Bayonetta: Recensione della versione PC

Dopo otto anni dall'uscita su PS3 e Xbox 360, Bayonetta arriva finalmente anche su Steam: non è mai troppo tardi per (ri)scoprire un capolavoro.

recensione Bayonetta: Recensione della versione PC
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Disponibile per
  • Xbox 360
  • PS3
  • Wii U
  • Pc
  • Switch
  • È iniziato tutto con lei, con le sue voluttuose danze al chiaro di luna, le sue sensuali movenze assassine, il suo travolgente sex appeal e la sua ammiccante bellezza. È con Bayonetta che la stella dei Platinum Games ha cominciato a risplendere nel firmamento videoludico: senza il suo fascino oscuro, forse, non avremmo mai potuto mettere le mani su piccoli gioielli come Metal Gear Rising: Revengeance o The Wonderful 101, e neppure su quel capolavoro che risponde al nome di NieR: Automata. La provocante strega, all'incirca dieci anni fa, ha infatti rappresentato lo zenit qualitativo per tutti gli action-game a venire, divenendo un esempio di tecnicismo, frenesia, precisione ed immediatezza ancora oggi forse ineguagliato, se non dal suo seguito diretto, quel Bayonetta 2 rilasciato in esclusiva per Wii U. Ebbene, nonostante il tempo trascorso dalla sua prima release su Xbox 360 e PS3, il titolo di Hideki Kamiya continua, inesorabilmente, a dettare le regole del genere di riferimento: gli adepti console si sono già inginocchiati più volte dinanzi alle sinuose curve della protagonista, ed all'appello mancavano soltanto i giocatori PC. Almeno fino ad ora. Con un giochino in 8-bit pubblicato gratuitamente su Steam lo scorso primo aprile (ricorrenza che faceva pensare a qualche burla crudele) SEGA ha lasciato intendere che qualcosa bolliva nel pentolone: al termine di un lungo countdown, allora, ecco che Bayonetta ha finalmente fatto il suo esordio anche nello store di Valve, pronta a farci volare - ancora una volta - fino alla luna.

    And let me play among the stars

    Non è certo il comparto narrativo l'elemento di maggior spicco del primo Bayonetta, benché la trama intessuta da Platinum Games, con il classico conflitto millenario tra luce ed ombra, Paradiso e Inferno, resti comunque un corredo sufficientemente piacevole da seguire ed ammirare. È per lo più grazie ad uno storytelling dallo stile virtuoso e magnetico, dunque, che riusciremo ad appassionarci alla missione della prosperosa protagonista, una delle ultime Streghe di Umbra rimaste in vita, alla ricerca dei tasselli mancanti del proprio passato: con un gusto per l'eccesso di matrice tipicamente nipponica ed una regia virtuale eclettica ed avvolgente, il plot di Bayonetta è gustoso un cocktail di umorismo e spettacolarità, fan-service ed epicità, siparietti conturbanti e litri di piombo.

    Nelle sequenze d'intermezzo la protagonista si prodiga in acrobazie superlative e schernisce gli avversari con una classe smargiassa ed inarrivabile: privo del benché minimo rispetto per la sobrietà, quindi, l'estro narrativo di Platinum si scatena senza un attimo di tregua, in un crescendo di adrenalina ed esaltazione. D'altronde, lo stile di Bayonetta resta ai vertici della categoria: la strega ha bevuto direttamente dalla fonte dell'eterna giovinezza videoludica, rimanendo così ancora vigorosa, splendida ed ammaliante, esattamente come otto anni fa. E pensare che tutte le mortifere piroette, i fiumi di piombo e le situazioni esasperate che caratterizzano le cutscene possono essere riprodotte in game grazie ad un combat system con pochi eguali, pienamente in grado di resistere alle insidie del tempo. Il gameplay del gioco non è invecchiato di un solo giorno, e in questa versione PC non perde un briciolo dello smalto che possedeva: controllare Bayonetta è sempre un piacere immenso, un trionfo di tatticismo e rapidità d'esecuzione, fulminei fendenti e schivate al millisecondo. La necessità di cambiare al volo le armi in dotazione, la raccolta di nuove lame nel corso delle battaglie e le differenti tipologie di nemici con le quali ci scontreremo garantiscono, insomma, una varietà ed una profondità strategica invidiabile ed irraggiungibile, perfetto connubio tra la semplicità di un sistema di combattimento molto intuitivo e la complessità di un moveset sorprendentemente stratificato. Vien da sé che la possibilità di inanellare lunghe e coreografiche combo rende consigliatissimo l'uso di un pad compatibile, in modo tale da godere appieno di tutte le sottigliezze di un gameplay praticamente perfetto.

    Ciò non toglie che Platinum Games si sia comunque adoperato a dovere per rendere giocabile il suo capolavoro su Personal Computer senza troppi compromessi legati ai controlli. Se l'alternanza di pugni, calci e colpi di pistola è interamente affidata all'uso del mouse, sulla tastiera l'attivazione della schivata rapida e la gestione delle movenze di Bayonetta - purtroppo - si fanno decisamente meno comodi ed efficaci. Sebbene l'ottima responsività degli input e la buona mappatura dei comandi (modificabile a piacimento) contribuiscano a mantenere sempre impeccabile la completa padronanza del combat system, gli evidenti limiti dei controlli, in assenza di un joypad, si palesano con vigore soprattutto durante alcune mosse speciali, tra cui la Tempesta di Piombo, un potente attacco nel quale occorre ruotare a 360 gradi lo stick analogico ed impallinare tutte le creature celesti che vorrebbero rispedirci all'Inferno: il mouse, in casi simili, non è certo la periferica più adatta a compiere un movimento del genere, con conseguente perdita di prontezza e destrezza. Si tratta, in ogni caso, di piccolezze facilmente aggirabili sia utilizzando un controller, sia con un pizzico di pratica ed abitudine. Eppure, in Bayonetta non manca un frangente ludico che beneficia esponenzialmente della maggiore accuratezza garantita dal mouse: stiamo parlando dell'Angel Attack, simpatico minigame che intermezza i vari capitoli di cui si compone l'avventura. Durante queste brevissime fasi, il titolo si trasforma, infatti, in un semplicissimo shooter in prima persona: carichi con un numero limitato di proiettili, dovremo abbattere quanti più angeli possibili, così da ottenere punteggi sempre più alti ed essere ricompensati con utili oggetti bonus. Dato il quantitativo ridotto di cartucce, riuscire ad assestare un poderoso headshot su quelle teste cinte d'aureole è un plus non da poco, indispensabile per incrementare la valutazione finale: sicché, adoperando un mouse invece dello stick analogico del pad, la nostra mira si dimostrerà senza dubbio più precisa. Qualunque sia la periferica in vostro possesso, pertanto, non avete alcuna scusa per non danzare con la strega nel pallido plenilunio.

    You are (not) all I long for...

    Mentre volteggia tra orde di legioni celesti, mentre smembra Angeli, Virtù, Troni e Dominazioni, mentre gusta con fare sensuale un dolce lecca-lecca, Bayonetta non è mai stata così bella. Il flessuoso ondeggiare del suo corpo tra città fluttuanti, giardini paradisiaci e torrenti di lava acquista rinnovato splendore in una edizione PC che è rinvigorita sia dall'altissima risoluzione in 4K sia dal supporto all'HDR.

    La completa rimozione dell'aliasing e del tearing che affliggeva le versioni console crea a schermo un'immagine pulita e dettagliata, grazie anche ad un tappeto di texture ottimamente spolverato per l'occasione. Nuovi particolari rivestono così le mappe superficiali delle ambientazioni, dipingendo un orizzonte scenico di inattesa vastità. Non ci si può certo aspettare alcun tipo di miracolo visivo da un motore di gioco della passata generazione, ma il restyling grafico di questa versione Steam ci è sembrato più che solido, nobilitato altresì da rinnovate fonti di luce (ora più volumetriche e abbaglianti) e da particellari ancora più scintillanti. La leggerezza dell'engine ci ha permesso inoltre di raggiungere i 60 fps (in Full HD e con tutti i settaggi al massimo) in ogni circostanza, fatta eccezione per alcuni momenti in cui si ravvisa un lievissimo stuttering poco prima di assistere a qualche sequenza scriptata.

    Intervenire sulle opzioni tecniche disponibili ci dà poi l'opportunità di modificare l'antialiasing (fino a MSAA X16), il livello delle texture (con filtro anisotropico X16), la qualità delle ombre e l'occlusione ambientale (di tipo SSAO), garantendo così buone performance anche su piattaforme da gioco meno potenti. Dinanzi ad un porting in apparenza di minuziosa fattura, tuttavia, l'inspiegabile decisione di mantenere la fluidità delle cutscene ancorata a 30 fotogrammi al secondo ci ha invero lasciati alquanto perplessi. Lo stacco tra le sessioni in game e quelle d'intermezzo si fa marcato ed inelegante: è una differenza che, purtroppo, influisce negativamente anche sul gameplay. Bayonetta, infatti, alterna senza soluzione di continuità fasi pad alla mano con cinematiche altamente spettacolari, in un flusso unico e coeso. Il brusco calo di velocità diviene quindi parecchio evidente, per un risultato ruvido e grezzo, che spezza il naturale scorrere dell'azione e, nelle sequenze in cui occorre completare alcuni QTE, finisce persino per danneggiare la corretta leggibilità della scena. In aggiunta, può capitare, alle volte, che il gioco confonda i filmati pre-renderizzati con le microscene scriptate che accompagnano l'esecuzione della mossa Apoteosi: in tal modo, anche queste finisher vengono, in alcune (seppur rare) istanze, calate a 30 fps, con effetti davvero spiacevoli. Sempre durante le cutscene, infine, si notano con più chiarezza alcuni difetti di natura visiva, dipesi da una texturizzazione maggiormente compressa e da una patina un po' granulosa che appiattisce il colpo d'occhio. È un peccato allora che la nostra Bayonetta, proprio al culmine della sua appariscenza, inizi a mostrare qualche ruga di troppo.

    Bayonetta BayonettaVersione Analizzata PCUn capolavoro - quando è un vero capolavoro - non invecchia mai. E Bayonetta, dopo quasi dieci anni dalla sua nascita, è rimasta pertanto sempre giovane e bella. Oggi come ieri, l'action game di Platinum Games è un miracolo di tatticismo e rapsodia scenografica, caos e virtuosismo: allo stato attuale, pochi congeneri sono in grado di competere con la creatura di Kamiya, in virtù di un combat system bilanciato al millimetro e di uno stile davvero inimitabile. Tutta la magnificenza del gameplay non ha subito eccessivi contraccolpi nel passaggio da console a PC, per quanto il controllo con mouse e tastiera si dimostri, prevedibilmente, molto meno efficace rispetto all'utilizzo di un pad compatibile. Al netto di una rivisitazione grafica di tutto rispetto, però, questo porting soffre di alcune, ingenue problematiche tecniche da non sottovalutare: il percepibile calo di fluidità dalle sessioni in gioco alle cutscene non è dunque solo un semplice capriccio visivo, ma corrode inevitabilmente anche l'immersività ed il coinvolgimento durante le estasianti battaglie che affronteremo, in un tripudio di eleganza, eccitazione e meraviglia. Bayonetta, insomma, anche dinanzi ad alcuni evitabili inciampi grafici, continua ad essere un gioco incantevole. E noi, ovunque la strega decida di ballare, continueremo a seguire il suo passo.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel Core i7, 2.80GHz
    • RAM: 8 GB
    • GPU: GTX 1050ti 4GB VRAM
    7.9

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