, l’opera di rimasterizzazione ha condotto le gesta di Connor alle porte del 4K HDR, non mancando di introdurre nuove opzioni per le fasi stealth e altri piccoli ritocchi all’esperienza generale. Se siete amanti dei combattimenti del primo capitolo, semplici ma incredibilmente realistici e brutali, non potrete che apprezzare quelli di Assassin’s Creed III, che restano tra i migliori dell’intera serie per impatto scenico. Il ritorno alla vecchia struttura ludica potrebbe essere troppo pesante per alcuni, i quali difficilmente si spingerebbero oltre i confini della campagna principale. Per tutti gli altri, invece, ci sono gli episodi de La Tirannia di Re Washington e AC: Liberation, anch’essi ripensati per gli schermi 4K.

    7.6

    Che voto dai a: Assassin's Creed 3 Remastered

    Media Voto Utenti
    Voti: 26
    7.6
    nd