Bear with Me: Episode Two Recensione

Il noir fanciullesco di Exordium Games torna sui principali store digitali con un secondo capitolo ricco di buone intuizioni narrative.

recensione Bear with Me: Episode Two
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  • Abbiamo cominciato a parlarvi di Bear With Me circa sei mesi fa, quando lo studio croato Exordium Games introdusse il suo pubblico allo strano caso della piccola Amber e dell'investigatore privato Ted E. Bear per mezzo del primo, breve capitolo di una nuova pentalogia di avventure grafiche in due dimensioni. Il prologo faceva intendere all'utente che il racconto, un noir in piena regola per look e generali suggestioni, fosse in sostanza il parto della bambina protagonista. Tra le mura di casa, grazie all'illusione innocente di lei, giocattoli e pupazzi prendevano anima e corpo per inscenare un piccolo thriller domestico, dove, per esempio, l'armadio in cameretta fungeva da ufficio del detective orsacchiotto e il bagno padronale da camera oscura utile a sviluppare le foto dei sospettati. Sul finale, oltrepassato un drappo montato in soffitta e sorvegliato da un goffo cane sbirro, assistemmo però a un interessante mescolamento delle carte in tavola; il duo, finalmente pronto a setacciare le strade di Paper City in cerca di Flint -il fratello scomparso della ragazza-, si trovava infine dinanzi a un orizzonte metropolitano d'estensione a perdita d'occhio, agli antipodi rispetto alle location ridotte e "arrangiate" che avevano contraddistinto la narrazione fino a quel momento. Episode Two, dunque, entra ancor più in profondità nelle fantasie di Amber, mettendo il giocatore a contatto con un mondo assai più tangibile di quanto fosse lecito aspettarsi dall'incipit e popolato di numerosi alleati e rivali, molti dei quali, verosimilmente, accompagneranno la vicenda dei protagonisti anche negli episodi successivi.

    L'indagine continua

    Prosegue insomma la missione della bizzarra coppia d'indagatori, che forse ricorderete non essere soltanto connessa al ritrovamento del fratello di Amber, come già accennavamo poc'anzi. Tra le vie di Paper City latita infatti da qualche tempo un oscuro individuo, il Rosso, che non pare voler smettere di seminar terrore nelle strade, uccidendo a sangue freddo alcuni civili sfortunati e dando fuoco a qualsiasi cosa gli si pari davanti. Voci dicono che chieda ovunque della ragazzina, aumentando in lei il sospetto che anche la sparizione del fratello sia in qualche modo collegata alla comparsa in città del killer maledetto. In Bear With Me - Episode Two l'indagine entra finalmente nel vivo e, girovagando da un ambiente all'altro della città, il videogiocatore inizia a capire qualcosa di più sul mondo che lo circonda e sulle principali gerarchie urbane. Le cut scene -al solito, una serie di illustrazioni statiche congiunte da un sottile filo rosso- ci confermano ad esempio che Amber è stata, di fatto, la fondatrice di questa evocativa metropoli in scala di grigi, ed è adesso vista da tutti come una vera e propria celebrità, pur avendo abbandonato le redini politiche per motivi non ancora ben precisati. Oggi invece Paper City è nelle mani del sindaco Mills, un porcello dall'integrità morale opaca, ma anche, tacitamente, del feroce Reef King, squalo in giacca e cravatta possessore del Westpaw Casinò nonché noto malavitoso locale. In questa seconda parte del racconto fanno poi capolino altri personaggi più o meno caratterizzati; tra i più rilevanti, vale la pena citare CBG, un folle in abito da pipistrello dalla bislacca avversione per i gabbiani, la bambola Betty, barista forse coinvolta in una passata relazione con Ted, e Tigren, una misteriosa voodoo queen che sembra avere a che fare con la portentosa capacità del Reef King di deviare i proiettili dal proprio corpo. Interagire continuamente con gli abitanti di Paper City, talvolta sottoponendoli a interrogatori di medio-lunga durata, è come al solito la chiave per avanzare nella trama, il che mette ancora una volta alla prova la sceneggiatura di Bear With Me, che in Episode Two risulta per la verità più avvincente e in generale meglio scritta rispetto a quella dell'episodio precedente. Oltre al naturale emergere dei primi intrighi e di una maggiore varietà di situazioni, il miglioramento si nota soprattutto nella fattura dei dialoghi, mix di battute pungenti, giochi di parole e simpatiche citazioni all'universo dell'entertainment che mette da parte un po' di quell'immaturità avvertita in Episode One a favore di un più piacevole equilibrio tra seriosità e leggerezza. Dispiace invece che i momenti horror, una delle peculiarità che più ci avevano incuriosito nel corso del prologo, siano stati ridotti stavolta a una sequenza soltanto. Restando ancora un attimo sullo storytelling, fa piacere constatare che l'impressione di avere a che fare con una narrativa ramificata suggeritaci dal prologo sia diventata in Episode Two una sostanziale certezza, per cui una specifica decisione presa in precedenza va qui ad alterare determinate linee di testo in maniera manifesta. È chiaro che capire quanto la struttura a bivi peserà sugli avvenimenti futuri è ancora impresa piuttosto ardua; cionondimeno, preparatevi a scontrarvi con una nuova "scelta morale", le cui conseguenze speriamo si palesino in modo altrettanto visibile con l'incedere dell'avventura.

    C'è poco da aggiungere, invece, in merito alla formula di gioco adottata da questa seconda parte di Bear With Me, che porta avanti quanto messo a punto in Episode One -a sua volta debitore della tradizione dei punta e clicca- senza stravolgimenti di sorta. Come le più comuni meccaniche di genere impongono, Amber e Ted vengono chiamati a setacciare ciascuno scenario in lungo e in largo al fine di scovare e raccogliere oggetti più o meno nascosti, capire come adoperarli sulla scena e, di tanto in tanto, metterli insieme per ottenere altri item indispensabili a superare l'ostacolo di turno. Le sfide logiche proposte continuano a risultare relativamente semplici, alcune meno intuitive di altre ma, in fin dei conti, incapaci di creare grossi problemi a chi anche solo vagamente abituato alle dinamiche degli adventure dei bei tempi che furono. Tra mazzi di chiavi raccolti dalla grata di un tombino con una lenza da pesca, banane split soporifere opportunamente preparate per narcotizzare un gorilla buttafuori ed altri escamotage di natura assortita, l'esperienza si esaurisce nell'arco di circa due orette, fino a sfociare in un classico punto di svolta che apre le porte all'episodio centrale di quella che -ormai possiamo dirlo- è una crime fiction dagli spunti quantomeno interessanti. Tanto basta per volerne sapere di più, nella speranza di non dovere attendere il prosieguo troppo a lungo.

    Bear with Me Bear with MeVersione Analizzata PCCon Bear With Me - Episode Two la ricerca di Amber e Ted E. Bear inizia ad ingranare le marce in maniera abbastanza sensibile. L’approdo dei due a Paper City porta con sé una sceneggiatura più curata rispetto al prologo e in definitiva molto più trascinante, popolata di attori-giocattolo visivamente ben rappresentati e dotati di una discreta caratterizzazione psicologica, che ci auguriamo venga ulteriormente approfondita con l’arrivo dei prossimi capitoli. Anche dal punto di vista prettamente ludico l’insieme funziona, sebbene la foggia di alcuni puzzle continui a sembrarci un po’ troppo semplicistica, laddove un maggiore sforzo di creatività da parte degli sviluppatori aiuterebbe di certo in termini di generale coinvolgimento. Il turning point finale, comunque, sa senz'altro come lasciare il segno, presagio di un futuro all’insegna del pericolo che siamo davvero curiosi di scoprire mouse alla mano. Ancora una volta, il caso è tutt’altro che chiuso.

    7.2

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