Assassin's Creed Valhalla: L'Assedio di Parigi, recensione del secondo DLC

La Saga di Eivor continua nel regno franco, alla conquista di Parigi in una guerra contro Carlo il Grosso. Ecco com'è andata.

Assassin's Creed Valhalla: L'Assedio di Parigi
Recensione: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Nuovi venti di guerra soffiano da Sud. L'ombra del regno franco si estende tra le ridenti fronde di Ravensthorpe, e minaccia il dominio norreno nell'arcipelago inglese. Lo jarl del Clan del Corvo, Eivor Morso di Lupo, sa che non gli restano molte opzioni. Prendere parte alla spedizione contro il vanaglorioso re di Francia o rinunciare ai canti di guerra? Portare il conflitto nelle campagne francesi o attendere sulle rive britanniche che lo scontro si abbatta sulla sua gente? La Saga di Eivor continua nella seconda Espansione di Assassin's Creed Valhalla: l'Assedio di Parigi sta per arrivare sulle piattaforme di gioco, e dopo averlo vissuto in anteprima siamo pronti a raccontarvi un DLC che abbiamo trovato superiore al precedente (per ogni altro dettaglio non vi resta che suonare il corno per invocare la recensione di Assassin's Creed Valhalla L'ira dei Druidi).

    La guerra in Francia

    Quando un gruppo di nuovi visitatori approda al villaggio del Clan del Corvo, portando cibo, vino e gozzoviglia, Eivor si chiede cosa si celi davvero dietro le azioni pacifiche della nordica Toka. La giovane vichinga si presenta allo jarl come la seconda in comando del clan di Elgring, comandato dal possente norreno Sigfred.

    Gli Elgring militano in Francia e sono giunti in Inghilterra in cerca di alleati per vincere la guerra contro Carlo il Grosso. Discendente di Carlo Magno, il sovrano chiuso tra le mura di Parigi spadroneggia su una terra dilaniata dai conflitti, e minaccia di spazzare via gli insediamenti vichinghi dal suolo francese. Solo un'alleanza con altri clan oltreoceano garantirà ai sudditi di Sigfred la sopravvivenza e impedirà l'espansione del regno di Carlo il Grosso: una minaccia che, prima o poi, raggiungerà le coste inglesi, mettendo in serio pericolo gli abitanti di Mercia, Anglia, Northumbria e Wessex. Con il cuore pieno dubbi, e intenzionato a cercare nuove alleanze, Morso di Lupo veleggia con i suoi prodi guerrieri verso i lidi francesi e fa la conoscenza dei due schieramenti.L'irruento Sigfred, guerriero inarrestabile e capo impulsivo, tanto focoso nel temperamento quanto impulsivo in politica, crede che l'unico modo per vivere in pace sia appiccare le braci della guerra; l'insidioso re Carlo, viscido e infido, desideroso di spazzare via l'intrusione pagana; il suo generale più fidato, il conte Oddone, stratega militare astuto e inflessibile; la dolce regina Riccarda, attenta ai bisogni dei poveri e vittima delle angherie del sovrano suo marito.

    Diversamente da quanto ci si poteva aspettare, L'Assedio di Parigi ci porta nel cuore della guerra soltanto nelle fasi finali di una Campagna non molto longeva, ma intensa: per terminare l'avventura principale vi saranno sufficienti appena 10 ore, mentre le attività collaterali potrebbero estenderne la durata di altre 5. Nel complesso, insomma, il secondo DLC di Assassin's Creed Valhalla ha una longevità fissata tra le 12 e le 15 ore, e come vi dicevamo è stata proprio la sceneggiatura a sorprenderci in positivo, pur non presentando particolari guizzi qualitativi - sulle orme, d'altronde, della narrativa altalenante presente nell'avventura madre.

    Un quadro che, nonostante i difetti, ci siamo sentiti di promuovere. Merito, a parer nostro, di comprimari ben scritti, carismatici e interessanti: la narrativa de L'Assedio di Parigi è insomma più efficace rispetto all'avventura irlandese, che sul piano del ritmo e della caratterizzazione del cast ci aveva fatto tutt'altro che impazzire. Nella sua prima fase, il DLC ci porta alla scoperta delle rispettive fazioni attive in Francia, con Eivor che tenta di fare da mediatore tra Carlo il Grosso e Sigfred. La trama prosegue con un racconto fatto soprattutto di intrighi e tradimenti, trattative e ricerche, salvataggi e infiltrazioni, fino all'inevitabile conflitto finale sulle orme dello storico e leggendario assedio parigino guidato da Ragnar Lothbrok.

    Un viaggio tra i bassifondi parigini e le pianure francesi

    Ciò che più ci ha entusiasmato della Campagna de L'Assedio di Parigi è la struttura delle quest. Gli incarichi principali valorizzano l'esplorazione e l'investigazione, rendendo la trama meno lineare e diretta. La novità più interessante è rappresentata da un gradito ritorno, che si ispira ad un'apprezzata meccanica di Assassin's Creed Unity e Syndicate: le opportunità di infiltrazione e gli assassini speciali, ora più ricchi che mai. Nel corso di certi eventi il protagonista ha modo di analizzare l'ambiente che lo circonda e scovare da solo le possibilità che lo scenario o gli NPC gli offrono per potersi intrufolare in un avamposto nemico e trovare scorciatoie per l'obiettivo finale da assassinare.

    La varietà è interessante, ciascuna missione di infliltrazione prevede infatti almeno due o tre approcci differenti. Eseguendo alla perfezione i mini-incarichi opzionali (che consistono, ad esempio, nel reperire informazioni preziose, rubare chiavi o particolari oggetti) si ha la possibilità di attivare un assassinio speciale, una cutscene inedita in cui Eivor elimina il suo bersaglio in modi invero spettacolari. È grazie alle infiltrazioni, che fanno parte della trama principale e sono in tutto cinque, che la nuova espansione di Valhalla acquista una messinscena ben più pregevole delle sue precedenti iterazioni, prediligendo una regia più cinematografica al termine di ciascun incarico.

    Altra grande novità del DLC sono le missioni dei Ribelli. Si tratta di una feature molto simile alle tratte commerciali di Dublino, ma incentrate su operazioni di guerriglia o sabotaggio. Eivor viene messo a capo di una milizia composta da dissidenti nei confronti di Carlo il Grosso e riceve il compito di guidarli ora all'eliminazione di piccole truppe nemiche, ora al recupero di informazioni preziose. Proprio come le missioni di Dublino, non rappresentano altro che l'ennesima variante dei contratti di Assassinio, e perciò risulteranno ben presto ridondanti e ripetitive. Lo sprone ad eseguirle sta però nel nuovo sistema di progressione: completando gli incarichi dei ribelli Eivor ottiene punti "Infamia", che gli permettono di aumentare la notorietà della resistenza, e monete da reinvestire per le sue milizie.

    Accumulare punti e salire di Infamia permette al protagonista di sbloccare nuovi potenziamenti per le truppe ribelli e oggetti personali, tra cui armature e lame con cui impreziosire il suo micidiale arsenale. Oltre che nell'acquisto di nuovi abiti o armamenti, le monete possono essere spese anche nel potenziamento della milizia, estendendo ad esempio il numero di truppe a propria disposizione o persino la qualità del loro equipaggiamento. Infine, le missioni dei Ribelli si dividono in due categorie, ma potranno essere completate soltanto una alla volta: alle quest in compagnia delle truppe alleate si possono alternare anche gli incarichi individuali, più difficili ma anche più remunerativi rispetto alle missioni standard. Pur non brillando in termini di varietà, insomma, tale meccanica amplia di gran lunga l'esperienza di gioco e garantisce nuove ricompense con cui vestire il nostro prode vichingo.

    L'ambientazione

    Le sorprese non sono finite. Gran parte del fascino della storia principale è esercitato anche da Parigi e dai suoi bassifondi marcescenti. La capitale del regno franco si estende, oltre che in superficie, attraverso cunicoli e vie malfamate dilaniate dal morbo della peste. Ad accompagnare una simile desolazione arriva un'altra nuova feature: i ratti. Piccole nidiate di topi infetti invadono i canali di scolo e i sotterranei della città, e finire tra le loro grinfie non può che significare morte certa. Per aspetto e valore ludico, i ratti di Parigi ricordano molto quelli di A Plague Tale, seppur l'approccio delle piccole e fameliche orde sia molto più realistico rispetto all'avventura di Amicia e Hugo.

    I roditori attaccano in piccoli gruppi e per sopravvivere vi basterà agitare l'arma, così da respingerli verso i cunicoli da cui sono usciti. In alcune occasioni occorrerà giocare d'astuzia, e in certe cripte fuggire dall'avanzare dei topi diventa parte integrante di alcuni puzzle ambientali. Ma Parigi non è l'unica location del nuovo DLC di Valhalla: l'avventura si estende per una vasta porzione dei territori francesi. La mappa di gioco è più contenuta (e anche meno bella, visivamente parlando) rispetto all'Irlanda dei Druidi, ma la densità dell'open world è a parer nostro più efficace.

    Il team di sviluppo ha bilanciato meglio le secondarie rispetto alla trama di base: ad esempio, ne L'Assedio di Parigi tornano persino le quest collaterali dall'impronta narrativa, e alcune di esse mettono di fronte ad alcuni boss abbastanza impegnativi. A tal proposito, il livello standard della Francia è 200, ma in caso il vostro potere sia superiore a quello consigliato il gioco bilancerà in automatico la difficoltà generale. Al pari degli avversari druidici, i soldati del regno francese si distinguono per la loro elevata minaccia dalla distanza soprattutto grazie ai numerosi e insidiosi balestrieri.

    Se sul piano dell'azione, tra agguati e razzie a volontà, possiamo ritenerci soddisfatti del tasso di sfida offerto dall'espansione, d'altro canto c'è da dire che l'ingenuità dell'intelligenza artificiale (ovviamente la stessa del gioco base) rende le fasi stealth piuttosto monotone e ripetitive. Per quanto concerne i nuovi boss, infine, segnaliamo la presenza di diversi nuovi guerrieri dalla potenza spropositata. Questi avversari sono sparsi lungo tutta la Francia e molto spesso si rivelano antagonisti di alcune missioni secondarie. Pur rivelandosi resistenti ed insidiosi, i boss non ci hanno impressionato più di tanto rispetto ai precedenti viaggi di Eivor, ed insieme ad una struttura ludica piuttosto reiterativa rappresentano il più grande punto debole del DLC.

    Assassin's Creed Valhalla Assassin's Creed ValhallaVersione Analizzata PCL’Assedio di Parigi poggia solidamente sulle basi ludiche e tecniche di Assassin’s Creed Valhalla, e in alcuni aspetti non raggiunge le vette sceniche del viaggio irlandese di Eivor. La Francia è un open world meno bello a vedersi e più contenuto in termini di estensione, ma più denso e variegato sul fronte delle attività. Ad averci colpito della seconda espansione del gioco Ubisoft è soprattutto la trama principale composta da personaggi carismatici e intrighi avvincenti. Nel DLC, per quanto concerne il gameplay, non mancano le novità: dal ritorno delle splendide opportunità di infiltrazione alla minaccia dei ratti, il nuovo DLC di Valhalla offrirà una dozzina di ore piuttosto divertenti. Rimangono i problemi legati all’intelligenza artificiale e alla ripetitività degli incarichi, ma nel complesso l’epopea francese di Morso di Lupo può dirsi superiore al suo pellegrinaggio in terra druidica, seppur si sia rivelata meno longeva.

    7.8

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