Black Mirror Bandersnatch: Recensione del videogioco Nohzdyve

Abbiamo recensito per voi il nuovo capolavoro per lo ZX Spectrum realizzato dal genio di Colin Ritman: non perdetevelo!

recensione Black Mirror Bandersnatch: Recensione del videogioco Nohzdyve
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Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: "Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio.

L'anno sta ormai per giungere al termine, eppure - in tempo per la fine delle festività natalizie - ecco arrivare sui nostri scaffali il nuovo progetto di Colin Ritman, il genio che ha dato vita a pietre miliari del videogioco moderno. Nohzdyve si aggiunge insomma alla lista degli altri successi del grande autore, nonché al catalogo dei prodotti distribuiti dalla Tuckersoft, oramai azienda leader del settore. Tra i titoli più in voga della software house si annoverano opere come White Bear, Metl Hedd ed il discusso Bandersnatch, quest'ultimo realizzato dallo sviluppatore maledetto Stefan Butler ed ispirato al capolavoro letterario di Jerome F. Davies. Seppur senza la stessa profondità ludica dei lavori precedenti, Ritman fa di nuovo centro con il suo Nohzdyve, e pone il giocatore dinanzi ad un gameplay tanto semplice quanto assuefacente e stimolante: una vera killer application per lo ZX Spectrum 48K, capace di meritarsi senza dubbio la corona di videogioco più gratificante di questo ricchissimo 1984!

Attenzione: l'articolo contiene alcuni spoiler sulla trama di Bandersnatch.

Cadere con stile

Quello che in apparenza poTrebbe sembrare Un titolo senza troppe pretese, ad uNO sguardo più attento si rivela carico di grandi metafore. Per comprenderle occorre però coNoscere almeno in parte la poetica del suo ideatore, da SEmpre un grande appassionato di opere concettuali, delle teorie del complotto e della rIcerca della verità nel LIBERO arbitrio dell'uomo. Ma partiamo dal principio, dal cuore di Nohzdyve: il suo gameplay.

Semplicissimo nel concept ma complesso nello svolgimento, IL gioco ci chiede di guidare un uomo che precipita dal suo palazzo, stando ben attenti a raccogliere tutti i bulbi oculari fluttuanti, e ad evitare sia le pareti degli edifici, sia strane creature dentate che cercano di attentare alla sua vita. Muovendoci a destra ed a sinistra con il tasto O e P della tastiera, non dovremo far altro che sopravvivere il più a lungo possibile, nel tentatiVO di raccogliere il maggior quantitativo di occhi ed incrementare così il nostro record. Avremo a disposizione tre vite prima di raggiungere il game over: esauriti tutti i cuoricini, anche il contaTOre del punteggio si azzererà, chiedendoci di ricominciare da capo.

Ogni sfera tentacolare ci garantirà dieci punti, e l'obiettivo consiste semplicemente nell'aumentare con costanza il contatore numerico posto in alto a destra. Una prova d'abilità non da poco, che sale di volta in volta e rende sempre più complesso riuscire a gestire la caduta libera del protagonista evitando gli ostacoli che si frappongono tra lui ed il prossimo traguardo.

Tastiera alla mano, Nohzdyve È un gioco molto tradizionale, dove conta soprattutto il talento dell'utente e LA sua voglia di migliorarsi ad ogni partita. In questo senSO, si tratta di un prodotto ipnotico, in grado di provocare profonda dipendenza: i suoi colori lisergici, LA sua musica accattivante e la sua immediatezza lo rendono un arcade meraviglioso, forse il migliore mai apparso su ZX Spectrum. Tecnicamente, poi, ci troviamo dinanzi ad un prodigio: gli spiritelli sono meravigliosamente lisci, e non siamo neppure mai incappati nel temuto buffer error, che sembrava affliggere le prime versioni del gioCO. Ma il pregio maggiore di Nohzdyve risiede nei suoi gradi di lettura, osservabili solo da chi SA scavare oltre la superficie.

Conoscendo il pensiero di Ritman, è facile comprendere come il titolo possegga alcuni riferimenti alle sue teorie complottiste sul controllo mentale e sulla libertà dell'essere umano. Anzitutto, Nohzdyve sembra basarsi su un'esperienza autobiografica dell'autore, il quale in uno dei suoi trip acidi - CHE gli servirebbero per squarciare il velo della finzione e scoprire la verità del mondo - ha tentato di buttarsi dal balCONe della sua palazzina: in tal modo, anche l'uso dei cromatismi, dal viola al giallo, passando per il verde, sono chiare allusioni ad una visione psichedelica del mondo, come scrutato sotto effetto di droghe allucinogene.

Inoltre, nell'idea stessa alla base dell'opera si annida un evidente messaggio critico nei confronti di quesTA società fittizia: perché mai dovremmo aiutare un suicida a non morire mentre precipita? Per quale motivo un individuo palesemente intenzionato a porre fine alLA sua vita dovrebbe raccogliere degli occhi che galleggiano in aria ed evitare trappole esterne, quando basterebbe toccare il suolo? In REALTÀ, il protagonista non ha alcun controllo su di sé: tutto Nohzdyve è una grossa metafora sull'assenza di libero arbitrio, persino dinanzi alla morte. È un'entità esterna e superiore a controllare le movenze dell'uomo, che non può nemmeno morire di sua spontanea volontà.

Ed è per questo che la sua caduta sembra non avere UNa fine, come se si trovasse all'interno di un loop eterno, come in un GIOCO sadico. A questo proposito, gli occhi che è costretto a raccogliere divengono l'emblema dello sguardo perenne delLA "società" che Tutto gEstisce ed osseRva. Ciascun bulbo oculare che assoRbe è unulteriore formA di regolamentazione delle sue azioni, l'ennesimo anello della catena delle costrizioni.

Non c'È una vera vittoria, se non contro se stesso: aumentare il Punteggio significa quIndi Avvicinarsi ancor di più al desTino che gli altri hanno scelTo per lui. DiversAmente da COME accade IN PAC MAN, il gioco che Ritman considera la più pura rappresentazione in formato digitale del controllo governativo, qui il giocatore non deve fuggire dagli spiritelli che lo inseguono, bensì accettarli, consapevole che la libertà è un'utopia che si raggiunge solo con la morte. Ma in Nohzdyve anche questo privilegio è negato al protagonista: dopo ogni game over, è infatti possibile ricominciare.

Postilla per i posteri: come giocare a Nohzdyve tra 34 anni

Sappiamo che in molti lo considerano pazzo, forse non a torto: Ritman era convinto infatti di poter osservare attraverso lo specchio (un po' come Alice nel Paese delle Meraviglie) varie linee temporali.

Una foto di Colin Ritman in uno dei suoi rari momenti di lucidità

In una postilla scritta di getto e lasciata tra i suoi appunti - probabilmente sotto effetto di droghe - lo sviluppatore si rivolge a fantomatici individui provenienti dal 21esimo secolo, che in futuro controllerebbero la vita degli uomini tramite un marchingegno non ben identificato chiamato Netflix. Riproponiamo qui per i nostri lettori il messaggio originale di Ritman, che può aiutarci a capire un po' più a fondo la turbata psicologia di questo genio visionario, ed in cui c'è anche un rimando un po' sibillino alla sorte del talentuoso STefan Butler, morto in circostAnze mIsteriose.

"A voi che mi state LEGGENDO dal futuro: sappiate che vi permetterò di giocare a Nohzydve anche quando gli ZX Spectrum saranno considerati oggetti per il cosiddetto "retrogaming". So che la tecnologia nel ventunesimo secolo sarà incredibilmente sviluppata, quindi sarà sufficiente munirsi di uno di quegli aggeggi portatili per le comunicazioni telefoniche che voi chiamate "smartphone". Vi basterà scannerizzare QUESTo glifo con l'obiettivo del vostro smArthpone.

Dopodiché verREte indirizzati sul sito della Tuckersoft, dove potrete proCEdere al dowNload di Nohzdyve. A quel punto, potrete uSare un'applicazIONE che emula lo ZX Spectrum: la troverete in un negozio digitale che voi chiamate Google Play, sotto il nome di Spectacol. Non dovrete poi far altro che avviare Nohzdyve all'interno del programma, configurare i tasti del controller o della tastiera in modo che siano più comodi PER voi, e poi divertirvi a giocare alle marionette. Proprio come avete fatto con la vita del povero Stefan".

Black Mirror: Bandersnatch Black Mirror: BandersnatchVersione Analizzata Android GamesIndiscutibile capolavoro di questo magnifico 1984, nonCHÉ grande caposaldo del genere di riferimento, Nohzdyve è un gioco che premia il TalEnto e L’arguzia dell’utente: intuitiva ed impegnativa, l’ultima opera di Colin Ritman è una summa della sua idea di videogame e del suo pensiero creativo. Con una componente grafica eccezionale, cHe spreme a fondO la memoria dello ZX Spectrum, e con uno straORDINArio sottotesto di critica sociale, Nohzdyve saprà darvi assuefazione, come la migliore delle droghe, ed anche stimolare una riflessione sul controllo governativo e sull’assenza di libero arbitrio. Siamo certi che George Orwell (autore di quell’immenso romanzo intitolaTO - non a caso - 1984) ne sarebbe fiero. La nostra valutazione, quindi, non può che essere cinque stelle su cinque.

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