Batman The Enemy Within Recensione Episodio 4 (What Ails You)

Dopo un terzo episodio interessante ma non così ricco di contenuti, Batman The Enemy Within si avvicina al finale di stagione con What Ails You...

recensione Batman The Enemy Within Recensione Episodio 4 (What Ails You)
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  • Il quarto episodio della nuova serie che Telltale ha dedicato al Cavaliere Oscuro, What Ails You, rompe gli indugi della precedente puntata e parte subito in quarta. Se Fractured Mask ci aveva chiesto di sopportare qualche lungaggine di troppo, qui si passa immediatamente all'azione: dopo essere riuscito a fuggire da una situazione spinosa, Bruce Wayne decide di confrontarsi direttamente con Harley, Freeze e Bane, indossando ovviamente il costume da Batman. La fase introduttiva è quindi costituita da una lunga sequenza di combattimento, spettacolare e dinamica come poche, da cui il pipistrello uscirà vittorioso grazie all'aiuto di un paio di improvvisati alleati.

    Cosa ti tormenta?

    Per quanto piacevole sia la consonanza fra le coreografie dello scontro e i comandi da impartire durante i Quick Time Event, questa sarà l'unica scena d'azione che vedremo nel corso dell'episodio: come il nome lascia intendere, What Ails You (ovvero: "ciò che ti tormenta") questa puntata vuole essere più che altro introspettiva, concentrandosi sulle afflizioni di alcuni dei personaggi che calcano la scena. A dirla tutta le luci della ribalta vengono reclamate soprattutto da John, tanto che alcuni antagonisti e comprimari sono liquidati fin troppo in fretta. Catwoman, ad esempio, dopo aver trovato la determinazione che serve per fare la scelta giusta ed opporsi alla feccia criminale che minaccia Gotham, svanisce completamente nel nulla.
    Un altro elemento gestito in maniera abbastanza superficiale è il "megavirus" (così lo chiama il supercomputer nella Bat Caverna) su cui i membri del patto criminale volevano mettere le mani.

    Si scopre infatti che l'agente infettivo può essere trasformato, al contatto con determinati anticorpi, in una sorta di panacea, un siero con smisurate proprietà curative. Mentre Mr. Freeze voleva utilizzarlo per guarire la moglie, Bane sperava di sfruttarlo per sfuggire alla sua dipendenza, e Harley per curare una malattia degenerativa di stampo ereditario.
    Purtroppo si capisce ben presto che il virus non è altro che un MacGuffin, come lo ha ribattezzato il buon Alfred Hitchcock: ovvero un motore virtuale e pretestuoso dell'intreccio, che serve a giustificare alcune azioni dei protagonisti, ma che non ha nessuna utilità ai fini dello sviluppo narrativo. E infatti What Ails You non si concentra affatto sul virus, sui suoi effetti e sulla minaccia che questo potrebbe costituire per Gotham: tutta la parte centrale dell'episodio è invece focalizzata sui dolori di John Doe, che si sente tradito da Harley e che mostra segni sempre più preoccupanti di instabilità.
    Ed è proprio grazie a questo ghignante personaggio che la scrittura prende il volo. Turbato e desolato, John mostra i segni evidenti di una psicosi fino ad oggi rimasta latente. Compare una sospetta risata isterica, una furiosa rabbia repressa, persino qualche segno di schizofrenia. La trasformazione in Joker è quasi completa, e sta al giocatore scegliere se incentivarla o cercare di tenerla a freno.
    Qui Telltale gioca d'astuzia, sapendo che tutti gli utenti hanno ben chiara la pericolosità della storica nemesi di Batman: anche se formalmente il Joker non si è mai manifestato, almeno in questo universo narrativo, l'impatto della sua follia potrebbe essere devastante. E allora viene quasi naturale assecondare John, non farlo infuriare, concedergli almeno un po' di fiducia.
    Le scelte morali di questo capitolo sono forse le più subdole fra quelle che il giocatore ha dovuto prendere finora, perché ci lasciano nell'incertezza e nel dubbio. Non sappiamo se abbiamo agito per il meglio o se stiamo solamente rimandando l'inevitabile, spingendo John (e Gotham) incontro al proprio destino. L'idea che una parola sbagliata possa accelerare questo processo ci lascia atterriti, e nel corso di tutto l'episodio siamo accompagnati da una forte tensione emotiva e da una strisciante sensazione di ansia. A dimostrazione del fatto che gli sceneggiatori di Telltale sono ben capaci di stuzzicare le giuste corde, quando si arriva al dunque.
    Purtroppo anche What Ails You paga lo scotto di un modello di distribuzione sempre più difficile da sostenere, ovvero quello episodico. Tralasciando il fatto che la puntata sia arrivata quasi due mesi dopo la precedente, è lampante che la narrazione sia stata allungata e diluita per cercare di riempire le classiche cinque puntate.

    Anche qui ci sono scene che servono a poco, personaggi trattati in maniera superficiale, momenti morti che non fanno altro che danneggiare l'intensità del racconto. E pensare che nonostante questi innesti a tratti un po' forzati (compreso un intermezzo con Alfred e Tiffany che non sembra avere alcun peso nell'economia narrativa) What Ails You resta l'episodio più breve del pacchetto. Sebbene la formula a puntate abbia fatto la fortuna di Telltale ai tempi del primo The Walking Dead (ed erano ormai sei anni fa), sarebbe bello vedere il team di sviluppo confrontarsi con altre strutture, darci ad esempio un'avventura più coesa e uniforme al pari di quelle di Quantic Dream. Finché le cose resteranno così, sembra proprio che dovremo invece sopportare alcune evidenti oscillazioni qualitative della sceneggiatura.

    Batman: The Enemy Within Batman: The Enemy WithinVersione Analizzata PCIl quarto capitolo di The Enemy Within mette insieme ottime trovate e scelte discutibili. Alcuni personaggi vengono liquidati troppo in fretta, altri invece si infilano nel mezzo del racconto come se volessero ostinatamente portare avanti delle linee narrative un po' insipide. Questa cornice di scene frettolose o superflue, per fortuna, non danneggia il complesso dipinto centrale di What Ails You: che poi è un deviato ritratto del Joker, o meglio di quell'individuo che ben presto lo diventerà. Raccontando questo processo di trasformazione dal punto di vista di Bruce Wayne, addossando parte delle responsabilità della mutazione sulle spalle del giocatore, Telltale mette in scena situazioni tese e ansiogene, facendo sì che ogni scelta e ogni dialogo siano partecipi e in qualche maniera rilevanti per l'utente. Purtroppo non c'è un cliffhanger forte, ma solo l'idea di una caduta che sarà vertiginosa: arrivati all'apice della follia di John Doe, nel quinto e ultimo episodio di The Enemy Within, dovremo necessariamente affrontare il tracollo. E, probabilmente, la nascita del più spietato antagonista di Batman.

    7.2

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