Recensione Azure Striker Gunvolt

Inti Creates, da anni al lavoro sulla saga di Mega Man, ci propone un action game a scorrimento orizzontale che prende ispirazione da classici del passato come Contra e Gunstar Heroes.

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Azure Striker Gunvolt
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con ben tredici anni di lavori sull'apprezzatissima saga Capcom, il nome di Inti Creates non può che essere immediatamente associato a quello di Mega Man. Nel pedigree della software house di Chiba spuntano alcune delle più apprezzate avventure del ceruleo robottino, tra cui l'indimenticabile Mega Man Zero ed il decimo episodio della saga regolare, capitolo “di commiato” dopo il quale i rapporti fra Keiji Inafune e Capsule Computers si sono rotti una volta per tutte.
Capirete quindi la smania con cui i fan di Mega Man hanno atteso l'arrivo in Europa di Azure Striker: Gunvolt, titolo che riprende concept e struttura degli action/platform bidimensionali che spopolavano nei tardi anni '80. Nell'attesa di Mighty N.9, questa produzione può acquistare le tormentate nostalgie di chi adora lo scorrimento laterale, i ritmi serrati ed uno spericolato Run 'n' Gun. Anzi, considerando che Azure Striker: Gunvolt si prende persino la briga di sperimentare nuove soluzioni di gameplay, qualcuno potrebbe addirittura innamorarsi perdutamente, perdonandogli un grado di sfida molto basso (a tratti inesistente) ed una durata fin troppo risicata. Nonostante gli evidenti difetti, Azure Striker: Gunvolt resta comunque un titolo di carattere, ed un arrivo decisamente apprezzato nelle librerie digitali dei 3DS nostrani: peccato solo che i molti mesi di ritardo rispetto alla pubblicazione americana non abbiano comunque portato ad una localizzazione per i territori europei.

Run 'n' Gun dal sapore retrò

La cornice narrativa di Azure Striker: Gunvolt è insolitamente in vista per un titolo del genere. Il gioco è ambientato in un futuro in cui la malvagia corporazione Sumeragi controlla le risorse energetiche del mondo, sfruttando i poteri degli “adepti”. Questi mutanti riescono a controllare gli elementi naturali e -una volta indottrinati- si rivelano l'arma più potente dell'organizzazione. Un gruppo di dissidenti ribelli chiamato QUILL riesce però a liberare il protagonista Gunvolt, uno degli adepti più dotati e pericolosi, capace di manipolare l'energia elettrica e trasformarla in uno strumento letteralmente letale. Il racconto trotta fin dall'inizio con passo deciso, lasciando un po' spiazzato l'utente: neppure il tempo di finire la prima missione e Gunvolt abbandonerà i ranghi della resistenza, deciso a mettersi in proprio per restare al fianco della delicata Joule, liberata proprio durante l'incarico iniziale. E' un peccato che la narrazione proceda con ritmi a volte schizofrenici, quasi a voler replicare le corse disperate che Gunvolt compie nei livelli di gioco: in questa maniera il contesto sembra dipinto troppo frettolosamente, e si fatica ad affezionarsi ai personaggi secondari, nonostante le scenette di intermezzo e i dialoghi in stile manga che è possibile ascoltare tra una missione e l'altra. L'impegno per dare ad Azure Striker: Gunvolt un piglio narrativo più deciso, insomma, finisce in parte sprecato, come molte altre delle buone idee che, a livello di struttura, affiorano senza mai diventare determinanti nell'economia complessiva dell'esperienza. Speriamo quindi che possa porre rimedio il seguito ufficiale, annunciato da Inti Creates ed in arrivo il prossimo anno sempre su Nintendo 3DS.

Azure Striker: Gunvolt, si diceva, è un parente stretto di Mega Man e soci. Si tratta insomma di un action a scorrimento orizzontale, con una componente platform presente ma mai prioritaria. Il level design non è mai intricato e solo raramente richiede al giocatore una smodata precisione nei salti: piuttosto, gli mette davanti una ben nutrita serie di avversari ed un cronometro bene in vista, da sfidare a suon di scatti rapidissimi per ottenere punteggi e valutazioni quantomeno dignitose. Il ritmo della progressione tende ad essere rapido, nervoso, martellante, galvanizzando (letteralmente) chi adora gli action ipercinetici. Non aspettatevi però un classico “inferno di proiettili” in stile Contra: qui pure le logiche delle sparatorie sono state riviste in virtù dei poteri “elettrizzanti” del protagonista. La sua arma, di fatto, non spara proiettili, ma piccole lamelle di metallo che ben poco danno arrecano agli scudi nemici. Una volta appiccicate sul corpo degli avversari, tuttavia, queste saranno in grado di condurre l'elettricità che Gunvolt può controllare. Quando schiacceremo il dorsale destro il nostro protagonista materializzerà una sfera di pura energia, che oltre a spazzare via i proiettili che tenteranno di colpirlo danneggerà gli avversari “taggati” con questi speciali proiettili. Sarà insomma l'elettricità il nostro principale alleato, strumento letteralmente poderoso che in più di un'occasione rischia di rovinare il bilanciamento dell'avventura. Nonostante le scorte elettriche tendano ad esaurirsi rapidamente, impedendoci di abusare del nostro potere, per ricaricare la barra che regola l'utilizzo della sfera energetica basta fermarsi qualche istante ed eseguire un doppio tocco sul D-Pad. Sulle prime l'operazione richiede un minimo di attenzione e un po' di tempismo, ma una volta metabolizzati i ritmi di gioco distruggere gli avversari che Azure Striker: Gunvolt deciderà di opporci sarà una pura formalità.

Diciamolo chiaramente: il titolo di Inti Creates ha un coefficiente di difficoltà praticamente nullo, che si impenna solo in presenza delle boss fight. Anche in questi casi non raggiunge però picchi esagerati: basta sfruttare al momento giusto le abilità speciali di cura o di attacco, sbloccate gradualmente dopo qualche Level-Up, per avere la meglio anche sugli avversari più coriacei, senza curarsi troppo dei danni ricevuti e delle loro routine. I giocatori meno attenti all'eleganza dell'esecuzione, insomma, potranno avanzare a testa bassa senza avvertire per un solo momento un benché minimo senso di sfida. Probabilmente questa tipologia di utenti potrebbe addirittura evitare di avvicinarsi al gioco, dal momento che, vista la brevità dei livelli, sarà in grado di terminare l'avventura in meno di tre ore, per poi professare una profonda insoddisfazione. Chi trarrà il meglio da Azure Striker: Gunvolt, di contro, sarà chi riesce ad apprezzare l'ormai svanito spirito arcade che pure si avvertiva nei classici del genere. Cercare di migliorare i propri tempi, massimizzare l'esperienza accumulata esibendosi in kill doppie o triple, adoperarsi in virtuosismi improbabili per taggare -con l'arma giusta- tre nemici contemporaneamente, e riuscire a completare gli stage senza mai fermarsi, in preda alla frenesia trascinante degli sprint, è l'unico modo in cui il titolo andrebbe giocato. Se non altro per raggiungere, dopo aver provato e riprovato i vari livelli, il finale nascosto.
Capiamo però che non tutti i giocatori si dedicheranno convintamente all'impresa, e la colpa è anche di una struttura ruolistica che fa ben poco per trattenere e coinvolgere gli utenti. Fra una missione e l'altra c'è la possibilità di sintetizzare nuovi oggetti con un semplice sistema di crafting, e sconfiggendo determinati boss è possibile acquisire armi con diverse modalità di fuoco, che cambiano lievemente l'approccio agli scontri. Nessuna di queste meccaniche risulta però ben sviluppata: si tratta di elementi in ultima analisi superficiali, che non riescono a dare spessore alla produzione. L'idea di condire un action arcade con una progressione un po' più complessa non è male, e speriamo che il team decida di svilupparla a dovere in futuro, cercando al contempo di bilanciare la difficoltà e provando a proporci qualche livello in più.

Azure Striker Gunvolt Azure Striker: Gunvolt è un titolo sviluppato con cura e attenzione. Si presenta con un look ispirato, un mondo di gioco artisticamente ben caratterizzato ed una grafica 2D traboccante di dettagli e sprite eccezionali. La colonna sonora è travolgente, selezione impeccabile di brani ritmati, suoni elettrici, fantasie J-Pop. Inti Creates riconferma l'amore incondizionato per gli action/platform incalzanti, con un titolo che ricorda, nella struttura e non solo, i migliori episodi di Mega Man. L'ambizione del team nipponico non è però quella di sviluppare un clone del brand Capcom: gli elementi di discontinuità e le trovate originali, anzi, sono molte. A partire da una trama più presente per arrivare al sistema che riscrive l'approccio agli scontri, passando per gli elementi da Gioco di Ruolo che si incontrano tra una missione e l'altra, Azure Striker: Gunvolt si conferma un titolo a tratti originale. Peccato che tante idee siano lasciate allo stato embrionale, rimanendo sullo sfondo dell'esperienza di gioco, piacevoli da scoprire ma non sufficientemente elaborate per risultare caratteristiche. E peccato per il coefficiente di difficoltà sostanzialmente nullo, che in combutta con una quantità di contenuti non esaltante “stacca la corrente” alla produzione. Solo per appassionati.

7

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