Borderlands 3: Moxxi alla conquista dell'Handsome Jackpot, la recensione

Moxxi alla conquista dell'Handsome Jackpot è la prima espansione di Borderlands 3, scopriamo insieme come se la cava questo DLC.

recensione Borderlands 3: Moxxi alla conquista dell'Handsome Jackpot, la recensione
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Tra i tratti distintivi della saga di Gearbox, accanto a capisaldi come la presenza di "gazilioni di bocche da fuoco" e una quantità ciclopica di battute sconce, c'è senza dubbio la caratura di un supporto post lancio che, nei precedenti capitoli della saga, aveva contribuito ad arricchire l'immaginario di Borderlands con personaggi del calibro di Krieg lo Psycho. A questo proposito, la conferma che nessun nuovo Cacciatore della Cripta sarebbe stato aggiunto con i DLC di Borderlands 3 aveva in parte ridimensionato le aspettative degli appassionati, senza nulla togliere al potenziale di un universo narrativo traboccante di meravigliosi guizzi di follia. Un estro squilibrato che fa di Moxxi alla conquista dell'Handsome Jackpot un piacevole ritorno a casa, sebbene la prima delle avventure incluse nel Season Pass di Borderlands 3 rappresenti un esordio tutt'altro che stellare.

    La banda del buco

    Dopo aver pensionato definitivamente i gemelli Calypso, strappati a una fiorente carriera da influencer/tiranni intergalattici con l'ausilio di una tonnellata di piombo rovente, il primo DLC di Borderlands 3 propone al pubblico una nuova avventura totalmente slegata dalla storia principale del gioco, che vede il ritorno di uno dei volti più amati e odiati dell'universo narrativo creato da Gearbox: sua maestà Jack il Bello.

    Despota corporativo, fiero possessore di un pony di diamanti (l'indimenticabile Stallone da Culo) e noto psicopatico, il buon Jack continua a far danni incurante del suo status di "parco giochi per vermi", a riprova della clamorosa portata delle sue malefatte. La scelta di tirare nuovamente in ballo il miglior antagonista delle serie, assieme alla sempreverde e perennemente discinta Moxxi, è una concessione al fanservice assolutamente comprensibile: si tratta di due dei personaggi più iconici della saga, perfetti per allontanare il retrogusto un po' insipido lasciato da una campagna non proprio brillante. In Moxxi alla conquista dell'Handsome Jackpot ci ritroveremo quindi a varcare le porte di un casinò tra le stelle, reliquia del genio capitalistico (leggasi "talento per l'infamia") dell'ex CEO della Hyperion, che ha progettato la struttura come una sorta di prigione per i suoi danarosi avventori, con lo scopo di prosciugarli fino all'ultimo centesimo.

    A sette anni dalla dolorosa dipartita di Jack, questo crogiolo di bramosia e risentimento è ora pronto per accogliere un nuovo padrone, e Moxxi ha già in programma una riapertura in grande stile. Il nostro compito è ovviamente quello di favorire questa transizione seminando cadaveri e rottami tra le sale del casinò, nel tentativo di strappare il controllo del complesso dalle grinfie dell'avido Bel Faccino, a sua volta determinato a reclamare per sé l'eredità del suo vecchio datore di lavoro.

    Nel caso ve lo stiate chiedendo, sì, Bel Faccino è un nomignolo puramente derisorio, visto che il rivale di Moxxi ha il fascino di una discarica in fiamme. Considerazioni estetiche a parte, il DLC si snoda lungo un percorso costellato da un buon numero di missioni principali e secondarie, tutte ambientate in una location nuova di pacca, caratterizzata da un level design generalmente pregevole e dotata di una buona varietà: dall'opulenza decadente del maestoso Spendopticon, all'orgogliosa miseria di Spazzatlantide (una colonia indipendente sorta all'interno del compattatore per rifiuti della stazione), la direzione artistica di Gearbox si riconferma solida e accattivante.

    Un colpo imperfetto

    Seppur con qualche fluttuazione qualitativa, anche la scrittura non manca di travolgere il pubblico con la solita carica di follia ridanciana, tra personaggi fuori di testa, battute da osteria e trovate al limite dell'assurdo. Il tutto tra le maglie di una campagna che però fatica a ingranare, e solo nell'ultimo terzo dell'avventura raggiunge il livello dei contenuti aggiuntivi di Borderlands 2, pietra di paragone obbligatoria per questo Season Pass.

    Fino al momento in cui l'anima da "heist movie" di Moxxi alla conquista dell'Handsome Jackpot esplode in una tempesta di citazioni e spasso balistico, il ritmo della progressione viene forzosamente allentato da una lunga serie di fetch quest senza mordente, scandite da incarichi che sembrano pensati per aumentare artificialmente la longevità del DLC (8 ore per completare tutte le attività proposte). Un discorso che riguarda anche le missioni secondarie, che di rado propongono variazioni significative rispetto al classico copione "vai, ammazza e raccogli", con annesso backtracking. La verve degli sceneggiatori contribuisce a lenire - almeno in parte - l'impatto di queste parentesi da faccendiere galattico, ma il risultato complessivo è purtroppo tutt'altro che memorabile.

    Dal punto di vista strettamente ludico, Moxxi alla conquista dell'Handsome Jackpot non altera in alcun modo la formula di Borderlands 3, proponendo senza scossoni lo stesso amalgama di meccaniche che avevamo apprezzato all'esordio del titolo sugli scaffali. La corsa verso lo scontro finale si traduce quindi un'esperienza ad alto tasso di divertimento e frenesia, specialmente se affrontata in compagnia di un terzetto di amici.

    Sebbene le boss fight non risultino particolarmente stimolanti, il design degli avversari torna a ribadire l'indiscutibile talento degli artisti di Gearbox, che hanno anche provveduto ad ampliare l'infinita gamma delle dotazioni belliche del gioco con un buon numero di armi nuove di pacca, alcune capaci di travolgere le schiere avversarie con un'ondata pirotecnica di devastazione elementale. Parlando del looting, come sempre una delle colonne portanti del gameplay, abbiamo trovato piacevole l'aggiunta di casse a tema che sfidano i giocatori a una rapida partita di blackjack per determinare la qualità dell'equipaggiamento "droppato".

    Borderlands 3 Borderlands 3Versione Analizzata PCMoxxi alla conquista dell'Handsome Jackpot propone un’avventura che recupera i cliché tipici degli heist movie all’americana e li schiaffa di prepotenza in un mix esplosivo di citazioni pop e pallottole. L’assalto al casinò di Jack il Bello trascina i giocatori tra le sale di un’ambientazione inedita e ben caratterizzata, che fa da palcoscenico per una storia costellata di personaggi e sequenze fieramente sopra le righe, in pieno stile Borderlands. Peccato però per una campagna che fatica a ingranare, e raggiunge il pieno regime solo dopo una buona quantità di ore spese tra fetch quest e incarichi fin troppo pretestuosi. Moxxi alla conquista dell'Handsome Jackpot resta comunque un buon DLC, capace di offrire ai giocatori in astinenza da caos un valido motivo per tornare a impugnare il pad.

    7

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