Atelier Shallie Plus: Alchemists of the Dusk Sea Recensione

Con l'arrivo di Atelier Shallie Plus, porting del titolo lanciato originariamente su PS3, la trilogia di Dusk è finalmente completa anche su PS Vita.

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione Atelier Shallie Plus: Alchemists of the Dusk Sea
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
Antonello "Kirito" Bello è un Monster Hunter di professione, nonché accumulatore seriale di videogiochi di produzione rigorosamente giapponese. Pare si sia autoesiliato in una dimensione alternativa in cui le personificazioni di SQUARE ENIX, BANDAI NAMCO Entertainment e CyberConnect2 sono sue compagne d’arme nella sanguinosa lotta contro l'odiato dio degli FPS e gli infedeli al suo seguito. Per qualche strana ragione, ha un’evidente ossessione per le spade e sogna di governare Gamindustri. Purché non sia completamente infognato con qualche JRPG, potete contattarlo via Facebook.

Approdato originariamente sulle nostre PlayStation 3 nel marzo 2015, Atelier Shallie: Alchemists of the Dusk Sea è il terzo ed ultimo episodio della trilogia Dusk (Crepuscolo), e con tutta probabilità la miglior incarnazione della serie Atelier fra quelle lanciate sulla precedente ammiraglia Sony. Migliorando svariate meccaniche del suo prequel e anticipando alcune delle più gradite novità introdotte l'anno successivo da Atelier Sophie, il titolo si rivelò (col senno di poi) un solido ponte fra il recente passato e l'imminente futuro della serie.
Come tradizione per i titoli delle trilogie Arland e Dusk, anche Atelier Shallie ha infine goduto di un porting per PS Vita, una ricca riedizione "Plus" che include non solo tutti i DLC rilasciati per la versione orignale, ma anche una nutrita serie di contenuti esclusivi, fra i quali spiccano due personaggi giocabili assenti su PS3, e una carrellata di dialoghi ed eventi extra che finalmente amalgamano storia e personaggi DLC. In questo quadrimestre così affollato di uscite JRPG, soprattutto su PlayStation 4, abbiamo destinato un po' del nostro affetto anche alla -non troppo- piccola handheld di Sony, e di conseguenza vi riveliamo le nostre impressioni sull'ultimo porting effettuato da Gust e Koei Tecmo Games.

Due fanciulle, un solo destino

Come avvenuto per Atelier Escha & Logy, Atelier Shallie Plus: Alchemists of the Dusk Sea presenta due diverse protagoniste, stavolta entrambe di sesso femminile, e ciascuna dotata -finalmente- di una propria storyline. Se le storie di Escha Maller e Logix "Logy" Fiscario del capitolo precedente differivano giusto per una manciata di sequenze narrative (similmente a quanto accadeva nel più noto Tales of Xillia), le giovanissime Shallistera Argo e Shallotte Elminus vivranno, invece, due avventure parallele, abbastanza differenti, che convergeranno in una soltanto nei capitoli finali del gioco e in rari, brevi frangenti della campagna principale.

Sebbene condividano lo stesso soprannome, "Shallie", le due eroine sono molto diverse fra loro. La brunetta Shallistera è la figlia del capo villaggio di Lugion, una località remota fra le più colpite dalla terribile siccità che piano piano sta desertificando l'intera regione; seria e apprensiva, l'inesperta alchimista ha lasciato la propria terra natia con un'importante missione: scongiurare la terribile sciagura che sta per abbattersi sui suoi compaesani. Di tutt'altra caratura è invece Shallotte, la seconda eroina. Cresciuta nella spensierata e vivace Stellard, unica località di tutta la regione a vantare una ricca sorgente d'acqua, questa goffa alchimista che ambisce alla grandezza trascorre le sue giornate compiendo lavoretti e racimolando denaro. Sarà proprio il fatidico incontro fra le due Shallie a cambiare per sempre le loro vite e ad indirizzare le giovani eroine verso la realizzazione dei rispettivi sogni. Alternando stralci di vita quotidiana alla -tanto attesa- soluzione degli svariati misteri intavolati finora dalla trilogia, entrambe le storie vantano una sceneggiatura piuttosto curata, intelligenti colpi di scena e soprattutto un'eccezionale carrellata di comprimari da esplorare, ciascuno dei quali si presenta rigorosamente con un ricco bagaglio di eventi secondari.
Come accennato in apertura, questa versione Plus include e integra nella storyline principale tutti i personaggi DLC della versione originale, con l'esclusiva aggiunta di Ayesha e Logy, protagonisti dei due capitoli precedenti, di cui i fan avevano chiesto a gran voce il ritorno (similmente a quanto era avvenuto con Rorona e Totori nel capitolo finale della trilogia di Arland). Assieme a Escha (già disponibile su PS3 via DLC), i protagonisti del passato assumono infatti un ruolo ben definito nella seconda parte del gioco e interagiscono con gli altri personaggi, permettendo agli utenti più affezionati di scoprirne le sorti.
Fra contenuti inediti e sensibili accorgimenti apportati alla narrazione, la longevità di Atelier Shallie Plus si attesta ora sulle quaranta ore circa, di cui venti richieste per il completamento di ciascuna storyline; un quantitativo tutto sommato ragionevole, e in linea coi canoni del franchise, che sale ulteriormente qualora ci si dedichi alle molteplici attività secondarie incluse nel pacchetto e fondamentali per la completa caratterizzazione dei numerosi compagni d'avventura.
Rispetto alla versione originale per PlayStation 3, il gameplay di Atelier Shallie Plus è rimasto pressoché invariato. Come da tradizione per la serie, il titolo prevede la regolare alternanza di attività quali l'esplorazione del mondo, la raccolta di innumerevoli materie prime da combinare nel calderone, i combattimenti a turni con nemici visibili sulla mappa di gioco, e non per ultima la sintesi alchemica, elemento principale su cui ruota l'intero franchise. Esaminiamoli uno per uno, a cominciare dal crafting.

Paragonato ai suoi predecessori, il processo di sintesi alchemica in Atelier Shallie è diventato persino più preciso e variegato, tant'è che le nostre eroine, raggiunto un certo livello di esperienza con quest'antica disciplina, acquisiranno delle peculiari abilità in grado di migliorare le caratteristiche e addirittura conferire effetti aggiuntivi agli oggetti creati in laboratorio. Di conseguenza, se in passato l'efficacia degli oggetti craftati dipendeva dalle proprietà e soprattutto dalla qualità delle materie prime utilizzate durante il processo di sintesi, il livello finale delle creazioni sarà ora influenzato anche dall'esperienza alchemica accumulata dalle Shallie, le quali saranno in grado di sfornare -per esempio- bombe ancora più potenti e superbi pezzi di equipaggiamento.
Per quanto riguarda l'esplorazione, la mappa del mondo è rappresentata da una vasta tela sulla quale sono collocati tanti punti colorati, uno per ogni località, da esplorare in lungo e in largo. Costituite perlopiù da stanze di dimensioni assai ridotte, le tante aree esplorabili -che difatti sembrano miseri corridoi anche piuttosto spogli e troppo simili fra loro- presentano al loro interno forzieri da aprire, barili da distruggere, punti luminosi da esaminare (dove le Shallie potranno rinvenire le fondamentali materie prime), e infine gli immancabili mostri da "urtare" -magari preventivamente- per innescare il combattimento vero e proprio.
Durante gli scontri a turni, i giocatori avranno accesso a sei diversi personaggi: tre da schierare in prima linea, il cui turno di attacco sarà determinato dal parametro velocità dei singoli combattenti, e tre nelle retrovie, sempre pronti a rimpiazzare o comunque ad assistere gli eroi titolari con speciali abilità che spaziano dal supporto all'attacco.

Ciascun personaggio, durante il proprio turno di azione, potrà ricorrere all'attacco normale, alle abilità speciali (che, da tradizione, consumano MP), oppure alla parata, che ridurrà i danni subiti o addirittura li annullerà, mentre le due Shallie e i protagonisti degli episodi precedenti avranno a disposizione anche il prezioso comando oggetti; precluso ai non alchimisti, il menu degli oggetti permetterà ancora una volta di utilizzare in battaglia tutte le bombe presenti nel proprio inventario, in modo tale da chiudere con estrema semplicità anche gli scontri più ostici.
Proprio la difficoltà è uno dei punti deboli del gioco, poiché sebbene il titolo presenti tre diverse opzioni (qui chiamate Story Watcher, Game Fan e Hardcore) liberamente modificabili in qualsiasi momento dell'avventura, la difficoltà generale del prodotto rimane assai tarata verso il basso, soprattutto fuori dalle boss battle, che per nostra fortuna risultano già più avvincenti. Al contrario, il principale merito di Atelier Shallie (già su PS3) è senza dubbio la totale rimozione delle limitazioni temporali che hanno sempre "affetto" e caratterizzato la serie di casa Gust: laddove i precedenti episodi costringevano infatti l'utenza a pianificare con largo anticipo gli eventi e persino eventuali sessioni di grinding, Atelier Shallie è stato il primo titolo del franchise a offrire al giocatore la più totale e ambita libertà di esplorazione. Va comunque riconosciuto che se da una parte questa coraggiosa e apprezzabile decisione del team di sviluppo apriva le porte ad un pubblico più vasto, e magari poco avvezzo alle storiche meccaniche del brand, dall'altra ha contribuito ad abbassare ulteriormente il livello di difficoltà dell'esperienza già abbastanza compromesso.
A complicare la riuscita del porting su PS Vita ci pensa un comparto tecnico quasi imbarazzante, ora caratterizzato da vistosi e troppo frequenti cali di framerate, che curiosamente non si fanno notare nelle fasi di combattimento, ma bensì durante le scorribande fra i corridoi della città principale o dei dungeon più vasti e/o popolati. Proprio questi ultimi, rispetto a quanto visto su PS3 qualche anno fa, appaiono persino più spogli e anonimi, in netto contrasto coi graziosi modelli poligonali dei protagonisti, sempre molto colorati e curati.

Anche la colonna sonora non brilla per qualità e originalità, non a caso i fan di vecchia data non potranno fare a meno di provare la fastidiosa sensazione di "già sentito" che accompagna molti brani del pacchetto. In compenso, sul PS Store è disponibile un ricco DLC che permette di rimpiazzare la colonna sonora di Atelier Shallie Plus con quelle di altri titoli del brand, a patto che il giocatore disponga di abbastanza spazio libero sulla propria console.
Come per la versione originale, il gioco presenta due diverse tracce audio: una mediocre in lingua anglofona, l'altra in lingua giapponese e superiore sotto ogni aspetto, recitativo in particolare. Come da prassi, insomma. Infine, la traduzione dei testi è unicamente in inglese, con sottotitoli molto precisi e soprattutto fedeli all'originale.

Atelier Shallie Plus: Alchemists of the Dusk Sea Seppur più ricco dal punto visto di vista contenutistico e narrativo rispetto all’edizione originale, il porting per PS Vita di Atelier Shallie è ben lontano dal poter essere considerato “la versione definitiva del gioco”. L’aggiunta di tutti i protagonisti della trilogia di Dusk, che finalmente chiude a dovere diverse storyline lasciate in sospeso, è stata in questo caso barattata con una scarsa attenzione verso il comparto tecnico del gioco, che in quest’occasione presenta svariati difetti -anche piuttosto gravi- del tutto assenti nella versione lanciata nel 2015 su PlayStation 3. Ciononostante, qualora non abbiate mai giocato questo episodio, pur essendo appassionati della serie di Koei Tecmo, aggiungete pure un mezzo punto al voto finale del prodotto e godetevi la mole di contenuti extra introdotti dalla versione Plus; in caso contrario, il nostro consiglio è di recuperare senza indugi la versione per console casalinga, sicuramente più performante e ormai disponibile a buon mercato.

7

Che voto dai a: Atelier Shallie Plus: Alchemists of the Dusk Sea

Media Voto Utenti
Voti totali: 8
7.1
nd