Assassin's Creed Odyssey Stirpe: Recensione del terzo DLC

Con Stirpe cala il sipario su L'Eredità della Prima Lama, il pacchetto di contenuti aggiuntivi dedicati all'avventura di Alexios o Kassandra.

Assassin's Creed Odyssey L'Eredità della Prima Lama: Stirpe
Recensione: Playstation 4 Pro
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Con il DLC intitolato "Stirpe" si chiude finalmente l'Eredità della Prima Lama, ovvero il primo arco narrativo del supporto post-lancio di Assassin's Creed Odyssey. Gli appassionati del brand Ubisoft, fra qualche mese, potranno tornare a frequentare la produzione grazie al secondo ciclo di contenuti aggiuntivi, che ci racconterà qualcosa di più sui Precursori. Per il momento, tuttavia, la storia si focalizza sulla nuova famiglia di Alexios o Kassandra e sulla connessione che sussiste fra il protagonista di questa avventura e la gilda degli assassini.
    In verità questo legame era già abbastanza esplicito alla fine dello scorso DLC, Eredità Oscura, quando avevamo scoperto con discreta sorpresa che il nostro Misthios aveva deciso di mettere su famiglia, generando un infante.
    La comparsa improvvisa di Elpidio nella vita dell'eroe aveva per altro lasciato interdetti moltissimi giocatori, che si erano scagliati contro Ubisoft a causa di una scelta che in parte sconfessava la grande libertà interpretativa concessa dal titolo. Il risultato di questa ennesima battaglia per far valere le ragioni della massa? Il publisher francese ha cambiato qualche dialogo in modo tale che i più disincantati potessero giustificare la nascita del pargolo con l'esigenza di non interrompere la propria stirpe. Insomma non tanto un bisogno maternità (o paternità), quando l'egoistica volontà di preservare il proprio patrimonio genetico.

    Linea di sangue

    Di quanto sia opportuno sconfessare le proprie scelte creative di fronte al pubblico urlante parleremo magari in un'altra occasione, e per il momento ci concentreremo più che altro sull'importanza che il piccolo Elpidio riveste nella continuity di Assassin's Creed. È chiaro che per legare Alexios e Kassandra alla stirpe degli assassini servisse una linea di sangue, ed è pure evidente che questa soluzione permette anche di mettere in diretta connessione tutti i protagonisti delle vecchie avventure con la Prima Civilizzazione.

    Il punto fondamentale è però che tutto questo l'avevamo già intuito alla fine del secondo DLC, e quest'ultimo capitolo ha solo il compito di spiegarci come Elpidio sia arrivato all'ombra delle piramidi. "Stirpe" assolve a questa sua funzione in maniera abbastanza fiacca, riproponendo la stessa struttura dei precedenti episodi e accompagnandola con una scrittura debole e poco intensa. Alla fine della mini-avventura, della canonica durata di tre ore, viene davvero da chiedersi: "ce n'era bisogno?"

    All'inizio del DLC si palesa finalmente il nemico che abbiamo inseguito per così tanto tempo: il capo dell'Ordine degli Antichi. Ovviamente avrà mire spiacevoli sul figlio del protagonista, che il giocatore si vedrà soffiato dalle mani. L'obiettivo sarà quindi quello di recuperare la prole, sterminando al contempo l'organizzazione, dopo averne decimato le fila.

    "Stirpe" comprende una manciata di missioni principali che - ormai l'avrete capito - non si discostano di una virgola rispetto a quelle che costituiscono l'ossatura del gioco principale. Ci sono avamposti da perlustrare furtivamente, scontri all'arma bianca e tempestose battaglie a bordo dell'Adrestia. Il problema? Per farvelo capire meglio basta andare a recuperare qualche estratto dalle review del precedenti episodi. Al tempo di Preda scrivevamo: "Fra battaglie navali e incursioni stealth negli accampamenti nemici, le attività che ci troveremo a svolgere sono insomma le stesse che componevano l'avventura di Alexios o Kassandra, e pertanto sarebbe inutile cercare qualche guizzo di originalità".

    Poi è venuta la volta di Eredità Oscura, ed anche in quel caso ci siamo trovati a dire: "si comincia con una missione d'infiltrazione, si prosegue con qualche combattimento all'arma bianca, e si giunge ad una sezione integralmente incentrata sulle battaglie navali. A mitigare il trasporto del giocatore c'è il fatto che ogni incarico appare già visto, scontato e poco originale".
    E insomma, il problema si ripropone esattamente identico, con un paio di aggravanti. In questo caso non c'è neppure qualche ricompensa particolare come il Soffio della Chimera, o qualche momento narrativamente intenso come quelli vissuti del primo DLC.

    Tutto è largamente atteso, prevedibile, triviale, ed il racconto procede sostenuto soltanto dal desiderio di vendetta dei vari personaggi. Manca un nemico iconico dalle motivazioni plausibili, ed il trasporto emotivo latita del tutto. Da questo punto di vista di sicuro non hanno giovato né la distribuzione episodica, che ha frammentato il racconto, né la nuova dicotomia che il pubblico ha imposto (?) al protagonista, quasi ossessionato dalla necessità di ribadire, in ogni dialogo, che tutte le sue azioni sono riconducibili a due sentimenti quasi opposti: da un lato l'amore incondizionato per il compagno e la famiglia, e dall'altro la prepotente urgenza di non far estinguere la propria linea di sangue.

    Ecco, molti utenti avevano visto nella nascita di Elpidio un tradimento della filosofia portante che stava alla base della sceneggiatura di Odyssey. Ma non è invece questo nuovo atteggiamento che sconfessa tutto quello che è stato costruito finora? Ha senso avere un Misthios che vede tutto bianco o nero, dimenticando che invece sono le sfumature che danno colore al mondo, e che pure la nascita di un figlio - in fondo - può semplicemente essere vissuta come una grande avventura? Pur dinanzi a questi limiti ludici e narrativi, a risollevare in parte le sorti dell'atto finale c'è per fortuna una mole contenutistica sufficientemente sostanziosa, che offre un buon quantitativo di ore da trascorrere all'interno del mondo di Assassin's Creed: Odyssey.

    Assassin's Creed Odyssey Assassin's Creed OdysseyVersione Analizzata Playstation 4 ProDi Stirpe si possono dire quasi le stesse cose dei primi due DLC, almeno per quel che riguarda struttura, offerta e longevità. La quest principale si porta a termine in tre ore, e un altro paio servirà per uccidere - dopo averli identificati - gli ultimi membri dell'Ordine degli Antichi. La colpa di questo add-on, ma forse di tutto l'arco narrativo che compone l'Eredità della Prima Lama, è quella di essersi appoggiato sulla struttura (e sulla mappa) preesistente di Odyssey, senza variarla minimamente. Una strategia che può funzionare, ammesso che a dar valore al prodotto ci sia una scrittura di primo piano. Stirpe è invece il capitolo più debole del tris, forse perché non riesce del tutto a celare il fatto che si tratta di episodio un po' superfluo, che racconta in tre ore quello che si poteva dire in una cut-scene. Resta, in rapporto ai pacchetti precedenti ed al prezzo di tutto il terzetto di DLC, un contenuto se non altro onesto dal punto di vista quantitativo. Con Il Destino di Atlantide, tuttavia, si può e si deve fare di più.

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