Asterix & Obelix XXXL Recensione: i galli sono tornati, la magia è svanita

Microids riporta in vita il duo composto da Asterix e Obelix, protagonisti di un'avventura, purtroppo, non indimenticabile.

Asterix & Obelix XXXL Recensione: i galli sono tornati, la magia è svanita
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Negli ultimi anni Asterix e Obelix sono tornati a essere una presenza costante nel panorama videoludico: che sia attraverso le remastered di vecchi titoli oppure tramite progetti inediti (come vi racconta la nostra recensione di Asterix & Obelix Slap Them All), Microids ha puntato con convinzione sui celebri personaggi nati dalla fantasia di René Goscinny e Albert Uderzo, sebbene nessuno dei giochi visti negli ultimi anni sia riuscito davvero a brillare per qualità e idee vincenti. Ma il publisher francese non molla e propone ai fan l'ennesimo ritorno dei guerrieri gallici, stavolta ad opera di OSome Studio.

    Asterix & Obelix XXXL The Ram from Hibernia viene annunciato a luglio, ponendosi in diretta continuità con quanto visto nel 2019 in Asterix & Obelix XXL3 The Crystal Menhir. Si torna a un action con visuale isometrica, chiudendo la parentesi beat ‘em up di Slap Them All e puntando sul multiplayer cooperativo che coinvolge fino a 4 giocatori contemporaneamente. Le premesse quindi per un prodotto allegro e spensierato sembrano esserci tutte, eppure, una volta avviata la partita, basta poco per rendersi conto di come The Ram From Hibernia sia forse l'avventura più debole della serie Microids, afflitta da problematiche di natura ludica, tecnica e concettuale.

    L'ariete dalle corna d'oro

    La trama di The Ram from Hibernia è del tutto originale e non basata sui numerosi fumetti e film dedicati ai simpatici eroi. Rispondendo alla richiesta d'aiuto di Keratina, figlia di Whiskitonix, questa volta Asterix e Obelix partono alla volta di Hibernia (l'odierna Irlanda) per aiutare la popolazione locale a respingere l'invasione romana.

    Le legioni di Giulio Cesare sono ad un passo dal conquistare il villaggio di Whiskitonix, privato del suo prezioso ariete dalle corna d'oro da cui deriva tutta la forza della sua gente. I guerrieri gallici si mettono quindi alla ricerca della creatura scomparsa e nel frattempo si battono a suon di ceffoni con qualunque soldato provi ad ostacolare il loro cammino. Se avete giocato un qualunque episodio precedente della serie XXL sapete già cosa aspettarvi: azione senza sosta, decine di legionari romani da prendere a schiaffi e mosse speciali a pioggia. Non a caso il ritmo di gioco si conferma sostenuto sin dai primi attimi della partita: non ci sono praticamente tempi morti e si combatte con continuità, senza intoppi. L'unica eccezione è rappresentata da occasionali rompicapi ambientali che per essere risolti richiedono la collaborazione tra i due protagonisti principali (intercambiabili in ogni momento), tra leve da tirare, pulsanti da premere e piattaforme da raggiungere.

    Non aspettatevi di saltare in ogni caso, dato che nel titolo di OSome non è prevista tale possibilità: per raggiungere le superfici è necessario caricare a sufficienza la schivata in avanti, permettendo così ai due galli di coprire ampie distanze con un poderoso balzo, perfetto sia per arrivare sulle piattaforme, sia per evitare con destrezza l'offensiva nemica. The Ram from Hibernia sembra poggiare quindi su basi piuttosto classiche, ma basta davvero poco per vedere le premesse incoraggianti sciogliersi come neve al sole, soprattutto giocando in single player.

    Inutile fare finta di nulla: il titolo Microids è davvero lacunoso sul piano ludico. Se il ritmo elevato degli scontri fornisce almeno un briciolo di pepe al gameplay, la ripetitività dilagante dell'azione vanifica completamente quei pochi buoni spunti presenti. Il parco mosse a disposizione di Asterix ed Obelix si limita ad una semplice combo di pugni, un colpo caricato e gli attacchi speciali da sfoderare una volta riempito l'apposito indicatore.

    Non c'è molto altro a nostra disposizione, pur non mancando la possibilità di utilizzare diverse armi sparse lungo gli scenari: sebbene tendano ad usurarsi in poco tempo, si rivelano preziose non solo per liberare più velocemente i passaggi ostruiti da ostacoli come casse e barili, ma anche per rompere più facilmente le armature dei romani più grossi (oltre a permettere di eseguire una diversa mossa speciale a seconda dell'oggetto utilizzato).

    Le armi tuttavia non cambiano più di tanto l'approccio ai combattimenti, mentre le tipologie di nemici da affrontare sono decisamente scarse: il giocatore si ritroverà dunque a fronteggiare sempre i medesimi tipi di avversari con le limitate tecniche offensive previste dal combat system. Anche la struttura del gioco stesso appare priva di creatività: per proseguire lungo i livelli è generalmente necessario ripulire un'area dai romani e poi sbloccarne il relativo portone, con questo schema che si ripeterà continuamente nei minuti successivi; non manca qualche zona che prova a cambiare un minimo le carte in tavola, lasciando maggiore libertà di movimento all'utente oppure mettendolo di fronte a nuove trappole, ma la varietà situazionale in seno all'esperienza è tutta qui. La possibilità di apprendere nuove tecniche o ricevere potenziamenti avrebbe dato un briciolo di personalità in più al fin troppo generico sistema di combattimento ma purtroppo il gioco non prevede alcun tipo di avanzamento per i personaggi.

    Il gameplay manca di profondità insomma e il grado di sfida è quasi inesistente, con la sovrabbondanza di armi ed oggetti curativi, uniti alla notevole efficacia delle schivate, che rende estremamente rara la sconfitta (la situazione non cambia per le boss fight). Vero è che i giochi di Asterix sono pensati principalmente per un pubblico di giovanissimi, ma anche a loro avrebbe probabilmente fatto piacere doversi impegnare un minimo nella prosecuzione di questo viaggio da circa 4 ore. Oltre a risultare banali, persino gli enigmi a lungo andare diventano tutti uguali tra loro, con i giocatori che ricorrono sempre agli stessi escamotage per completarli.

    Di multiplayer e personalità

    A conti fatti l'unico modo per riuscire a trovare qualcosa di effettivamente buono in Asterix & Obelix XXXL è di giocarlo con gli amici. Il titolo prodotto da Microids punta infatti su un multiplayer cooperativo fino a 4 giocatori (sebbene come personaggi giocabili siano presenti i soli protagonisti) ed è in questo formato che riesce a divertire di più, perché il lavoro di squadra si sposa bene con i ritmi sostenuti dell'azione.

    Anche gli stessi enigmi ambientali acquisiscono maggior senso, rivelandosi più dinamici e meno macchinosi da portare a termine rispetto a quando si affrontano in single player. Appare chiaro come il gioco sia stato sviluppato tenendo a mente il multiplayer, motivo per cui sarebbe l'ideale coinvolgere almeno un altro partecipante per riuscire a trovare qualche spunto interessante in una produzione che, in caso contrario, fatica davvero a coinvolgere. A tal proposito, la cooperativa è disponibile solamente in locale, non essendo prevista alcun tipo di componente online (il che potrebbe far storcere il naso a qualcuno). Abbandonata l'apprezzabile veste grafica di Slap Them All, che ricalcava in maniera fedele lo stile degli iconici fumetti di Goscinny e Uderzo, The Ram from Hibernia riprende l'impostazione visiva tridimensionale con visuale a volo d'uccello già vista in The Crystal Menhir.

    Purtroppo però, per quanto cerchi di ispirarsi alle tavole originali, l'opera di OSome Studio fatica ad impressionare in ambito visivo. Gli scenari non mancano di particolari ma tendono ad assomigliarsi fortemente tra loro, mentre il character design appare non brillante, anche a causa di animazioni spesso approssimative e poco curate.

    Non mancano inoltre delle incertezze tecniche più o meno gravi, tra bug visivi, occasionali crash e glitch che possono addirittura costringere a dover riavviare la partita: può infatti capitare che un nemico si incastri tra gli elementi dello scenario, impedendo agli eroi di proseguire oltre. Se a ciò aggiungiamo alcuni cali di frame rate e dell'occasionale stuttering in portabilità su Nintendo Switch, ciò che emerge è un prodotto che avrebbe necessitato di più tempo per essere perfezionato in tutte le sue componenti.

    Se non altro l'accompagnamento sonoro riesce a rivelarsi orecchiabile: musiche dal ritmo accattivante scandiscono le tante scazzottate dell'avventura e le rendono un pizzico più coinvolgenti, mentre un buon doppiaggio in lingua inglese chiude il cerchio su una componente audio riuscita. Non c'è il parlato in italiano, ma in ogni caso tutti i testi del gioco sono stati tradotti nella nostra lingua.

    Asterix & Obelix XXXL Asterix & Obelix XXXLVersione Analizzata Nintendo SwitchEnnesima avventura di Asterix ed Obelix pubblicata negli ultimi anni, ennesima produzione che non riesce a spiccare il volo. Anzi, Asterix & Obelix XXXL: The Ram from Hibernia è forse la produzione meno riuscita tra quelle pubblicate da Microids incentrate sul celebre duo gallico. L’ultimo episodio ritorna all’impostazione Action con visuale isometrica vista in Asterix & Obelix XXL3, ma non riesce a migliorare nulla di quanto già fatto dal predecessore. Al contrario, il gioco sviluppato da OSome Studios si presenta come un prodotto mediocre in praticamente ogni sua componente: azione ripetitiva, struttura dei livelli ridondante, difficoltà inesistente ed una durata esigua sono gli ingredienti che compongono la componente ludica del gioco, accompagnata da un comparto tecnico afflitto da diversi bug e glitch (alcuni anche gravi) ed uno stile visivo che, seppur ricco di dettagli, non rende giustizia ai personaggi di Goscinny e Uderzo. Soltanto giocando in multiplayer cooperativo la produzione riesce ad avere un minimo di senso. Il ritmo di gioco ben sostenuto e le dinamiche che si instaurano tra i giocatori mentre si affrontano orde di nemici, oltre a rompicapi ambientali e minigiochi (comunque dal concept decisamente banale e scontato), permettono di regalare un po’ d’intrattenimento e qualche risata in compagnia. Resta comunque troppo poco per salvare The Ram from Hibernia dal baratro della mediocrità che pervade l’orizzonte affrontando la storia in solitaria, segno di come il gioco si limiti unicamente a sfruttare una licenza famosa per attirare l’attenzione mettendoci poco e nulla di suo.

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