PSVR

Blood & Truth: recensione dell'esplosivo shooter per PSVR

Blood & Truth travolge i sensi dei giocatori con un tripudio di sparatorie ed esplosioni, e si conferma uno dei titoli più interessanti del catalogo PSVR.

Blood and Truth
Recensione: Playstation 4 Pro
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Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • In principio c'era London Heist, probabilmente la più brillante tra le esperienze incluse nel pacchetto di VR Worlds. Trenta minuti scarsi che riassumevano alla perfezione la trascinante cafoneria action dei migliori film di Guy Ritchie: un pub malfamato immerso nella penombra stantia dell'East End, un capobanda vestito come il cugino "elegante" di Testarossa Polford di Snatch, e gli immancabili russi a fare da bersaglio per le imprese criminali di un allegro gruppetto di avanzi di galera. Praticamente la quintessenza del gangster movie all'inglese.

    Tra una scena e l'altra, perfettamente coerenti col contesto, c'erano anche alcune delle sequenze action più esaltanti di sempre, manifestazione poligonale di tutto il selvaggio potenziale della realtà virtuale applicata allo shooting di razza. Un tesoretto creativo troppo prezioso per essere abbandonato, troppo promettente per rimanere confinato tra le esperienze di quella che, a conti fatti, era solo una grande tech demo.
    Un parere senza dubbio condiviso anche da Sony e London Studio, che con Blood & Truth hanno voluto trasformare quell'assaggio in un'abbondante degustazione di piombo bollente, dando corpo da un vero e proprio "action flick" videoludico. Un proposito decisamente ambizioso, anima creativa di un titolo che, malgrado qualche piccolo inciampo, si conferma all'altezza delle aspettative.

    Dai vicoli dell'East End ai grattacieli della City

    Malgrado le origini "cockney" del progetto, la direzione narrativa intrapresa dal team di Londra segue però un filone diverso, cercando un difficile compromesso tra le atmosfere scanzonate di Lock and Stock e quelle più serie degli ultimi James Bond.

    Meno "crime story di quartiere" e più intrigo internazionale, la sceneggiatura di Blood & Truth si avvicina così ai canoni tipici di una produzione action hollywoodiana, abbracciandone con efficacia gli stilemi tipici a scapito, forse, di un po' di quell'identità puramente "british" che contribuiva a rendere London Heist un prodotto unico. Il protagonista è Ryan Marks, un ex SAS tornato in patria dopo l'improvvisa morte del padre, boss di una dei clan più eminenti della criminalità londinese. Neanche il tempo di asciugarsi le lacrime e Ryan si ritrova coinvolto in una battaglia senza quartiere con Tony, un altro dei pezzi grossi della malavita locale, determinato a requisire in punta di proiettile il giro d'affari dei Marks. Un affronto cui l'allegra famigliola risponderà con l'indulgenza di un plotone d'esecuzione, seminando morte e distruzione tra le file dell'organizzazione di Tony. Un conflitto che ben presto coinvolgerà fazioni e interessi ben più oscuri, trascinando Ryan in una spirale di violenza e vendetta. Onde evitare spoiler molesti, non ci azzardiamo ad anticiparvi nient'altro sull'intreccio di Blood & Truth, che propone al pubblico una storia tutto sommato piacevole e ben scritta, che si muove tra dialoghi efficaci e scelte registiche in linea con le ambizioni "filmiche" del progetto.

    Va però detto che non sempre il ritmo della narrazione si accorda perfettamente con le necessità ludiche della produzione, e capita talvolta di assistere a sequenze "statiche" inutilmente prolisse, che diluiscono l'esperienza in maniera un po' forzosa e mostrano il fianco con qualche inconsistenza evidente. In altri momenti, di contro, il racconto pare subire un'accelerazione improvvisa, lasciando al giocatore la sensazione di essersi perso per strada qualche tassello importante.

    Per quanto sostanzialmente lineare, la sceneggiatura scorre però senza particolari inciampi fino all'inevitabile confronto finale, che apre a un cliffhanger forse fin troppo sfacciato. Sì, manca un po' il sottobosco criminale sporco e cattivo della Londra di The Getaway (qui trovate la recensione di The Getaway), sacrificata in favore di una "patinatura" più al passo con i tempi, ma la composizione narrativa fa il suo dovere. Anche perché la campagna si presta più che bene alle esigenze del gameplay, che rimane il cuore pulsante dell'esclusiva PSVR.

    John McClane chi?

    Quando le chiacchiere lasciano il posto a un coro di voci balistiche, e il nostro avatar è libero di lanciarsi in accorati assoli calibro .45, ecco che Blood & Truth mostra il suo profilo migliore, modellato da London Studio come un'evoluzione del gunplay di London Heist. In tutta onestà è difficile riportare alla mente un titolo VR, almeno su PlayStation 4, in grado di suscitare gli stessi picchi di travolgente esaltazione, a riprova dell'ottimo lavoro svolto dallo studio sul versante dello shooting puro e duro.

    Impugnando i due Move, sistema di controllo d'elezione per il titolo, piantare pallottole in corpo ai nemici è un'esperienza eccezionalmente appagante, che asseconda in pieno gli istinti dei tiratori. Allineare le tacche metalliche con la testa dei nemici, osservarne i movimenti attraverso un mirino olografico o inquadrarli al centro di un'ottica di precisione sono gesti naturali che i controller assecondano senza grossi cedimenti o imprecisioni, alimentando un senso di presenza che amplifica a livelli tantrici il godimento scatenato da ogni colpo a segno. Sensazioni che accompagnano il giocatore a prescindere dall'arma scelta, che si tratti di un potente revolver, di una Glock a ripetizione o di una scalciante mitraglietta. Si tratta chiaramente di un gameplay che non punta in alcun modo al realismo, ma che piuttosto tende ad assecondare in pieno le aspettative di quel pubblico cresciuto a pane e Arma Letale.

    Azione al cardiopalma anche con il DualShock 4 Sebbene il gioco sia chiaramente pensato per dare il meglio di sé quando si utilizza una coppia di controller Move, il DualShock 4 rimane comunque unopzione alternativa più che accettabile. Anche in questo caso il sistema di mira risulta generalmente preciso e affidabile. Bisogna però tenere a mente che in questo caso i giocatori non potranno utilizzare due armi separatamente, e saranno quindi costretti a puntare sempre un singolo bersaglio. Una scelta forzata che però, come intuibile, sottrae allHaposazione parte della sua forza trascinante.

    L'obiettivo - raggiunto - è quello di far sentire l'utente come il più cazzuto degli action hero, con la complicità di meccaniche accessorie tanto sopra le righe quanto stimolanti. Col triangolo, tanto per dirne una, potrete far roteare la vostra spara-proiettili con l'arroganza di chi considera un massacro solo un'altra giornata di lavoro, o alternativamente decidere di lanciare in aria un caricatore e, dopo aver dispensato un po' di morte, intercettarlo al volo con l'impugnatura dell'arma, magari attivando (con la pressione simultanea dei due tasti Move) la modalità slow motion. Questa si dimostra particolarmente utile nelle sparatorie più concitate, sebbene il livello di difficoltà medio non si faccia mai particolarmente ostico, anche per assecondare le sensazioni di cui sopra. Vale la pena di precisare che, durante le nostre peregrinazioni letali, non abbiamo rilevato alcun problema di tracking che non fosse legato al nostro setup, anche in condizioni che generalmente mettono a dura prova i sensori di PSVR.

    Allineando i due Move per imbracciare un'arma lunga con entrambe le mani, ad esempio, non noterete particolari tentennamenti del sistema di mira, mentre la maggiore stabilità del fucile vi garantirà una maggiore precisione.

    Un vantaggio che potrete ottenere anche avvicinando i due controller impugnando una singola pistola, prima di lanciarvi in imprese assassine alla John Wick.
    La buona varietà delle bocche da fuoco rende inoltre particolarmente gustosa l'opzione "dual wielding" che, in cambio di un po' di precisione, vi permetterà di esibirvi in coreografie mortali degne del miglior John Woo.

    A rendere la routine omicida ancor più "fisica" e accattivante ci sono poi dinamiche come quella alla base del sistema di ricarica, che richiede di portare la mano al petto per raccogliere una clip da inserire prontamente nell'arma in uso, che può essere riposta alla bisogna in una delle fondine da fianco (nel caso le pistole), o su ciascuna delle spalle. Azioni che diventano automatiche dopo aver seminato una manciata di bossoli, istintive come i movimenti per nascondersi dietro una copertura di fortuna, allontanando lo sguardo dai proiettili in arrivo. Su queste note, ci dispiace confermare una delle poche debolezze riscontare durante i nostri precedenti incontri col gioco, legate a meccaniche di spostamento che non si sposano particolarmente bene col ritmo forsennato degli scontri. Col pulsante centrale dei Move è infatti possibile passare da una copertura all'altra, seguendo un tracciato fatto di "hotspot" distribuiti con una certa generosità in giro per i livelli, mentre i tasti frontali permettono di compiere piccoli spostamenti laterali verso i margini di ogni barriera.

    Come anticipato (qui la nostra ultima anteprima di Blood and Truth), però, il ritmo dei movimenti risulta eccessivamente compassato e innaturale, specialmente quando ci si trova sotto il fuoco incrociato di una torma di accaniti scagnozzi. Un discorso che possiamo facilmente estendere anche alle traiettorie seguite dall'inquadratura, prive di incertezze e oscillazioni che rendano realmente credibili gli spostamenti. Si tratta probabilmente di una soluzione scelta per ridurre al minimo l'insorgenza di motion sickness, che però spezza in maniera piuttosto netta l'immersività dell'azione.

    Non a caso le sequenze più adrenaliniche e trascinanti sono proprio quelle "su rotaia", quando la piena interattività lascia il posto a una corsa a perdifiato che, in genere, sfocia in momenti altamente coreografici. Sì, perché spedire al creatore una banda di motociclisti vomitando piombo dal sedile di una sfrecciante fuoriserie rimane un'esperienza galvanizzante, così come saltare di tetto in tetto regalando viaggi all'altro mondo a tutti i presenti.

    Varietà e gioia per i sensi

    Se i difetti del sistema di movimento influiscono negativamente sul senso di presenza del giocatore, gli sviluppatori si sono adoperati per arricchire il paniere delle interazioni ludiche con tutta una serie di azioni che contribuiscono alla diversità situazionale di Blood & Truth.

    Per procedere verso l'obiettivo ci sarà spesso richiesto di scovare oggetti nello scenario, scassinare porte o sabotare pannelli elettronici, completando minigiochi e semplici puzzle che, seppur ben realizzati, verso la fine dell'avventura avranno ormai perso gran parte della loro freschezza. Tutto considerato, però, la varietà complessiva si attesta comunque su buoni livelli, complice una messa in scena sapiente e ben orchestrata, che rimescola le carte in tavola per restituire vigore a dinamiche ormai routinarie. Quando muovere i controller per raggiungere la cima di una scala o di un'impalcatura sarà ormai diventato un gesto quasi meccanico, un guizzo della sceneggiatura arriverà puntualmente ad offrirvi un nuovo brivido, magari costringendovi ad afferrare al volo un appiglio dopo aver attraversato in corsa la finestra di un palazzo. Non mancano poi fasi stealth basilari ma funzionali, oltre a un campionario di momenti orgogliosamente sopra le righe, come quando sarete chiamati ad affrontare una schiera di balordi con una mano sulla pistola e l'altra sui dischi di una postazione da DJ.

    Un assortimento la cui efficacia viene sostenuta dai meriti di un level design di gran qualità, che porta su schermo una buona gamma di location caratterizzate in maniera sostanzialmente impeccabile, in linea con i pregi di un comparto tecnico che raggiunge vette inedite su PSVR. Texture, shading, illuminazione, riflessi ambientali, modellazione poligonale e animazioni (benedette da un ottimo mocap) segnano tutti nuovi standard di eccellenza per la realtà virtuale di PlayStation, specialmente quando il visore è collegato a una PS4 Pro.

    Merita sicuramente una menzione anche l'ottimo comparto sonoro, che appaga le orecchie con un'effettistica di livello. La scelta dei brani che compongono l'accompagnamento musicale non è altrettanto valida, sebbene la colonna sonora si accordi comunque piuttosto bene con le necessità ritmiche del gameplay. Buono il doppiaggio italiano, per quanto le sfumature "brit" dell'originale diano all'avventura un colore assolutamente speciale. Anche in termini di longevità, parliamo di un prodotto piuttosto atipico per gli standard delle produzioni disponibili per il visore di Sony, che può tranquillamente offrire tra le 6 e le 8 ore di divertimento battagliero. La presenza di collezionabili sparsi in giro per le ambientazioni (alcuni meravigliosamente auto-citazionisti) rappresenta poi un buon incentivo alla rigiocabilità, anche perché scovarli vuol dire accumulare punti utili per sbloccare nuove modifiche per l'arsenale nel rifugio del protagonista, che può essere ulteriormente rinfoltito completando sfide e guadagnando punti.

    Presente anche una manciata di sfide a tempo, che richiede di completare brevi percorsi di allenamento inanellando colpi di precisione su bersagli in rapida successione.

    Blood & Truth Blood & TruthVersione Analizzata Playstation 4 ProA partire dalle basi creative gettate con quel piccolo gioiello VR che era London Heist, il team britannico di PlayStation è riuscito a mettere insieme un’avventura dai tratti cinematografici che fa della frenesia balistica il suo principale punto di forza. Il sistema di shooting di Blood & Truth rappresenta infatti il punto più alto mai raggiunto dal genere su PSVR, e regala al pubblico sequenze galvanizzanti che trasudano stile e adrenalina da tutti i pori. Oltre i limiti del reticolo di puntamento, l’impasto ludico del gioco inoltre offre al pubblico una buona dose di varietà, tra sequenze stealth ed efficaci variazioni sul tema dell’assalto armato. L’unico vero neo sul fronte del gameplay è rappresentato da un sistema di spostamento eccessivamente compassato e innaturale, che spezza un po’ l’immersività dell’esperienza. Anche il comparto narrativo mostra qualche piccolo ma significativo cedimento, sebbene la qualità generale della scrittura si dimostri in grado di sostenere più che degnamente l’impianto ludico. Complessivamente, però, Blood & Truth si conferma come uno dei titoli più interessanti del catalogo PSVR, nonché un’esperienza imperdibile per gli amanti degli action movie di razza.

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