Borderlands 3: Armi, Amori e Tentacoli, la recensione del secondo DLC

A pochi mesi di distanza dal primo pacchetto di espansione arriva il secondo DLC di Borderlands 3. Siete pronti per il matrimonio dell'anno?

recensione Borderlands 3: Armi, Amori e Tentacoli, la recensione del secondo DLC
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  • A qualche mese dall'assalto al casinò di Jack il Bello, vero e proprio monumento all'avidità corporativa nonché ambientazione del primo DLC di Borderlands 3, Gearbox ha da poco pubblicato Armi, amore e tentacoli, seconda tappa del Season Pass del suo looter shooter intergalattico. Dopo aver scacciato a suon di pallottole la lunga ombra del CEO dell'Hyperion, momentaneamente archiviato alla voce "andato ma mai dimenticato", è giunto dunque il momento per una nuova avventura a base di frenesia battagliera e battute da spogliatoio, questa volta giustificata dall'approssimarsi di un lieto evento: il matrimonio tra Sir Hammerlock e la sua dolce metà.

    Un avvenimento che ci condurrà verso i confini dello spazio conosciuto, alla volta pianeta su cui aleggiano i perversi influssi di un'antica minaccia. Per quanto intriganti siano le premesse, però, questo secondo contenuto scaricabile non altera più di tanto gli standard qualitativi di un supporto post lancio ancora lontano dai livelli segnati dal precedente capitolo della serie.

    Invito a nozze con sorpresa

    Armi, amore e tentacoli si apre con un gradito invito a nozze: dopo aver forgiato il proprio amore a suon di sparatorie e drammi famigliari, Alistair Hammerlock e Wainwright Jakobs sono ormai pronti al "fatidico sì". Come nella migliore tradizione della saga, da sempre fulgido esempio di sobrietà e morigeratezza, la coppia ha dunque deciso di celebrare il proprio matrimonio in una location esclusiva e di gran gusto, benedetta da un clima di idilliaca serenità.

    Considerazioni da brochure turistica che, come potreste aver intuito, non offrono un quadro del tutto attendibile delle caratteristiche di Xylourgos, un ammasso di ghiaccio e disperazione collocato agli estremi margini della galassia. Qui si trova la Loggia, un' accogliente locanda gestita dal buon Mostruomo, un padrone di casa tanto ospitale quanto indubbiamente inquietante, che con melliflua cortesia ci supporterà nelle nostre avventure a tema matrimoniale. Dopo abbellito il salone della stamberga con una manciata di palloncini su suggerimento della Mechromante Gaige, wedding planner ufficiale della cerimonia, i preparativi per il grande evento ci portano a visitare la cittadina di Cursehaven, un ridente (si fa per dire) borgo gotico che ricorda da vicino l'amabile Innsmouth, cornice di uno dei più celebri racconti del maestro dell'orrore H. P. Lovecraft. Proprio le visioni dell'autore di Providence, opportunamente accordate con lo stile follemente sopra le righe di Borderlands, rappresentano la base tematica di una campagna che si muove fra sette macabre, bizzarre maledizioni e vagonate di piombo incandescente.

    Otto ore (il tempo necessario per consumare tutti i contenuti del pacchetto) che portano i giocatori a confrontarsi con mostruosità tentacolate e cultisti inferociti, col sostegno di un colorito cast di comprimari, tra investigatori dell'incubo dalla memoria corta e maestri della caccia in cerca di sfide mortali.

    Per quanto la durata della quest principale sia inferiore rispetto al precedente DLC (siamo sulle 4 ore), e non sempre altrettanto brillante in termini di trovate, le missioni secondarie contribuiscono ad alzare la qualità media dell'offerta con l'ausilio di una scrittura pungente e chiassosa, traboccante di umorismo macabro. Più in generale, la caratterizzazione dell'insieme risulta più evocativa e intrigante di quella del DLC d'esordio, grazie alla forza di questa improbabile commistione tra l'immaginario lovecraftiano e quello della saga di Gearbox.

    Non è morto ciò che in eterno può attendere

    A differenza del primo DLC (per approfondire vi rimandiamo alla recensione di Moxxi alla conquista dell'Handsome Jackpot), Armi, amore e tentacoli propone inoltre una progressione più uniforme ed efficace, sebbene la struttura degli incarichi non offra particolari variazioni rispetto ai canoni di Borderlands 3. Capita dunque di imbattersi in fetch quest non particolarmente stimolanti, e anche i boss non sono altro che "spugne da proiettili" con qualche sfumatura di terrore cosmico.

    Sfumature rese alla perfezione da una direzione artistica in grande spolvero, che infonde nel contenuto una mole abbondante di suggestioni da brivido, a braccetto con un level design che, seppur con qualche fluttuazione qualitativa, scandisce l'avanzamento con un buon numero di scenari carichi d'atmosfera e delle note di follia tipiche della saga.

    Parlando di follia, avremmo sinceramente gradito poter mettere le mani su qualche pezzo d'equipaggiamento a tema, come un bel fucile d'assalto ricoperto di raccapriccianti propaggini organiche o un revolver costruito con le ossa di un antico abominio dimensionale. In assenza di queste concessioni alla perversione balistica, abbiamo comunque potuto mettere le mani su un buon numero di bocche da fuoco nuove di pacca (e straordinariamente letali), assieme a una discreta quantità di skin e accessori piacevolmente orrorifici.

    Diversamente dal suo predecessore, inoltre, il secondo DLC di Borderlands 3 schiera in campo un nutrito manipolo di nemici inediti, tutti coerenti con le connotazioni tematiche della campagna. Nuove leve dotate di peculiarità che aumentano in maniera consistente la varietà degli scontri, tra negromanti capaci di evocare alleati spettrali, incantatori fluttuanti in grado di curare o potenziare i compagni, e demoni coperti di deformità assortite.

    Se queste aggiunte influiscono positivamente sul bilancio dell'esperienza, specialmente dal punto di vista del gameplay, anche questo secondo DLC si presenta al pubblico come un'espansione "quantitativa" senza particolari guizzi di originalità, proponendo routine che seguono fedelmente quelle del gioco base senza scossoni significativi. Il contenuto si allinea quindi con gli standard di un supporto post-lancio che, allo stato attuale, fatica a raggiungere i livelli - a tratti stellari - di quello del precedente capitolo di Borderlands. Detto questo, gli estimatori della scanzonata epopea intergalattica di Gearbox troveranno comunque in Armi, amore e tentacoli più di un motivo per continuare a premere convulsamente il grilletto, tra le maglie di un DLC capace di offrire dosi abbondanti di divertimento a cuor leggero.

    Borderlands 3 Borderlands 3Versione Analizzata PCIl secondo DLC di Borderlands 3 propone un'avventura carica di sfumature piacevolmente inquietanti, che porta i giocatori a difendere il buon esito di un matrimonio minacciato da una torma di orrori di stampo lovecraftiano. Influenze che si mescolano egregiamente con il canone d'insania tipico della serie, in un mix di stile, divertimento e sparatorie. Per quanto la durata della questiline principale sia tendenzialmente inferiore rispetto a quella di Moxxi alla conquista dell'Handsome Jackpot, la qualità dell'insieme risulta leggermente migliorata, con la complicità di una progressione più efficace e di qualche interessante aggiunta alle schiere nemiche. Armi, amore e tentacoli resta in ogni caso un'espansione "quantitativa" che non aggiunge nulla di veramente nuovo a una formula più che rodata, riproposta senza scossoni significativi. Al netto di queste considerazioni, la seconda tappa del Season Pass di Borderlands 3 si dimostra comunque capace di offrire otto ore di furore balistico e risate, tra le maglie di un DLC che, pur non raggiungendo i fasti del passato, risulta solido e godibile.

    7.3

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