Recensione BackStab

Gameloft torna al free-roaming

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Gameloft torna al free-roaming, proponendo un nuovo titolo d'azione ambientato nei Caraibi del diciottesimo secolo fra pirati, bucanieri, e soldati della marina britannica.

Trama

Backstab parte bene: Henry Blake è un ufficiale della marina britannica che viene tradito, incastrato e imprigionato dai propri compagni. Dopo anni di reclusione, poco prima di venire giustiziato riesce a scappare, e da lì inizia un’avventura alla ricerca di vendetta e della propria fidanzata dispersa. Finito questo preambolo, la trama si trascina per le 4 o 5 ore che ci separano dai titoli di coda, dando l’impressione, anzi, fallendo miseramente dal nasconderlo, di non avere capo ne coda, e che arrivare al minimo sindacale di ore giocabili sia stato di per se arduo (o questo, o l’intera storia è stata scritta con un generatore casuale di trame).
Tutta la quest principale infatti è costellata da richieste di varia natura, e la progressione nella trama è rallentata enormemente da questi espedienti. Ad esempio, durante le prime fasi dell’avventura salveremo una ragazza e lei, anzichè sbloccare la successiva fase del plot, ci ricatterà obbligandoci a rimediare polli e conigli per cena per poter proseguire.
Una richiesta del genere ha senso in una quest secondaria fine a stessa, ma durante la trama principale è irritante perchè nonostante sappiamo già quale deve essere la ricompensa delle nostre azioni, veniamo continuamente interrotti con questi compiti collaterali.
A parte questo, senza voler spoilerare niente sulla trama, all’incirca a metà del gioco ci si ritrova senza preavviso in un contesto talmente differente che verrebbe da porsi domande sulla sanità mentale di Henry Blake stesso.
Dedicandosi alle quest secondarie la durata complessiva migliora parecchio, ma diventano presto monotone e, mancando un vero motivo per completarle, si tende a lasciarle indietro.

Gameplay

Purtroppo, il set di comandi a nostra disposizione é il solito Gameloft: sulla sinistra pad virtuale per muoverci, a destra le icone per le varie azioni da compiere; aggiustamento della visuale tramite swipe. Nonostante sia ormai evidente il limite del touch screen per gestire i giochi in terza persona, sarebbe comunque auspicabile un minimo di revisione in questo layout. Nel caso di Backstab poi, le azioni a nostra disposizione sono parecchie, rendendo la gestione del personaggio ancora più confusionaria: il nostro Blake, come un novello Ezio Auditore, può aggrapparsi a qualunque appiglio, combattere sia con armi bianche che con rudimentali armi da fuoco, interagire con gli abitanti dei villaggi, montare a cavallo, utilizzare abilità speciali. Oltretutto, è costantemente necessario impostare la visuale per calibrare salti e arrampicate o per orientarsi durante un combattimento, rendendo il tutto ulteriormente scomodo e costringendo il giocatore a ripetere alcune fasi per aver male impostato la telecamera durante un passaggio obbligato.

Backstab è un titolo free-roaming, è possibile quindi perlustrare da cima a fondo le varie zone che compongono l’isola cercando tesori, fiori e missioni secondarie. In alto a sinistra sullo schermo è sempre presente una mappa con gli immediati dintorni; tappandola passiamo ad un menù con la mappa completa e le altre informazioni sul personaggio, fra cui la quest attiva, l’equipaggiamento e le statistiche di gioco.
La mappa non è zoomabile e, data la necessità di spostarsi frequentemente da un posto all’altro, sarebbe stato utile poter avere una panoramica dell’intera zona per valutare la posizione dei vari punti di interesse in un colpo solo, piuttosto che scrollare la mappa in lungo e in largo per capire dove si trova il prossimo obiettivo.
Girovagando per l’isola e incontrando i vari npc, è possibile accettare sia missioni principali per proseguire nella storia, che secondarie, facoltative; una volta portate a termine queste ultime, verremo ricompensati con oro da scialacquare come più ci aggrada: le possibilità variano dall’acquisto di alcuni immobili alla richiesta di attenzioni da parte delle signore ai bordi delle strade, ma tutte sono fini a se stesse e poco utili ai fini dell’avventura. I mercanti in giro per l’isola compreranno i fiori che avremo diligentemente raccolto e ci venderanno munizioni e qualche arma. L’equipaggiamento viene aggiornato anche proseguendo nella trama, ma non c’è un reale senso di evoluzione del personaggio.
Le situazioni sono varie, con molti spunti presi da Assassin’s Creed per le fasi cittadine, ma anche da Uncharted e Tomb Raider per quanto riguarda le fasi di esplorazione con trappole, precipizi e percorsi obbligati da superare. Sono presenti anche alcuni eventi particolari, come ad esempio sparare coi cannoni o inseguire qualcuno, che spezzano un pò l’azione. Inoltre, sparsi per l’isola ci sono degli oggetti nascosti, fra cui delle casse del tesoro che possono essere aperte solo avendo la mappa corrispondente, solitamente ricompensa di qualche quest.
Le fasi di combattimento sono estremamente semplificate: nonostante ci si ritrovi spesso circondati da 4 o 5 antagonisti, e sebbene sia presente un rudimentale sistema di contrattacco, il tutto si riduce a premere furiosamente il pulsante di attacco fino all’eliminazione di ogni forma di minaccia. Non vi è alcuna tattica nel combattimento e clamorosamente, per un gioco che si chiama “pugnalata alle spalle”, le fasi stealth sono appena abbozzate e facoltative, a parte quei rari casi in cui per esigenze di trama bisogna uccidere alle spalle (pena la ripetizione del livello).
Quando ci si trova in città è presente un indicatore che sale quando commettiamo dei crimini, tipo spintonare qualcuno, rendendoci perseguibili dalle guardie; spostandosi dalla zona del misfatto, dopo poco l’indicatore scende e le guardie smettono di inseguirci.
Il gioco è poi afflitto da bug e mancanze, che spesso rovinano la sessione. Durante il test del titolo è capitato che l’intera isola svanisse da sotto i piedi; evento che, per quanto affascinante, ha costretto al riavvio forzato dell’applicazione perdendo gli ultimi progressi.
Il sistema di quest non è stato sviluppato con cura: una volta accettata una missione secondaria è necessario completarla o fallirla prima di poter cambiare zona, e spesso si vaga senza meta in cerca del prossimo step della quest principale.
Anche tutta una serie di aspetti secondari, come gli effetti speciali, le esplosioni, le collisioni con le trappole e alcuni eventi particolari, lasciano un gusto amaro di cose fatte a metà.

Grafica e sonoro

L'isola teatro delle nostre scorribande è vasta e dettagliata, offrendo scorci suggestivi e una buona varietà di locazioni che spaziano fra città e villaggi, pianure e coste dall'acqua cristallina, passando per grotte e anfratti nascosti. Il gioco permette l’esplorazione di questi ambienti a 360 gradi, e l’elevata distanza di rendering restituisce un convincente senso di libertà. E’ inoltre implementato il ciclo giorno/notte, che rende le occasionali cavalcate per l’isola più immersive. Su iPhone4, il titolo è spesso afflitto da un vistoso calo di frame rate, rimanendo comunque giocabile.
Henry Blake, è modellato con cura, grazie a texture dettagliate ed animazioni varie e generalmente fluide. Il resto dei personaggi, a parte qualche comprimario, è vistosamente meno elaborato, ma rimane gradevole.
Come gli ultimi titoli Gameloft, anche Backstab è interamente doppiato in inglese. Il risultato é sufficiente, con interpretazioni sopra le righe che ben si adattano all'ambientazione piratesca del gioco. Le musiche che accompagnano l'azione sono piuttosto anonime, ma essendo dinamiche aiutano il giocatore a valutare il pericolo, cambiando d'intensità quando veniamo attaccati.

BackStab L’impressione è quella di un gioco fatto uscire in fretta (Backstab è stato il titolo di lancio ed esclusiva temporale di Xperia Play, solo successivamente è uscito anche per iOS), che non è stato sufficientemente curato nei particolari. Il problema principale è la tanta carne al fuoco, che non gli permette di focalizzarsi sui vari aspetto del gameplay e valorizzarli. La trama è fiacca, i combattimenti non sono emozionanti. I comandi scomodi e una certa ripetività di fondo non aiutano, ma almeno graficamente è gradevole e le fasi di free roaming sono ben realizzate. Se cercate un titolo per passare il tempo in scioltezza, può fare al caso vostro. Da acquistare magari durante una qualche offerta Gameloft.

6.5

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