Astro's Playroom Recensione: una festa per il DualSense di PS5

Il platform 3D incluso all'interno di ogni PS5 mostra le sbalorditive potenzialità del controller DualSense, celebrando la storia di PlayStation.

Astro's Playroom 4K
Recensione: PlayStation 5
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  • PS5
  • Per esperienza personale, c'è un elemento che non manca mai, ma proprio proprio mai, quando si ha a che fare per la prima volta con Astro's Playroom, software incluso gratuitamente all'interno di ogni PlayStation 5 per mostrare le potenzialità del nuovo controller DualSense. Quell'elemento è il sorriso - sincero, spontaneo e incontenibile - che spunta inevitabile ogni volta che la nuova creatura di ASOBI Team ti sorprende con l'ennesima trovata geniale, con il colpo di classe che non ti aspetti, con la strizzatina d'occhio che ti scioglie il cuore.

    E il bello è che, nelle circa tre ore che vi serviranno ad arrivare al formidabile epilogo di un platform 3D che è una tech demo ma al tempo stesso è nei fatti pure molto più di una tech demo, di momenti così ce n'è da perderne letteralmente il conto. Perché, com'era del resto già accaduto in passato al robottino Sony (per approfondire, eccovi la nostra recensione di Astro Bot: Rescue Mission), Astro's Playroom dimostra di essere stato creato con un'attenzione ai dettagli, con una cura e con una passione davvero fuori dal comune, per un'esperienza capace di unire vecchio e nuovo in maniera irresistibile. Per maggiori dettagli sulla console vi rimandiamo invece alla recensione di PlayStation 5.

    Signore e Signori, PlayStation 5!

    Vista la centralità indiscussa del DualSense all'interno dell'esperienza PlayStation, con il successore del DualShock proposto come fulcro indiscusso del nuovo gaming "sensoriale" targato PS5, Astro's Playroom non poteva che aprirsi con un focus dettagliato sul controller.

    Un'esemplare riproduzione tridimensionale del joypad, con il suo sinuoso design fantascientifico, serve a presentare una alla volta un antipasto delle feature inedite del DualSense. Per i grilletti adattivi c'è una specie di effetto missile applicato ai tasti L2 e R2: la pressione dei trigger permette di dosare l'intensità della fiammata, con un vero e proprio ostacolo fisicamente avvertibile a un certo punto della corsa. Spingendo l'indice con maggiore decisione, si sprigiona tutta la potenza extra del motore, in un tripudio di scintille ed effetti di luce.

    Quello - insieme al feedback aptico avvertibile se si pazienta un po' nella schermata del titolo, con Astro che arriva a camminare sulle lettere che compongono il nome trasmettendo la sensazione dei passi attraverso il pad - è il primo dei grandi "momenti wow" a cui facevo riferimento in apertura. Un'applicazione immediatamente convincente delle potenzialità di un controller che dimostrerà, nel corso dell'avventura, di avere mille sfumature e di poter dare un colore e un calore persino insospettabili all'esperienza. Dopo aver testato touchpad, microfono e sensori di movimento, ci si ritrova nell'hub di gioco, già piacevolmente frastornati da una sensazione di novità più che palpabile.

    Come accaduto a partire da The Playroom (qui trovate la recensione di The Playroom VR, in caso voleste saperne di più), il tenero robottino Astro vive ancora una volta all'interno del controller. Per l'occasione però tutto l'universo in game si traveste in una spassosa e dichiarata allegoria dell'architettura hardware di PlayStation 5, con quattro mondi ispirati ad altrettante componenti interne della console. Un'idea brillante, messa in scena con un innegabile mix di creatività e ispirazione che emerge soprattutto nei particolari.

    I muri della piazza centrale richiamano ad esempio l'originale texture con le quattro icone dei tasti PlayStation vista sul DualSense o nella parte interna delle scocche bianche della macchina. O ancora, le aiuole di alcuni livelli mostrano in controluce la trama tipica dei circuiti di una scheda madre. E che dire di quando vedrete il chip di PS5 trasformarsi in una piattaforma, con tanto di sistema di raffreddamento a base metallo liquido come nella controparte reale? Per chi avrà la voglia e la pazienza di guardare le cose da vicino, Astro's Playroom saprà regalare una marea di chicche e di soddisfazioni - degna di nota in questo senso anche la scrittura, con nomi come "Fonti Raffreddanti" o "Giungla del Ray Tracing" che danno un tono piacevolmente scherzoso al tutto.

    Cinque generazioni di console, per un platform...unico!

    Non che la celebrazione dell'iconografia PlayStation si limiti alla neonata PS5. Al contrario, Astro's Playroom saprà dimostrarsi un continuo e inesauribile trionfo di omaggi all'oltre ventennale storia delle console Sony, in un tripudio di emozioni destinato a incuriosire i più giovani e a mandare davvero in brodo di giuggiole i vecchi fan.

    Senza volervi rovinare la sorpresa, aspettatevi letteralmente di tutto: dai cavi del controller della prima PlayStation usati come corde per passare da una passerella all'altra alle scale fatte di vecchie memory card. Non dimenticando gli hardware: blockbuster trionfali come PlayStation 2 e reperti decisamente ricercati come la PocketStation o la telecamera per PSP si trasformano infatti in veri e propri collezionabili. Oggetti nascosti non solo da recuperare all'interno dei livelli, ma anche da ammirare in una sala-museo in tutta la gloria di una qualità maniacale in fatto di modellazione 3D e shader.

    Se insomma soprattutto i feticisti dell'hardware avranno di che godere nella ricerca dei collezionabili nascosti, chiunque potrà invece divertirsi con le decine e decine di cameo di videogiochi simbolo del gaming a marchio PlayStation. Citazioni che reinterpretano classici intramontabili e cult di nicchia in una deliziosa chiave al 100% Astrobot. Da God of War a Final Fantasy VII, passando per Resident Evil, Ape Ascape e Vib Ribbon, troverete quattro generazioni di ricordi indelebili rivisti in una cornice fatta di buffi robottini e animazioni sensazionali. I sorrisi, anche in questo caso, sono pressoché assicurati: parte del vostro tempo sarà proprio investita nel cercare attivamente questi cameo, elementi capaci di rendere ancora più spensierata un'atmosfera di per sé già squisitamente allegra e trascinante.

    Sarebbe comunque ingeneroso e intellettualmente disonesto ricondurre Astro's Playroom solo e soltanto a una meravigliosa cornice un po' vuota. Intendiamoci, la forma non manca affatto ed è anzi di indubbio valore, tra trovate accattivanti e una realizzazione tecnica capace di regalare scorci pregevolissimi, da produzione che lascia genuinamente intravedere spiragli della next-gen che vorremmo (soprattutto in materia di illuminazione e di livello di dettaglio, detto che certi mondi fanno comunque molta più scena di altri). L'ultima fatica di ASOBI Team si dimostra però anche un platform 3D di tutto rispetto, che vince e convince sia in termini di controlli che di level design.

    Un robot per amico

    Un'esperienza rinfrescante e godibilissima, da gustarsi dall'inizio alla fine in un inebriante tripudio di trovate di game design e di suggestioni tattili - rese ancor più intense e speciali dallo speaker posto sul controller, perfetto per enfatizzare i peculiari input del pad. Non è facile, anzi è in realtà quasi impossibile, esprimere a parole le clamorose sensazioni che il DualSense sarà in grado di farvi provare in compagnia dell'adorabile robottino protagonista: Astro's Playroom è uno di quei videogiochi che si possono comprendere fino in fondo solo sperimentandoli in prima persona.

    Sappiate però che il modo in cui è stata assemblata questa Odissea in miniatura nel cuore di PS5 è davvero degno di nota: un susseguirsi di idee e di stimoli (a volte più riusciti di altre, ma comunque in media assai azzeccati) che, seppur senza chissà quale profondità in senso lato, non vi potranno lasciare indifferenti. Anzi, come scoprirete, Astro's e il Dualsense riusciranno a sbalordirvi e a farvi tornare un po' bambini con un innato gusto per la meraviglia. Come definire altrimenti il ticchettio della pioggia che si avverte progressivamente attraverso il controller? O il rotolare di una sfera comandata tramite il touchpad su superfici che appaiono concretamente diverse per i vostri polpastrelli? O ancora, le irreali differenze nella gestione dei grilletti adattivi, che ora simulano con prodigiosa verosimiglianza un arco, ora un razzo, ora l'obiettivo di una telecamera?

    Il più evidente pregio di Astro's Playroom sta dunque tutto lì. Più che una mera demo, magari un po' fine a se stessa, ASOBI Team è riuscita a mettere insieme con ingegno e talento un videogioco semplice, che pure sa rivelarsi una perenne fonte di stupore e di incanto - per la cronaca, non trascurate le ottime sfide a tempo, davvero gustose per godervi qualche sfida extra a base di leaderboard online. Vuoi vedere che, mentre tutti si aspettano fuoco e fiamme dal massiccio remake di Demon's Souls e dalle nuove scorribande dell'arrampicamuri newyorkese (già che ci siamo, eccovi la recensione di Marvel's Spider-Man: Miles Morales), a spuntarla non sia alla fine un robottino alimentato a nostalgia e sorprese?

    Astro's Playroom Astro's PlayroomVersione Analizzata PlayStation 5Astro's Playroom è la dimostrazione tangibile delle incredibili potenzialità del DualSense, ma anche il sublime punto d'incontro tra il passato e il futuro di PlayStation. Difficile, se non impossibile, stabilire al momento se la mirabile rotta tracciata da ASOBI Team nello sfruttamento delle feature del nuovo controller PS5 rimarrà un sentiero poco battuto oppure la via maestra imboccata dai più. Nel dubbio, vale comunque la pena di abbandonarsi a una colorata festa che saprà farvi ridere, divertire, emozionare e rimanere a bocca aperta. Un primissimo passo nella nuova generazione di quelli da non sottovalutare, nonché il perfetto showcase del gaming in formato sensoriale che Sony vorrebbe farci vivere su PlayStation 5 (celebrando nel frattempo le sue origini dalla A alla Z).

    8.2

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