Banishers Recensione: bella trama ma non basta, il gameplay può dare di più

Il nuovo gioco degli autori di Vampyr e Life is Strange è un action RPG ben scritto ma non perfetto sul fronte delle meccaniche di gioco.

Banishers Ghosts of New Eden
Recensione: PlayStation 5
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Presentato sul palcoscenico dell'edizione 2022 di The Game Awards, Banishers Ghosts of New Eden è un action rpg sviluppato dai francesi Don't Nod Entertainment, team che nel corso degli anni ha dimostrato un grande talento nella realizzazione di storie ed immaginari tanto a dir poco coinvolgenti, teatro di vicende modellate col contributo essenziale delle scelte messe di fronte ai giocatori.

    Forte di un setting piuttosto inedito e di una storia oscura dai toni maturi, condita da un cast di comprimari all'apparenza sfaccettato e ben caratterizzato, Banishers ha saputo catturare fin da subito la nostra attenzione facendoci balzare alla mente un'inevitabile domanda: la compagnia transalpina sarà riuscita a confezionare un nuovo successo basato sull'ennesimo universo narrativo originale? Dopo aver completato la campagna principale e aver investito diverse ore nelle attività secondarie disseminate in ogni angolo di questa versione dark fantasy del New England di fine 1600, siamo pronti a raccontarvi le nostre impressioni.

    L'amore trova sempre una strada

    Siamo nel territorio americano del New England alla fine del diciassettesimo secolo, all'indomani del tremendo periodo della caccia alle streghe che ha sconvolto la nazione portando all'esecuzione sommaria di decina di migliaia di persone sulla base della più becera superstizione.

    Sono anni oscuri, piagati da malattie, pestilenze e bigottismo quelli che fanno da sfondo alle vicende che vedono come protagonisti Antea Duarte e Red McRaith, una coppia di demonologi e guerrieri dell'occulto schierata a difesa dell'umanità contro le forze del male. Quello dei Banishers è un antico ordine di cacciatori di fantasmi che, seguendo il motto 'Vita ai Vivi e Morte ai Morti', si occupa di combattere gli spiriti maligni e bandirli oltre i confini del nostro mondo. Richiamati nella fittizia New Eden dal celebre reverendo Charles Davenport, con l'obiettivo di scacciare un'entità particolarmente aggressiva che sta tormentando il villaggio, i due entrano ben presto in contatto con quella che potrebbe essere la presenza più oscura e potente che abbiano mai incontrato sul loro cammino. Qualcosa ha gettato la cittadina nella morsa di un gelo sovrannaturale e scatenato legioni di demoni che stanno decimando la popolazione: toccherà ai nostri eroi ergersi a difesa dei viventi e tentare di dissipare la coltre tenebrosa che ha avvolto la regione.

    All'improvviso, però, la tragedia: durante le loro indagini Antea e Red vanno incontro a un terribile incidente che finisce per costare la vita alla donna, intrappolandola nello stesso limbo di non-morte che i due hanno giurato di epurare.

    A questo punto il gioco ci pone davanti al primo dei dilemmi morali tipici delle produzioni di Don't Nod, con Red che è chiamato a compiere una scelta straziante: tenere fede al credo dei Banishers e cercare di accompagnare l'amata fino al definitivo trapasso, o tentare il tutto per tutto con un antico rituale che potrebbe riportarla tra i vivi, col rischio di mettere a repentaglio la propria umanità?

    Inizia qui l'epopea di Red e Antea nelle viscere di New Eden, tra le pagine di un canovaccio narrativo che vede il loro dramma personale intrecciarsi con quello di una cittadina che lentamente sprofonda nel baratro, nei recessi di un incubo apparentemente senza via d'uscita. È una scrittura intelligente quella di Banishers: Ghosts of New Eden, un esercizio di stile che conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, il talento cristallino di Don't Nod nel tratteggiare un universo narrativo coeso, permeato da un'atmosfera spettrale e costellato da personaggi ben amalgamati nel tessuto del racconto.

    Tramite i lunghi dialoghi con gli NPC, intervallati da crocevia a scelta multipla, è possibile scavare nel passato del borgo e nelle vite dei suoi abitanti, per scoprire gustosi retroscena che potrebbero aiutare gli utenti a districarsi tra i frequenti bivi narrativi proposti dall'avventura, che in diverse occasioni mette in scena momenti davvero toccanti.

    Inutile dire che ciascuna delle scelte che compirete potrebbe avere un impatto più o meno significativo sugli sviluppi della trama e sul suo epilogo, e pertanto sarà necessario soppesare oculatamente ogni mossa per raggiungere un finale che risulti pienamente appagante.

    Non siamo ovviamente ai livelli di arborescenza visti nel recente Baldur's Gate 3 (ecco la recensione di Baldur's Gate 3), il nuovo metro di paragone per questo tipo di dinamiche ludonarrative, ma abbiamo comunque apprezzato il lavoro svolto da Don't Nod nella creazione di diramazioni morali che esulano dai semplici concetti di 'giusto e sbagliato'.

    Quella costruita dal team francese è un'intrigante storia d'amore e di coraggio, di sacrificio e di afflizione che si dipana in un'ambientazione davvero affascinante e ben tornita: un lavoro egregio, in tal senso.

    Vita ai Vivi, Morte ai Morti

    Sotto il profilo del gameplay, Banishers: Ghosts of New Eden si configura come un action rpg che rifugge il concetto classico di open world per adottare un level design 'open map' più simile a quello visto, ad esempio, nelle ultime iterazioni di God of War (se volete rinfrescarvi la memoria, ecco la recensione di God of War Ragnarok). Si tratta di un mondo sicuramente vasto che ospita tante attività secondarie e segreti da scoprire, ma vale la pena precisare che il viaggio dei protagonisti si snoda su percorsi piuttosto lineari e guidati, inframezzati da semplici enigmi ambientali da risolvere.

    A questo proposito, se da un lato capiamo la volontà degli sviluppatori di confezionare un setting quanto più possibile al servizio della narrazione, dall'altro avremmo certamente apprezzato se l'esplorazione avesse avuto uno spazio più generoso nel bilancio dell'esperienza, anche in virtù della bellezza mozzafiato di alcuni scenari. Ad ogni modo, anche la struttura e i contenuti del mondo di gioco riflettono gli sforzi profusi da Don't Nod nel creare un immaginario corposo e ricco di sorprese, elemento che emerge con forza specialmente nelle missioni secondarie, tra le più belle che abbiamo potuto vedere in un prodotto di questo genere in tempi recenti. Pur trattandosi di un paragone azzardato, ci sentiamo di accostare la qualità delle quest opzionali presenti in Banishers a quelle - straordinarie - viste in The Witcher 3: il team francese ha infatti saputo imbastire una serie di interessanti missioni accessorie, impreziosite da una scrittura sopraffina che contribuisce a irrobustirne l'offerta ludica. La cupa malia di New Eden fa sì che spesso, durante la campagna, ci si ritrovi a deviare dal percorso principale anche solo per approfondire alcuni dettagli dell'immaginario modellato da Don't Nod, a riprova dell'impregno profuso dal team nella costruzione della cornice scenica di Banishers.

    La caratterizzazione degli Epuratori, veri e propri detective del paranormale , ha permesso a Don't Nod di dare un taglio investigativo a queste attività che chiedono ai giocatori di interagire con gli NPC, con l'ambiente circostante e con alcuni elementi specifici dello scenario per fare luce sui numerosi misteri che infestano questa versione distorta del New England.

    Le fasi di combattimento, dal canto loro, sfruttano brillantemente il dualismo tra Red e Antea per offrire un'esperienza abbastanza solida e variegata. Laddove il primo si muove nel mondo fisico per fronteggiare gli abomini di New Eden armato di spada, torcia e fucile, la seconda può fare affidamento sui poteri mistici derivanti dalla sua condizione di morte sospesa per assistere l'amato sul campo di battaglia.

    Durante le lotte, è possibile caricare un'apposita barra di 'sincronia' che permette di passare attivamente da un protagonista all'altro con la semplice pressione di un tasto: Red infligge danni sensibilmente maggiori contro gli avversari in carne ed ossa, mentre Altea può epurare i demoni in pochi colpi e dissolvere lo scudo spettrale che protegge alcuni nemici.

    Nel complesso il combat system funziona, sia quando ci si ritrova a incrociare le lame che colpendo a distanza col moschetto di Red, sebbene la proposta ludica di Don't Nod denoti una generale mancanza di rifinitura: le animazioni appaiono poco curate, il novero delle combo fin troppo esiguo e l'alternanza tra i due personaggi non risulta pienamente valorizzata nel quadro degli scontri.

    È una situazione tutto sommato simile a quella verificatasi nel buon Vampyr: l'intelaiatura è solida e per la gran parte anche piuttosto divertente, ma alcuni fondamenti ludici appena accennati, nonché qualche incertezza di troppo nella registrazione dei colpi e nella gestione della telecamera, non permettono al titolo di fare il salto di qualità che probabilmente avrebbe meritato. Anche il bestiario appare invero un po' deludente: nel corso delle circa 20 necessarie per completare la main quest si incontrano davvero poche varianti degli stessi avversari, cosa che sul lungo periodo finisce per smorzare lievemente il fattore divertimento. Discorso differente per i boss che, seppur presenti in numero un po' esiguo, appaiono maestosi e artisticamente ispiratissimi. Grazie a un moveset curato e variegato, inoltre, questi nemici sono protagonisti di alcune delle sequenze più intense e riuscite dell'intera produzione.

    Al di là della componente action pura, comunque, Banishers Ghost of New Eden presenta una consistente anima ruolistica, che si traduce nella possibilità concessa ai giocatori di personalizzare e potenziare sia l'equipaggiamento che le abilità di entrambi i comprimari.

    Tramite gli ormai rodati falò sparsi in giro per la mappa, è possibile spendere i punti esperienza ottenuti in combattimento per sbloccare nuove abilità sia legate all'efficienza combattiva di Red che ai poteri occulti di Antea, ma anche incrementare la robustezza di armi e armature offrendo in cambio le numerose risorse reperibili nelle varie ambientazioni, oppure limitarsi a dedicare qualche minuto al consolidamento del rapporto tra i due amanti.

    Intendiamoci, non stiamo parlando di un sistema che permette di creare build particolarmente estrose, ma quantomeno il team garantisce agli utenti l'opportunità di adattare i due guerrieri alle proprie esigenze, magari prediligendo alcuni aspetti del sistema di combattimento a dispetto di altri.

    Tecnica e Arte

    Dal punto di vista estetico, Banishers Ghosts of New Eden si presenta al pubblico come un prodotto pregevole, graziato da una direzione artistica particolarmente ispirata. Pur non trattandosi certo del più impressionate tra i progetti realizzati con Unreal Engine 5, l'opera allieta i sensi con un ventaglio di scorci genuinamente suggestivi, sfoggia modelli poligonali di buona fattura e mostra una gradevole cura per i dettagli.

    Meno convincente è invece un comparto animazioni che si muove fra alti e bassi, specie per quanto concerne le espressioni facciali, e anche sul versante del texturing capita di incappare in flessioni più o meno significative. Su console, il gioco possiede le classiche modalità di visualizzazione Qualità e Performance, con la prima che promuove la risoluzione a danno della fluidità e la seconda che sacrifica la definizione sull'altare del frame rate. Quest'ultima, in particolare, ci ha davvero convinti: l'avventura mantiene 60fps granitici per gran parte del tempo di gioco, al netto di qualche piccolo cedimento nelle situazioni più concitate, che comunque non intacca la godibilità generale dell'esperienza.

    Nota di merito, infine, per un comparto audio che offre un'ottima effettistica, una selezione musicale di pregio e un doppiaggio in inglese altrettanto efficace, valorizzato dalla scelta di attribuire ai personaggi con un accento coerente con quello dell'epoca che fa da sfondo alle vicende.

    Banishers Ghosts of New Eden Banishers Ghosts of New EdenVersione Analizzata PlayStation 5In definitiva, Banishers: Ghosts of New Eden si configura come un action rpg solido, la cui pregevolezza viene però limitata da una generale mancanza di rifinitura nelle meccaniche fondamentali. Il vero fiore all'occhiello della produzione, come spesso accade per le opere di Don't Nod, è sicuramente da ricercarsi nella scrittura, ricca di idee brillanti e generalmente molto ispirata. Se siete alla ricerca di un titolo che sappia coniugare correttamente un'ambientazione dall'atmosfera oscura con una storia d'amore appassionante (e a tratti straziante), siete nel posto giusto. Gli orrori di New Eden vi aspettano.

    7.8

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