Recensione Black Desert Online

Black Desert Online è un progetto incredibilmente ambizioso, per niente timoroso di confrontarsi con un pubblico sempre più frammentato e meno incline a dedicarsi, anima e corpo, ad una singola esperienza ludica per lunghi periodi.

Versione analizzata: PC
recensione Black Desert Online
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  • Pc
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Black Desert Online è un progetto incredibilmente ambizioso, per niente timoroso di confrontarsi con un pubblico sempre più frammentato e meno incline a dedicarsi, anima e corpo, ad una singola esperienza ludica per lunghi periodi. Gli MMORPG, però, sono prodotti imponenti e massicci per definizione, e il titolo di Pearl Abyss su questo punto sembra aver da sempre le idee molto chiare. Uscito soltanto di recente dai confini dell'estremo oriente, questo gigantesco sandbox straripante di contenuti sta provando a farsi strada in un terreno a lui nemico, arrancando un po' e finendo per cadere vittima di molti dei cliché che da tempo alimentano i pregiudizi nei confronti delle produzioni di origine coreana, troppo spesso sostenute da quintali di grinding e ripetitività.

Unico, veloce, spietato

Black Desert Online sorprende non soltanto per la sua vastità, ma anche - e soprattutto - per complessità e raffinatezza. L' imprevedibile e complessa morfologia dei territori che abbiamo calpestato in queste settimane è strabiliante, forse senza precedenti. Buona parte del senso di meraviglia che ci ha pervasi durante le numerose ore trascorse in compagnia del titolo di Pearl Abyss, a conti fatti, deriva però dalla densità di popolazione e di attività in esso presenti; dalla grandissima cura con cui ogni angolo del mondo è stato fabbricato. Si tratta di un'opera videoludica minuziosa, attenta ai dettagli ed avvolta da un senso di completezza unico e indimenticabile. Peccato che, dopo un'iniezione di fiducia iniziale, il gioco si faccia sempre più aggressivo, possessivo ed estenuante. Ci troviamo di fronte ad un bestia feroce assetata del vostro tempo libero, totalizzante e soverchiante come pochi altri congeneri sono stati prima di lui. Un labirinto di attività all'interno del quale, senza una guida adeguata, è fin troppo facile smarrire la retta via. Lo avevamo già accennato nella nostra anteprima, ma ci teniamo a ribadirlo con forza ancora una volta: tenete a freno le vostre compulsioni e le vostre manie di completismo, perché in Black Desert Online cercare di portare a termine indiscriminatamente qualunque attività vi capiti a tiro potrebbe risultare davvero sfiancante, oltre che controproducente. Questa mole contenutistica non è comunque fine a se stessa o priva di appeal; non siamo sicuramente di fronte a un agglomerato di attività messe lì solo per fare numero, né tantomeno a materiale creato ad uso e consumo del reparto marketing.Il sistema di gioco è intelligente e profondo, il combattimento rapido e veloce, asciutto ma appagante. Il ritmo elevato e la possibilità di inanellare basiche combinazioni di attacchi contribuiscono inoltre a renderlo discretamente vario, sebbene la ripetitività tipica del genere resti sempre in agguato. Le classi sono tutte ben bilanciate e molto piacevoli da giocare, ed incoraggiano stili di gioco leggermente diversi dai soliti stereotipi del genere. Nel corso delle moltissime ore di gioco trascorse in compagnia del titolo le abbiamo provate tutte in maniera adeguatamente approfondita, scoprendo ed apprezzando sempre di più la loro natura atipica e godibile. Anche quelle che sembravano leggermente più stereotipate, alla fine, si sono rivelate divertenti e - a loro modo - uniche. Il gioco ha bisogno di un po' di tempo per catturare completamente il giocatore, ma è perfettamente in grado di regalare grandissime soddisfazioni a chiunque abbia la pazienza di dargli un'opportunità e approfondirne la conoscenza. La presenza del tanto criticato gender-lock continuiamo a non digerirla troppo, ma ci si fa rapidamente l'abitudine. Quasi tutte le classi hanno inoltre una propria controparte del sesso opposto, sebbene le caratteristiche tra le due si mantengano spesso e volentieri abbastanza diversificate. Resta un po' di rammarico soltanto per l'impossibilità di personalizzare a nostro piacimento il personaggio, limitazione che "uccide" un po' le possibilità di immedesimazione. Per fare un esempio: molti, pur adorando il concept dietro a una classe particolare come la "tamer", potrebbero non gradire l'idea di dover necessariamente giocare nei panni di una bambina, finendo per non apprezzare la classe come avrebbero potuto fare senza l'intervento di queste costrizioni.

Dalla Corea con furore

Black Desert Online è coreano fino al midollo, e non perde occasione per intestardirsi in esose richieste di grinding. La diversificazione dell'XP, sulla carta una delle trovate più riuscite della produzione, spesso si rivela un'arma a doppio taglio. Molte delle quest non ci forniranno nient'altro che Contribution Points, ricompensa fondamentale per lo svolgimento di buona parte delle attività extra del gioco ma decisamente poco interessante per chiunque abbia intenzione di raggiungere in tempi brevi almeno il soft cap (il livello 50). Uno dei metodi migliori per potenziare il nostro personaggio resta proprio quello di continuare a combattere ondate di nemici una dopo l'altra, pratica nella quale siamo ben presto divenuti esperti. Il combat system dinamico e veloce del titolo ha comunque retto bene anche il peso di queste forzature, rendendo il tutto meno ripetitivo e monotono di quanto ci saremmo aspettati. Tenendo conto anche del fatto che, in un modo o nell'altro, tale ripetitività è da sempre parte integrante della componente ludica del genere, il risultato complessivo - fin qui - non ci era parso affatto malvagio. Ma la vera tragedia, si scaglierà furibonda su di noi non appena arriveremo al livello 50. A quel punto sì, che le cose si faranno difficili. L'avanzamento di livello oltre il soft cap (termine che in questo caso identica proprio il punto di rottura tra la progressione mite e abbordabile dei primi livelli e quella sfiancante dell'endgame) sarà indissolubilmente legato a un grinding ossessivo, e potrebbe seriamente infastidire il giocatore meno paziente.Per quanto riesca solitamente a destreggiarsi con invidiabile agilità tra le mille sfaccettature del suo gameplay, il gioco tende di tanto in tanto a cedere il fianco a problemi banali, di quelli che non ti aspetteresti mai di riscontrare in una produzione così attenta ai dettagli. Sorprende, ad esempio, la mancanza del benché minimo accenno di fast travel. Una scelta di campo ben precisa, che cerca di forzare la mano del giocatore nel tentativo di costringerlo ad esplorare il mondo e godersi di persona le tortuose strade di montagna, le sterminate valli e gli oscuri meandri delle caverne che si estendono, dettagliatissime e ricche di personalità, per tutta la mappa. Pur non potendo accedere ad uno spostamento rapido degno di questo nome, saremo in grado di impostare una - relativamente comoda - funzione di auto-run, grazie alla quale farci traghettare "con il pilota automatico" verso un luogo qualsiasi della mappa. A prescindere dalle nobili intenzioni degli sviluppatori, questo tipo di approccio risulta comunque molto limitante, se associato ad un sandbox come quello in oggetto.

Conscio della necessità di dovervi trattenere il più possibile tra le sue grinfie, il gioco cerca di rendere il proprio tessuto ludico quanto più accogliente possibile, di farvi sentire sempre a vostro agio. Nonostante le apparenze, anche l'ingombrante e spietata creatura di Pearl Abyss ha un animo gentile, e non mancherà di fornire al giocatore un ambiente ricco di attività rilassanti, grazie alle quali allentare temporaneamente la tensione derivante dal feroce grinding e dall'ingombrante componente PvP del titolo. Potremo perder tempo a pescare, dedicarci al crafting oppure, perché no, approfondire la conoscenza con gli altri NPC. Per maggiori informazioni sulle attività extra e sul Knowledge system, vi invitiamo comunque a leggere la prima parte della recensione. Il gioco prevede tutta una serie di meccaniche che girano proprio attorno a questa particolare interazione sociale con il mondo e con i personaggi non giocanti, ma si mostra fiacco e rinunciatario proprio là dove, in teoria, un MMO dovrebbe essere più forte: nell'interazione con gli altri esseri umani. Le attività PvE, una volta completata la storyline principale, non sono poi così numerose, ed anche le missioni principali sono decisamente inadatte al gioco di gruppo. Questo, però, non significa necessariamente che Black Desert Online sia un gioco per le anime solitarie. Far parte di una gilda resta comunque importante, anche solo per fare due chiacchiere con gli amici, aiutarsi a vicenda o avere qualche consiglio extra da qualche giocatore più esperto. Per non parlare poi di alcuni sfiziosi e divertenti risvolti legati al PvP di gruppo, altro elemento fondante del gioco.A tenere compagnia al giocatore durante il proprio peregrinare, infatti, troviamo proprio la costante minaccia derivante dalla natura open PvP del titolo, una delle caratteristiche più controverse e polarizzanti dell'intera produzione. La possibilità di essere attaccati (una volta arrivati all'endgame con almeno un personaggio) da chiunque senza alcun preavviso è concreta e tangibile, oltre che uno dei motivi principali per cui potenziare il nostro personaggio una volta raggiunto il soft cap. Non si tratta soltanto di puro divertimento disorganizzato, bensì di una vera e propria colonna portante dell'endgame messo in piedi dai ragazzi di Pearl Abyss. Ci sono regole ben precise, cuscinetti di sicurezza che impediscono al gioco di diventare eccessivamente frustrante cercando di smorzare sul nascere l'effetto, potenzialmente distruttivo, di eventuali comportamenti scorretti. Morendo perderemo esperienza e oggetti, mentre uccidendo aumenteremo le probabilità di essere attaccati dagli altri giocatori.

Non solo: sarà possibile rendere noto a tutti, tramite un semplice indicatore, che in quel momento non siamo disponibili allo scontro contro altri giocatori umani. Questo non vi renderà assolutamente immuni dalla furia omicida degli altri giocatori, ma si limiterà altresì a far aumentare il karma negativo di chiunque ci attacchi, statistica che influenza pesantemente le penalità subite da ciascun giocatore in caso di morte. In caso di karma negativo particolarmente alto, un personaggio può arrivare a perdere fino al 5% di esperienza per morte. E non è poco, stiamo parlando di cifre che durante l'endgame potrebbero arrivare a corrispondere a circa un paio d'ore di farming ininterrotto. Insomma, il succo del discorso è questo: se non vi piace combattere contro gli altri giocatori, vi sconsigliamo - almeno per il momento - di investire il vostro tempo giocando a Black Desert Online. Gli sviluppatori hanno promesso un progressivo aumento dei contenuti PvE, ma siamo piuttosto certi che il vero fulcro della produzione continuerà a risiedere nel comparto PvP fino alla fine dei suoi giorni.

Black Desert Online Abbiamo cercato di raccontare Black Desert Online per quello che è, evitando di perderci troppo in chiacchiere riguardanti l’alto profilo grafico della produzione. L’effetto meraviglia, del resto, è destinato a venire meno dopo pochissime ore di gioco, quando a farci compagnia nel nostro viaggio resteranno un gameplay ben rifinito ma appesantito da un evidente eccesso di grinding e una complessità di fondo a tratti quasi eccessiva, ma sempre molto intrigante. Il forte impatto visivo del titolo resta comunque una delle feature più evidenti ed esaltanti della produzione, offuscata soltanto da qualche bug di troppo (perlopiù legati a problemi del client) e da alcuni evidenti problemi di pop-in delle texture. I vari problemi di stabilità che avevamo riscontrato in sede di anteprima, ad ogni modo, sono stati mitigati leggermente dalle ultime patch, ed ora il titolo (su una configurazione di fascia alta come quella su cui lo abbiamo provato) pare girare discretamente bene. Un traguardo non indifferente, se teniamo conto della straripante qualità media del rendering e dell’effettistica proposta dal motore grafico “Black Desert”. Risultato che ci è sembrato ancor più sorprendente nel momento in cui ci siamo soffermati a pensare alla magnificenza dell’ambiente sandbox di cui può vantarsi la produzione, non vastissimo in termini chilometrici, ma baciato da una complessità morfologica esaltante e da un quantitativo di attività secondarie irraggiungibile per quasi tutti i congeneri. Se siete fan degli MMORPG alla World of Warcraft e non vedete l’ora di radunare i vostri amici per portare a compimento raid e istanze di ogni tipo in cerca di loot, la creatura di Pearl Abyss non fa sicuramente al caso vostro: Black Desert Online è dedicato soprattutto agli amanti del PvP, e allo stato attuale delle cose non punta assolutamente su quel tipo di attività.

7.4

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