Batman The Telltale Series: City of Light (Episodio 5) Recensione

Si chiude la serie episodica dedicata al Cavaliere Oscuro. In City of Light Telltale racconta la resa dei conti con Lady Arkham.

Batman: The Telltale Series - Episodio 1
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Si chiude con City of Light l'avventura episodica dell'Uomo Pipistrello, fra le più "tormentate" opere di Telltale Games. Troppo confusa e disorganica, la serie dedicata a Batman non è riuscita a mostrarsi solida come gli altri lavori della software house, inciampando proprio sull'elemento più importante di tutti: la sceneggiatura. Il team di sviluppo ha voluto infatti gettare troppi elementi nel calderone narrativo, accatastando personaggi, situazioni ed eventi in maniera a tratti frettolosa e superficiale. Da Joe Chill a Falcone, da Pinguino a Due Facce, passando per la comparsata di un anonimo Joker e per le rivelazioni sulla figura di Thomas Wayne, c'era davvero troppa carne al fuoco perché le linee narrative potessero chiudersi in maniera sensata e convincente.
La scelta - abbastanza discutibile - di coinvolgere una parte così consistente dell'immaginario di Batman è stata probabilmente dovuta alla volontà di darne una rilettura a tratti integrale: Telltale ha voluto reinterpretare in maniera pesantissima le figure classiche conosciute dagli appassionati delle opere DC Comics e delle pellicole dedicate al Cavaliere Oscuro, e aveva quindi bisogno di ripresentarci tutto il substrato criminale di Gotham. Purtroppo, nel breve spazio di cinque episodi era davvero impossibile raccontare la genesi di così tanti Villain ed al contempo focalizzarsi sulle crisi dell'eroe. Sarebbe stato meglio, forse, concentrarsi di più sull'avversario inedito presentato per l'occasione, ovvero quella Lady Arkham che proprio in City Of Light ha un ruolo di primo piano, cercando di spiegarne le motivazioni e le prospettive in maniera più distesa.
Nonostante tutti questi problemi abbiano reso un po' traballante l'arco narrativo di Batman - The Telltale Series, questo quinto capitolo riesce in qualche maniera a mettere una pezza, risultando una conclusione più che degna e a tratti persino avvincente, e riuscendo insomma a risollevare le sorti di tutta l'opera.

La resa dei conti

Dopo una breve sequenza d'azione ambientata nel commissariato di Gotham, il nostro eroe deve fare i conti con Due Facce, asserragliato nella Wayne Manor o e ormai ossessionato dalla figura di Bruce, vecchio amico e alleato politico. È proprio questa scena inaugurale a risultare una delle più riuscite, capace di mostrarsi con estrema efficacia tutta la tormentata duplicità di uno dei villain più iconici dell'universo di Batman. Grazie anche ad un brevissimo e inaspettato flashback la follia di Harvey Dent viene riportata ad una dimensione più umana, che nasci dai fallimenti personali e dal timore di una disfatta politica. A vederlo così - fragile e malato - Due Facce non può che stimolarci un moto di compassione, confermando di essere uno dei personaggi più interessanti e sfaccettati della vicenda imbastita da Telltale.
Evanescente e insipida, invece, la figura del pinguino, liquidata integralmente in questo quinto episodio. Tutta la linea narrativa legata alla sua ascesa aziendale resta probabilmente il più grande passo falso della serie: e infatti in City of Light, quasi senza spiegazioni, Bruce vede ripristinato il suo ruolo di CEO della Wayne Enterprises, e di Cobblepot quasi non viene fatta menzione. Speravamo quasi di vederlo tornare, finalmente zoppicante dopo l'ultimo scontro con il pipistrello, capace anche lui di "redimersi" come personaggio. E invece niente: un "finale" amaro soprattutto perché rende, col senno di poi, ancora più superflue tutte le sequenze precedenti, già poco convincenti.
Gradevole invece il tentativo di chiudere in maniera più dignitosa la romance con Selina, liquidata nello scorso episodio e recuperata in extremis, giusto il tempo di regalarci un saluto un po' più dolce (o un po' più duro, a seconda delle vostre scelte).
La parte più consistente di City of Light, in ogni caso, è l'ultima: chiuse le faccende per così dire "accessorie", Batman può finalmente dedicarsi a smantellare la rivolta dei Figli di Arkham, inseguendo la loro regina. Che, per vendicarsi delle nefandezze di Thomas Wayne, decide per altro di rapire Alfred, innescando così nel Cavaliere Oscuro una rabbia molto personale.

Le fasi finali dell'avventura, che è meglio non approfondire per evitare di rovinare qualche sorpresa, ci riporteranno nel manicomio di Arkham, ma ci racconteranno anche segreti terribili sul passato di Vicky Vale, gettando una nuova luce sulla figura di Lady Arkham e sul suo odio per tutta la città.
Movimentata e ricolma di Quick Time Event, la scena conclusiva culminerà in uno degli scontri più belli mai "coreografati" da Telltale, inarrivabile per ritmo e intensità.
Una chiusura sicuramente degna, a cui fa seguito solamente una breve scena che ha quasi la funzione di "after credits", lasciando aperto uno spiraglio per una seconda stagione, in cui finalmente possa avere un ruolo di primo piano il pallido John Doe conosciuto nelle sale del manicomio criminale.

Batman: The Telltale Series City of Light si porta dietro il peso di alcune scelte infelici effettuate in fase di ideazione della serie, e paga gli errori dei precedenti episodi. Cerca di risolverli tutti, e ce la fa in larga parte. Scorre, nel poco tempo che gli è concesso, grazie a ottime sequenze d'azione e qualche bel colpo di scena. La sua qualità più grande è quella di chiudere con decisione quasi tutte le linee narrative, al contempo reinterpretando nemici storici, presentandoci la genesi di nuovi avversari, e persino lavorando sulla figura di un Cavaliere Oscuro diverso da quello clinico e infallibile che abbiamo conosciuto altrove. Privato delle sue certezze e delle sue amicizie, Batman si aggrappa ad un rapporto quasi paterno con il suo maggiordomo, alla fiducia di Gordon (promosso a commissario proprio a seguito degli eventi dell'episodio), e ovviamente alle sue risorse (economiche ma anche investigative). Un finale efficace, al netto di qualche stortura, che svolge il suo ruolo in maniera convincente: lasciandoci quindi incuriositi sull'eventuale prosecuzione degli eventi, in una (ancora non confermata) seconda stagione.

7.5

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