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Behold the Kickmen Recensione: gioco di calcio arcade dallo stile retrò

Un gioco di calcio sviluppato da chi non ha alcun interesse in quello che viene definito come lo sport più bello del mondo...

Versione analizzata: PC
recensione Behold the Kickmen Recensione: gioco di calcio arcade dallo stile retrò
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nel genere dei racing game il dualismo tra arcade e simulazioni è sempre esistito. e queste sue tipologie di prodotti si dividono il mercato ancora oggi, in modo ben delineato.
La stesso tipo di doppia proposta ha sempre caratterizzato anche i giochi di calcio, sebbene nell'ultima quindicina di anni le simulazioni hanno preso il sopravvento, alimentate nella contrapposizione tra FIFA e PES, a scapito di titoli più immediati e alla portata di tutti.
Talvolta, però, un calcistico puramente arcade riemerge sulle scene all'improvviso: se lo scorso anno Kopanito All-Stars Soccer ha soddisfatto la voglia di calcio di un'utenza poco incline a lasciarsi coinvolgere dai mostri sacri del genere, questa volta è il turno di Behold the Kickmen.

Senza regole

Se ripensiamo agli arcade del passato, facendo riemergere dalla memoria titoli come Soccer Brawl, uno dei temi ricorrenti era l'applicazione molto superficiale del regolamento, o comunque la possibilità di ricorrere a scorrettezze di vario tipo, a patto ovviamente di non essere visti dall'arbitro.
Behold the Kickmen porta questo concetto all'estremo, andando fiero della propria originalità al punto tale da utilizzarla come claim promozionale: "un gioco di calcio sviluppato da chi non capisce nulla e non ha interesse in quello che viene definito il gioco più bello del mondo".
Behold the Kickmen prende dunque gli elementi base dello sport e ignora beatamente tutto il resto, reinventando il regolamento e proponendo qualcosa di inedito. Gli ingredienti sono chiaramente quelli classici, quindi un manto erboso, degli uomini in pantaloncini e un pallone sferico, ma tutto il resto è mix mai visto prima e completamente folle.
Il primo elemento che balza all'occhio è che il campo è rotondo, con barriere su tutti i bordi che rendono di fatto impossibile uscire da questa arena circolare, abolendo in questo modo in un istante rimesse laterali e calci d'angolo. Ma è solo l'inizio: i tackle vanno caricati, per poi lanciarsi senza pietà contro un avversario, con la possibilità di mantenere il possesso del pallone solo premendo un tasto con il giusto tempismo; i contrasti, nel senso più classico del termine, non esistono e i tiri perdono precisione all'aumentare della potenza, con la possibilità però di curvare le traiettorie ben oltre le leggi della fisica.
Il sistema di controllo è semplice e immediato ma nasconde finezze che vanno dominate se si vuole vincere le partite più importanti: il dash laterale permette di schivare un intervento aggressivo all'ultimo istante, donandoci in tal modo un bonus di resistenza extra che dura una manciata di secondi, mentre lo scatto andrà dosato accuratamente per cimentarsi in rapide cavalcate sulle fasce, ben più corte della norma a causa della circolarità del campo.
Tutte le abilità elencate vanno quindi sbloccate, poiché la squadra che si avrà a disposizione inizialmente è composta da giocatori mediocri, che riescono a malapena ad effettuare un buon passaggio e a tirare nello specchio della porta. Vincere le partite diventa allora un obbligo , non solo perché otterremo sempre nuove skill con cui bucare la rete, ma anche perché ogni azione spettacolare farà aumentare l'esaltazione dei tifosi, incrementando così i fondi che riceveremo come premio alla fine della partita, da spendere per migliorare le prestazioni dei propri "atleti".

La canonica sequenza di partite di campionato è inframezzata da una storia ai limiti dell'assurdo, che spesso si prende gioco del mondo del calcio, puntando su stereotipi come il campione brasiliano circondato da belle donne che sfida l'esordiente, oppure il calciatore in erba che ovviamente avremo l'onere e l'onore di portare alla vittoria. Le scene di intermezzo sono narrate con illustrazioni minimali in stile visual novel, andando in tal modo a comporre un cocktail di generi che allontana ancor di più Behold the Kickmen dai canoni dei classici calcistici.

Behold the Kickmen Già a partire dal titolo si può intuire la follia dilagante di cui è intriso Behold the Kickmen. Ogni dettaglio offre almeno uno spunto comico: dal cambio campo imposto perché, se si passa più di metà partita con il sole negli occhi, si rischia di piangere, fino all'arbitro che corre a baciare un giocatore che ha appena fatto un autogol. Il gameplay non tiene però il passo con l'ironia della produzione, e dopo una mezza dozzina di partite ci si rende conto di come sia profondamente limitato, con match tutti troppi simili e che alla lunga finiscono per stancare, senza che nemmeno la blanda componente narrativa riesca a riaccendere l'interesse per un'opera tanto fuori dagli schemi quanto estremamente limitata. La mancanza di una qualsiasi modalità multiplayer in locale rafforza l'idea che Behold the Kickmen sia quasi un esperimento goliardico, venduto su Steam ad un prezzo molto basso. Una menzione speciale va infine alla musica, quasi criminale per il fastidio, probabilmente voluto, che è in grado di provocare, in quanto non smette un attimo di assillarci, nemmeno durante i caricamenti.

5

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