Blade Runner Enhanced Edition Recensione: di nuovo a caccia di androidi

La versione rimasterizzata di Blade Runner ha una filosofia conservativa: riuscirà la Los Angeles distopica ad affascinare ancora?

Blade Runner Enhanced Edition Recensione: di nuovo a caccia di androidi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Nel mondo della letteratura, poche storie colpiscono quanto quella dello scrittore di fantascienza Philip Kindred Dick. Scrittore marginale - se non addirittura emarginato - in vita, morì poco prima dell'uscita nei cinema dell'adattamento cinematografico del suo romanzo Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, che lo consegnò a eterna fama: la sua influenza in ambito fantascientifico si sente ancora oggi (potete recuperare qui il nostro speciale su Philip K. Dick e il mondo post-apocalittico di Eastward). Potreste non aver mai sentito il nome del romanzo, ma con ogni probabilità conoscete, e magari avete visto, la pellicola che ne è stata tratta: il Blade Runner diretto da Ridley Scott.

    Esiste un videogioco che è stato capace di rievocare le atmosfere del film, considerate fedelissime a quelle del libro dallo stesso Dick, che peraltro ebbe occasione di vedere alcuni spezzoni della pellicola in una proiezione privata a lui dedicata. Non solo: il Blade Runner sviluppato da Westwood Studios e pubblicato da Virgin Interactive nel 1997, fu capace di integrare l'immaginario del film del buon Ridley, portando alla ribalta alcuni temi fondamentali del romanzo trascurati per esigenze produttive nella versione cinematografica. La Enhanced Edition di questo Blade Runner videoludico ci riporta nelle strade della Los Angeles del 2019 e adesso siamo pronti a raccontarvi com'è andata la nostra camminata al fianco di Ray McCoy.

    Tra passato e futuro

    Oggi Westwood Studios non esiste più, e la sua storia travagliata, segnata da diverse acquisizioni - prima da parte di Virgin Interactive, poi di Electronic Arts, che nel 2003 decise infine di liquidare lo studio - ha avuto un ruolo non secondario nello sviluppo della Enhanced Edition di Blade Runner. Nightdive Studios<, infatti, si era trovata a dover rinviare la pubblicazione di questa versione riveduta e corretta del titolo a data da destinarsi, dovendo constatare nel 2020 la totale irreperibilità del codice sorgente dell'originale Blade Runner.

    Dopo quell'annuncio, Blade Runner Enhanced Edition era letteralmente sparito dagli schermi. Nessuna notizia dagli sviluppatori. Iniziarono a rincorrersi voci su un presunto abbandono del progetto, messe a tacere soltanto pochi giorni fa: Nightdive Studios, a sorpresa, ha infatti comunicato una data d'uscita davvero vicinissima.

    E così il 23 giugno il Blade Runner Ray McCoy è tornato a calcare le strade di Los Angeles e noi con lui. Tutto è stato ricostruito da zero, con alcuni miglioramenti grafici che hanno rimodernato la città e i suoi abitanti: le cinematiche originali allora avveniristiche sono state restaurate, passando da 15 a 60 frame al secondo con risoluzione 4K, mentre il filtro anisotropico e il Subpixel Morphological Anti-Aliasing (SMAA) incrementano la qualità delle texture. Sono ora supportati anche i gamepad, e l'interfaccia Knowledge Integration Assistant (KIA) di cui si avvale il nostro McCoy è stata rinnovata. Ora facciamo una pausa da queste sigle e considerazioni tecniche ed entriamo nel vivo dell'avventura, perché c'è tanto da dire.

    Il secondo Blade Runner...

    C'è un motivo per cui il videogioco di Westwood Studios è ancora oggi ricordato come uno degli adattamenti videoludici più interessanti mai realizzati.

    Come anticipato sopra, Blade Runner prende il meglio da due mondi: da un lato la Los Angeles cinematografica immaginata da Ridley Scott, con le sue strade tormentate dalla pioggia e quel lerciume, umano e materiale, che nulla potrà mai lavare via; dall'altro la fonte originale, in cui Philip Kindred Dick immaginò una società post-apocalittica in cui la cosa più cara all'uomo non erano gli altri esseri umani, bensì pecore, cani e gatti, a causa della quasi totale estinzione delle specie animali in seguito a una tremenda guerra nucleare. Ecco, questo tema - l'affezione per gli animali non umani (va specificato, perché siamo animali anche noi) - è solo accennato nel film, mentre è centrale nel romanzo.

    Westwood Studios fece una scelta coraggiosa: riportare al centro la questione degli animali, renderla il vero e proprio motore delle vicende videoludiche che portano Ray McCoy sulle tracce di un gruppo di replicanti Nexus 6, gli stessi visti anche nel film di Ridley Scott. In questa narrazione, i replicanti sono innanzitutto assassini dei preziosi animali in vendita presso Runciter Animals: McCoy, Blade Runner in erba, deve rintracciarli e "ritirarli" (leggasi: ucciderli) prima che possano nuocere ulteriormente alla città e ai suoi abitanti.

    Inizia una sequenza di brillanti rincorse, tra un riferimento e l'altro, agli universi letterari e cinematografici che fanno da base al lavoro di Westwood Studios. È possibile visitare alcuni dei luoghi più iconici del film: dalla disturbante abitazione di Sebastian, piena di giocattoli che sembrano vivi, fino alle piramidi della Tyrell Corporation, tutte le location proposte risultano fedeli alla loro controparte vista al cinema. Con un tocco in più, naturalmente, perché la possibilità di attraversarle e di interagire con i loro abitanti, nonché di scoprire i loro angolini più nascosti è una vera e propria gioia per gli appassionati. Originale e ben realizzata la scelta di far dipanare la storia in parallelo rispetto a quella del Blade Runner Rick Deckard (interpretato al cinema da Harrison Ford): i giocatori più attenti potranno addirittura vedere Deckard in una delle scene del gioco, ma non vi facciamo ulteriori spoiler per non rovinarvi le sorprese.

    Purtroppo, gli sviluppatori non riuscirono ad aggiudicarsi i diritti sulla colonna sonora cinematografica firmata dall'indimenticabile Vangelis, da poco scomparso ma il compositore Frank Klepacki fece un lavoro egregio nel ricostruire quel tessuto sonoro, soffuso ed elegante, che aveva caratterizzato la pellicola di Scott.

    Risultano tutt'oggi brillanti le interpretazioni di parte del cast del film: diversi attori, tra cui Sean Young (nei panni della splendida replicante Rachael) e William Sanderson (il già citato Sebastian) prestarono le loro voci per le loro controparti videoludiche. Menzione d'onore per l'incredibile voice acting di James Hong, che torna a vestire i panni del bizzarro Chew.

    ...e la sua nuova avventura

    È più che legittimo domandarsi se abbia senso rigiocare, oggi, la versione rimasterizzata di un'avventura grafica ormai un po' datata. Certo, Blade Runner era il fiore all'occhiello di Westwood Studios nell'ormai lontanuccio 1997, ma avrà retto la prova del tempo? La risposta è un po' particolare: mentre le meccaniche di base del videogioco continuano a incantare, alcune scelte della Enhanced Edition non ci hanno convinto del tutto. Gli sviluppatori avevano adottato alcune soluzioni interessanti per incrementare il fattore di rigiocabilità del titolo.

    Innanzitutto, la natura di alcuni personaggi chiave - umani o androidi - viene decisa all'inizio della partita, e naturalmente non è rivelata dal giocatore, che può utilizzare l'iconico test Voigt-Kampff in determinate situazioni. Ciò influenza l'andamento dell'avventura, che presenta innumerevoli variabili a seconda dell'ordine in cui si portano avanti le indagini di McCoy, e delle combinazioni di avvenimenti che vengono quindi a verificarsi. In secondo luogo, non c'è una sola strada per arrivare alla soluzione dei misteri del gioco e proseguire nelle investigazioni: Blade Runner non prende per mano il giocatore ma ne rispetta l'intelligenza, permettendogli di agire in piena libertà. Certo, l'assenza di guida ha anche delle controindicazioni. Può capitare infatti di ritrovarsi bloccati ma normalmente basta parlare di nuovo con i personaggi incontrati o ripercorrere le ambientazioni per trovare un indizio fondamentale, oppure per sbloccare una conversazione o una location. Un consiglio: salvate spesso, perché Blade Runner sorprende i giocatori con alcune situazioni non proprio tipiche di una compassata avventura punta e clicca.

    Il nostro investigatore viene più volte assalito dai replicanti, specialmente nelle ultime fasi dell'avventura. Può inoltre capitare di dover fuggire alla svelta da situazioni potenzialmente mortali, o di ritrovarsi in difficoltà con il farraginoso sistema di puntamento della pistola in dotazione al Los Angeles Police Department. Perdere i progressi fatti potrebbe rivelarsi anche un bene, permettendoci di compiere scelte diverse o di esplorare altrove, e la grande varietà di situazioni rende la morte di McCoy poco frustrante, certo, ma i limiti del gunplay sono evidenti e non sono stati risolti in questa Enhanced Edition.

    La storia dei cacciatori di androidi convince quindi anche nella sua versione videoludica, oltre che in quella letteraria e cinematografica. Abbiamo anche parlato delle migliorie grafiche, che però non stravolgono l'estetica dell'opera originale, anzi: l'approccio di Nightdive Studios è estremamente conservativo, e il risultato finale è senz'altro meno spettacolare di quello raggiunto dagli sviluppatori in Quake Remastered (la nostra recensione di Quake Remastered è a un click di distanza).

    I modelli dei personaggi, composti da voxel, mantengono tutta la loro rudimentalità, nel suggestivo quadro di fondali prerenderizzati pieni di fascino, ma in alcuni casi risultano appiattiti e resi fin troppo omogenei dai filtri applicati per migliorare le texture.

    Oggi come nel 1997, poi, trovare gli indizi più minuti nelle schermate è una vera sfida: i detective sono però aiutati dal cambio di colore del cursore, che diventa verde quando si trova su un punto d'interesse, e rallenta il suo movimento. Non sempre ciò è sufficiente, e in alcuni casi - specialmente se si utilizza Nintendo Switch in modalità portatile - i dettagli vanno persi... Proprio come lacrime nella pioggia, è il caso di dirlo.

    Se è comprensibile la scelta di non agire con mano pesante sull'estetica originale del gioco, meno giustificabile è il rinnovamento dell'interfaccia KIA, che raccoglie gli indizi messi insieme dal nostro Blade Runner. KIA è semplicemente non navigabile: manca del tutto di chiarezza, e trovare un oggetto o un particolare spezzone di conversazione è una missione impossibile.

    E qui arriviamo al tasto più dolente in assoluto: la localizzazione. Blade Runner Enhanced Edition mette a disposizione dei giocatori i sottotitoli - prima assenti - ma lo fa inserendoli all'interno di riquadri dall'estetica così povera da sembrare dei placeholder.

    È possibile selezionare la lingua italiana, ma la traduzione è incompleta: l'interfaccia KIA e tutti gli indizi ivi riportati sono rimasti in inglese, così come le opzioni selezionabili quando si parla con i vari personaggi presenti nelle ambientazioni.

    Senza contare clamorosi errori di traduzione letterale delle espressioni idiomatiche, pezzi di frasi mancanti e, in generale, una scarsa cura per l'ortografia. Speriamo che la localizzazione riceva delle future patch, perché il pubblico italiano merita qualcosa di meglio.

    Blade Runner Enhanced Edition Blade Runner Enhanced EditionVersione Analizzata Nintendo SwitchGiudicare Blade Runner Enhanced Edition è un lavoro difficile. Se è vero che i trailer di comparazione con la grafica della versione originale avevano mostrato un approccio molto fedele, più di ricostruzione ed esaltazione delle atmosfere losangeline che di vera e propria revisione, non si possono non notare diversi difetti che pregiudicano il risultato finale. L’interfaccia e i sottotitoli sono totalmente da rivedere, per non parlare della imperdonabile traduzione in lingua italiana, tra le peggiori che abbiamo avuto occasione di vedere in ambito videoludico; inoltre, il lavoro di restyling, per quanto volontariamente aderente all’estetica del titolo del 1997, avrebbe potuto (e forse dovuto) tentare di rendere più leggibili determinate situazioni ed elementi a schermo. Il lavoro fatto da Nightdive Studios è quindi, tutto sommato, marginale, e anzi le aggiunte - l’interfaccia rinnovata e i sottotitoli - risultano senza dubbio male implementate. Fatte tutte queste doverose premesse, riteniamo che Blade Runner Enhanced Edition sia un acquisto imprescindibile per tutti gli appassionati di fantascienza e, in particolare, per coloro che amano gli universi - letterari e cinematografici - sorti dai lavori di Philip Kindred Dick: il racconto ordito da Westwood Studios e riportato a nuova vita da Nightdive Studios offre nuovi spunti per comprendere la Los Angeles distopica del 2019 e i suoi abitanti. Complici un prezzo accattivante - 9.29 € nello store Nintendo - e una longevità stellare (per completare una run si impiegano mediamente dalle 4 alle 6 ore, ma i possibili finali sono ben 13), Blade Runner Enhanced Edition risulta un prodotto di sicuro interesse per chi vuole (ri)scoprire su PC, Nintendo Switch, console PlayStation o Xbox un’avventura punta e clicca di certo non perfetta, ma piena di fascino.

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