Atelier Ryza: la recensione del nuovo JRPG targato Gust

Le coraggiose trovate di Gust Corporation fanno di Atelier Ryza Ever Darkness & the Secret Hideout il miglior episodio della serie.

recensione Atelier Ryza: la recensione del nuovo JRPG targato Gust
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  • Negli ultimi due decenni abbiamo assistito al plateale collasso di numerose saghe di JRPG che, nel disperato tentativo di rinnovarsi e distaccarsi dalla concorrenza, hanno spesso smarrito la propria identità e persino il supporto dei fan storici. Poiché il 2019 ha visto spuntare a distanza ravvicinata ben due episodi principali della serie Atelier e uno spin-off gestionale (per tutti i dettagli consultate la nostra recensione di Nelke & the Legendary Alchemists Ateliers of the New World), il sospetto che persino il franchise di casa Koei Tecmo Games potesse inciampare in prossimità di un baratro senza fine era quantomeno legittimo. La settimana che abbiamo trascorso in compagnia di Atelier Ryza Ever Darkness & the Secret Hideout e della sua provocante eroina, invece, ha fugato qualsiasi nostro dubbio sulla strategia adottata dai ragazzi di Gust Corporation, permettendoci al contempo di godere di un titolo sfizioso e ragionato, nonché un perfetto esempio di quanto sia effettivamente possibile rinnovare una formula ormai stantia senza rinunciare del tutto alle proprie origini.

    Una scatenata combriccola di avventurieri

    Cresciuta in un villaggio conservativo e insulare troppo chiuso sia al cambiamento che al mondo esterno, la giovane Reisalin Stout - da tutti soprannominata Ryza - ha sempre faticato a contenere la propria esuberanza e l'irrefrenabile desiderio di sottrarsi alla monotona routine che caratterizza l'Isola di Kurken e i suoi abitanti. È per questa ragione che un'insofferente Ryza, nelle prime battute della campagna, prende "in prestito" una barca per raggiungere la terraferma assieme agli amici di infanzia Lent e Tao e vivere finalmente un'avventura degna di essere raccontata. Incuriositi dall'imminente arrivo di un mercante, i tre ragazzi decidono di andargli incontro ed esplorare la vicina Pixie Forest, ignari dei pericoli e dei terribili segreti che si celano sotto le rovine di un'antica civiltà disseminate per tutta la terraferma. È quindi nel cuore della foresta che la combriccola di scalmanati si imbatte per la prima volta nella gracile Klaudia e nelle guardie del corpo di suo padre, le quali salvano il trio da una situazione alquanto svantaggiosa. Sarà proprio la presenza dell'alchimista Empel e della prosperosa guerriera Lila a spronare i vivaci insulari a rincorrere i loro sogni più reconditi: sotto la loro guida, infatti, Ryza dedicherà anima e corpo allo studio dell'alchimia, Lent diverrà un abile spadaccino in grado di proteggere i propri amici, mentre il piccolo e debole Tao imparerà a decifrare i caratteri dell'antico Regno di Klint. Ignari della tremenda minaccia all'orizzonte, i tre ragazzini e l'aspirante flautista Klaudia assisteranno dunque i due misteriosi mentori nella delicata missione da loro intrapresa: scongiurare l'avvento di uno sciame di mostri provenienti da un'altra dimensione, i quali si mormora abbiano già distrutto in passato un potente regno dell'uomo.

    Nonostante questa abbia sempre seguito i classici dettami imposti dalla scuola del gioco di ruolo à la giapponese, la serie di Atelier trovava il proprio tallone di Achille proprio nel comparto narrativo, storicamente incapace di attirare e soprattutto coinvolgere anche il pubblico casual. Come di certo ricorderà chiunque abbia giocato un qualsiasi episodio del brand, il longevo franchise di Gust ha sempre proposto ai propri sostenitori delle avventure molto "leggere" e piuttosto puerili, incentrate non tanto sul salvataggio di un mondo in crisi, quanto sulla vita quotidiana di graziose ragazzine accomunate dalla sfrenata passione per l'alchimia.

    Con Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout, invece, lo sviluppatore ha cercato di mettere da parte le storiche premesse narrative del proprio brand per raccontare una storia più immediata e coinvolgente. Sebbene questa impieghi qualche ora per decollare, la trama del prodotto si è rivelata ben più matura e innovativa del previsto, focalizzandosi sin dal principio sulle ambizioni dei vari attori principali e sulla radicata volontà di non seguire le orme dei rispettivi genitori.

    Se in passato gli NPC secondari fungevano solo da contorno in un racconto tutto sommato piatto e lineare, Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout ha invece assegnato un ruolo ben preciso ai vari abitanti di Kurken, i quali, anziché assistere in assoluto silenzio alle imprese e soprattutto allo sviluppo dei quattro piantagrane, cercheranno di assisterli o addirittura correggerne a più riprese la natura indisciplinata. Come risultato, al termine di quello che potremmo considerare un vero e proprio prologo atto a fornire al giocatore le nozioni fondamentali sul mondo di gioco e sulle meccaniche di gameplay, Ryza e compagni decideranno di costruire una base segreta da cui dirigere le indagini sugli inquietanti Philuscha e soprattutto coltivare i propri talenti lontano da chi vorrebbe invece soffocarli.
    Al netto di una longevità ridotta se paragonata alla recente Trilogia Misteriosa, ma che comunque si assesta sulle 25-30 ore circa per quanto concerne la sola campagna principale (facilmente raddoppiabili o addirittura triplicabili qualora ci si dedichi alle numerose attività secondarie, all'esplorazione del vasto mondo di gioco, all'eliminazione dei maestosi boss segreti e non per ultimo al maniacale studio delle formule alchemiche), il tessuto narrativo Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout è insomma riuscito a reinventarsi e a superare i consueti ostacoli, raggiungendo picchi che probabilmente non ci saremmo mai aspettati da un titolo della saga di Atelier.

    La storia presenta ancora dei brevi momenti morti, ma i colpi di scena della seconda parte e la sinergia alchemica instauratasi fra i suoi protagonisti sapranno sempre tenere alto il tasso di curiosità dello spettatore, invogliandolo a perseverare.

    Il perfetto starting point per i novizi

    Passando all'analisi delle meccaniche legate all'esplorazione, al crafting e soprattutto al sistema di combattimento del prodotto, è doveroso effettuare una concisa premessa: dimenticate tutto quello che credevate di sapere sulla saga, poiché Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout ha stravolto e riscritto ogni singolo aspetto del gameplay.

    L'ultima fatica di Gust è infatti il succulento risultato finale della delicata e profonda operazione di rinnovamento iniziata tra il 2015 e il 2016 con Atelier Sophie e Atelier Firis, ma che sfortunatamente era incappata in un'angosciante battuta d'arresto con le più recenti iterazioni della serie nipponica, le quali avevano invece proposto ai fan un ingiustificabile e inatteso ritorno al passato. Partiamo dunque dal sistema di crafting, che da sempre rappresenta il nocciolo del gameplay di Atelier e che in questo caso è senza dubbio l'aspetto che, agli occhi dei fan di vecchia data, apparirà del tutto irriconoscibile. Se i passati Atelier ci avevano abituati a selezionare quasi a casaccio le materie prime richieste dalle varie formule alchemiche, le ricette di Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout sfruttano invece dei "nodi" di elementi diversi, il cui riempimento consente di allungare a dismisura la catena per aumentare la qualità e i tratti acquisiti dal prodotto finale. Saremo molto schietti: a primo acchito, il nuovo sistema appare estremamente confusionario, soprattutto nel caso in cui abbiate una certa familiarità con lo storico crafting system della Trilogia del Crepuscolo o della già menzionata Trilogia Misteriosa, anche a causa di tutorial poco chiari e ridondanti.

    È col passare delle ore, magari dopo una sessione neanche abbondante di trial and error, che la nuova visione del crafting proposta da Gust comincia a mostrare la propria efficacia e immediatezza, offrendo al giocatore i mezzi necessari per creare, distruggere, migliorare o addirittura risintetizzare tanto gli oggetti quanto i pezzi di equipaggiamento plasmati in precedenza. Il nostro consiglio è dunque quello di ignorare il più possibile i pasticciati tutorial e acquisire con la dovuta pratica la padronanza di un sistema geniale e al tempo stesso incomprensibile se spiegato con le sole parole.

    A proposito del crafting, si noti che il team di Gust ha escogitato (alla buon ora!) una valevole alternativa al mai troppo criticato sistema di apprendimento delle nuove ricette, che in genere richiedeva il recupero casuale di un determinato materiale o la disfatta di qualche mostro fuori dal comune. Durante le sintesi, adesso, è possibile sfruttare dei nodi speciali per aggiungere materiali extra (e quindi opzionali) a una formula già conosciuta, in modo tale da creare un prodotto finale differente e scoprire di volta in volta delle nuove ricette alchemiche.

    Questa apprezzatissima novità invoglia dunque il giocatore a sperimentare più varianti possibili, al fine di sintetizzare bombe e strumenti sempre più potenti, e soprattutto eliminare la necessità di ricorrere frequentemente a fabbri e negozi generici per migliorare l'equipaggiamento. Come se ciò non bastasse, la possibilità di fondere il vecchio armamentario con quello più recente - ed ereditarne gli svariati bonus - contribuisce a rendere l'intera esperienza di gioco più bilanciata, evitando situazioni spiacevoli e una curva di difficoltà incostante come quella che lo scorso anno affliggeva Atelier Lydie & Suelle: The Alchemists and the Mysterious Paintings.

    Come anticipato nel paragrafo precedente (e dal titolo stesso del prodotto), Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout sostituisce il classico Atelier che le protagoniste della serie hanno sempre avuto sin dall'inizio dell'avventura con una base segreta molto spaziosa e addirittura personalizzabile. Come se la possibilità di aggiungere nuove funzioni (come la fucina per fondere due armi diverse o l'orticello per coltivare le piante e i frutti richiesti dall'alchimia) non fosse già abbastanza, il nascondiglio di Ryza e compagni presenta infatti delle meccaniche ereditate direttamente dallo spin-off Nelke & the Legendary Alchemists Ateliers of the New World, che appunto spalancava le porte alla customizzazione.

    Ma se questo forniva giusto una serie di tinte alternative per le varie strutture edificabili, l'Atelier di Ryza può essere rimodellato del tutto: i giocatori più creativi potranno quindi modificare sia l'aspetto esteriore che interiore del nascondiglio, sostituendo addirittura l'arredamento iniziale con mobili più consoni ai propri gusti e alle tinture utilizzate per addobbare pareti e pavimenti. Il nascondiglio, ad ogni modo, non ha soltanto una funzione estetica e narrativa: situata sulla terraferma, la base costruita dai ragazzi permette loro di rientrare continuamente per riposare e riporre nel contenitore i materiali grezzi rinvenuti dall'affascinante Ryza.

    Va inoltre specificato che l'esplorazione è stata adeguatamente semplificata rispetto al passato: se una volta non era possibile accedere a una determinata sezione di una foresta o di un castello, ma eravamo invece costretti a tornare puntualmente all'ingresso principale, Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout consente invece di selezionare il punto di arrivo, favorendo le pause ed evitando il più possibile il rischio di riempire il cesto dell'eroina. Durante le loro scorribande, inoltre, i ragazzi potranno sfruttare delle rare piante gigantesche per ripararsi dai mostri e riposare, come se fossero degli accampamenti di ventura.

    Strategia e tempo reale

    Quando Gust Corporation annunciò che Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout avrebbe messo da parte le consuete battaglie a turni in favore del combattimento in tempo reale, furono in molti a dichiararsi "indignati" da questo improvviso cambio di rotta.

    Le lunghe giornate che abbiamo trascorso sul banco di prova, invece, hanno messo a nudo le pregevoli caratteristiche di un sistema di combattimento articolato e intuitivo, nonché dotato di una squisita componente strategica. Le azioni dei combattimenti e dei mostri ingaggiati in battaglia sono ora scandite dalla Timeline posta sul lato sinistro dello schermo, attraverso la quale è possibile calcolare la velocità e la frequenza di azione di ciascun nemico. Mentre questi agiscono a cadenza ciclica e in maniera del tutto slegata dalle scelte compiute dal party, il turno dei nostri eroi comincia quando i loro rispettivi ritratti raggiungono la parte inferiore dello schermo. Una volta pronti, Ryza e compagni hanno a disposizione i consueti attacchi normali, che non consumano Action Point e al contrario permettono di accumularne, e delle abilità speciali che invece richiedono il dispendio dei preziosi AP. Questi ultimi, tuttavia, sono condivisi dall'intero schieramento e vanno spesi non solo per attivare le skill, ma anche per alzare il cosiddetto "Livello di Tattica" della squadra.

    Se all'inizio di ciascuno scontro questo torna rigorosamente al livello 1, permettendo ai ragazzi di sferrare un solo assalto fisico a turno, una volta aumentato conferisce dei benefici notevoli: ai livelli 2 e 3, ad esempio, Ryza e gli altri risultano in grado di sferrare due o persino tre attacchi consecutivi, mentre ai livelli superiori hanno accesso ad abilità speciali sempre più devastanti.

    Considerando inoltre che gli AP della squadra hanno sostituito del tutto gli MP dei singoli individui (che nei precedenti episodi del brand di esaurivano troppo in fretta), gli utenti sono costretti a ponderarne attentamente l'uso, al fine di non ritrovarsi a corto di Action Point nei momenti di maggior bisogno. Per facilitare questo delicato compito, Gust a mezzo a disposizione dei giocatori due diverse modalità intercambiabili in qualsiasi momento attraverso la pressione dei due tasti appositi: nella "Modalità Negativa", Lent e il resto del team lotteranno senza consumare mentre AP, mentre nella "Modalità Aggressiva" saranno autorizzati a fondo a tutte le proprie tecniche migliori.

    Tra le altre cose, il nuovo sistema di combattimento ha posto rimedio a una precisa meccanica di Atelier che non abbiamo mai apprezzato e che impediva ai "non alchimisti" di utilizzare in battaglia la maggior parte degli oggetti collocati nell'inventario. Per ovviare al problema, l'intero cast di Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout è stato dotato di speciali slot nell'equipaggiamento in cui è possibile inserire i "Core Item" (bombe, pozioni e quant'altro), che non vengono consumati attraverso l'uso, ma richiedono il dispendio dei limitati Core Charge.

    Nonostante l'ennesima limitazione, il compromesso adottato da Gust funziona alla perfezione, ampliando non poco la già ricca rosa delle azioni effettuabili coi vari protagonisti. Durante gli scontri, inoltre, capita spesso che i compagni di squadra suggeriscano al personaggio controllato dal giocatore di ricorrere a un oggetto o a una qualsiasi altra azione: accontentando la richiesta, che qui prende il nome di Action Order, è possibile eseguire spettacolari e devastanti attacchi coordinati coi compagni di viaggio, a patto che il giocatore sfrutti tempestivamente la breve finestra temporale concessagli. Per favorirne la riuscita, il sistema pone a nostra disposizione una meccanica chiamata Quick Action, che dopo aver consumato 10 AP fa sì che il turno dell'eroe controllato inizi seduta stante, permettendogli di agire in pochissimi secondi. Vi è infine un'interessante meccanica che prende il nome di Extra Order e che può essere attivata solo quando i nemici si preparano a lanciare un attacco speciale: in quella pericolosa circostanza, i compagni suggeriranno puntualmente delle azioni da intraprendere, innescando in caso di riuscita un contrattacco di potenza straordinaria. In definitiva, si tratta di una serie di pregevoli innesti che, oltre a vivacizzare e diversificare i combattimenti, introducono un livello di strategia cui nemmeno i più conservatori fan di vecchia data oseranno rinunciare o disconoscere.

    Il miracoloso potere del fanservice

    Avendo sublimato ogni singolo aspetto di Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout, poteva Gust Corporation trascurare la resa visiva di quello che, almeno per il momento, ricorderemo come il suo miglior prodotto di sempre? No di certo, e il risultato finale ha superato le aspettative. Al netto di qualche texture meno riuscita di altre, i paesaggi hanno guadagnato in termini di dettaglio, colore e nitidezza, consentendo la creazione di ambientazioni incantevoli e quasi fiabesche.

    Che vi troviate in un bosco, una città o un castello in rovina, non potrete fare a meno di perdervi per qualche istante nell'affannosa ricerca del benché minimo dettaglio, anche a causa dei molteplici tesori che lo sviluppatore ha nascosto in ogni dove. Sono però i modelli poligonali ad averci colti di sorpresa, attraverso chiaroscuri efficaci e animazioni ben più armoniose di quelle viste nei più recenti episodi del franchise (incluso Atelier Lulua: The Scion of Arland). Del resto, il nuovo arrivato deve il proprio successo al fascino della sua giovanissima protagonista, che Gust ha infatti dotato di un look provocante e irresistibile: come rivelato durante lo scorso Tokyo Game Show, il character designer Toridamono ha voluto valorizzare a tutti i costi le cosce della fanciulla, scatenando una miracolosa e aggressiva campagna di marketing. Eppure, a dispetto delle apparenze, il fanservice che caratterizza l'aspetto e le movenze di Ryza ci è apparso tutt'altro che fastidioso o ingiustificato, soprattutto se consideriamo le origini del personaggio. Figlia indisciplinata di due disperati agricoltori incapaci di domarne l'animo ribelle, Reisalin è un tipetto estremamente vivace e imprevedibile, così come il generoso vestiario estivo che ne mette in risalto le femminili rotondità. Se a questo aggiungiamo lo sguardo ingenuo che la contraddistingue e le perenni guance rosse che sottolineano un certo imbarazzo, il fenomenale successo dell'eroina diventa tutt'altro che inspiegabile, soprattutto tra gli appassionati di anime e fanservice.

    Venendo infine al comparto audio, segnaliamo che il prodotto presenta anche stavolta la sola traccia doppiata in lingua giapponese, magistralmente recitata e caratterizzata da accostamenti molto azzeccati. Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout è infatti la terza incarnazione del brand a non presentare la traccia inglese; tenendo presente la dubbia qualità delle precedenti tracce anglofone, il compromesso appare accettabile se non vincente, soprattutto se consideriamo che proprio questo ha consentito a Koei Tecmo Games di pubblicare in titolo in Occidente a poco più di un mese di distanza dall'uscita nipponica.

    Peccato soltanto che il prodotto non sia stato localizzato in italiano: i sottotitoli nella sola lingua inglese potrebbero - ancora una volta - tenere a distanza di sicurezza i curiosi poco inclini ad armarsi di dizionario, anche perché il linguaggio utilizzato in alcune fasi della vicenda e durante le spiegazioni legate all'alchimia richiedono una padronanza linguistica neanche troppo elementare. Nulla da eccepire sulla colonna sonora, che svolge il proprio lavoro senza lode e senza infamia, sottolineando con precisione i toni della narrazione.

    Atelier Ryza Ever Darkness & the Secret Hideout Atelier Ryza Ever Darkness & the Secret HideoutVersione Analizzata PlayStation 4Fra cambi di rotta improvvisi e radicali, e non per ultima una campagna di marketing aggressiva e basata esclusivamente sul sex appeal della protagonista, non eravamo certi che Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout si sarebbe rivelato la risposta definitiva al sempre più necessario rinnovamento del brand. Superato lo scetticismo iniziale e la confusione provata dinanzi alle nuove meccaniche del prodotto, il titolo confezionato dai ragazzi di Gust Corporation ci ha conquistati sotto ogni aspetto. Sebbene la storia presenti ancora dei punti morti, i passi da gigante compiuti sul piano narrativo, ludico, artistico e tecnico ne fanno il miglior Atelier di sempre, nonché il perfetto starting point per chiunque non abbia mai osato avvicinarsi al ventennale brand nipponico. Al netto di qualche tentennamento, il nuovo percorso imboccato dallo sviluppatore riuscirà sicuramente a conquistare lo zoccolo duro dei fan e, più in generale, gli appassionati di JRPG. L’eterna oscurità dei recenti episodi, insomma, sembra ormai destinata a cedere il passo ad un futuro radioso ed esaltante.

    8.5

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