Beast Quest Recensione: un action RPG basato sui romanzi di Adam Blade

I racconti della serie Beast Quest giungono ora su PC, PlayStation 4 e Xbox One, con un adattamento purtroppo pigro e svogliato.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Beast Quest Recensione: un action RPG basato sui romanzi di Adam Blade
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Mario Marino Mario Marino nasce a Napoli una domenica di maggio all'inizio degli anni '90. Il primo contatto con il mondo videoludico avviene intorno ai quattro anni, quando riceve il vecchio NES dei cugini più grandi con Super Mario Bros., Duck Hunt ed Excitebike: un passaggio di consegne che ha tutto l'aspetto dell'investitura a cavaliere del regno Nintendo. Appassionato di cinema e di narrativa in ogni sua forma, ancora non ha deciso se vuole più bene a mamma, papà o Hideo Kojima. Fra una canzone triste e un post sul Napoli, lo trovate su Facebook.

In linea teorica, le intenzioni dei ragazzi australiani di Torus Games erano facilmente comprensibili: prendere una serie di libri per ragazzi come Beast Quest e tirarne fuori un videogioco, esattamente come fatto da CD Projekt con The Witcher. Peccato che fra i capolavori dello studio polacco e la produzione di quello australiano ci siano anni ed anni luce di distanza sul fronte qualitativo, uno scarto che prescinde dalla pur palese differenza in termini di budget a disposizione. Le storie dello scrittore inglese Adam Blade hanno conosciuto una trasposizione interattiva già due anni fa, nell'ambito del gaming su cellulare, tramite un prodotto piuttosto onesto per tale mercato: ma ora il team del Nuovissimo Mondo ha voluto alzare il tiro, prendendo gran parte del codice di gioco e portandolo su PC, PS4 e Xbox One. Andiamo subito al punto: Beast Quest è un action-rpg pigro e svogliato, un titolo pensato per avvicinare i bambini al medium videoludico ma che, con ogni probabilità, può avere come unico risultato quello di portare i pargoli ad appassionarsi a qualsiasi altra attività, fosse anche il punto croce, piuttosto che ai videogiochi. Se sono bastate queste poche righe a convincervi sulla (bassissima) qualità del prodotto, potete anche chiudere la pagina del browser, uscire di casa e comprare qualunque titolo che sappia regalare ai vostri figli e nipoti ore di sano e scanzonato divertimento. Se invece risiede nel vostro animo una qualche forma di masochismo, mettetevi comodi e fatevi del male leggendo quanto segue, esattamente come ci siamo feriti noi mentre giocavamo a Beast Quest.

Bestia che dolore!

La calma che regnava su Avantia è ormai un ricordo del passato. Il malvagio stregone Malvel ha lanciato un sortilegio sulle quattro creature sacre che avevano garantito l'ordine del regno fino ad allora. Sarà compito di Tom, protagonista con lo stesso carisma della pantofola sinistra di chi vi scrive e disegnato in un modo che dovrebbe mettere sull'attenti gli avvocati di Nintendo, riparare ai malefici di Malvel e ristabilire lo status quo. Già dall'incipit della trama si capisce con quanta pigrizia sia stato sviluppato Beast Quest: non ci saranno infatti side quest di spessore, sentieri alternativi o colpi di scena.

Trova le differenzeQuesta versione di Beast Quest è poco più di un porting di quella apparsa su iOS e Android. Le differenze risiedono principalmente sia nel controllo del personaggio - nell'edizione dedicata a smartphone e tablet bisogna tenere premuto il tasto per muovere in avanti il nostro avatar, spostando la telecamera per cambiare percorso - sia nel battle system. La versione mobile del gioco offre un unico tasto per attaccare, uno per parare i colpi e due per schivare, senza la possibilità di ruotare attorno ai nemici.

Nelle cinque o sei ore che ci separano dai titoli di coda percorreremo una strada a senso unico senza mai curvare: non conosceremo il passato dei personaggi, non avremo informazioni riguardo Avantia, e dovremo far altro che andare sempre avanti, in una sola direzione. Il level design di Beast Quest è, come se non bastasse, fra i peggiori mai allestiti negli ultimi anni: le città sono ammassi di poligoni vuoti, con gli edifici inesplorabili e gli NPC immobili nella loro posizione, mentre i vari dungeon e le zone di collegamento fra gli stessi sono sostanzialmente degli angusti corridoi da percorrere puntando sempre verso Nord. Di tanto in tanto, poi, lungo le zone dei sotterranei troveremo ad attenderci alcune sezioni di noiosissimi puzzle ambientali, o piccoli intermezzi platform dove Beast Quest offre probabilmente il peggio di sé. Il motore che muove il gioco sviluppato da Torus Games è, d'altronde, graficamente datato e fisicamente parecchio arcaico. Ricordate i legnosissimi salti dei primi Tomb Rider? I papà cresciuti in compagnia di Lara Croft saranno felicissimi nel vedere la prole arrabattarsi nello stesso identico modo di venti anni fa pur di superare un fossato o salire su una scogliera. Se ancora non siete sazi degli orrori del software, sappiate che il battle system di Beast Quest potrebbe trovare il modo di riempirvi lo stomaco.

Le battaglie non sono casuali e pertanto i nemici (pochi, sostanzialmente una decina di mob colorati man mano in maniera diversa) girano tranquillamente per i corridoi dei dungeon. Avvicinarsi ai bersagli darà il via alle fasi di combattimento, durante le quali Tom può usare un attacco pesante o uno leggero per fare la bua al party di nemici che gli si staglia innanzi. C'è anche la possibilità di parare i colpi, così come di evitarli col giusto tempismo e attivare una sorta di bullet time. Inoltre, il protagonista ha la capacità di spostarsi su tre posizioni lungo un semicerchio che circonda i nemici, al fine di confondere gli avversari e decidere chi di essi attaccare per primo. Non mancano pozioni e oggetti curativi, oltre ad alcune abilità da sfruttare in cambio del mana accumulato in battaglia. Messi così, i duelli di Beast Quest sembrerebbero una delle poche cose da salvare in questa Waterloo videoludica. L'opera riesce però a sorprendere, negativamente, anche in questa occasione.

Il più delle volte, gli scontri saranno facilmente superabili schiacciando a raffica il tasto dell'attacco leggero, vista la lentezza con cui si muovono i nemici.
Nemmeno le boss fight sono in grado di dare un minimo di soddisfazione, anche grazie alla possibilità di poter invocare un alleato nei momenti più concitati, ossia un amico in costante God Mode che sostanzialmente porrà fine alla tenzone in un batter d'occhio. Siamo consapevoli del target verso cui questo gioco è indirizzato, eppure non riusciamo a chiudere un occhio di fronte a questa difficoltà, offensiva persino nei confronti dei giocatori alle prime armi. In egual misura, ci ha lasciato parecchio perplessi anche il bassissimo livello della sceneggiatura: Beast Quest è pensato per bambini, e quindi dovrebbe emozionarli e farli ridere allo stesso modo, ma purtroppo affoga in un mare di noia e banalità. Se ci fossero stati cinque minuti della nostra prova senza uno sbadiglio, forse il voto in calce sarebbe stato leggermente più alto.

Beast Quest Beast Quest nasce con l’intento di prendere una serie di libri di successo e tramutare il contenuto delle pagine in un’opera videoludica, ma fallisce praticamente sotto ogni aspetto. Dal motore grafico datato a quello fisico semplicemente imbarazzante, dal level design improponibile al battle system che funziona soltanto come cura per l’insonnia, non vediamo realmente un motivo valido per mettere mano al portafogli e comprare Beast Quest. Se siete alla ricerca di qualche gioco con cui iniziare i piccoli di casa al fantastico mondo del gaming, fareste decisamente meglio a cercare altrove.

3.5

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