Assassin's Creed Odyssey Il Destino di Atlantide: Recensione del primo DLC

I Campi Elisi è il capitolo d'esordio del nuovo trittico di contenuti aggiuntivi, che ci porteranno ad esplorare ambientazioni del tutto inedite.

Assassin's Creed Odyssey Il Destino di Atlantide: Campi Elisi
Recensione: Multi
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Se vi ritroverete soli, a cavalcare su verdi praterie col sole sulla faccia, non preoccupatevi troppo, perché sarete nei Campi Elisi...
    Il Gladiatore

    Il season pass di Assassin's Creed Odyssey si arricchisce con un nuovo, sostanzioso tassello del suo epico mosaico. Dopo il trittico di episodi che ha composto l'arco narrativo L'Eredità della Prima Lama, conclusosi senza troppo clamore, spetta a Il Destino di Atlantide alzare la posta in gioco, e proporre un'avventura che approfondisca la mitologia legata agli Isu ed alle origini della protagonista. Al pari della precedente, questa seconda epopea è suddivisa in tre atti, il primo dei quali - I Campi Elisi - ci conduce proprio nel paradiso della mitologia greca, alla scoperta di una civiltà antica e potente.

    Rispetto alla prima metà del Pass Stagionale, Il Destino di Atlantide risulta sin da subito molto più coraggioso ed invitante: oltre ad un nuovo canovaccio tutto da scoprire, infatti, il DLC introduce un regno totalmente inedito e slegato dall'enorme mappa principale. Un'ambientazione mai vista prima, insomma, che balza all'occhio per una resa artistica di impressionante spessore: se pensavate che i designer di Ubisoft non potessero alzare ulteriormente l'asticella qualitativa dopo aver architettato gli indimenticabili orizzonti greci, preparatevi a strabuzzare la vista, perché i Campi Elisi vi lasceranno davvero esterrefatti.

    Paradiso simulato

    Il Destino di Atlantide inizia in Grecia, quando Kassandra, ora divenuta la Custode, entra in contatto con l'ologramma di Aletheia, che ragguaglia la nostra misthios sulla missione che l'attende: la guerriera dovrà scovare tre simboli sparsi per le regioni greche, in modo tale da permettere al cosiddetto Erede dei Ricordi di accedere ad una sala segreta dell'antica Atlantide.

    Una volta completato l'incarico, che non ci porterà via più di mezz'ora, avremo finalmente la possibilità di lasciarci tutto alle spalle e varcare la soglia della nuova terra: l'Elisio spalancherà presto le sue indescrivibili bellezze, partorite dalla mente di Persefone, sposa di Ade, che ha modellato questo paradiso secondo la sua volontà. Nel regno dove fioriscono i campi di asfodelo, Kassandra si troverà invischiata in un conflitto tra Isu e Uomini.

    Il suo obiettivo è quello di oltrepassare le porte dei Campi, per giungere nell'Oltretomba, ma non potrà farlo senza prima aver ottenuto il consenso della regina. Preferiamo non dilungarci in altri dettagli per quanto concerne il tessuto narrativo di questo primo episodio, dandovi il piacere di scoprirlo da soli nel corso delle abbondanti sei ore necessarie a raggiungere la fine della main quest.

    Per quanto le premesse suonino interessanti, il punto debole de I Campi Elisi risiede proprio nella sua trama, in contrapposizione a quanto avvenuto con il DLC Preda, che presentava una sceneggiatura caratterizzata da qualche guizzo intrigante. L'assunto di partenza e lo svolgimento del racconto ci sono parsi del resto alquanto forzati e poco incisivi, nonostante il nuovo cast contenga al suo interno dei personaggi delineati con una certa cura.

    Persefone, anzitutto, è un'antagonista spinta da motivazioni e debolezze sorprendentemente "umane", benché si tratti di un'esponente di una civiltà superiore. Accanto a lei ruota un microcosmo di personaggi come Ermes, Adone ed Ecate, i cui destini saranno nelle mani del giocatore: la presenza di qualche scelta nel corso dei dialoghi segnerà infatti le sorti dei comprimari, modificando lievemente lo sviluppo di un finale che - al netto di qualche variazione - raggiungerà sempre la medesima meta.

    A causa di uno script a tratti prolisso ed aggrovigliato, I Campi Elisi non si distingue per la portata del racconto, ma compensa le ataviche mancanze della serie con alcune soluzioni ludiche che provano a fornire un soffio di varietà rispetto all'esperienza di base.

    Una mercenaria come dea

    Sarebbe ingenuo aspettarsi da Il Destino di Atlantide uno stravolgimento delle meccaniche ludiche di Odyssey, ciononostante questa seconda tornata di episodi ha il pregio di amplificare l'esperienza con qualche tocco di innovazione, legato soprattutto all'ambientazione ed ai suoi abitanti. I soldati "divini" che affronteremo sono dotati di abilità capaci di privarci della nostra energia, senza la quale non potremo dar sfoggio dei poteri in dotazione.

    Ne consegue che spesso, durante le battaglie, saremo costretti a prestare maggiore attenzione al terreno di gioco, schivando con più costanza i colpi in arrivo. A questo si aggiunge la ritrovata importanza dedicata allo stealth: nelle immancabili roccaforti da assaltare per diminuire l'influenza di Persefone in una determinata area, infatti, sono state erette delle statue di guerrieri che prendono magicamente vita quando viene versato del sangue dinanzi ai loro occhi.

    Questo implica che batterci a viso aperto contro gli avversari accanto ad uno di questi Colossi ne provocherà il risveglio: si tratta di contendenti abbastanza coriacei, in grado di bersagliarci dalla distanza e di sfuggire ai nostri assalti, rendendo un po' più complesse le mischie contro un buon quantitativo di nemici. Se elimineremo i soldati di Persefone in silenzio, invece, i Colossi continueranno a recitare la parte delle belle statuine, così da alleggerire la difficoltà dei duelli.

    È una soluzione ludica piuttosto intelligente per donare allo stealth una sua ragion d'essere all'interno di un gioco palesemente indirizzato all'azione sfrenata: tuttavia, dal momento che le debolezze dell'IA e l'approssimazione degli approcci silenziosi restano invariati in confronto all'avventura originale, in più di un'occasione saremo comunque indotti a sguainare le armi e massacrare orde di nemici con l'uso dei poteri, anche a costo di cimentarsi in sfide discretamente impegnative.

    Progredendo nella storyline, in ogni caso, acquisiremo non solo equipaggiamento di fattura superiore, ma anche degli speciali manufatti Isu con cui potenziare persino le abilità di livello 3; a questo vantaggio va affiancata inoltre la facoltà di ottenere dei punti esperienza da spendere nello skill tree distruggendo alcuni Idoli di marmo, grazie ai quali sbloccare nuovi talenti senza salire di grado.

    In poco tempo, insomma, diventeremo sufficientemente potenti da non temere più alcuna minaccia. In mezzo alla riproposizione delle dinamiche di gameplay già viste in Odyssey, scompaiono per ragioni narrative le battaglie navali, poiché la nostra fidata Adrestia non ci accompagnerà nel viaggio lungo i Campi Elisi.

    Visione paradisiaca

    Il reame creato da Persefone è pura meraviglia: un anello di cascate circonda la nuova mappa dalle dimensioni perfettamente bilanciate, corredata da prati multicolori, in un trionfo di cromatismi eterogenei e incantevoli. Cavalcare tra oceani di fiori, mentre variopinte farfalle ci danzano intorno, è un'esperienza visivamente sensazionale.

    La conformazione dell'Elisio è strutturata per rendere l'esplorazione meno semplice e più ponderata: l'intero regno è costellato di fiumiciattoli dove la nostra cavalcatura non può addentrarsi, e nei quali potremo muoverci o a nuoto o a bordo di piccole imbarcazioni. Questo tipo di design rallenta gli spostamenti, anche a causa della necessità di dover spesso cambiare mezzo di trasporto, e costringe inoltre ad intraprendere lunghissime scalate.

    I Campi Elisi infatti posseggono una grande estensione in verticale, con altopiani rocciosi sui quali si ergono i maggiori punti di interesse del DLC: l'atto di arrampicarsi acquista dunque un valore più marcato rispetto a quanto saggiato in Odyssey, ed a tratti finisce quasi per divenire un po' invasivo.

    Per venire incontro agli utenti più pigri Ubisoft ha piazzato alcuni strategici punti di controllo, definiti Ali di Ermes: parliamo di una sorta di teletrasporto che collega due piani di differente altezza, in modo da velocizzare i viaggi rapidi. Eppure, la sublime bellezza dell'Elisio è tale che il più delle volte i giocatori sceglieranno di camminare lentamente, in mezzo alle corolle ed alle farfalle, per godersi la permanenza in paradiso.

    Assassin's Creed Odyssey Assassin's Creed OdysseyVersione Analizzata PlayStation 4 ProSe il DLC Preda, il primo atto de L'Eredità della Prima Lama, riciclava l'ambientazione originale ma proponeva una storia ben orchestrata, l'esordio de Il Destino di Atlantide fa l'esatto opposto: I Campi Elisi è un capitolo che non eccelle sul versante del racconto, ma imbastisce una mappa del tutto inedita, inserendo anche qualche piccola novità ludica che rinfresca con intelligenza le avventure di Kassandra. Un inizio più che valido, visivamente superlativo e piuttosto corposo sul piano della longevità: e questo non fa altro che aumentare le aspettative per il prossimo viaggio che compiremo nell'Oltretomba...

    7.8

    Che voto dai a: Assassin's Creed Odyssey

    Media Voto Utenti
    Voti: 181
    7.8
    nd