Recensione Blazing Angels: Squadrons of WWII

Angeli della seconda guerra mondiale

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  • Xbox
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Pc
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    Al lancio sul mercato mondiale del rivoluzionario Wii, Ubisoft si è prodigata nel presentare una vasta gamma di titoli che sfruttassero appieno le potenzialità della nuova console Nintendo. Lo spara-tutto dalle tonalità nipponiche “Red Steel” e il party-game di “Rayman Raving Rabbids” hanno fatto guadagnare notevoli punti alla casa di sviluppo e pubblicazione di Montreal, anche se sono stati accompagnati da una serie di prodotti mediocri e poco adatti alle aspettative del pubblico videoludico, desideroso di innovazione. Tra queste prime proposte Ubisoft, si attendeva anche l’uscita di un certo “Blazing Angels”, diretto erede Nintendo dell’omonimo simulatore di volo che un anno prima aveva visto la luce su XBox360, il quale attraverso il controller wireless avrebbe dato l’avvio ad un nuovo modo di concepire i giochi di pilotaggio. Anche se con un notevole ritardo, il simulatore di combattimenti aerei è finalmente giunto su Wii. E' valsa veramente la pena di aspettare così tanto?

    Gli angeli di Dunkirk

    La violenta espansione verso est del Reich nazista preoccupa gli animi dell’esercito americano. Taluni volontari partiranno, quindi, alla volta dell’Inghilterra per supportare gli Alleati nelle battaglie di contenimento dirette contro i tedeschi. Tra questi, un aviatore inizierà proprio in Europa una guerra che il suo paese vedrà nel vivo solo qualche anno più tardi: durante una semplice sessione di addestramento, i cieli sorvolati dal militare americano verranno ricoperti da aerei tedeschi, prossimi a bombardare con un blitz la vicina base aerea alleata. Proprio qui lo yankee conoscerà Joe, esperto di motori e meccaniche dei velivoli da combattimento, con l'aiuto del quale riuscirà a fronteggiare il nemico respingendo l’offensiva. Quella coraggiosa operazione, tuttavia, sarebbe stata nulla se il mito non fosse cresciuto in seguito insieme agli impavidi Tom e Frank, altri “angeli” che si unirono al duo di piloti. Nacquero così le leggende che solcarono i fumosi cieli della seconda guerra mondiale. Nacquero i temuti angeli di Dunkirk.

    Joe! I comandi non rispondono!

    Con “Blazing Angels” si è voluto ritornare ancora una volta indietro nel tempo per sfruttare un soggetto parecchio fortunato nel mondo dei videogiochi: la seconda guerra mondiale. Tuttavia questa volta l’interesse si allontana dalle strategie alla “Panzer Tactics” e dall’azione alla “Soldier of fortune”, in favore della simulazione di combattimenti aerei in cui il giocatore controllerà direttamente un singolo velivolo e indirettamente le tattiche assunte da altri piloti aggregati alla formazione di volo.

    Molti dei titoli usciti per Wii in questa sua prima generazione di Software cercano di dimostrare che il remote control facilita notevolmente la gestione e la manovrabilità della telecamera e del personaggio, sia nei giochi in prima che terza persona. Escludendo da quest’analisi i puzzle-game e i giochi basati su puntatore, è ovvio che il movimento libero del controller stesso per effettuare azioni in gioco aggiunge non soltanto praticità, ma anche nuove opzioni e variabili all’interno dell’esperienza. La proposta Ubisoft per Wii qui recensita dimostra palesi problemi proprio per quanto concerne il controllo di base, nonostante la suddetta semplicità di gestione.
    Durante ogni missione di “Blazing Angels” il giocatore potrà assumere il controllo di un aereo da combattimento e governarne l’andamento attraverso l’utilizzo combinato del remote control e del nunchuk. Quest’ultimo, per l’appunto, regolerà il movimento della punta del mezzo (spostando fisicamente il nunchuk in alto o in basso) o delle sue ali permettendo la virata (torcendo il controller); portando lo stick analogico in avanti sarà possibile effettuare accelerazioni, il caso contrario prevede invece una decelerazione; sempre attraverso lo stick sarà data l’opportunità al giocatore di cambiare obiettivo. I vari bottoni sono suddivisi in tre categorie in base al loro utilizzo: per l’attacco primario con le mitragliatrici e per il secondario (bombe, razzi e affini) sono stati adibiti rispettivamente i tasti Z e C, i pulsanti direzionali controllano le abilità dei gregari, mentre la visuale viene gestita dai tasti A (il quale centra la telecamera sull’obiettivo selezionato) e 1 (con il quale è possibile accedere ad una vista in prima persona all’interno dell’abitacolo).
    Quelli descritti sono i comandi basilari, reimpostabili dalle opzioni presenti nel menu principale. Come si è potuto notare dalla descrizione appena fatta, nonostante sia data al giocatore la facoltà di scegliere il modo con cui pilotare il proprio aereo (anche utilizzando il solo telecomando Wii), la distribuzione dei comandi è piuttosto caotica e confusionaria e, soprattutto, poco adatta per i destrorsi. Spesso accade, ad esempio, che nell’accelerazione o nella decelerazione venga cambiato involontariamente l’obiettivo precedentemente selezionato; non meno fastidiosi e inutili sono le variabili sulla visuale: infatti, centrare l’obiettivo fa sì che la telecamera ruoti disorientando il giocatore, e lo scorcio disponibile dall’interno del velivolo, per quanto realistico, è sommario e di difficile gestione. Tutto questo concorre nel dimostrare come “Blazing Angels” non riesca a sfruttare in maniera ordinata le capacità del remote control, limitando di molto l’esperienza di simulazione.

    Cloche e pop-corn

    L’andamento delle singole missioni certamente può risultare di gran qualità per gli appassionati della storia dei conflitti del ‘900, data l’interessante trama della modalità campagna che rievoca le più importanti battaglie della seconda guerra mondiale: dal D-Day all’attacco a Pearl Harbor, fino alla liberazione di Parigi. All’inizio di ogni livello il giocatore avrà a disposizione un certo numero di aerei tra cui selezionare quello da utilizzare in combattimento. La scelta non è soltanto stilistica: infatti, ogni velivolo dispone di caratteristiche diverse suddivise fondamentalmente per manovrabilità, velocità, accelerazione, potenza di fuoco e struttura; capire quale mezzo utilizzare di missione in missione non è cosa semplice, poiché il giocatore non sarà informato di quale sia il proprio compito prima dell’inizio dell’operazione stessa, e non sono di alcun vantaggio le scene animate di interludio. Fortunatamente le variabili degli aerei da combattimento riducono la loro importanza ai livelli più alti dove conterà la sola abilità del giocatore.
    Ogni qual volta che l’aereo si ritroverà in volo affronterà incarichi che riguardano per lo più la distruzione di aerei o unità di terra nel minor tempo possibile, cercando di non farsi abbattere dall’artiglieria nemica. Non vi è puntamento automatico, quindi la pazienza e la mano ferma vanno per la maggiore. Il giocatore sarà supportato nei suoi doveri dall’ausilio di un radar e da una freccia rossa sulla schermata principale che indica la posizione degli obiettivi prescelti. Lo stato della carrozzeria verrà indicato da un apposito misurino che aggiornerà il giocatore (anche grazie al cambiamento della grafica dello sprite dell’aereo) sull’ammontare di danni inflitti dal fuoco nemico.
    Come si è detto precedenza, l’aviatore yankee sarà affiancato da altri tre alleati: Joe, Tom e Frank. Questi, in gioco, piloteranno insieme al giocatore altri velivoli da combattimento. Con la pressione del tasto direzionale superiore sul telecomando Wii sarà possibile riordinare i gregari in formazione o indurli all’attacco nelle azioni più concitate. Ognuno di questi tre piloti, poi, possiede un particolare talento, richiamabile dal leader attraverso i restanti tasti direzionali: Tom distrarrà i nemici in coda all’aereo del protagonista, Frank attaccherà un obiettivo prestabilito fino alla sua distruzione e Joe aiuterà nel porre rimedio ai guasti causati all’aeroplano del capitano; in questo ultimo caso verrà presentata una sequenza di tasti e se il giocatore sarà abbastanza abile da premerli tutti in tempo riuscirà a sanare i danni subiti.
    Al termine di ogni missione, verrà assunto un compenso in base al grado di successo dell’operazione. Sarà così garantito l’accesso all’utilizzo di nuovi aerei e alle medaglie al merito collezionabili nell’apposita sezione dedicata al profilo del giocatore. Indiscutibile, a tal proposito, è la qualità del dettaglio storico a cui Ubisoft si è rifatta per ricostruire i 46 modelli di velivoli da combattimento disponibili.

    Altri modi per combattere gli Stuka

    Al termine dell’avventura principale, che porterà via un discreto numero di ore, sarà possibile intraprendere alcune minicampagne, in cui il giocatore potrà impegnarsi in altre piccole missioni non previste dalla storia prima. Questa opzione si va ad aggiungere all’arcade (in cui il giocatore dovrà sconfiggere orde di nemici in un tempo limitato) e al “duello” (dodge-fight contro un singolo asso dei cieli) per poter prolungare l’esperienza di gioco al di fuori della campagna in singolo. Le sezioni dedicate al multiplayer sono ricche e ben organizzate, anche se limitate a soli due giocatori per volta (manca la “sovrappopolata” versione online predisposta dalla XBox360); saranno quindi disponibili scontri diretti o modalità di gioco in cooperativa, nelle quali i due giocatori potranno affrontare insieme singole missioni della campagna principale o cercare di prevenire assalti nemici (anche kamikaze!) attraverso raid aerei o bombardamenti.

    È un aereo quello?

    La componente grafica è stata ridotta all’osso. Escludendo il già lodato lavoro di sviluppo nella fase che ha interessato la riproduzione storica dei velivoli da combattimento, la quasi totale assenza di scene animate e la grezza semplicità degli scenari lascia i più con l’amaro in bocca, insoddisfatti dalla mancanza di quel qualcosa che dia una dimensione reale alla simulazione di volo. Senza dubbio gli interessantissimi interludi tra missioni, in cui si vedranno le azioni tattiche militari più note della seconda guerra mondiale tramite una mappa e miniature tridimensionali, accresceranno la conoscenza storica dell’utente, ma non faranno sì che “Blazing Angels” sia ricordato per la sua spettacolarità estetica. La console Nintendo su cui viene montato il titolo non è stata creata per supportare texture dettagliatissime o effetti grafici sensazionali, ma il lavoro della Ubisoft sembra andare anche al di sotto delle potenzialità del Wii stesso: basti pensare alle animazioni degli aerei nelle scene più caotiche, in cui il frame-rate tende a scendere in maniera sensibilmente fastidiosa, e alla grafica delle unità di terra, così piccole e carenti di dettaglio tanto da dover strizzare gli occhi per focalizzarle. Ancor meno studiata e lavorata è la concezione degli scenari, che, con la loro eccessiva omogeneità di colore, spesso indurranno il giocatore al disorientamento: preparate quindi il paracadute perché quella linea verde che vedete potrebbe non essere un bosco, ma una collina su cui presto vi schianterete!

    Blazing Angels: Squadrons of WWII Blazing Angels: Squadrons of WWIIVersione Analizzata Nintendo WiiIl diretto discendente dell’arcaico “Pilotwings” sembra non aver reso giustizia alle potenzialità della console per cui è stato sviluppato. Infatti, le maggiori pecche di “Blazing Angels” fanno riferimento proprio al sistema di controllo confusionario o comunque limitante, nonostante sia ormai chiaro come il maggior interesse nello sviluppo di un titolo per la rivoluzionaria console Nintendo si debba proprio incentrare sull’uso combinato del remote control e del nunchuk. Ubisoft sembra, quindi, aver perso quella carica creativa che l’aveva distinta al lancio del Wii. Indubbiamente il suo lavoro non è da scartare a priori, ma certamente il fatto che sia il primo tentativo di simulatore di volo attraverso un sistema di controllo totalmente nuovo non è indicativo di un buon inizio. Vedremo di cosa sarà capace il suo più pacato successore “Wing Island”, che tuttavia sembra già deludere i videogicatori d’oltremare.

    6.5

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