Batora Lost Haven Recensione: un action rpg italiano tra pianeti lontani

Gli italiani di Stormind Games ci propongono Batora Lost Haven, un hack 'n' slash con un combat system ispirato a Ikaruga.

Batora Lost Haven
Recensione: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Ormai è sotto gli occhi di tutti: il settore dei videogiochi in Italia sta vivendo una crescita smisurata e sempre più spesso stiamo assistendo al debutto di produzioni in grado di dire la loro a livello internazionale. L'abbiamo visto qualche settimana fa con Soulstice e solo pochi giorni fa con Mario + Rabbids Sparks of Hope (a proposito, qui la recensione di Mario + Rabbids Sparks of Hope), entrambi progetti in grado di interessare una grossa fetta di pubblico per via dell'appartenenza a un brand di successo o a un genere di nicchia come gli stylish action.

    All'ormai lunga fila di produzioni nostrane si aggiunge anche Batora Lost Haven, ultima fatica dei ragazzi di Stormind Games che si appresta ad arrivare sugli scaffali digitali di PC e console. A distanza di alcuni mesi dalla nostra prova di Batora Lost Haven, gli sviluppatori ci hanno permesso di giocare l'intera avventura dall'inizio alla fine: siamo quindi pronti a svelarvi tutti i segreti della storia di Avril.

    Il viaggio dell'eroe

    La trama di Batora Lost Haven è incentrata sulla figura di Avril, adolescente che fa parte degli ormai pochi superstiti del pianeta Terra, che è caduto in rovina per ragioni misteriose.Da ragazza comune, la nostra protagonista si ritroverà a ottenere un potere immenso grazie all'incontro con il Sole e la Luna, due eleganti figure divine che la guideranno in un viaggio intergalattico alla ricerca di un modo per riportare l'equilibrio e la pace tra gli umani.

    Sotto il profilo narrativo, il titolo Stormind Games non propone un intreccio particolarmente complesso, ma è indubbio che gli sviluppatori abbiano posto grande attenzione nella caratterizzazione di Avril. Gli atteggiamenti della giovane donna, che da un momento all'altro si ritrova a dover decidere delle sorti di intere civiltà aliene, sono quasi sempre credibili e ‘naturali' se si considera che il punto di vista è quello di un'adolescente.

    Quando parliamo di decisioni, lo facciamo per via della presenza di alcuni snodi della storia, momenti in cui Avril viene messa di fronte a due diverse opzioni che hanno conseguenze a livello di trama. Da un lato è apprezzabile il modo in cui sono strutturate le scelte, ben congegnate e con l'obiettivo di mettere il giocatore in una posizione difficile, senza proporgli il classico bivio tra giusto o sbagliato. Lo stesso tutorial afferma che non esistono decisioni giuste o sbagliate, ma solo conseguenze differenti. Il problema è che le ripercussioni sugli eventi futuri sono limitate e ciascuna delle scelte non serve ad altro che ad ascoltare qualche linea di dialogo diversa e, talvolta, affrontare una sezione di gameplay alternativa. L'andamento della narrazione, senza particolari guizzi e con alcuni colpi di scena abbastanza telefonati, è il medesimo a prescindere dalle prese di posizione della protagonista e, malgrado la presenza di un indicatore dell'allineamento nel menu, questa meccanica appare ininfluente, persino sul finale. I due diversi finali, che abbiamo apprezzato molto per via delle loro sfumature, si possono ‘attivare' a prescindere dal percorso intrapreso in precedenza.

    Un combat system ispirato ad Ikaruga

    L'avventura di Avril in Batora Lost Haven non è fatta solo di scelte, ma anche e soprattutto di scontri con feroci creature aliene che obbligano la protagonista a utilizzare i suoi nuovi poteri. Il Sole e la Luna le hanno conferito abilità straordinarie, grazie a cui la ragazza può assumere due diverse forme associate ai colori viola e arancione.

    Il titolo Stormind Games è un hack 'n' slash con visuale isometrica e alcune meccaniche da twin stick shooter che spingono l'eroina ad assumere forme diverse per contrastare le minacce che le si parano davanti, proprio come nel leggendario Ikaruga. Con la forma Mentale, Avril dispone di attacchi a distanza che le consentono di raggiungere qualsiasi punto dell'arena con proiettili, onde d'urto e piccoli tornado, senza contare l'abilità che consiste nell'evocazione di uno scudo temporaneo.

    La forma Fisica, invece, ruota tutta intorno all'utilizzo di una spada, tramite cui si possono colpire i nemici sia attraverso agili fendenti che con abilità speciali, come quella che fa vorticare la protagonista per qualche secondo per investire chiunque finisca in questa danza mortale.

    Ciascun avversario è contraddistinto da uno dei due colori e subisce pochissimi danni se colpito con attacchi provenienti da una forma diversa: questo significa che il giocatore è costretto a mutare con costanza il set di abilità attive di Avril per tenere testa ai nemici ed evitare che gli indicatori di salute, uno per ciascuna forma, vadano a esaurirsi. In linea di massima, il combat system di Batora Lost Haven funziona bene, ma non è esente da difetti che vanno oltre la semplice mancanza di varietà in termini di skill attive.

    Il principale problema del gioco consiste nella sovrabbondanza di elementi dell'interfaccia durante gli scontri, che rendono pressoché impossibile riuscire a comprendere cos'è che stiamo affrontando, soprattutto se di fronte a noi si trovano mob dalle piccole dimensioni. Ogni nemico, solitamente del colore legato alla sua forma, presenta anche un grosso anello ai suoi piedi che riprende la stessa tinta e un indicatore della salute - sempre dello stesso colore - che ne evidenzia anche il livello. Come potete facilmente immaginare, una tale mole di informazioni è eccessiva e spesso si ha la sensazione di combattere contro un elemento dell'interfaccia, tant'è che dopo due run complete non abbiamo alcun ricordo delle fattezze di molti avversari.

    Avremmo anche apprezzato una migliore gestione dell'attivazione degli attacchi ad area e di quelli a distanza: se già risulta poco preciso lanciare incantesimi con lo stick analogico, il secondo metodo offensivo - che consiste nella pressione di un tasto - richiede anche il direzionamento dei colpi tramite la levetta sinistra, cosa che implica il movimento della protagonista verso il nemico. Tali problematiche sono meno evidenti nelle poche ma ben realizzate boss fight che caratterizzano l'avventura: sia per le dimensioni dei nemici che per l'interfaccia (in questi casi l'indicatore della salute finisce nella parte alta della schermata), è più semplice visualizzare e colpire l'avversario.

    Un'esperienza breve e lineare

    Per quello che concerne invece la crescita della protagonista, tutto avviene in maniera automatica tramite l'aumento delle statistiche a ogni level up e l'unico modo che ha il giocatore per influenzare le capacità della ragazza è quello di sfruttare il sistema delle Rune.

    Questi oggetti si possono acquistare oppure ottenere tramite azioni di gioco e permettono di alterare leggermente il funzionamento delle abilità oppure modificare salute e potere d'attacco, in alcuni casi con piccoli malus che vanno a controbilanciare i bonus. Per quanto sia interessante sulla carta, questa meccanica non è poi così profonda e per via della possibilità di aggiungere più Rune dello stesso tipo diventa quasi obbligatorio procedere con la soluzione ‘full tank', addizionando centinaia di punti salute senza pensare troppo all'attacco.

    Uno degli aspetti che più abbiamo apprezzato di Batora Lost Haven è l'attenzione per gli enigmi. Sì, perché tra un colpo di spada e un viaggio interplanetario dovremo anche affrontare dei puzzle via via più complessi che richiedono l'utilizzo combinato delle due forme. Sorvolando su un paio di fasi che richiedono un'eccessiva velocità di reazione, la maggior parte di queste sezioni è piacevole da giocare e non risulta mai troppo complessa. Soprattutto nelle fasi finali, gli sviluppatori si sono sbizzarriti e hanno proposto puzzle più articolati, alcuni in grado di trasformare l'attività in una sorta di divertente flipper.

    Al netto delle sue criticità il gameplay di Batora Lost Haven intrattiene il giocatore per tutta la durata dell'avventura, che si aggira intorno alle 5 ore (il nostro contatore era fermo a 4 ore e 43 minuti, stando al file di salvataggio). La brevità dell'esperienza è dovuta in primis ad un'eccessiva linearità della storia, priva di qualsivoglia missione secondaria o area da esplorare.

    Batora infatti è sprovvisto di zone in cui recarsi per ottenere ricompense uniche o personaggi nascosti con i quali interagire: tutto si limita all'inseguimento dell'indicatore della missione mentre si distruggono i cristalli e si aprono i forzieri, le uniche due forme di interazione con lo scenario che sono una costante su tutti i pianeti. L'unico modo per prolungare la longevità dell'avventura è usufruire del New Game Plus, che permette di ricominciare il gioco per vedere cosa accade compiendo scelte diverse (possibile anche grazie ad un sistema automatico dei salvataggi ‘intelligente', che salva tutti i cosiddetti punti di svolta). L'unica pecca del NG+ riguarda la totale eliminazione delle Rune, che rende di fatto la seconda run quasi identica alla prima da un punto di vista ludico.

    Tra galassie lontane e insolite creature aliene

    Il comparto tecnico di Batora Lost Haven non è certo quello di una produzione ad alto budget, ma il team italiano ha saputo confezionare una presentazione visiva perfettamente funzionale al tipo di opera. Scenari e modelli dei personaggi non godono di un livello di dettaglio sbalorditivo, eppure lo stile adottato, semplice e colorato, centra il bersaglio e risulta sempre piacevole.

    Lo stesso vale per la direzione artistica, anche se in quest'ambito si sono ottenuti risultati un po' più altalenanti, sia in materia di pianeti esplorabili che di protagonisti. In alcuni casi infatti ci siamo trovati di fronte a design più anonimi (pensiamo all'area desertica o alle creature simili a dinosauri), mentre in altri - soprattutto nella seconda metà dell'avventura - abbiamo apprezzato parecchio la cura con cui sono stati realizzati. Non c'è molto da dire sulle funzionalità extra, dal momento che abbiamo giocato e platinato il titolo su PlayStation 5 notando che le peculiarità del DualSense non sono state sfruttate in alcun modo, sebbene il led frontale della periferica si colori in base alla forma assunta da Avril.

    Batora Lost Haven Batora Lost HavenVersione Analizzata PlayStation 5Al netto di un’eccessiva linearità e di qualche incertezza nel gameplay, Batora Lost Haven è un’avventura piacevole che tiene incollati i giocatori allo schermo, desiderosi di scoprire come si concluderà l’epica storia di Avril in giro per la galassia. Il viaggio dell’eroina proveniente dalla Terra è costellato di ingegnosi enigmi, pericolosi nemici e scelte difficili, che possono essere vissute per intero grazie a una seconda partita in New Game Plus, la quale garantisce qualche ora di gioco in più e permette senza troppi problemi di completare il gioco al 100%.

    7.2

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