Book of Demons Recensione: il diablo like cartaceo arriva su PS4

Dopo l'esordio su PC, il particolare hack 'n' slash di Thing Trunk arriva nella softeca di PlayStation 4. Pronti a sconfiggere di nuovo i demoni?

recensione Book of Demons Recensione: il diablo like cartaceo arriva su PS4
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • A rinfrancare lo spirito dei più nostalgici amanti degli Hack ‘n' slash, dalle profondità dell'inferno sbarca su PS4 Book of Demons, prima fatica del team indipendente Thing Trunk. Pilastro dell'iniziativa Return 2 Games, il cui proposito è quello di riproporre in 7 titoli le esperienze videoludiche che hanno segnato i rampanti anni ‘90, la filosofia di questo Diablo-like si impone di semplificare e condensare gli stilemi tipici del genere per rendere il gameplay al contempo accessibile ai giocatori alle prime armi e sfidante per i veterani della categoria, non lesinando quando necessario qualche spruzzo di modernità. Un nobile compromesso con intenti anche dichiaratamente divulgativi che tuttavia, come vedremo appresso, non centra pienamente il suo obiettivo.

    Il Maligno si è risvegliato... anche qui

    Qualcosa minaccia la tranquillità del villaggio del Cartoverso. Nei profondi anfratti della spettrale cattedrale che troneggia al di sopra della uggiosa cittadina, dei rituali dissacranti hanno evocato in questo universo a forma di diorama il Signore delle Tenebre, gettando la povera popolazione nella disperazione e nel terrore. Anche noi eravamo una volta abitanti di questo angolo di paradiso.

    Tornati dalle nostre prodezze eroiche, scopriamo che il luogo che ci ha donato i natali ha bisogno del nostro aiuto: quale migliore occasione per mettere alla prova le nostre abilità? Armati di coraggio e risolutezza, un passo dopo l'altro dovremo discendere nei maledetti sotterranei della chiesa per confrontarci e sconfiggere il Re dei Demoni, il quale ci attende nel suo regno infuocato mentre fa un bagno di lava in compagnia di una temibile paperella dal collare borchiato, sicuro della riuscita del suo mefistofelico piano.
    Sebbene la narrazione non sia delle più originali ed ispirate, riesce comunque a rappresentare con la giusta ottica l'ambientazione in cui ci immergeremo, strizzando l'occhio alla lugubre atmosfera dei vecchi Diablo di Blizzard Entertainment ma reinterpretandola in chiave canzonatoria. Complice anche una direzione artistica deliziosa che narrerà gli eventi come se fossimo sprofondati in un libro pieno di diorama, il team Thing Trunk si è dimostrato capace, seppur molto timidamente, a dare colore e personalità all'universo di Book of Demons, compensando una trama non proprio entusiasmante.

    Hack ‘n' Slash di cartone... con le carte

    Come ogni Hack ‘n' Slash che si rispetti, anche Book of Demons ci offrirà la possibilità di utilizzare tre diverse classi, ciascuna con le proprie caratteristiche ed il proprio modo di approcciarsi alla battaglia. Se all'inizio avremo a disposizione solo il duro Guerriero che predilige gli scontri ravvicinati, una volta conquistato il livello 5 sbloccheremo anche le due restanti classi, rappresentate dal Ladro e dal Mago. Mentre il primo è più agile ed adopererà l'arco per uccidere i nemici dalla distanza, il secondo sfrutterà in maniera più approfondita le magie elementali e le evocazione di minions.

    Anche qui avremo il corrispettivo della Tristram di Diablo, ossia un quartiere generale popolato da NPC che ci aiuteranno offrendoci i loro servigi. Oltre all'emblematico chierico che si occuperà delle nostre ferite ripristinando completamente punti vita e punti magia, a rimpinguare la nostra schiera di aiutanti saranno una gentile locandiera, il saggio del villaggio ed una misteriosa chiromante venuta da un regno lontano.

    Ciascuna di queste personalità avrà un ruolo fondamentale nel curare la progressione ruolistica del giocatore. La proprietaria della locanda metterà a disposizione un calderone magico dentro cui verranno gettati tutti i bonus e boost casuali che troveremo nelle nostre scorribande per i sotterranei della Cattedrale e che potremo recuperare ogni volta che usciremo vittoriosi dai piani del labirinto. Questa gentilezza tuttavia non sarà gratuita, in quanto frugare nella pentola costerà ogni volta una determinata quantità di denaro, il cui prezzo aumenterà progressivamente ad ogni utilizzo. Il saggio del villaggio invece terrà traccia di ogni mostro che elimineremo come un vero e proprio bestiario vivente, ma avrà anche l'importante funzione di identificare le carte che troveremo nei dungeon e sbloccare, dietro pagamento, gli slot abilità.

    Infine, la chiaroveggente avrà un ruolo fondamentale nel potenziare l'armamentario del personaggio, dato che affideremo a lei tutto ciò che riguarderà l'evoluzione delle card in nostro possesso.Modalità di giocoBook of Demons ci introdurrà nel suo diabolico regno con una campagna di cui potremo scegliere il grado di difficoltà. Una volta completata la campagna principale, che non occupa più di 8-10 ore, avremo la possibilità di gettarci nella modalità libera in cui saremo liberi da ogni vincolo e potremo farmare liberamente i nostri loot per diventare sempre più potenti. Se saremo invece alla ricerca di un percorso più infame, potremo fare la pazzia di gettarci nella modalità roguelike ed assaggiare il brivido di una eventuale permadeath.
    Interessante è l'impiego di una tecnologia di programmazione chiamata Flexiscopio, che ci permetterà di modulare le nostre run nei sotterranei della Cattedrale a seconda del tempo che vorremo dedicare.

    Il sistema delle carte costituisce un aspetto fondamentale del game design di Book of Demons, grazie al quale verrà permesso al giocatore di personalizzare il proprio gameplay. Esse si suddividono in tre categorie: magia, artefatto ed oggetto. Lungi dall'essere un'esperienza ludica basata sulla costruzione di un mazzo di carte sulla falsariga di Slay the Spire, questi tre gruppi rappresentano la tipologia di funzioni che avremo a disposizione per delineare la nostra strategia di gioco. Le carte magia sono infatti le abilità fisiche o magiche che potremo equipaggiare per incrementare l'armamentario a disposizione contro gli origami demoniaci della Cattedrale. Le carte artefatto ci concederanno invece vari buff permanenti a patto di impegnare parte del nostro mana massimo fintanto che lo terremo attivo in uno slot. Infine, le carte oggetto fungeranno da consumabili per ripristinare le statistiche o eventuali status alterati. La loro particolarità è di avere un numero finito di cariche che, tuttavia, potranno essere ripristinate pagando un prezzo in denaro.

    Come è stato accennato, ciascuna di questo genere di power up potrà essere migliorato dalla nostra fida cartomante attraverso l'impiego di carte potenziamento che oltre al mero incremento parametrico dei danni, potranno aggiungere altre migliorie. La ricerca di nuove card e materiali per potenziarli costituirà, da buon Diablo-like, il cuore dell'esperienza endgame di Book of Demons.

    Insieme alla progressione basata sul loot, sarà presente anche il consueto sistema di livelli da gioco di ruolo che oltre ad incrementare le statistiche di base ci metterà di fronte ad una interessante scelta. Ci sarà data infatti la possibilità di scegliere se aumentare i nostri punti ferita o punti magici e, a seconda delle decisione che faremo, il power up scartato verrà messo nella pentola della locandiera, dandoci la chance di recuperarlo qualora riuscissimo ad uscire indenni dal labirinto.

    Un dungeon crawler su binari

    Purtroppo, le dinamiche di gameplay rappresentano la parte più debole dell'economia ludica di Book of Demons, complice anche il porting su PS4 che ha costretto all'abbandono di mouse e tastiera.

    Il sistema di movimento è stato infatti costruito per incardinare il personaggio su dei binari prestabiliti che, sebbene non riducano troppo il senso di esplorazione dei dungeon procedurali, frustrano in maniera davvero opprimente il senso di dinamicità e scioltezza che ci si aspetterebbe da un hack ‘n' slash. Per lo stesso motivo l'interazione con i nemici risulta altalenante, dato che molto spesso risulterà eccessivamente macchinoso evitare frecce e magie avversarie, soprattutto in scenari concitati. Anche la misura delle distanze risulta poco precisa, dal momento che non è facile capire quando siamo nella portata di attacco di un mostro che agisce solo con abilità ravvicinate.

    Ad aggravare la situazione contribuisce un sistema di controlli non efficace: l'impiego dell'analogico destro come puntatore e sistema di agganciamento rende difficile mantenere la giusta precisione, ma le maggiori criticità si riscontrano nell'utilizzo delle nostre abilità. Benché sia possibile navigare rapidamente tra gli slot delle barra carte con i tasti L1 ed R2, già l'impiego di più di tre abilità risulterà troppo farraginoso e dunque nel complesso poco appagante. A tal proposito è stato introdotto un menu radiale per una selezione più rapida del nostro armamentario che, sebbene renda il processo meno frustrante, spezza quel senso di concitazione che si dovrebbe aspettare da un hack ‘n' slash ispirato a Diablo.

    Book of Demons Book of DemonsVersione Analizzata PlayStation 4Nonostante il pregevole intento divulgativo dei Thing Trunk attraverso la loro iniziativa Return 2 Games, il porting su console di Book of Demons ha complessivamente indebolito la sua fruizione. Eccessivamente ingessato per un hack ‘n’ slash, trova i punti di forza nella propria direzione artistica ed in un endgame il cui game loop funziona ma che difficilmente verrà sviscerato dai consumatori più avidi del genere che si sentiranno troppo ingabbiati in un sistema di controlli poco immediato ed appagante. Al netto delle sue mancanze, Book of Demons rimane comunque un prodotto dignitoso per i neofiti che vogliono avvicinarsi alla tipologia di giochi in stile Diablo.

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