Assassin's Creed The Ezio Collection Recensione: il Rinascimento su Switch

La gloriosa saga di Ezio Auditore rivive su Nintendo Switch, ma come se la cava la raccolta sulla console ibrida?

Assassin's Creed The Ezio Collection Recensione: il Rinascimento su Switch
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Disponibile per
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Molto prima che vichinghi e pirati veleggiassero verso i cuori dei fan, le acrobazie di un certo Maestro Assassino italiano hanno segnato la storia della saga di Assassin's Creed. Il nome di Ezio Auditore è scolpito a caratteri cubitali nella leggenda della serie, forse nel medium stesso, ed è ben chiara anche a Ubisoft l'importanza della sua eredità. Nella recensione di Assassin's Creed The Ezio Collection per PS4 e Xbox One, ormai diversi anni or sono, vi avevamo raccontato come fosse impossibile resistere al fascino dell'eroe fiorentino, pur riconoscendo gli acciacchi di una trilogia che già all'epoca sentiva tutto il peso dei propri anni. Ora la saga di Auditore è giunta a noi anche in un'edizione per Nintendo Switch, e dopo aver rivissuto la caccia ai Templari e agli antichi segreti dei Precursori siamo pronti ad affondare la nostra lama celata nel Rinascimento italiano... ancora una volta.

    Gloriosi da vivere, un po' meno da giocare

    Ci sembra davvero difficile che il popolo videoludico, oggi, non conosca Ezio Auditore, ma forse i fan più giovani potrebbero accogliere la versione Switch con l'entusiasmo della scoperta e lo spirito della prima volta. Basti sapere che la trilogia, pubblicata su console di ben due generazioni fa tra il 2009 e il 2011, porta al culmine la Saga di Desmond, che nell'anno 2012 si ritrovò al centro della lotta millenaria tra Assassini e Templari, ricoprendo un ruolo di spicco grazie alle conoscenze acquisite dai suoi antenati tramite l'Animus, la macchina che permette di rivivere in prima persona i ricordi dei propri avi grazie all'imprinting genetico.

    L'epopea di Auditore rappresentò il cuore pulsante del percorso di Desmond verso la salvezza del mondo: da Assassin's Creed 2, una storia fondamentalmente di origini in cui un giovane Ezio indossa la cappa della Confraternita per vendicare la sua famiglia e sventare le macchinazioni dell'Ordine Templare, fino al sequel Brotherhood, nel quale il protagonista prende atto delle proprie responsabilità e diventa un Maestro Assassino per salvare l'Italia dai complotti dei suoi nemici. Si arriva infine ad Assassin's Creed Revelations, in cui il fiorentino è un uomo maturo che compie un viaggio nelle terre dell'impero bizantino per seguire le orme del suo leggendario predecessore, il mentore Altair Ibn-La'Ahad, vissuto ai tempi delle Crociate e passato agli annali per aver rifondato e rivoluzionato i dogmi moderni della Confraternita.

    Il fascino culturale e scenico della Ezio Collection, il carisma del suo indimenticabile e ammaliante protagonista, ma soprattutto la qualità dell'intreccio sono i valori indiscutibili che rendono il trittico di opere un cult assoluto della storia videoludica recente e che - a distanza di oltre un decennio dalla loro release - rendono le avventure a Firenze, Roma e Istanbul ancora memorabili ed emozionanti.

    Va però detto che i segni del tempo continuano a farsi sentire, a partire da una formula ludica che appare quanto mai obsoleta. Il confronto tra i capitoli di Ezio e le più moderne incarnazioni del franchise, in termini di meccaniche e opportunità di gameplay, risulterebbe fin troppo ingiusto. Eppure, già pensando agli episodi immediatamente successivi a Revelations, capiamo quanto i titoli siano invecchiati.

    Le possibilità offerte dal combat system, dai movimenti e dall'esplorazione appaiono oggi assai limitate, appesantite da un parkour macchinoso, lontano anni luce dalle scalate dinamiche sperimentate negli ultimi tempi. C'è da ammettere che, comunque, le scorribande da un tetto all'altro dello scenario rinascimentale rimangono un'esperienza unica, piacevole e appagante, e che la qualità della messinscena continua ad essere sontuosa per quanto concerne regia e comparto musicale.

    È opportuno asserire, insomma, che mai come oggi Assassin's Creed The Ezio Collection va approcciato con spirito squisitamente filologico, ma soprattutto con la consapevolezza di trovarsi di fronte ad un'opera vetusta, dalla fortissima linearità narrativa e concettuale.

    Eccezion fatta, forse, per il terzo capitolo della saga, anche l'incarnazione dell'open world potrà sembrare a molti superata e limitante: le attività opzionali, pur non essendo poche, sono più che altro un elemento riempitivo fatto di missioni e sfide reiterative, con pochissima sostanza in termini di scrittura. Quest'ultima caratteristica è tutta concentrata nella "main quest", che d'altro canto si rivela ancora oggi una delle più appassionanti e meglio concepite dell'intero franchise.

    La resa su Switch

    Il tempo non è stato gentile con l'impasto ludico di Assassin's Creed 2, Brotherhood e Revelations, e sembra aver concesso ancor meno riguardo alla componente grafica. La resa generale ci pare piuttosto vicina alle edizioni per PlayStation 4 e Xbox One, ed è inutile sottolineare che l'episodio a prestare maggiormente il fianco all'età sia proprio il secondo.

    Nonostante il gioco faccia il possibile per modernizzare le prestazioni visive, offrendo ad esempio le stesse migliorie all'illuminazione - indubbiamente più dinamica e realistica rispetto alle edizioni originali - la modellazione poligonale e il livello di dettaglio subiscono le medesime ingiurie di 6 anni fa: l'innalzamento della risoluzione giova più che altro agli abiti e ai volti dei personaggi principali, mentre gran parte dei comprimari e soprattutto degli NPC rimane fin troppo raffazzonata. Un destino analogo è riservato alle texture ambientali, che al netto di una resa complessiva sufficiente non riescono a superare lo scoglio della bassa definizione.

    La situazione migliora progressivamente nei due titoli successivi. Già in Brotherhood, ad esempio, la qualità più elevata del motion capture rende più credibile l'espressività dei protagonisti, e un po' meno artificiosa la loro resa su schermo. Permangono in ogni caso svariati problemi tecnici legati all'eccessivo divario tra le texture dei personaggi e quelle dello scenario, un lavoro di rimasterizzazione che nuovamente oscilla tra scorci tutto sommato piacevoli e altri problematici, con un pop-up che resta aggressivo soprattutto negli spazi più aperti. "Colpa", a parer nostro, di una mappa come la Roma di inizio 1500: meravigliosa, nonostante gli anni passati, negli agglomerati urbani e in alcuni interni, preoccupante durante le galoppate tra i colli e nelle piane adiacenti al Colosseo.

    E infine si arriva a Revelations. Il capitolo della maturità di Ezio, che alterna la storyline del fiorentino con emozionanti sprazzi della vita di Altair, è per ovvi motivi il più convincente sia in termini di prestazioni tecniche, sia per quanto concerne messinscena e intelaiatura grafica. La Istanbul creata da Ubisoft Montreal è un crogiolo di culture, colori, fumi e suggestioni, e a quasi undici inverni di distanza dalla release originale dobbiamo ammettere che l'avventura di Costantinopoli non è invecchiata male.

    Merito, indubbiamente, del motore grafico e del codice originali, già di per sé molto solidi ed eccellenti per gli hardware dell'epoca. Paradossalmente, come citato nella nostra analisi su PS4 del 2016, l'intervento di restauro su AC Revelations si dimostra minimo, e nonostante ciò l'episodio "meno amato" dalla community si trasforma addirittura nella punta di diamante di questa Collection.

    La grande novità per la Saga di Ezio è però il porting su Nintendo Switch, con annessa possibilità di vivere l'epopea dell'italiano in versione portatile. Anche in questo caso il nostro responso oscilla tra soddisfazione e amarezza: in modalità Handheld, pur scendendo ad una risoluzione di 720p contro i 1080p della versione in dock (con un frame rate di 30fps), la resa visiva generale del secondo capitolo si difende a dovere, merito probabilmente di una compressione sul piccolo schermo che ridimensiona i difetti della produzione. Nulla da dire su Revelations, che in portabilità riesce a mantenere gli aspetti più convincenti del titolo; è su Brotherhood, invece, che abbiamo riscontrato alcuni clamorosi limiti: la qualità della risoluzione, addirittura per quanto riguarda le texture sul modello del protagonista, si abbassa drasticamente nelle fasi di free roaming, per poi tornare alla normalità durante le sequenze video.

    Assassin's Creed The Ezio Collection Assassin's Creed The Ezio CollectionVersione Analizzata Nintendo SwitchAssassin's Creed The Ezio Collection su Nintendo Switch porta sulla console ibrida di Nintendo un trittico di capitoli un po' afflitti dalle ingiurie del tempo, ma comunque preziosi per la memoria storica del franchise. La resa visiva e l'impasto ludico risultano purtroppo penalizzati dalle rughe dell'età, peraltro evidenziando gli stessi inciampi grafici della rimasterizzazione su PS4 e Xbox One di qualche anno fa. Nonostante tutto, l'epopea di Ezio Auditore andrebbe approcciata con spirito filologico e animo romantico, e siamo sicuri che in fondo il fascino e il carisma del protagonista fiorentino sapranno conquistarvi ancora una volta.

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