Recensione Blazing Angels: Squadrons of WWII Recensione: battaglie tra i cieli

Ubisoft presenta le prime battaglie aeree next-gen

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Disponibile per
  • Xbox
  • Xbox 360
  • Wii
  • PS3
  • Pc
  • Premessa

    Il fascino delle battaglie aeree è stato sicuramente uno degli aspetti più inflazionati e variamente proposti nel mondo dei videogames; di indiscusso successo negli anni passati soprattutto grazie alla grafica bidimensionale (che ben si prestava al genere "sparatutto a scorrimento"), i giochi basati su questo concetto hanno raggiunto la definitiva consacrazione con l'introduzione delle tre dimensioni, divenendo sempre più complessi e spesso dedicati ad un pubblico di nicchia (non a caso le migliori produzioni vengono pubblicate quasi esclusivamente per Pc, supportate da manuali che sembrano testi universitari).
    Negli ultimi tempi sono tornati alla ribalta (con risultati altalenanti) gli sparatutto ambientati nei cieli dal timbro spiccatamente arcade, nei quali vengono assecondate più o meno tutte le componenti fisiche relative ai problemi del volo reale; tra questi come non menzionare il sorprendente e fantasioso Crimson Skies, ancora oggi molto giocato su Xbox live (sono passati anni dalla sua uscita) e probabilmente sempre il miglior esempio nel suo genere, oppure il meno pregiato Sercret Weapons Over The Normandy, più vicino al prodotto che andremo ad esaminare per via dell'ambientazione.
    Blazing Angels: Squadrons of WW 2 è un valido rappresentante di questo filone "alternativo", il cui unico scopo è divertire il giocatore immergendolo in epiche battaglie nelle quali per sopravvivere è necessario abbattere decine e decine di mezzi nemici (siano essi aerei, navali o di terra), in maniera spettacolare ed efficace grazie ad un sistema di controllo intuitivo ma con un piccolo tocco di personalità.
    Croce e delizia di questo titolo made in Ubisoft Romania è il fatto di essere il primo nel suo genere ad approdare su console di nuova generazione: riuscirà a strappare consensi nonostante l'interesse del pubblico verso questa tipologia di giochi sia tendenzialmente poco acceso?


    Tecnicamente parlando

    Le console di "vecchia generazione" sono una realtà tutt'altro che passata, ma le differenze così marcate che si percepiscono ad uno sguardo persino superficiale a favore delle produzioni per Xbox 360 lasciano intendere quali siano le potenzialità (espresse solo parzialmente in questi primi giochi) a favore del nuovo gioiello Micorsoft. Blazing Angels non sfugge a questa considerazione, surclassando dal punto di vista tecnico la versione per la sorella minore Xbox, valida anch'essa ma ben lungi dalla bontà delle ambientazioni, degli effetti e dei modelli next-gen.
    Il titolo Ubisoft ci trascina nel cuore della seconda guerra mondiale, proponendoci le più famose battaglie aeree (con qualche gradito extra) combattute durante il grande conflitto.
    Ciò che stupisce maggiormente è la cura per il dettaglio: l'immenso campo visivo che si staglia di fronte ai nostri occhi, la qualità degli effetti particellari a seguito dei bombardamenti, il numero spropositato di mezzi che si muove in ambienti splendidamente ricostruiti rendono l'esperienza avvincente e senza eguali per questo genere di giochi.
    Sorvolare Londra e abbattere BF-109 tedeschi che bombardano i punti nevralgici della città è emozionante, così come scortare decine e decine di bombardieri alleati che tentano di dare l'assalto finale alla flotta giapponese sui mari che costeggiano le isole Midway è assolutamente poetico (il tutto immerso in un tramonto che mozza il fiato).
    Ma tutto questo ha un prezzo: purtroppo il framerate nei momenti più concitati perde qualche colpo; nulla di preoccupante, poiché nel complesso ci troviamo di fronte ad un prodotto fluido, ma quando capita non si può che storcere il naso pensando alle potenzialità della console su cui sta girando il gioco.
    Inoltre non tutti i mezzi e gli edifici sono realizzati con la medesima cura: se da una parte, ovviamente, ci sono gli oltre 40 modelli di aerei riprodotti alla perfezione (fedeli agli originali nel minimo dettaglio), dall'altra troviamo veicoli di terra abbastanza grossolani e soprattutto truppe dotate di animazioni ridicole che si muovono a destra e a manca come fossero in preda ad un esorcismo.
    Menzione a parte la meritano imbarcazioni come incrociatori e portaerei: finalmente si possono bombardare e silurare delle navi modellate come ci si aspetterebbe da un titolo di attuale distribuzione. Non più poliedriche scatolette galleggianti, ma solide corazzate dotate di tutti i dettagli del caso. Nulla da eccepire anche per quanto concerne la visuale d'insieme delle città: Londra, Berlino e Parigi sono ricostruite egregiamente ed è facile riconoscere i monumenti più famosi (la Tour Eiffel spicca in tutto il suo splendore); stesso discorso vale per porti, aeroporti ed installazioni nemiche in generale, realizzati con attenzione e quasi completamente disintegrabili.
    Gli aspetti meglio riusciti riguardano gli effetti particellari e l'illuminazione: il bagliore provocato dalle esplosioni, i densi fumi che fuoriescono dai mezzi e dagli edifici danneggiati a seguito del nostro passaggio oscurano il cielo e rendono l'immenso campo di battaglia verosimile e ricco di pathos.
    Ciò che risulta discutibile è la scelta dei programmatori di segnalare ogni mezzo amico e nemico con degli indicatori bidimensionali (rossi per i nemici, verdi per gli alleati), spezzando quella trama di realismo (intesa come visione d'insieme) che traspare in ogni ambientazione: sarebbe stato opportuno segnalare i singoli bersagli a seguito della pressione di un pulsante, o comunque concedere la possibilità di disabilitare tutte queste icone su schermo con un'opzione ad hoc. Malgrado queste piccole sbavature, dal punto di vista grafico è stato svolto davvero un buon lavoro: spezzare l'ala ad un bombardiere nemico e vederlo precipitare in mare (bellissime le collisioni con l'acqua) mentre si avvita tra fumo, fiamme e pezzi che volano è una gioia per gli occhi che tutti gli amanti del genere dovrebbero provare.


    Anche l'audio è molto curato e se si dispone di un impianto dolby digital 5.1 si possono apprezzare ancor più distintamente gli splendidi effetti sonori mutuati direttamente dai cannoni, dalle mitragliatrici e dai motori dei velivoli originali; poderose esplosioni, sinistri sibili di bombe, siluri e razzi che procedono inarrestabili verso i loro bersagli ed un'epica colonna sonora (forse un po' troppo ripetitiva in alcuni frangenti, ma comunque gradevole da ascoltare) concludono il positivo "patrimonio sonoro" di questo Blazing Angels. Di qualità altalenante il doppiaggio in inglese (il gioco comunque dispone di sottotitoli in italiano), poiché i protagonisti della storia ed i nemici stessi sono stati dotati di una personalità eccessivamente marcata, quasi caricaturale, che stona un po' troppo con la natura drammatica delle missioni da compiere. In particolare il terzetto che ci accompagna in battaglia è talmente ben inquadrato che sembra di aver a che fare con i personaggi di un cartone animato: Frank è il duro della situazione e in ogni intervento non manca di sottolineare quanto abbia voglia di ridurre in brandelli i piloti nemici, Tom è il saggio, mentre Joe è "l'anima candida", inesperto ed insicuro. Ovviamente ai fini del gioco vero e proprio ciascuno di loro possiede delle qualità fondamentali (di questi wingmen parleremo più approfonditamente nel paragrafo dedicato al gameplay) ma le loro personalità contrapposte a quelle di giapponesi fissati con l'onore e di tedeschi che in 2 frasi su 3 farfugliano sulla potenza della grande Germania rendono le continue conversazioni radio più ilari che drammatiche.

    Gameplay


    La natura arcade del titolo targato Ubisoft Romania è evidente sin da primissimi istanti di gioco: dopo pochi minuti, infatti, si riesce a governare il proprio aereo senza nessuna difficoltà e ad eseguire anche le manovre più improbabili (spesso al limite della realtà fisica) in maniera semplice ed intuitiva.
    Capitolo comandi: con lo stick analogico di sinistra si eseguono beccheggio e rollio, mentre con il destro si imprime potenza al motore, si ruota e premendolo verso l'interno si attiva il fuoco secondario (siluri, bombe, razzi e fotografie per le missioni di ricognizione); con LB si controllano i carrelli, A e B gestiscono gli indicatori sui bersagli nemici, il trigger di destra è destinato al fuoco primario (cannoni e/o mitragliatrici) mentre quello di sinistra blocca la visuale sul bersaglio selezionato: trovata originale che compensa in parte la mancanza di una visuale interna (ne è disponibile solo una in terza persona che inquadra da dietro il nostro velivolo, comunque efficace), molto scenografica e spesso ispiratrice di manovre azzardate per godersi al meglio alcuni dettagli dell'ambiente circostante e del nostro aereo.
    Il supporto dei wingmen di cui abbiamo parlato in precedenza viene completamente controllato tramite la pressione della croce digitale sul pad: premendola in su i 3 compagni manterranno alternativamente la formazione, attaccheranno ogni nemico nelle vicinanze o provvederanno a difenderci; premendola a sinistra si richiederà il supporto di Joe, il meccanico di turno che ci darà consigli su come riparare il nostro mezzo (in pratica Joe ci indicherà una sequenza di tasti da premere ed in caso di riuscita il nostro aereo tornerà magicamente come nuovo). Premendo la croce direzionale verso il basso si attiva Tom, un esperto pilota che farà concentrare su se stesso, per un breve periodo, il fuoco dei piloti nemici che abbiamo alle calcagna. Infine premendo la croce direzionale verso destra si attiva quel pazzo scatenato di Frank, il rambo della situazione che annienterà qualunque bersaglio gli indicheremo.
    Questo gioco di squadra è avvincente ma spesso un po' troppo sbilanciato in favore del giocatore, anche perché i 3 wingmen sono immortali (tranne che in alcune brevissime fasi espressamente dedicate alla loro difesa) ed il loro supporto eccessivamente benefico. Durante le 18 missioni che compongono la campagna single player principale non mancheranno comunque sessioni di gioco piuttosto ostiche, e soprattutto ottenere la valutazione di asso, vincere tutte le medaglie e conseguentemente sbloccare gli obiettivi previsti per questo valido sparatutto sono impresa tutt'altro che semplice.
    Fiore all'occhiello del titolo Ubisoft è la sezione multiplayer via Xbox Live, che ricorda i fasti delle avvincenti sfide sul sempreverde Crimson Skies, ampliandone il concetto grazie all'aggiunta di divertentissime modalità a squadre (fino a 16 giocatori) e alla possibilità di giocare varie missioni della campagna in cooperativa fino a 4 giocatori.
    Oltre ai classici deathmatch tutti contro tutti o a squadre è possibile impegnarsi in missioni di difesa/attacco molto varie e ben progettate: tra di esse ricordiamo per esempio la "kamikaze", nella quale dobbiamo difendere la nostra base dagli attacchi suicidi degli Zero giapponesi, la "cerca e distruggi" e "bombardamento".
    Interessante la possibilità di cooperare nella campagna aiutando attivamente i propri compagni: ricordate la sequenza di tasti da inserire in caso di danni al proprio velivolo? Bene, può capitare che un altro giocatore si trovi in difficoltà e richieda il nostro aiuto, starà a noi riparare il suo mezzo (se accettiamo la richiesta) inserendo la giusta sequenza di tasti che comparirà su schermo.
    Piccoli accorgimenti che fanno di questo Blazing Angels uno dei più bei giochi multiplayer disponibili sulla nuova console di casa Microsoft, consigliatissimo soprattutto se avete un gruppo di amici "online" amanti di questo genere.

    Blazing Angels: Squadrons of WWII Blazing Angels: Squadrons of WWIIVersione Analizzata Xbox 360Con questo prodotto Ubisoft Romania ha fatto sicuramente centro, ma se gli sviluppatori avessero curato un po’ di più l’aspetto storico (le battaglie si susseguono una dopo l’altra presentate solo da una brevissima scenetta d’introduzione), la serietà delle conversazioni via radio dato il contesto drammatico della situazione, e la selezione degli aerei con relative spiegazioni (in realtà una modalità “hangar” esiste ma è troppo poco curata) sicuramente ci troveremmo di fronte a qualcosa di più che ad un buon gioco. Grazie alla superlativa modalità multiplayer via Xbox Live, all’aspetto tecnico all’avanguardia (peccato per quei cali di framerate e qualche modello di “contorno” un poco datato) e ad una giocabilità semplice e divertente probabilmente sono state gettate le basi per una serie di successo. Nella speranza che in un ipotetico Blazing Angels 2 vengano sistemati questi piccoli difetti godiamoci le più avvincenti e scenografiche battaglie aeree mai apparse su console!

    7

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