Black Clover Quartet Knights: Recensione del gioco tratto dal manga di Tabata

Anche il manga di Yuki Tabata trova una trasposizione nella formula dell'action game cooperativo: Quartet Knights, però, non osa su nessun fronte...

recensione Black Clover Quartet Knights: Recensione del gioco tratto dal manga di Tabata
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  • Scritto e disegnato da Yuki Tabata, il manga Black Clover ha esordito sulle prestigiose pagine di Weekly Shonen Jump nel 2015, imponendosi tra le produzioni che - insieme ad altri esponenti moderni, come My Hero Academia - rappresentano la nuova generazione dei cosiddetti battle shonen raccogliendo l'eredità di prodotti del calibro diNaruto. Raccogliendo consensi sin da subito, e aumentando progressivamente la propria popolarità, l'opera cartacea prosegue ancora oggi a tambur battente, spianando la strada a una trasposizione animata che ha debuttato nel 2017 e realizzata, guarda caso, proprio dallo Studio Pierrot, i creatori dell'anime di Naruto e Naruto Shippuden. Questione di tempo, insomma, prima che Bandai Namco raccogliesse anche questa licenza per realizzare una trasposizione videoludica delle storie e dell'immaginario di Yuki Tabata: il risultato ha visto la luce durante il mese di settembre con Black Clover: Quartet Knights, che tenta di discostarsi dall'usuale formula del picchiaduro a tre dimensioni per avvicinarsi all'action game cooperativo. Il risultato, però, non è riuscito a rendere giustizia alle idee degli sviluppatori di Ilinx.

    Il potere della magia

    L'incipit narrativo di Black Clover: Quartet Knights ripercorre tutte le premesse fondamentali per chi non conosce l'opera originale o magari ha bisogno di rinfrescarsi la memoria: nel regno di Clover è la magia a regnare sovrana, essendo entrata nelle case di tutti i cittadini donando poteri incredibili all'intera popolazione. Ciascun individuo, infatti, al compimento del quindicesimo anno di età, riceve il suo primo Grimorio, un libro di arti magiche che gli permette di eseguire incantesimi in base al proprio potere: in questo immaginario, la trama ci porta dalle parti di Asta, il protagonista del racconto, un ragazzo privo di qualunque potere ma che vive il sogno di diventare un Cavaliere Magico per poi diventare Imperatore Magico, una figura leggendaria il cui capostipite (molti anni prima) era riuscito a confinare un antico demone. Il suo migliore amico, Yuno, è invece un individuo eccezionalmente dotato, al punto che il suo Grimorio si rivela essere di una tipologia estremamente rara appartenente al simbolo del Quadrifoglio. Non passerà troppo tempo, però, prima che anche Asta sblocchi infine le sue capacità, risvegliando un Grimorio particolarmente antico e misterioso: così facendo, i due amici decidono di incamminarsi verso la capitale del Regno per diventare Cavalieri Magici e perseguire il loro sogno.
    Tutto ciò, come già detto, in Quartet Knights è solamente il prologo dell'avventura: la modalità Storia del gioco di Bandai Namco imbastisce infatti un racconto originale, ambientato nell'universo creato da Yuki Tabata ma portandoci a conoscere un'epopea inedita per Asta e i suoi amici. In tal senso, per tutti coloro che seguono ormai da alcuni anni la serializzazione di Black Clover in formato manga o animato, possiamo dirvi che c'è da star tranquilli: la trama del gioco mette in scena una storia piuttosto interessante, che ben si amalgama con l'affresco narrativo che caratterizza le prime avventure dei protagonisti, presentandoci anche una serie di comprimari e versioni inedite per l'enorme parco di personaggi di cui si compone il materiale di riferimento.

    La campagna per giocatore singolo di Quartet Knight, che potrà essere vissuta nei prevalentemente nei panni di Asta con la possibilità di rigiocarla in seguito impersonando gli altri maghi del roster, si compone di un numero piuttosto cospicuo di capitoli, la cui rigiocabilità offre non soltanto l'occasione di provare altri personaggi, ma anche di portare a termine una serie di obiettivi secondari per ottenere punteggi e ricompense sempre maggiori.
    La trama, tuttavia, viene sviscerata il più delle volte tramite delle diapositive statiche che recano sfondi e character design originali dell'anime e attraverso le quali vengono eseguiti i dialoghi tra i protagonisti; di tanto in tanto, tuttavia, alcune cutscene di apertura attivano delle sequenze video realizzate interamente secondo lo stile dell'adattamento animato di Studio Pierrot: un piccolo palliativo, piacevole a vedersi, che rende più scorrevole un racconto che non tradisce lo spirito della scrittura originale e che rappresenta un contenuto utile soprattutto a prendere dimestichezza con le meccaniche del titolo.

    Ritorno alla realtà

    Storia a parte, ci duole dirlo, i reali pregi di Black Clover: Quartet Knights si fermano qui. Il titolo di Ilinx mette in scena un assetto tecnico e contenutistico piuttosto povero e irrisorio: come già asserito, anche il franchise di Yuki Tabata trova nell'action game cooperativo una strada che viene preferita a quella del picchiaduro in tre dimensioni, un genere che solitamente si confà più o meno bene a produzioni di questo tipo.

    Bandai Namco ha scelto di seguire le orme di un'altra, recente incarnazione: parliamo di Naruto to Boruto: Shinobi Striker, che come Quartet Knights premia la cooperazione tra giocatori online e la progressione dei personaggi tramite esperienza acquisita dalle battaglie. A differenza dell'action di Soleil, tuttavia, questa volta manca quasi totalmente la componente ruolistica, relegando le dinamiche tra progressione e ricompense ai Mazzi con cui potenziare le abilità già esistenti o ad alcune varianti cosmetiche con cui diversificare le versioni a disposizione di ciascun personaggio presente nel roster.

    Sul fronte delle modalità, a loro volta povere di contenuti, una volta portata a compimento la Storia non resta che gettarsi a capofitto nella componente online, che rappresenta insieme alle Sfide per padroneggiare i moveset dei lottatori e all'Allenamento l'unica variante alla Campagna per giocatore singolo. L'Online costituisce, di fatto, la colonna portante della produzione: i giocatori potranno lanciarsi in Partite Classificate, per totalizzare punti e accrescere il proprio ranking, e le classiche Partite Personalizzate, al cui interno sarà possibile selezionare i parametri di gioco che più si preferiscono per tentare di diversificare in qualche modo una formula di gioco poco incisiva. Le sfide disponibili sono tre: in Controllo e Difesa si dovranno conquistare le aree dominate dai nemici e proteggere le proprie dall'avanzata avversaria; Cattura il Crsitallo consiste nella protezione di cristallo, per l'appunto, difendendone l'avanzata verso il traguardo dalle insidie rappresentate dai nemici; infine c'è Caccia al Tesoro, che consiste nello sbloccare quanti più scrigni possibili per portarsi a casa la vittoria. L'offerta contenutistica di Black Clover: Quartet Knights, in definitiva, risulta piuttosto scolastica e irrisoria, priva di effettivi elementi di innovazione e il cui unico fascino (per i fan dell'opera originale) risiede nella possibilità di scendere in campo impersonando i maghi disegnati da Tabata: a tal proposito, il roster annovera 16 personaggi giocabili, divisi tra i componenti storici dell'immaginario di riferimento e alcune new entry totalmente inedite e appartenenti ai contenuti originali del gioco. Sul fronte delle dinamiche di abbinamento delle partite online, invece, il matchmaking si è rivelato accettabile soprattutto in termini di attesa e velocità.

    I maghi in campo

    Il punto più debole di Quartet Knights è da ricercarsi nel gameplay. La formula di gioco proposta dal team di sviluppo riprende gli stilemi di un action game dalle sfumature musou già sperimentati in Shinobi Striker: una squadra di quattro componenti, all'interno di una mappa più o meno vasta, può affrontare orde di nemici o un altro team composto da altri quattro giocatori, dando vita a battaglie all'ultimo incantesimo. I personaggi a disposizione sono divisi in 4 classi e ciascuna di essere rispecchia lo stile di alcuni dei principali protagonisti che animano l'immaginario di Black Clover: abbiamo l'Aggressore, che come Asta o Yami si destreggia prevalentemente nel combattimento ravvicinato all'arma bianca; c'è poi il Tiratore, un mago dalla distanza che, esattamente come Yuno, si serve dei suoi incantesimi per effettuare attacchi a lungo raggio; il Supporto, invece, ha il compito di agire tra le retrovie e utilizzare i suoi incantesimi per effettuare delle alterazioni di stato ai suoi compagni o agli avversari; infine abbiamo il Guaritore, il cui ruolo è facilmente intuibile dal suo nome: il compito di questa classe è quello di adoperare la magia per ricaricare la salute dei propri compagni. Ciascuna di queste categorie, però, non trova un'esecuzione degna nel combat system della produzione: il pattern di comandi a disposizione è a sua volta eccessivamente povero e semplice, poiché si destreggia principalmente tra i pulsanti dorsali del controller, votati a un attacco base, un'esecuzione speciale, un'abilità peculiare del personaggio che si controlla e il tasto adibito alla parata. È possibile raccogliere oggetti lungo le mappe di gioco per poi utilizzarli come consumabili ed è presente anche un comando per effettuare un goffo salto, al fine di sorpassare eventuali ostacoli sul terreno di scontro. L'assetto fin qui evidenziato non è particolarmente ricco e risulta "appesantito" da un comparto tecnico mediocre: pressoché anonima la direzione artistica, basata su una grafica priva di particolari guizzi visivi, è soprattutto nel parco di animazioni fin troppo macchinose che il gameplay di Quartet Knights non riesce a convincere appieno. A tutto ciò, poi, si aggiunge anche una pessima gestione della telecamera, il cui utilizzo si scontra con un aggancio fin troppo ballerino e con degli effetti particellari raffazzonati che contribuiscono a rendere le battaglie su schermo fin troppo caotiche e poco ragionate.
    L'opera fa sfoggio, poi, di un cell shading non particolarmente memorabile: i modelli dei personaggi, pur essendo buoni per il livello di dettaglio, risultano eccessivamente "plastici" e spesso finiscono con lo stridere sia con la pochezza degli stage che con i loro movimenti impacciati, causati dalle animazioni durante i combattimenti.

    Black Clover: Quartet Knights Black Clover: Quartet KnightsVersione Analizzata PlayStation 4La magia di Black Clover non trova una realizzazione davvero dignitosa in Quartet Knights: il videogioco ispirato al manga di Yuki Tabata presenta pochi pregi, come una storia ben confezionata e condita da alcune sequenze in stile anime, e presta il fianco a fin troppi difetti sul versante tecnico e contenutistico. L'offerta di feature è fin troppo scolastica e si riflette su una formula di gioco eccessivamente povera e raffazzonata, tra un combat system eccessivamente semplice, animazioni poco fluide e una direzione artistica anonima.

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