Assassin's Creed Mirage Recensione: si torna al passato, ma basterà?

Abbiamo esplorato a fondo la Bagdad di Assassin's Creed Mirage, al centro di un'esperienza ludica piacevole, memore del passato della serie, ma imperfetta.

Assassin's Creed Mirage: si torna al passato
Recensione: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • SteamDeck
  • Un ragazzo che resta invischiato in una situazione più grande di lui, e il cui fato si intreccia ben presto con quello degli Assassini (in questo caso, degli Occulti). Un'unica città da esplorare - con le sue bellezze e i suoi misteri - piena di opportunità di agire nell'ombra per servire la luce: i rimandi di Assassin's Creed Mirage all'era "pre-ruolistica" dell'IP sono evidenti e bastano per offrire ai fan storici un gradito ritorno a casa.

    Il viaggio di Basim diverte e a volte è riuscito a strapparci sorrisi soddisfatti quando abbiamo terminato missioni importanti senza generare clamore tra il popolo e le guardie del Califfo. Come stiamo per vedere, però, si tratta anche di un'esperienza caratterizzata da alcune inconsistenze, sia sul fronte narrativo che su quello ludico. Affilate la lama celata e tirate su il cappuccio: si parte per Bagdad!

    Il cammino di Basim

    I furtarelli che mette a segno per conto dell'amico e protettore Dervis non distolgono il giovane Basim dai pensieri e le ombre che affollano la sua mente. Tormentato da incubi incentrati su un mostruoso Djinn - destinati a farsi sempre più vividi col passare del tempo - il protagonista non dorme sonni tranquilli, ma per fortuna quando apre gli occhi trova la premurosa Nehal al proprio fianco.

    Basim vuole bene all'amica e al folto gruppo di ragazzetti di cui si prende cura, e per tutti loro sogna un futuro migliore, lontano dalla miseria dei bassifondi di Anbar. Non a caso è affascinato dagli ideali di libertà e giustizia degli Occulti, un gruppo a cui il protagonista aspira ad unirsi. Per impressionare la dura maestra Roshan e i suoi uomini, Basim si lancia in un'impresa ad alto rischio e paga le proprie ambizioni a caro prezzo. È questo l'incipit di un viaggio che lo vedrà indossare le vesti della Confraternita e impiegare la propria lama celata per combattere l'Ordine degli Antichi a Bagdad, e aprirsi la strada verso verità rimaste a lungo nascoste.

    Privo di qualsiasi cenno alla timeline del presente - se escludiamo i pensieri di William Miles nella cutscene iniziale - l'arco narrativo di Mirage si è rivelato meno a fuoco di quanto speravamo. Il prologo mette in moto con discreta efficacia lo sviluppo degli eventi e l'epilogo riserva un colpo di scena ma anche conferme un po' troppo telefonate, almeno per chi ha familiarità con Valhalla (qui la recensione di Assassin's Creed Valhalla). In generale la scrittura mostra alcune flessioni qualitative, legate soprattutto alle motivazioni dei personaggi e alle azioni che compiono.

    A questo proposito, i comprimari non sono particolarmente sfaccettati, dal saggio e cauto Fuladh fino al bellicoso Alì, ma tutto sommato risultano ben integrati nel racconto. Lo stesso purtroppo non si può dire per gli antagonisti, che generalmente abbiamo trovato abbastanza anonimi - con una singola eccezione - e non pienamente in grado di supportare il coinvolgimento del giocatore nella parte centrale dell'avventura, che fortunatamente però offre missioni ben congegnate. Sorvolando su certe scelte registiche nei filmati, che non abbiamo particolarmente apprezzato, uno dei problemi più evidenti legati a questo aspetto dell'esperienza è rappresentato dalle grezze espressioni facciali dei personaggi, che finiscono per smorzare l'efficacia delle sequenze narrative. In compenso l'interpretazione degli attori in lingua inglese è solida e le voci scelte per il doppiaggio in italiano risultano nel complesso azzeccate, sebbene non sempre riescano ad esprimere al meglio le sfumature emozionali evocate dalla sceneggiatura.

    La magia di Bagdad...

    Insomma, gli eventi di Mirage ci hanno lasciato un po' tiepidi ma in compenso il teatro in cui sono ambientati ci ha soddisfatto in modo ben maggiore. Dall'affollato e vivace mercato di Karkh, fino ai corridoi della Casa della Sapienza e ai misteri delle Terre Selvagge, visitare Bagdad e dintorni è stato un piacere.

    Il buon sistema di illuminazione, capace di regalarci scorci davvero evocativi nei pomeriggi assolati, valorizza superfici gradevoli a vedersi, che in ogni caso rendono palese la natura cross-gen della produzione. Il titolo di Ubisoft tratta con grande cura determinati dettagli, come la resa dell'acqua o del sollevamento della sabbia, ma mette in mostra dei modelli poligonali non esattamente al passo coi tempi.

    In compenso, i materiali degli abiti da occulto di Basim sono molto convincenti e ben si sposano con scenario e periodo storico. Indossando le vesti più pregevoli - decorabili con tinte differenti e talismani - siamo certi che gli appassionati passeranno ore alla ricerca dello scatto perfetto nella la modalità foto. Al netto di sporadici episodi di tearing e qualche oscillazione nella conta dei fotogrammi, in modalità Prestazioni Mirage si mantiene piuttosto solidamente adeso alla soglia dei 60 fps.

    Soprattutto sulle medie e lunghe distanze, l'opzione Qualità a 30 fps vanta una maggior ricchezza di dettagli, ma nulla di così incisivo da spingerci a rinunciare alla fluidità massima su PlayStation 5. Segnaliamo la presenza del supporto al feedback aptico di DualSense, pensato per farci avvertire sulle mani gli impatti sulle superfici durante il parkour e i fendenti sferrati dal protagonista in combattimento. Ciliegina sulla torta, la colonna sonora di Mirage merita sicuramente una lode, potendo contare su una buona varietà brani ispirati e affascinanti.

    Tornando alla Città della Pace, girovagando in lungo e in largo potremo ottenere cenni storici atti ad approfondire la cultura del tempo e i luoghi al centro delle vicende narrate (qui lo speciale su Assassin's Creed Mirage e la storia di Bagdad). Si tratta ad ogni modo solo della base di un'offerta contenutistica varia e fieramente gestibile, lontana dalla bulimia contenutistica tipica degli episodi come Valhalla.

    I limiti di AlamutAlamut è il cuore pulsante della Confraternita in Assassin's Creed Mirage. Se non ve ne abbiamo parlato in merito all'esplorazione è perché purtroppo è impossibile visitare a piacimento questo luogo. Non aspettatevi insomma un equivalente della Masyaf del primo capitolo: si tratta più che altro di una location significativa per la trama dell'avventura.

    Nel corso delle nostre 20 ore di gioco nel mondo di Assassin's Creed Mirage, non ci siamo mai sentiti soverchiati dalla quantità di incarichi secondari disponibili, né abbiamo storto il naso di fronte alle fetch quest, che spesso consistono in semplici borseggi che si possono serenamente compiere tra una missione e l'altra. In questo modo è possibile ottenere alcuni oggetti per ricevere utili ricompense, tra cui qualche gradita sorpresa che preferiamo non svelarvi. In larga parte valide, anche le attività più strutturate come i Contratti - da avviare presso i rifugi degli Occulti - o le Storie di Bagdad fungono da efficaci intercalari sul percorso tracciato dalla trama principale, talvolta permettendo a Basim di far luce su vicende piuttosto intriganti. Esplorare, soprattutto in un Assassin's Creed come Mirage, significa abbracciare la corsa acrobatica tanto cara ai fan di lunga data, e trovarsi a scattare per i vicoletti o a sfruttare gli elevatori per raggiungere rapidamente i tetti delle case.

    Non solo di provvidenziali zipline e agevoli punti di scalata è composta la città: arrampicarsi ovunque infatti non è consentito, vuoi per l'effettiva mancanza di appigli, vuoi per la rinnovata importanza nell'economia dell'esperienza delle aree vietate ai cittadini, che talvolta sono protette da cancellate e spuntoni. Restando in tema di corsa acrobatica, negli spazi più angusti la telecamera non sempre riesce a seguire al meglio le movenze di Basim, a cui peraltro capita di incastrarsi in alcuni elementi dello scenario.

    Si tratta di un inconveniente piuttosto raro e di poco conto, che però nelle fasi di fuga dai soldati può creare qualche grattacapo. E sì, perché dedicarsi incautamente al saccheggio dei forzieri (contenenti nuovi schemi, abiti o armi) e in generale compiere degli illeciti in bella vista porta il proprio livello di notorietà a salire rapidamente.

    ... e i suoi pericoli

    Sulla base di un sistema che ha saputo dimostrare la propria efficacia, quando Basim è ricercato viene riconosciuto dai suoi concittadini, che in modo del tutto credibile chiamano i soldati. I tutori della legge, dal canto loro, si fanno più guardinghi, e quando scovano l'occulto tra la folla iniziano a dargli la caccia. Benché favorisca l'approccio surrettizio, Mirage ci conferisce gli strumenti per opporci degnamente agli avversari, seppur con una serie di limitazioni.

    Con spada e pugnale alla mano il protagonista può sferrare attacchi leggeri e pesanti, ma nel farlo deve badare a una barra della stamina che si consuma e ricarica piuttosto in fretta. Soprattutto in presenza di diversi nemici bisogna dosare con intelligenza offensiva e schivate - necessarie per evitare i colpi non bloccabili dei soldati - così da non restare a secco di energia e impedire che il giovane venga raggiunto da pochi attacchi e perisca.

    L'esigua quantità di Elisir a disposizione di Basim tende a esaurirsi in fretta, soprattutto quando tra gli avversari ci sono gli energumeni corazzati, che possono essere danneggiati solo se colpiti alle spalle. Per far fronte agli attacchi standard, l'occulto può ricorrere al parry, così da guadagnarsi una finestra preziosa per mettere a segno un'uccisione. Tramite il ramo delle abilità Fantasma, il protagonista può inoltre imparare ad allontanare gli assalitori con un calcio dopo una parata, o addirittura a scavalcarli mentre eseguono un attacco non bloccabile, così da piombare alle loro spalle.

    Se a ciò aggiungiamo i modi extra per recuperare la vita, legati ad esempio a un particolare pugnale o al potenziamento di alcuni strumenti, è facile comprendere come gli scontri a viso aperto siano in realtà più che sostenibili. Il vero problema, semmai, riguarda le vistose oscillazioni qualitative di Mirage sul fronte delle coreografie marziali. Non sempre ad esempio i fendenti impattano in modo credibile gli avversari, che si limitano a sanguinare senza scomporsi minimamente. Per motivi che non riusciamo a comprendere, le finisher eseguibili dopo un parry sono molto poco varie nella forma, al contrario di quelle che si attivano in automatico quando si riduce a zero la vita di un assalitore, che in aggiunta sono anche più spettacolari. Insomma, i combattimenti a viso aperto non sono certo tra i migliori della saga, ma è bello il fatto che costituiscano effettivamente una soluzione praticabile... almeno fino a quando la notorietà di Basim non sale al terzo livello.

    Del parco soldati ristretto ma sufficientemente variegato di Mirage, non sono i nemici armati di rudimentali lanciafiamme a costituire la minaccia massima, bensì le Guardie Shakiriyya, inseguitori ostinati e guerrieri letali. Eliminare uno di questi avversari significa ridurre a zero la notorietà ma, soprattutto nella prima metà del gioco, non è affatto facile riuscire nell'impresa. Quando l'occulto viene braccato con tanta ferocia, i tempi per occuparsi di qualsiasi attività o missione si dilatano e ben presto arriva la consapevolezza di dover abbassare il livello di sospetto.

    Proprio come nei classici, nel titolo di Ubisoft Bordeaux è possibile strappare i manifesti per le strade ma anche fare una capatina da uno degli Araldi per spingerlo a "parlar d'altro" e distrarre la cittadinanza. Questo servizio azzera la notorietà ma costa una Moneta del Potere, una delle tre valute speciali che consentono l'accesso a vari tipi d'aiuto e pertanto ben valgono l'accumulo, visto che possono fare la differenza persino nelle missioni principali, facilitandone concretamente lo svolgimento.

    Agire nell'ombra

    In Assassin's Creed Mirage i concetti di indagine, preparazione e mimetizzazione vanno di pari passo e questo assetto, complice il buon level design di molte delle aree che ospitano le missioni principali, è ciò che rende gradevole l'esperienza ludica anche al netto delle sue evidenti inconsistenze. Nel corso delle sue ricerche sulle identità dei membri dell'Ordine degli Antichi, Basim si ritrova a risolvere dei casi ad essi collegati, tra uccisioni di bersagli minori e acquisizione di informazioni.

    Consapevoli dell'efficacia ormai limitata di alcune delle dinamiche più datate della saga, gli sviluppatori hanno ridotto la presenza di pedinamenti o conversazioni da origliare, ampliando il novero delle attività collaterali. Arrivare alla resa dei conti con un membro dell'Ordine significa anche doversi preparare al meglio, potenziando armi presso i fabbri o gli abiti dai sarti, così da acuire i vantaggi che conferiscono in merito a stealth e combattimenti. Per migliorare strumenti di morte e vestiario non bastano però le sole risorse di base, ma servono anche degli schemi ad hoc, che se vogliamo rallentano questo processo di avanzamento.

    Da qui l'importanza dell'impiego dei Punti Talento nei tre piccoli rami dello skill tree, pensati per essere "completati" facilmente senza la necessità di sacrificare alcune abilità in favore di altre. Se ottenendo talenti da Predatore andremo ad affinare la percezione di Basim e di Enkidu, la sua compagna alata, sviluppando Ingannatore potremo accaparrarci nuovi strumenti da assassino, anch'essi dotati di tre livelli di efficienza e perk esclusivi.

    Coltelli da lancio, bombe fumogene, dardi soporiferi e simili sono utilissimi in missione, forse anche troppo, dato che gli intoppi in termini di IA e reattività dei soldati facilitano - e non poco - l'avanzamento, paradossalmente proprio nella porzione dell'avventura che ci si aspetterebbe fosse più ardua. Ma andiamo con ordine. Mimetizzarsi tra la folla e nascondersi nel fieno non basterà al protagonista per farsi strada verso le stanze del potere di Bagdad. Corrompere individui o sfruttarne i rancori, trovare parole d'ordine, ingressi alternativi o utili travestimenti: questi sono solo alcuni dei modi a nostra disposizione per approcciare gli incarichi principali, che in merito a costruzione e libertà operativa hanno saputo convincerci non poco.

    Come dicevamo però è il livello di sfida che viene a mancare, complici i comportamenti prevedibili e spesso del tutto inverosimili degli individui chiamati a sorvegliare le zone calde. Il nostro non è un appunto legato alla "mancanza di realismo" - sarebbe una critica fine a sé stessa - ma al fatto che un'esperienza basata sullo stealth non dovrebbe suscitare la sensazione di essere alle prese, almeno a tratti, con dei birilli. A livello di difficoltà normale, alle volte, non siamo stati individuati da un nemico posto di fianco a noi, pur essendo del tutto allo scoperto.

    In un'altra occasione, invece, ne abbiamo assassinato uno da dietro un angolo e proceduto all'eliminazione di tutti coloro che, con calma serafica, venivano a controllare il cadavere. Oltre all'uso dei gadget o alle eliminazioni a catena, c'è anche una soluzione offensiva davvero troppo efficace: la Prontezza dell'Assassino. Tramite movimenti così rapidi da non poter essere riprodotti dall'Animus, Basim può letteralmente teletrasportarsi nei pressi di un avversario per finirlo immediatamente e, migliorando l'abilità, arrivare a poterne abbattere fino a cinque di seguito.

    Prontezza dell'Assassino ha dei limiti nella distanza d'utilizzo, che però non hanno mai rappresentato un reale impedimento: siamo quasi sempre riusciti a uccidere i nemici che volevamo, anche se si trovavano in posizioni sopraelevate, e a salvarci da situazioni spinose che in assenza di questa risorsa avrebbero condotto alla caccia aperta al protagonista. Sull'efficacia estetica di questa soluzione offensiva si potrebbe parlare a lungo, ma tutto sommato è una questione di gusti. Con questa formidabile mossa però l'Occulto diventa una macchina da guerra, in antitesi con l'impostazione ludica di Mirage.

    Assassin's Creed Mirage Assassin's Creed MirageVersione Analizzata PlayStation 5Assassin’s Creed Mirage rievoca con una certa efficacia i capitoli dell’era “pre ruolistica”, con un sistema di notorietà che spinge a ritornare nell’anonimato coi mezzi a disposizione di Basim. Tra la piacevole esplorazione di Bagdad - ben caratterizzata e dotata del giusto quantitativo di attività secondarie - e missioni principali interessanti, almeno per quanto concerne level design e metodi d’approccio, Ubisoft Bordeaux ha confezionato un’esperienza valida e divertente, ma non priva di problemi e oscillazioni qualitative. Gli intoppi legati perlopiù alle coreografie marziali degli scontri affiancano un comparto narrativo non incisivo come speravamo e fasi stealth impoverite da un’IA dei nemici non raffinata e da soluzioni offensive sin troppo efficaci. Ad ogni modo, se volete regalarvi un Assassin’s Creed più gestibile e visitare un setting affascinante e misterioso dovreste dare una possibilità a Mirage, che a prescindere da tutto ha dimostrato una cosa importante: le iterazioni più vicine all’impostazione ludica tradizionale dell’IP hanno ancora qualcosa da dire.

    7.5

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