Bayonetta e Vanquish Bundle Recensione: il ritorno di due classici Platinum

Per il decimo anniversario tornano due capisaldi della carriera di Platinum Games: l'ottimo TPS Vanquish e l'indimenticabile stylish action Bayonetta.

Bayonetta Vanquish 10th Anniversary
Recensione: PlayStation 4 Pro
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Disponibile per
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Nonostante la carriera di Platinum Games sia costellata da numerosi titoli di elevatissima qualità, che in più di un'occasione si sono meritati l'appellativo di capolavoro (basti pensare a NieR: Automata), nella mente di molti appassionati sono due i giochi che rappresentano l'emblema dello studio giapponese: Bayonetta e Vanquish. La Strega di Umbra e il soldato Sam Gideon, d'altronde, incarnano in sé la quintessenza dello stile del team, fatto di esagerazione, frenesia, virtuosismo e azione a tutto spiano.

    Per festeggiare il decimo anniversario di queste due produzioni di culto, SEGA ha distribuito per PS4 e Xbox One un succoso bundle che contiene al suo interno entrambe le opere in versione rimasterizzata, ad un prezzo ridotto di 39,99 euro: un'occasione praticamente imperdibile per (ri)scoprire due tra gli action game più iconici della passata generazione, rinvigoriti sul piano tecnico e pronti a risplendere sulle console di attuale generazione. Con un port dignitoso, che svolge adeguatamente il suo compito, Bayonetta & Vanquish 10th Anniversary Bundle resta una collection che si rivolge prevalentemente ai neofiti, i quali si preparano per la prima volta a massacrare schiere angeliche a suon di tacchi appuntiti o bucherellare ammassi di ferraglia futuristica.

    Vanquish: uno dei capisaldi del genere TPS

    Non è certo la trama il perno fondante di Vanquish: come insegnano gli action-movie più fracassoni, il contesto narrativo è perlopiù un pretesto per mettere in fila una serie di situazioni al cardiopalma dove la vera protagonista è l'azione, in nome del machismo e del testosterone. Tuttavia la storia di Vanquish possiede degli spunti intriganti, che vedono L'Ordine della Stella Russa dichiarare guerra agli Stati Uniti, all'interno di una cornice futuristica in cui l'umanità è partita alla volta della colonizzazione dello spazio, dopo aver assorbito la maggior parte delle risorse terrestri.

    Il tocco del director Shinji Mikami, com'era facilmente prevedibile, non si manifesta però nella scrittura di una sceneggiatura figlia di cliché ormai ben noti, tutta muscoli e battute virili, quanto nella messa in scena del racconto, supportata da cutscenes pirotecniche, le quali - nonostante gli anni che si portano sulle spalle - riescono ancora oggi a garantire una buona dose di intrattenimento. Senza contare che l'esaltazione provata nel corso delle cinematiche si quintuplica una volta stretto il pad tra le mani: nel corso delle circa 7/8 ore necessarie a completare l'avventura, Vanquish ci trascinerà in un vorticoso susseguirsi di sparatorie senza (quasi) mai un momento di pausa, martellando i nostri sensi con un connubio ben amalgamato di esplosioni, effettistica e corredo musicale sempre preciso e vigoroso. Se Vanquish è considerato uno dei massimi esponenti del genere TPS della passata generazione, non è tanto per la qualità delle sue singole parti - non sempre impeccabile - ma per la somma complessiva di ogni componente. Quello che Platinum Games ha assemblato è uno shooter in terza persona che fa della frenesia la sua carta vincente, veloce e dinamico come pochi altri concorrenti.

    La tecnologia in nostro possesso ci permette di muoverci con una rapidità supersonica grazie ai propulsori inseriti nell'armatura: ovviamente lo sprint non sarà utilizzabile senza criterio, dal momento che l'accelerazione è soggetta ad un limite di surriscaldamento. Una volta raggiunto il picco, occorrerà attendere un breve periodo di cooldown prima di sfrecciare nuovamente tra le orde di nemici. Il gameplay di Vanquish si basa interamente su questo concept e orchestra le varie situazioni in maniera davvero coerente, chiedendoci di combattere a testa bassa lungo gli scenari, senza fermarsi a pensare ad una strategia, e senza rimanere troppo tempo fermi in copertura.

    Questo stimolo a tuffarsi a capofitto negli scontri, in cui potremo anche rallentare lo scorrere dell'azione per prendere meglio la mira, dà vita ad uno sparatutto a tratti estasiante, che travolge lo sguardo con un'orgia di fiamme, proiettili e gigantesche creature meccaniche, all'insegna dell'esagerazione più clamorosa, di chiaro stampo nipponico.

    Oggi come ieri, in ogni caso, Vanquish resta uno sparatutto tutt'altro che perfetto: i pregi e i difetti della produzione rimangono immutati, e occorre accettarne le limitazioni per godere interamente dell'epopea di Sam Gideon. La linearità dell'esperienza, il numero di strumenti non particolarmente ricco e una varietà di situazioni alquanto ridotta indeboliscono in maniera inevitabile la totale piacevolezza dell'avventura.

    Per lasciarsi travolgere da Vanquish occorre spegnare il cervello e pensare come un'arma: sparare a più non posso, massimizzando il punteggio ottenuto alla fine di ogni stage, e poi sfogare ancora litri di piombo nella modalità Sfida, in cui ridurre a brandelli ondate sempre più pericolose di avversari. La bellezza del gioco di Platinum Games sta tutta qui: nella foga delle sparatorie, nel caos delle lamiere, nelle battaglie a ritmo di musica e clangore metallico.

    Bayonetta: una strega dal fascino immortale

    Saranno pure trascorsi 10 anni, ma Bayonetta è sempre più bella. Ancora oggi, la Strega di Hideki Kamiya si siede in cattedra e fa scuola a tanti altri action game più moderni, grazie ad un virtuosismo ludico e artistico eguagliato soltanto dal secondo episodio. L'interminabile conflitto tra Paradiso e Inferno è narrato con un conturbante centrifugato di sensualità, ironia ed epicità: così come nelle scene d'intermezzo, anche nelle fasi di gioco pad alla mano, Bayonetta danza tra le schiere di Angeli, si muove sinuosa, colpisce con una forza disumana e ammalia con il suo inimitabile savoir-faire.

    Platinum Games è stato in grado di dar vita ad un titolo che possiede tantissimi gradi di approccio: da una parte, è possibile completare il viaggio della Strega di Umbra (in circa 8 ore) anche senza impegnarsi particolarmente con combo complesse ed elaborate; dall'altra i giocatori più smaliziati potranno sbizzarrirsi nel concatenare tra di loro mosse e tecniche dall'altissimo grado di spettacolarità e tecnicismo, così da trarre il massimo beneficio da un combat system calibrato alla perfezione, in un connubio più unico che raro di intuitività e complessità. Il dinamismo delle battaglie è nobilitato da una varietà indiscutibile di nemici e strumenti offensivi a disposizione della Strega: tra pistole, pugni, capelli usati a mo' di arma, lame angeliche, mosse speciali e fameliche evocazioni, Bayonetta si conferma - ad ogni nuova rimasterizzazione - un gioco fuori dagli schemi, suggestivo e totalizzante, che ad uno stile ipnotico ed esagerato affianca una soundtrack pazzesca, accompagnamento perfetto per la scia di distruzione che lasceremo lungo il nostro cammino.

    Come in Vanquish, d'altronde, l'obiettivo primario di Bayonetta non è tanto quello di completare i livelli restando in vita, o di raggiungere i titoli di coda per scoprire la verità sul passato della protagonista, quanto quello di ripulire le aree di gioco con classe smargiassa. Comprendere le tempistiche degli attacchi, inanellarli l'uno con l'altro, conoscere i pattern dei nemici e i tempi di reazione sono presupposti fondamentali per ottenere il massimo risultato alla fine di ogni stage, guadagnando un punteggio sempre maggiore.

    Imparare a dovere i passi della danza mortale di Bayonetta è indispensabile per poter essere degni di ballare insieme a lei, magari sotto una bella luna piena, in attesa dell'arrivo del terzo capitolo. Che sia su PC, su Wii U, su Nintendo Switch e ora su PS4 e Xbox One, non c'è alcuna ragione al mondo per non lasciarsi incantare dalla Strega di Platinum Games, uno dei vertici indiscussi degli action game di tutti i tempi.

    La qualità delle rimasterizzazioni

    Al netto delle loro indubbie doti ludiche, bisogna ammettere che dal punto di vista strettamente tecnico sia Vanquish che Bayonetta portano sulle proprie spalle il peso di un decennio. E per quando ci provi con tutte le forze, una semplice rimasterizzazione non è sufficiente a cancellare completamente lo scorrere del tempo. Il 10th Anniversary Bundle propone i due giochi in versione remastered a 4K e 60fps: in entrambi i casi, la pulizia visiva è gradevole, con texture abbastanza datate che sono state tirate a lucido per l'occasione, pur senza brillare particolarmente per definizione.

    Vanquish mantiene una fluidità invidiabile nelle fasi in game, mentre le cinematiche, di tanto in tanto, presentano qualche piccolo calo che comunque non inficia la godibilità della visione. La resa grafica dello sparatutto di Mikami è quasi totalmente equiparabile a quello della versione PC uscita nel 2017: rispetto all'edizione per console di passata generazione c'è ovviamente una maggiore freschezza del manto delle texture, specialmente per quel che riguarda i dettagli dei volti, qualche effetto di luce più rifinito e una limpidezza visiva che nel complesso rende più leggibile la scena circostante.

    Permangono un po' di aliasing sulle superfici più distanti, modelli poligonali visibilmente datati, ombre non sempre ben gestite, e ad un occhio più attento alcune texture appaiono in bassa definizione, ma si tratta comunque di elementi che nella frenesia dell'avanzamento finiranno per passare quasi del tutto inosservati, divorati dalla fluidità e dalla velocità dell'azione. A chiosa vale la pena sottolineare come Vanquish presenti il doppiaggio in italiano, piacevolmente teatrale proprio come dieci anni fa. La qualità della rimasterizzazione di Bayonetta si mantiene a sua volta sugli standard dell'edizione PC: frame rate solido e texture "ripulite" fanno il paio con un sistema di illuminazione più corposo e con una gestione delle ombre decisamente morbida. Peccato soltanto che - più che in Vanquish - si noti qui un antialiasing meno efficace: i modelli poligonali, specialmente nelle scene d'intermezzo, mettono in mostra le rughe del tempo, e ad uno sguardo più ravvicinato - non travolto dal flusso dei combattimenti - si notano maggiormente i segni dell'età.

    In generale, Bayonetta & Vanquish: 10th Anniversary Bundle è una riedizione che propone un lavoro di remastered sufficientemente valido, privo di grossi picchi qualitativi, in grado di rispolverare in maniera efficiente due grandi classici e riproporli sulle console attuali. Il distacco tra le precedenti versioni PS3 e Xbox 360 è tangibile e marcato, mentre in rapporto con le controparti PC questa rimasterizzazione non sfigura affatto.

    Bayonetta & Vanquish 10th Anniversary Bundle Bayonetta & Vanquish 10th Anniversary BundleVersione Analizzata PlayStation 4 ProDue giochi di culto in un unico pacchetto: stendardo di Platinum Games, nonché parto di due menti tanto folli quanto creative come quelle di Mikami e Kamiya, Vanquish e Bayonetta tornano su PS4 e Xbox One con una forma ludica e grafica che non fa pesare troppo le stoccate del tempo. La Strega di Umbra, sul piano del gameplay, si mantiene giovanissima e bellissima, in un connubio inarrivabile di spettacolarità e tecnicismo. La rinfrescata visiva fa il suo dovere, ammoderna senza strafare, e regala un colpo d’occhio sufficientemente fluido e pulito. Dal canto suo, Vanquish non conserva lo stesso fascino immortale di Bayonetta, ma resta - anche a distanza di dieci anni - uno sparatutto in terza persona rumoroso ed elettrizzante, ringiovanito da una rispolverata grafica che ne esalta l’anima più spettacolare. Sia nei panni attillati della Strega di Umbra sia nella tecnologica armatura di Sam Gideon, preparatevi dunque a sterminare i nemici con estro, abilità e - soprattutto - tanto, tantissimo stile.

    7.8

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