BlazBlue Cross Tag Battle: Recensione del nuovo picchiaduro di Arc System Works

Dopo aver riscosso un notevole successo con Dragon Ball FighterZ, il team Arc System Works torna ad occuparsi di uno dei suoi franchise più famosi.

recensione BlazBlue Cross Tag Battle: Recensione del nuovo picchiaduro di Arc System Works
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  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • ArcSystem Works continua a sfornare giochi di combattimento a un ritmo incredibile, a volte innovando, a volte abbandonandosi al puro riciclo. Il crossover tra le saghe di BlazBlue, Persona, UNIEL e RWBY mischia entrambi gli approcci, tentando al tempo stesso di abbassare ancora la barriera d'ingresso per i neofiti dei picchiaduro. Un'operazione interessante e utile alla community, che però rischia di arrivare a un punto di non ritorno poco gradito agli appassionati. Se da una parte è vero che ampliando l'utenza l'intero genere andrà incontro a una crescita numerica capace di coinvolgere eventi, tornei e montepremi, dall'altra l'eccessiva semplificazione rischia di allontanare gli appassionati di esport e di competizioni di alto profilo. D'altra parte, con un gioiello come Dragon Ball FighterZ già attivo sul fronte dell'eSport, l'arrivo di un gioco più leggero ha tutto il senso del mondo, soprattutto su una piattaforma come il Nintendo Switch.

    A prova di bambino

    Con DragonBall FighterZ ArcSystem aveva trovato l'equilibrio perfetto tra l'accessibilità per le nuove leve e la profondità per i professionisti del laboratorio.

    La struttura di gioco, gli input delle mosse e le possibilità di sperimentazione con la creazione bilanciata di squadre da 3 elementi erano tali da permettere a tutti di iniziare a giocare senza grossi sforzi, segnando al tempo stesso un netto divario tra i principianti e gli esperti. Con Cross Tag Battle i neofiti del genere hanno vita ancora più facile grazie a un sistema di controllo basato su cinque tasti (uno per gli attacchi veloci, uno per gli attacchi potenti, uno per i colpi Clash e due per i vari tipi di tag), a cui si aggiungono le combo automatiche, i classici movimenti direzionali per le mosse speciali e una manciata di combinazioni ti coppie di tasti. Rispetto a Dragon Ball la collaborazione tra i membri del team è ancor più dinamica e rappresenta il fulcro attorno a cui si sviluppano le battaglie. In questo gioco di combattimento, infatti, il riempimento delle barre per le mosse speciali e per le azioni in tag è così rapido da garantire una sinergia costante tra i lottatori, rendendo ogni sfida dinamica e spettacolare. Gli assist possono essere usati per uscire dalla pressione o per prolungare le combo, ma la natura a squadre dell'opera lascia spazio a molti altri approcci interessanti. È perfino possibile, a patto di aver caricato le risorse necessarie, chiamare in causa entrambi i combattenti nello stesso momento, per creare combo complesse e costringere l'avversario a difendersi dal doppio degli attacchi nello stesso momento. Una volta perso il compagno di squadra, poi, è possibile attivare per 15 secondi un potenziamento che migliora i danni, permette di recuperare parte dell'energia persa, aumenta le possibilità di concatenare le mosse speciali e sblocca la tecnica instant kill tipica di BlazBlue e Guilty Gear. Quello che il titolo toglie alla manualità lo aggiunge con le meccaniche, garantendo uno stile di gioco versatile e malleabile sia in attacco che in difesa.

    Una storia improbabile

    Come da tradizione, anche questo picchiaduro ArcSystem Works offre una modalità storia lunga e corposa. Affrontandola si ha la possibilità di provare gradualmente i vari personaggi del cast, seguendone le avventure grazie a una serie di dialoghi interamente doppiati (in inglese o giapponese) e affiancati da gradevoli illustrazioni fisse.

    Esattamente come accadeva in Persona 4 Arena, però, anche in questo caso la verbosità di alcune sequenze e la lentezza della narrazione rende difficile l'apprezzamento di simile modalità, complice - d'altronde - una sceneggiatura non certo da Oscar. Se in Dragon Ball FighterZ salvava tutto la presenza di un nuovo personaggio e di una trama in linea con quella dei classici OVA della saga di Toriyama, nel caso di Cross Tag Battle ci troviamo di fronte a una secchiata di assurdità pensata per giustificare l'incontro di eroi appartenenti a universi differenti.

    La fiera del riciclo?

    Fin dall'uscita del primo trailer è stato difficile non vedere questo titolo come il tentativo di ArcSystem di sfruttare il materiale presente nel suo archivio di sprite 2d. Dopo gli sforzi, artistici ed economici, fatti per creare serie visivamente eccellenti era un peccato non riutilizzare tutto ciò che era stato prodotto. Ecco quindi che è nato questo Cross Tag Battle, che rispolvera le vecchie strategie di Capcom per dar fondo a tutte le risorse rimaste a fare la muffa nell'armadio aziendale. Per indorare la pillola è stata aggiunta al cocktail la serie di RWBY, i cui personaggi sono stati realizzati da zero con la solita cura maniacale che contraddistingue lo studio giapponese.

    Etichettare l'opera come una semplice operazione di riciclo, però, non renderebbe giustizia al lavoro svolto sul fronte ludico. Come già specificato, pad alla mano Cross Tag Battle offre un'esperienza divertente, raffinata e sotto molti aspetti sperimentale, lasciando trasparire il desiderio costante di ArcSystem di mettersi alla prova con un genere spesso troppo conservatore. Questa volta, lo ha fatto contenendo i costi di produzione.

    Un online consolidato

    Quando si parla di gioco online i picchiaduro di ArcSystem Works salgono in cattedra. Anche in questo caso l'esperienza in rete risulta fluida contro giocatori geograficamente non troppo distanti tra loro e presta il fianco a qualche critica quando si incontrano avversari connessi dall'America, dall'Asia o dotati di connessioni a carbone. Anche qui ritroviamo le piacevoli lobby già viste in Guilty Gear e Dragon Ball, con la possibilità di personalizzare il proprio avatar acquistando modelli 3d di ogni tipo con la valuta del gioco. Le nostre impressioni si basano sulle prove effettuate sia prima del lancio che dopo il day one. Cross Tag Battle non vanta la stessa popolarità di Dragon Ball, motivo per cui i giocatori connessi contemporaneamente non sono mai troppi. Questo da una parte rappresenta un vantaggio, permettendo ai server di lavorare senza carichi eccessivi, ma dall'altra riduce il numero di avversari, a discapito della competizione.

    Guida all'acquisto

    La versione SwitchSu Nintendo Switch il gioco gira fluido e senza incertezze, esattamente come su PlayStation 4, garantendo un'esperienza analoga a quella della console Sony sia in modalità portatile sia in quella docked. La differenza principale è legata alla comodità dei comandi. Se con il controller Pro e con l'arcade stick la situazione rientra nella normalità, con i due joycon aumentano le difficoltà di esecuzione delle combo più complesse. Si tratta di un compromesso inevitabile se si vuole godere del miracolo dell'esperienza portatile e non è nulla che non si possa risolvere con un po' di pratica nell'Allenamento. D'altra parte, in passato gli appassionati avrebbero dato un braccio per avere versioni portatili in tutto e per tutto fedeli alle controparti casalinghe. A qualcosa si deve pur rinunciare.

    Il desiderio di sperimentazione dimostrato dalla compagnia nipponica non si è fermato alle meccaniche di gameplay, ma ha cercato di toccare anche le formule di monetizzazione e di vendita dei contenuti. Pur non raggiungendo i livelli toccati da Capcom, che ha inserito gli escamotage dei free to play in giochi venduti a prezzo pieno, ArcSystem aveva in mente di portare al limite estremo il concetto di season pass e di personaggi a pagamento. Quando l'opera venne annunciata, infatti, il piano di pubblicazione prevedeva che circa la metà del roster dovesse essere comprata separatamente nonostante i 70 euro necessari per l'acquisto del gioco. Sebbene i 20 personaggi inizialmente disponibili garantissero abbastanza varietà per godere del titolo, tra quelli venduti separatamente c'erano molti beniamini delle rispettive community. Come era prevedibile, i giocatori hanno accolto male la notizia e la loro reazione è stata così violenta da spingere la compagnia a fare marcia indietro. La formula finale prevede due edizioni, la prima venduta a 39,99 euro e contenente i 20 personaggi base e il primo set di DLC, mentre quella da 54,99 racchiude tutti i personaggi scaricabili. Si tratta di due compromessi interessanti, che permettono a chi vuole il pacchetto completo di ottenerlo a un prezzo relativamente contenuto, mentre chi non è interessato ai personaggi aggiuntivi può scegliere l'opzione più economica.

    Segnaliamo infine la momentanea assenza dei testi in italiano, previsti da pQube e presenti nella descrizione del prodotto. Stando alle parole del distributore europeo, gli adattamenti in francese, spagnolo, italiano e tedesco arriveranno in seguito con una patch, presumibilmente entro la fine di luglio.

    BlazBlue: Cross Tag Battle BlazBlue: Cross Tag BattleVersione Analizzata Nintendo SwitchUn gioco di combattimento leggero e piacevole, pensato per i neofiti del genere che si avvicinano per la prima volta agli anime fighter. Nonostante l’eccessiva semplificazione gli utenti più smaliziati troveranno comunque abbastanza elementi da approfondire, soprattutto sul fronte delle meccaniche difensive. Si tratta di un piacevole cambio di direzione rispetto al mercato, che tende a valorizzare sempre di più la parte offensiva a discapito della varietà di opzioni in difesa. La grande mobilità generale e l’allungo notevole di alcuni personaggi (in particolar modo di quelli provenienti da UNIEL) trasforma gli incontri in intense battaglie di "poke" dalla lunga distanza, da convertire poi in combo letali grazie anche al contributo degli assist.

    7.5

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