Bloodstained Ritual of the Night Recensione: il degno erede di Castlevania

Al termine di una lunga campagna Kickstarter, Bloodstained giunge finalmente su console e PC recuperando l'eredità di Castlevania.

Bloodstained Ritual of the Night
Recensione: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Ci sono voluti ben cinque anni, ma alla fine Bloodstained: Ritual of the Night è finalmente disponibile. Stiamo parlando di uno dei tanti progetti nati su Kickstarter, grazie all'amore dei fan orfani della propria serie preferita, passato poi nelle mani di un publisher e, dopo una lunga serie di problemi e disavventure, approdato sugli scaffali dei negozi. In un periodo storico in cui Konami non aveva idea di come sfruttare le proprie IP, dopo una collaborazione lunga una vita, Koji "IGA" Igarashi ha abbandonato la nave, senza però rinunciare al sogno di creare un nuovo gioco in grado di ereditare tutte le meccaniche che hanno consegnato alla storia il nome di Castlevania.

    La campagna su Kickstarter ha ottenuto 5.545.991 dollari grazie all'intervento di 64.867 donatori (tra cui il sottoscritto), raggiungendo tutti gli obiettivi aggiuntivi previsti dalla raccolta fondi. Sarà valsa la pena di attendere tanto a lungo, soprattutto considerando il gran numero di metroidvania che al momento convivono su tutte le piattaforme in circolazione? Scopriamolo insieme.

    Cristallizzato nel tempo

    Il primo avvio di Bloodstained è l'equivalente di un viaggio nel tempo. Lanciando il gioco, infatti, si rivivono immediatamente le sensazioni provate anni fa con i vecchi capitoli di Castlevania, in particolar modo con sua maestà Symphony of the Night e con i migliori episodi usciti su Nintendo DS.

    La corsa svogliata del personaggio principale, i salti fluttuanti che lasciano sempre sperare di poter raggiungere piattaforme fuori portata per un soffio, la schivata all'indietro con cui uscire dal raggio degli attacchi nemici, gli elementi delle ambientazioni che se distrutti elargiscono energia magica e denaro: se nella vostra carriera di giocatori avete avuto almeno una volta a che fare con Castlevania (magari in occasione della recente raccolta per l'anniversario di Konami o nell'edizione Requiem) vi sentirete subito a casa, nonostante l'assenza di Dracula, dei Belmont e di altri elementi tradizionali della serie gotica per eccellenza. IGA non ha voluto rinunciare a nulla di ciò che caratterizzava i suoi vecchi lavori. L'esplorazione delle ambientazioni e la conformazione della mappa sono la copia carbone di ciò che abbiamo vissuto mille altre volte. Perfino la posizione degli scrigni, dei segreti dietro alle pareti da distruggere, delle piattaforme e delle varie tipologie di nemici, ricordano da vicino la storica serie Konami.

    È quindi naturale sentire subito il bisogno di sperimentare le armi disponibili, alla ricerca di quella più vicina a un vecchio amore nostalgico. Se siete fan dei primissimi Castlevania, opterete subito per la frusta, mentre se venite da Symphony of the Night, proverete prima i vari tipi di spade. Ci sono anche le armi pesanti (spadoni e lance), e nel corpo a corpo i calci si sostituiscono ai pugni a base di Cestus.

    A questo si vanno ad affiancare le abilità speciali di Miriam, l'eroina a cui spetta il difficile compito di non far rimpiangere tanti eroi epici del passato. Nell'Inghilterra del 1.700, un gruppo di alchimisti, spaventato dall'inesorabile avanzata della scienza, decide di evocare i demoni nel mondo terreno. Per farlo si affida a dei sacrifici umani preparati appositamente.

    Miriam è uno di questi, un essere nato dall'alchimia, in grado di assorbire dei cristalli magici per assimilarne il potere e usarlo a piacimento. Dopo essere caduta in un sonno incantato per 10 anni, la protagonista si risveglia nel bel mezzo del piano di vendetta di Gebel, uno dei sacrifici umani miracolosamente sopravvissuto al rituale. Il viaggio dovrà essere affrontato allo scopo di porre un freno alle mire di Gebel, scoprendo nel frattempo la verità dietro all'alchimia e a un libro misterioso.

    Eliminando le creature che infestano le ambientazioni del gioco si possono collezionare i rispettivi cristalli, che sbloccano di volta in volta abilità e attacchi magici da sfruttare per proseguire nell'avventura. La meccanica dei cristalli è molto simile a quella delle anime di Castlevania: Dawn of Sorrow, uscito nel 2005 per Nintendo DS: oltre a funzionare a meraviglia, crea dipendenza nei collezionisti compulsivi, spingendoli a trovare tutti gli esemplari per puntare all'ambito 100%. Anche le abilità trasudano Castlevania da ogni dove. Ci sono le ossa da lanciare in una traiettoria ad arco, i pipistrelli da scagliare verso il nemico, i cani demoniaci e delle sfere liquide fin troppo simili alla cara vecchia acqua santa. Le varie meccaniche di gioco sbloccate nel corso dell'esperienza risultano insomma piuttosto classiche, eppure si rivelano capaci di creare un'alchimia sempre divertente e appagante.

    Anima GDR

    I riferimenti al passato di IGA non si limitano alla struttura della mappa e al sistema di combattimento. In Bloodstained è infatti presente una forte impronta ruolistica che va ad arricchire un'avventura a base di esplorazione, piattaforme e combattimenti. Ogni oggetto da equipaggiare è dotato di statistiche che influenzano l'attacco, la difesa e gli attributi di Miriam.

    In alcuni casi sono presenti anche bonus o penalità da tenere sempre sotto controllo per creare la build più adatta alle proprie esigenze. Spesso l'oggetto migliore non è quello con le statistiche più alte, ma quello con i bonus adeguati alle specifiche situazioni. Per affrontare un boss che si affida agli attacchi infuocati, ad esempio, un'armatura con la protezione dalle fiamme sarà la scelta migliore. Lo stesso accade con le armi e con i cristalli: il gioco permette di creare (dopo aver sbloccato l'apposita abilità) diverse configurazioni selezionabili tramite la semplice pressione del grilletto sinistro, così da gestire al meglio l'ampio ventaglio di combinazioni possibili.

    In questo modo si può variare rapidamente strategia anche mentre si svolge un combattimento, dettaglio molto utile sia durante gli scontri con i boss sia quando si affrontano più avversari contemporaneamente. Ogni nemico ha infatti punti deboli e attacchi differenti e qualora trovaste la strategia più adatta per ogni mostruosità, renderete l'avanzamento indubbiamente più abbordabile. A questo si aggiungono l'alchimia e la cucina, grazie alla quale si possono sintetizzare oggetti, potenziare i cristalli, scomporre i doppioni inutili e preparare deliziosi manicaretti.

    Questi elementi, insieme alla possibilità di modificare l'aspetto del personaggio dopo aver incontrato l'apposito PNG, inseriscono ulteriore spessore alla formula di gioco, lasciando ampi margini per la sperimentazione e la personalizzazione. Nonostante l'anima antiquata, Bloodstained è un gioco capace di sorprendere l'utente con regolarità. Lo fa sia con l'aggiunta costante di nuovi elementi di gameplay (tra cui i libri che forniscono utili potenziamenti, o le abilità ottenute dai boss, indispensabili per procedere nel gioco) sia con piccole sorprese capaci di lasciare a bocca aperta (quando vi imbatterete in un pianoforte vi invitiamo a interagirvi, possibilmente non da soli...). Con un po' di impegno, inoltre, è possibile raggiungere zone segrete apparentemente inaccessibili. Si tratta di dettagli che denotano la sconfinata passione di IGA e il suo desiderio di soddisfare i fan che gli hanno dato fiducia su Kickstarter.

    I segni del tempo

    Se dal punto di vista ludico Bloodstained è perfettamente in grado di reggere il confronto con altri ottimi esponenti del genere, lo stesso non si può dire della realizzazione tecnica generale. I modelli poligonali della protagonista e degli altri "attori" principali sono realizzati con una discreta cura, ma quelli dei numerosi PNG incontrati durante l'avventura sono grezzi e poco animati.

    Particolari come i polsi o le mani, i classici punti deboli dei modelli poco rifiniti, sono esemplificativi di tutti i problemi che hanno flagellato la nascita del gioco, tra cambi di sviluppatori e pesanti modifiche alla direzione artistica. Altrettante ombre si proiettano sulla caratterizzazione del bestiario: per anni Castlevania ha riciclato le stesse creature, arricchendo di capitolo in capitolo la propria fauna di nuovi mostri da affrontare.

    Privato di un database costato anni di lavoro, IGA si è dimostrato incapace di dar vita a un nuovo immaginario altrettanto potente. Le creature che Miriam deve affrontare sono generalmente poco ispirate e a volte raggiungono picchi di raro disagio. Quando all'interno di un meraviglioso castello in rovina ornato da ciclopiche colonne di marmo colorato abbiamo dovuto affrontare gatti giganti dotati di un paio di corna demoniache, abbiamo faticato a riprenderci dal disappunto (e a contenere le risate).

    A questo si aggiungono dei bug e qualche imperfezione: nel nostro caso non ci siamo imbattuti in problemi particolarmente gravi, ma non abbiamo apprezzato qualche compenetrazione di troppo con gli elementi dei fondali e con alcuni dei boss più grandi. Ricordiamo che è fondamentale iniziare la partita dopo aver installato la patch già disponibile, senza la quale un problema al sistema dei loot impedisce di ottenere oggetti indispensabili per procedere nell'avventura.

    Fortunatamente, dove l'aspetto visivo non riesce a lasciare il segno interviene una colonna sonora che sembra uscita direttamente da quelle degli episodi precedenti. Per ovvi motivi mancano i brani storici che ancora oggi ci accompagnano in cuffia, ma le nuove composizioni ne riprendono lo spirito alla perfezione.

    Bloodstained Ritual of the Night Bloodstained Ritual of the NightVersione Analizzata PlayStation 4Bloodstained: Ritual of the Night è tecnicamente grezzo ed è rimasto saldamente ancorato a meccaniche di gioco che i metroidvania più recenti hanno saputo svecchiare. Nonostante questo, una volta iniziata l’avventura di Miriam e superata la prima parte a bordo della nave, faticherete a staccarvi dal controller. I ritmi di gioco sono ben gestiti e la giusta distribuzione dei boss tiene a bada la ripetitività. A volte vi ritroverete a vagare per la mappa senza capire cosa fare, salvo poi notare un dettaglio fondamentale per proseguire. In quei momenti, il senso di soddisfazione e appagamento che proverete ripagherà tutti i vostri sforzi. Per portare a termine l’avventura sono necessarie circa 12 ore, ma il gioco presenta finali multipli, oltre a mettere a disposizione modalità extra come le speed run, la battaglia contro i boss e l’immancabile New Game +. L’attesa di chi ha supportato il progetto fin dalla raccolta fondi su Kickstarter è dunque stata ripagata. Nonostante la saturazione del mercato dei metroidvania, la proposta old school di Bloodstained può soddisfare tanto gli orfani di Castlevania quanto le nuove leve che non hanno mai sentito parlare della leggendaria famiglia Belmont.

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