Battletoads Recensione: Rane da combattimento in un divertente picchiaduro!

I rospi di Rare ritornano dagli anni '90 con un sequel/reboot con una personalità estrosa e da tanta voglia di stupire: la sorpresa dell'estate è servita.

Battletoads
Recensione: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • L'anno è il sempre più distante 1991, e ci troviamo nel pieno dell'epoca in cui imperversa inarrestabile la Turtles-mania: le Tartarughe Ninja create nel 1984 dalla fantasia di Peter Laird e Kevin Eastman hanno infatti ormai compiuto il salto dai natii fumetti per diventare un fenomeno di culto a tutto tondo, tra cartoni animati, giocattoli, videogame e addirittura film per il grande schermo, a sancire l'autentico trionfo di Leonardo, Raffaello, Donatello e Michelangelo. È proprio qui, sulla scia del successo planetario delle TMNT, che si inserisce a gamba tesa Rare con Battletoads, ovvero un picchiaduro a scorrimento pubblicato da Tradewest su Nintendo Entertainment System nel tentativo di sfruttare l'apparentemente insaziabile sete di creature antropomorfe sempre pronte a menare le mani.

    Un'operazione scaltramente derivativa, che nonostante lo stile cartoonesco recupera nei toni certe atmosfere violente e ruvide viste nelle strisce originali di Laird e Eastman: i protagonisti Rash, Zitz e Pimple sono i classici personaggi "badass" anni '90, fra spuntoni di metallo, occhiali da sole e improbabili pose plastiche. Senza farsi ovviamente mancare donnine da salvare e un'antagonista, la prorompente Dark Queen, a dir poco conturbante nella sua tenuta fetish da provetta dominatrix intergalattica. A creare un piccolo alone di mito attorno al titolo sono tuttavia le micidiali fasi di guida a bordo di strane motociclette antigravitazionali, livelli a scorrimento laterale in cui si devono evitare ostacoli contraddistinti da una difficoltà sovraumana.

    Un sussulto dal passato

    Dal 1994, ovvero dal lancio di Battletoads Arcade, il franchise finisce in una sorta di limbo: certo, soprattutto in America una nicchia di fan particolarmente accaniti non sembra essersi mai dimenticata del trio di combattivi rospacci mutaforma, ma almeno fino all'arrivo della collection Rare Replay tutto tace. Quella che sembra essere una semplice operazione di recupero storico per i trent'anni della software house inglese si concretizza invece in un insperato ritorno all'E3 2018, con l'annuncio di un Battletoads nuovo di zecca: ad attenderci grafica 2.5 animata a mano, consapevole ironia e le immancabili motociclette, stavolta nelle mani di un team non esattamente celeberrimo come i britannici Dlala Studios - seppur sempre e comunque sotto l'egida di Rare.

    Zitz, il leader verde acqua, è scattante e sensazionale nelle combo aeree. Rash, colore verde e occhiali da sole, attacca a 360°. Pimple, il colosso marrone, è una montagna di cazzotti.

    Avanti veloce fino ad oggi, ovvero al giorno d'uscita di quello è semplicemente Battletoads: un seguito ambientato a ventisei anni di distanza dall'ultimo episodio (con tanto di gag autoironica sul fatto che i protagonisti si credano ancora famosi mentre di loro non si ricorda ormai nessuno), verosimilmente da intendersi anche come una sorta di reboot, nel tentativo di riportare in auge un genere che ultimamente qualche sussulto lo ha mostrato eccome, puntando nel mentre i riflettori su un'IP esclusiva piuttosto appannata dal peso del tempo.

    Uno stile cartoon

    La chiave adottata da Dlala Studios per adattare Battletoads al 2020 è quella della modernità: impossibile non notare sin da una primissima occhiata l'estetica squillante e teatralmente sopra le righe, in accordo con gli stilemi delle ultime produzioni Cartoon Network/Nickelodeon (su tutti Rise of the Teenage Mutant Ninja Turtles).

    Una scelta radicale e per certi versi coraggiosa, che nel mettere da parte i toni un po' dark, il gusto per la violenza e la sessualità esasperata della vecchia Dark Queen finirà senza dubbio per scontentare più di qualcuno della vecchia guardia. Eppure si tratta di una decisione col senno di poi francamente encomiabile: più che sembrare figo a tutti i costi questo Battletoads ambisce a divertire e a far ridere, senza mai prendersi sul serio e anzi stupendo con trovate deliranti, animazioni clamorose e una scrittura al fulmicotone. Capita allora che nel bel mezzo di una combo ci si trovi a cavalcare in stile rodeo un salame imbizzarrito, o che un colpo caricato trasformi Pimple in una locomotiva - con tanto di fischio mentre vengono travolti i nemici dall'impatto! - o ancora che si senta lo schiamazzare random di una gallina durante le scazzottate. Così, accogliendo a braccia aperte tutto il non-sense tipico dei cartoon, per presentare a schermo un videogame colorato e allegro, capace sia di stupire a livello estetico sia soprattutto di mettere genuinamente di buon umore dall'inizio alla fine.

    La storia, una commedia squisitamente scanzonata che non si prende per un attimo sul serio, è raccontata tra un livello e l'altro, con circa mezz'ora di animazioni ad hoc.

    Perché avviare Battletoads significa di fatto godersi un vero e proprio cartone animato interattivo, con tanto di ricche scene di intermezzo magistralmente doppiate in inglese che non avrebbero davvero nulla da invidiare a un classico show per la TV. Non che la creatura di Dlala Studios sia però solo e soltanto spettacolare da vedere e da ascoltare: al contrario, la vera sorpresa della produzione sta nel gameplay accattivante e gagliardo, in grado di stupire per solidità, carattere e varietà.

    La parte del leone spetta com'è doveroso che sia al sistema di combattimento: a dispetto della bizzarra struttura multi genere, con incursioni che vanno dal racing game al platform (passando addirittura per lo sparatutto bullet hell!), Battletoads resta infatti un picchiaduro a scorrimento con un'enfasi "stylish" sulle combo, con una votazione assegnata alla fine di ogni singola scazzottata.

    Per le strade con le rane

    Ciascuno dei tre protagonisti presenta caratteristiche e un moveset leggermente differente, anche se ad accomunare il terzetto di improvvisati eroi c'è una certa mobilità di fondo, un uso della lingua estensibile - per richiamare a sé gli avversari, oppure per catapultarsi verso di loro - nonché la possibilità di sputare della gomma da masticare per immobilizzare per qualche istante i malcapitati sul posto.

    Il tutto con una particolarità extra, ovvero il peculiare sistema di scambio "al volo" dei protagonisti tramite la pressione di una delle direzioni sul d-pad: un tag in stile wrestling che con la giusta strategia consente di prolungare le combo, servendosi dei pregi di ciascun rospo a seconda del momento. Al netto di una leggibilità non sempre impeccabile, dovuta alle dimensioni rilevanti dei personaggi e alle loro animazioni barocche, grazie a questa impostazione Battletoads funziona a meraviglia in compagnia (purtroppo solo e soltanto in locale, vista la colpevole assenza del multiplayer online che invece ha fatto la fortuna di Streets of Rage 4), ma si comporta a sorpresa davvero alla grande anche in solitaria, entusiasmando proprio con l'alternanza dei tre anfibi che si fa più ragionata e "tattica" in single. Sarebbe ad ogni modo riduttivo limitare la descrizione di Battletoads a quella di un puro beat'em up a scorrimento: al contrario, è nella già citata mescolanza di generi, nel continuo stupire con intermezzi action, con piccoli puzzle qua e là o con minigame all'insegna della destrezza che la produzione Dlala Studios trova la sua peculiare cifra stilistica. Una personalità esuberante e carismatica, che se da un lato contribuisce ulteriormente a distinguere l'esperienza dal resto e più in generale a divertire con costanti cambi di ritmo e di situazioni dall'altro mette in luce dei limiti oggettivi.

    In compagnia ci si diverte un sacco e soprattutto ci si aiuta nelle sezioni più impegnative: una mano extra può fare la differenza, più nei momenti "di contorno" che non in battaglia.

    A mancare a tratti è in effetti un pizzico di rifinizione, di pulizia e soprattutto di senso della misura: errori, frutto forse della poca esperienza della software house, che creano qualche comunque tollerabile sbavatura in un quadro altrimenti assai più valido del previsto. Si prenda ad esempio il primo schema con le immancabili moto volanti, a metà del primo atto: l'idea della visuale d dietro funziona e la realizzazione tecnica convince, con fondali che ricordano un po' l'ottimo Rayman Origins, ma il problema è la durata quantomai eccessiva di una corsa a ostacoli tirata troppo per le lunghe.

    A prescindere da qualche piccolo inciampo, Battletoads si dimostra insomma un videogioco brillante e un'esclusiva davvero degna di nota, purtroppo colpevolmente sottovalutata in termini di marketing e di comunicazione negli scorsi mesi dalla stessa Microsoft: con circa quattro/cinque rigiocabilissime ore di risate e divertimento assicurato (a 19.99€, ma anche e soprattutto gratis all'interno del catalogo Xbox Game Pass) il ritorno sulle scene degli anfibi Rare può dirsi allora un successo inatteso, nonché una consacrazione niente male per Dlala Studios. Sentiremo ancora parlare in futuro del team britannico, e personalmente mi auguro anche di Zitz, Rash e Pimple.

    Battletoads BattletoadsVersione Analizzata Xbox One XSenza mezzi termini, Battletoads è la sorpresa che arrivati a questo punto probabilmente nessuno si sarebbe aspettato: gli sconosciuti Inglesi di Dlala Studios sono riusciti a dare un'anima tutta nuova a un franchise rimasto oscuro ai più e abbandonato per oltre venticinque anni, presentandosi con un chiassoso ed esilarante cartone animato giocabile a cui è difficile rimanere indifferenti. Un videogioco allegro, alle volte esigente e sempre deliziosamente estivo, che si fa voler bene per l'innata simpatia che è capace di ispirare tanto in fatto di atmosfere (scrittura, estetica e soprattutto animazioni sono davvero azzeccatissime) quanto a livello di gameplay, con in particolare un sistema di combattimento nelle fasi da picchiaduro a scorrimento originale e appagante. Certo, non manca qualche sbavatura in alcuni passaggi, si intravedono qua e là occasionali errori di gioventù e pesa non poco l'ingiustificata assenza del multiplayer online... difetti che ad ogni modo non compromettono affatto un'esperienza più che mai consigliata, che rilancia il trio di spassosi rospacci come piccole grandi new entry nella verde galassia Xbox. TOADSHAMBO!!!

    8.2

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