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Astro Bot Rescue Mission Recensione: la massima espressione dei platform in VR

Dopo l'intrigante prototipo in The Playroom VR, il robot Astro debutta con un'avventura tutta per sé: piattaforme e VR non sono mai andate così d'accordo.

recensione Astro Bot Rescue Mission Recensione: la massima espressione dei platform in VR
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  • PS4
  • Se c'è un gioco che ho sempre fatto provare a chiunque transitasse da casa mia e volesse divertirsi con PlayStation VR, beh quel gioco è senza dubbio The Playroom VR. Anzi, a dirla come si deve non proprio tutto The Playroom VR, bensì una piccola parte del titolo scaricabile gratuitamente dal PSN (a proposito, se ancora non lo avete fatto, dategli una chance!). All'interno della collezione di mini-game a cura di Sony Japan Studio c'è infatti il delizioso prototipo di un platform 3D denominato "Alla Ricerca dei Robot": appena qualche livello fatto di salti, esplorazione e brillanti interazioni con un ambiente mai così tangibile e reale, per un'esperienza che, credetemi, pur nella sua semplicità lascia davvero il segno. Basta infatti qualche istante in compagnia del robottino ASTRO per cogliere tutto lo sbalorditivo potenziale della Realtà Virtuale, anche quando viene applicata a videogiochi di stampo tradizionale, senza particolari richieste motorie o innovative soluzioni di game design (si gioca rigorosamente seduti, impugnando un DUALSHOCK 4). Certo, come detto il divertimento finisce non appena le cose sembrano sul punto di aprirsi e di farsi effettivamente gustose, ma Alla Ricerca dei Robot mi è sempre sembrato un ghiottissimo antipasto di un futuro possibile. Un futuro che, diciamocelo, forse ha colpevolmente tardato un po' ad arrivare, ma che oggi è finalmente diventato realtà.

    Quando le piattaforme incontrano la Realtà Virtuale

    Senza troppi giri di parole, ASTRO BOT: Rescue Mission è fondamentalmente la versione completa di quanto visto e apprezzato in The Playroom VR: un'avventura platform di ventisei livelli della durata approssimativa di una dozzina di minuti ciascuno, con l'adorabile protagonista impegnato in una missione di recupero del suo equipaggio (dispersosi in seguito al danneggiamento della sua navicella spaziale provocato un dispettoso alieno verde).

    L'impostazione resta insomma ancora una volta quella di un gioco di piattaforme piuttosto classico, con movimento full-3D e controllo analogico del robottino in terza persona, anche se a rendere davvero unico l'insieme è per così dire proprio il fattore VR, fra livelli che si estendono a 360° e una prossimità con l'azione da mozzare il fiato. Perché, e credetemi non si tratta affatto un'iperbole, ASTRO BOT è semplicemente un gioco sbalorditivo: un'esperienza che lascia continuamente a bocca aperta, incantati e pervasi da un'estasi assoluta che mi ha ricordato in qualche misura quell'indimenticabile senso di meraviglia e di stupore sperimentato nell'estate del 1996, con Super Mario 64 e il mio adorato Nintendone 64 d'importazione giapponese.

    Gli abissi sapranno essere così coinvolgenti da togliere il respiro. Provare per credere!

    Forse mai come in questo caso la VR smette infatti di essere un (seppur delizioso) accessorio, un extra prettamente sensoriale, per diventare qualcosa di effettivamente legato a doppio filo con il gameplay: tu giocatore vieni scaraventato nel bel mezzo dei livelli, a guidare ASTRO dal punto di vista della telecamera, con però la libertà di ignorare deliberatamente il protagonista per guardarti in giro, per sbirciare dietro gli angoli, addirittura per dare le spalle allo schermo della TV - perché spesso e volentieri i compagni dispersi del robottino sono accuratamente nascosti in aree meno accessibili, richiedendo occhiate scrupolose alle ricche ambientazioni. Senza contare poi l'incredibile impatto che dimostra di avere la Realtà Virtuale su un gioco di piattaforme, con una valutazione delle distanze nei salti nientemeno che impressionante per precisione e realismo.

    Il risultato è qualcosa di complicato da descrivere a parole, ma incredibile da vivere sulla propria pelle: un'esperienza potentissima, capace di coinvolgere ed emozionare. Si pensi ad esempio alla sensazione di vertigini di alcuni passaggi (magari quando ASTRO viene lanciato verso il basso, a recuperare compagni aggrappati a qualche sporgenza sospesa sul nulla, per poi essere spinto verso l'alto dall'immancabile tappeto elastico) o all'ammaliante incredulità che si prova nei livelli subacquei, tra movenze sospese, colori virati all'azzurro e addirittura spruzzi vari sul visore, tanto per rimarcare il fatto che si sia immersi nell'acqua.
    Nulla però può rivaleggiare con il mostruoso senso di scala: l'irresistibile protagonista strappa continui sorrisi per le sue movenze impacciate e per le buffe proporzioni - il coraggioso robottino è alto su per giù una spanna, come una specie di Funko Pop squisitamente animato davanti agli occhi - ed è stupefacente il contrasto in termini di dimensioni con le architetture dei livelli, con elementi tipo vulcani, ruote panoramiche, templi antichi e castelli appositamente pensati per torreggiare sul giocatore, facendolo sentire minuscolo, alle prese con un assurdo luna park tanto illusorio quanto credibile. Una sensazione che diventa ancora più esasperata durante i clamorosi scontri contro i sei boss: creature letteralmente enormi, per certi versi addirittura terrificanti nella loro mole sovrumana (comunque mitigata da uno stile azzeccatissimo e allegramente giocoso, che conferisce un carattere da cartone animato ai personaggi), con cui si combatte in modo alquanto originale.

    Perché tanti dei pregi di ASTRO BOT: Rescue Mission sono radicati pure nel game design intelligente, permeato da una creatività che lascia il segno. Basta soffermarsi sull'uso intensivo e non sempre convenzionale che viene fatto del controller: il touchpad del DUALSHOCK 4 viene ad esempio sfruttato in maniera brillante, potenziando di volta in volta il joypad con una serie di gadget che spaziano dal rampino al alla torcia elettrica, per arrivare persino alle stelle ninja e a un cannone spara-acqua. Oppure ai momenti in cui si richiede di dare qualche testata col visore, sporgendosi in avanti col collo per liberare elementi dello scenario o per palleggiare di testa con un improvvisato robot-calciatore. Interazioni sui generis che danno un senso di particolare appagamento, un po' per il feedback davvero accurato e soddisfacente, un po' per l'impressione di dare in qualche modo un'effettiva mano ad ASTRO - scambiandosi per qualche istante i ruoli, col giocatore coinvolto attivamente in prima persona mentre il bianco esserino si ritrova per un attimo a fare da spettatore.

    Come da tradizione, il furioso gorillone robot vi aspetta in cima a un grattacielo. Ad attenderlo c'è una visita dentistica poco ortodossa.

    ASTRO BOT: Rescue Mission non sarebbe ad ogni modo il fantasmagorico spettacolo che dimostra di essere senza un adeguato comparto tecnico: arrivati fino a qui forse non vi stupirete nel leggere che anche in quest'ottica il lavoro di Japan Studio è da applausi, con un viaggio mozzafiato in scenari che spaziano dalle foreste tropicali alle caverne, passando per miniere abbandonate, riproduzioni fumettose del Giappone Feudale, nascondigli di pirati e molto altro ancora (uno stage in particolare, a tema horror all'acqua di rose, ricorda da vicino Luigi's Mansion e lascia senza parole all'idea di cosa potrebbe essere una versione VR del titolo Nintendo).

    Il tutto riprodotto con una cura e una fedeltà grafica impressionanti: la resa realistica dei materiali rimanda al meglio della gloriosa Rare di un tempo, le animazioni sono francamente splendide, e anche l'illuminazione e gli effetti vari fanno la differenza. Impossibile poi non menzionare le fantastiche musiche, perfetto completamento di un gioco che ha il merito di mettere di buon umore con un'allegria e una spensieratezza innate. Se si considera il prezzo di 39.99€ - ASTRO BOT: Rescue Mission è disponibile sia in formato fisico che digitale - e una longevità di tutto rispetto, con almeno cinque ore abbonanti necessarie per arrivare ai titoli di coda (che diventano agevolmente come minimo otto volendo raccogliere tutti i robottini dispersi e completare le ventisei sfide extra), si capisce come l'offerta sia davvero impossibile da rifiutare. Non ci sono controindicazioni o particolari difetti da segnalare in un'esperienza che oggi rappresenta con tutta probabilità la summa di quello che PlayStation VR ha da offrire, nonché il perfetto punto di partenza per avvicinare vecchi e nuovi curiosi alla Realtà Virtuale. Questa sì che è un'impresa, ASTRO!

    Astro Bot: Rescue Mission Astro Bot: Rescue MissionVersione Analizzata Playstation 4ASTRO BOT: Rescue Mission è una gioia per gli occhi, per le orecchie, per i polpastrelli e soprattutto per il cuore: un condensato di idee geniali e di platforming decisamente ispirato, che grazie alla VR acquisisce una dimensione incantevole. Una meraviglia tutta da vivere e da gustare, per una colorata Odissea spaziale che non potrà non lasciarvi a bocca aperta. Difficile e forse persino inutile stabilire se nel 2018 abbia ancora senso parlare del concetto di killer application, anche se quel che è certo è che pochi giochi siano in grado di fare quello che ad ASTRO BOT viene così naturale: se siete già possessori di PlayStation VR non avete una singola ragione per farvelo scappare, se invece non siete ancora saliti sul carrozzone della Realtà Virtuale targata Sony... beh, ecco l'occasione che stavate aspettando. Imperdibile.

    9.2

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