Assassin's Creed Valhalla Roguelite: Recensione di La Saga Dimenticata

Con una modalità completamente gratuita, l'avventura di Eivor si trasforma in un breve ma interessante Roguelite.

Assassin's Creed Valhalla La Saga Dimenticata
Recensione: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Gli scaldi di Ubisoft non smettono di cantare. Le gesta di Eivor, nella sua forma sia umana che divina, ancora riecheggiano tra le schiere degli estimatori della saga vichinga, e a prescindere dalla qualità delle singole composizioni è indubbio che il virtuosismo con cui è stato condotto il supporto post-lancio di Valhalla meriti onore.

    Dopo averci intrattenuto con sortite storiche (la recensione de L'Assedio di Parigi è qui per i vostri occhi) e con sostanziose deviazioni mitologiche (qui trovate la recensione del DLC L'Alba del Ragnarok), Morso di Lupo lascia che le sue visioni prendano nuovamente il sopravvento con La Saga Dimenticata, un contenuto aggiuntivo del tutto gratuito che ci riporta nell'Aldilà norreno, a Niflheimr per la precisione, tra i cui ghiacci Havi deve portare a compimento una missione strettamente personale. Per permetterci di calarci appieno nella ostinazione della divinità, Ubisoft sceglie di dare a questo incarico una struttura da roguelite, dove a ogni sconfitta si riparte dal principio, in un perpetuo ciclo di morte, rinascita e vendetta.

    Il nuovo volto di Assassin's Creed

    Valhalla è di certo l'Assassin's Creed più proteiforme, e in La Saga Dimenticata muta aspetto ancora una volta, sfruttando la mitologia norrena per contestualizzare in modo credibile la natura roguelite dell'esperienza. Una volta giunti nell'insediamento di Ravensthorpe, sarà sufficiente interagire con Everold, il cui intruglio ci farà trasmigrare a Niflheimr, nelle sembianze di un Odino rancoroso e disperato, nonché mosso dall'ardimentoso desiderio di strappare il figlio Baldr dalle grinfie di Hel, la regina di quell'Oltretomba.

    Ma oltrepassare l'Aldilà non è impresa facile nemmeno per la Suprema divinità, e ogni cedimento, ogni caduta e annichilimento non fa altro che accrescere il ribollio vendicativo di Havi, sempre pronto a ricominciare il percorso dal principio. Benché il canovaccio non sia il fulcro della modalità, è comunque opportuno possedere una certa conoscenza della trama asgardiana di Valhalla per comprendere appieno il sostrato narrativo del La Saga Dimenticata (potete recuperare qui il nostro speciale riassunto sulla Storia di Odino). Ubisoft non ha solo intessuto un ordito coerente con la sotto vicenda mitologica di Eivor per questa modalità, ma è riuscita anche a dar coesione alla storia e alla struttura ludica. Il viaggio di Havi per recuperare Baldr è mosso da una caparbietà invereconda, generata sia dall'amore genitoriale sia dall'orgoglio divino: e quale modo migliore per rappresentare sul piano interattivo questa pervicacia se non quella di incanalarla in un contesto roguelite in cui, per stessa natura del genere di riferimento, il giocatore deve armarsi di tanta ostinazione per vincerne le insidie?

    Non va dimenticato che l'Aldilà norreno e il suo ciclo continuo di morte e resurrezione incarnano poi lo sfondo ideale per fornire ulteriore amalgama alla dimensione del racconto e a quella del gameplay. Piaccia o meno la deriva imboccata dalla serie con Valhalla e le sue variegate sfumature, non si può negare che Ubisoft abbia inserito questo DLC nell'ecosistema della produzione con una certa cognizione di causa(se volete approfondire, trovate qui il nostro speciale sul genere Roguelike).

    La struttura da roguelite

    Si comincia partendo dall'accampamento di Odino, in cui all'inizio di ogni nuovo tentativo potremo ottenere dei bonus, o meglio "favori", per la partita in corso, nonché modificare gli abiti della divinità, a patto di averli preventivamente sbloccati in via permanente. Dopodiché ci tufferemo tra le grigie lande di Kaldstad, immerse nella neve e nel ghiaccio: è questa la prima tappa di un percorso che si suddivide in macro aree (il cui numero preferiamo non rivelarvi), tutte caratterizzate da specificità ambientali, trappole e nemici distintivi.

    L'equipaggiamento di partenza è scelto dal caso, così come le abilità a distanza o corpo a corpo di cui saremo dotati, e per questo sarà utile adattare sulle prime il proprio stile di gioco in funzione dell'armamentario ottenuto. Pur dinanzi al comportamento aleatorio della Sorte, proseguendo lungo il cammino il giocatore mantiene comunque un po' di potere decisionale per piegare i capricci del caso alle sue esigenze: ecco perché dovremo scegliere il percorso da seguire, sbaragliare gli scagnozzi di Hel e liberare così i forzieri da loro presidiati, al cui interno potremo trovare armi, rune, abilità o risorse che, di volta in volta, ci aiuteranno a forgiare il nostro equipaggiamento. Ovviamente, nel pieno rispetto dei canoni di genere, la morte esige un tributo molto salato, e buona parte degli strumenti accumulati si vaporizzerà nel nulla, costringendoci a cominciare dal principio. Alcuni materiali saranno però permanenti, e a ogni ripartenza avremo la facoltà di investire i beni accumulati in un albero dei talenti o nell'ottenimento di oggetti temporanei.

    C'è una buona varietà a dar manforte a La Saga Dimenticata: al netto di boss fight non proprio divine e di quegli spigoli che il combat system si porta in dote dal gioco originale, l'avventura nel regno dei morti di Eivor propone un rispettabile set di trappole e sfide, a cui si affiancano dei malus ambientali legati all'area in cui ci troveremo e ad alcuni obiettivi secondari, come il ritrovamento dei mercanti rari sparsi nelle varie zone.

    È qui che entra in gioco un pizzico di esplorazione, che da una parte ci invoglia a guardarci intorno per selezionare il percorso più adatto al potenziamento che vogliamo ottenere, e dall'altra ci induce ad allontanarci dal sentiero più sicuro, stimolandoci anche a osare un po' di più per scalare vette minacciose, covi di chissà quali pericoli, e scovare armi di una certa preziosità.

    L'antico connubio costi-benefici in La Saga Dimenticata ci è parso dunque ben bilanciato, per quanto l'intera esperienza non presenti - sia chiaro - un livello di sfida sovrumano.

    Il tasso di complessità non è troppo elevato, e anzi i più abili potranno portare a compimento la missione di Havi in circa un paio d'ore. Volendo dedicarsi al completamento di ogni area e all'ottenimento di quanti più potenziamenti e tesori possibili, il quantitativo di tempo potrebbe essere destinato anche a raddoppiare, il tutto senza tener conto dei pur legittimi fallimenti che quasi certamente scandiranno la progressione.

    Assassin's Creed Valhalla Assassin's Creed ValhallaVersione Analizzata PlayStation 5La Saga Dimenticata, a discapito di quanto sostenuto dal titolo, dovrebbe essere ricordata. La sua natura completamente gratuita per tutti i possessori di Valhalla è certo l’incentivo primario (nonché quello più forte) per invogliare gli utenti a catapultarsi di nuovo nelle epiche storie del mito norreno, spalancando le porte di una modalità che intrattiene a sufficienza. È questo il motivo per cui l’avventura di Havi nel regno dei morti merita di essere vissuta. Ancora, e ancora, e ancora, se necessario.

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