Borderlands Legendary Collection Recensione: looter shooter su Switch

La raccolta che comprende Borderlands: The Pre-Sequel, i primi due capitoli e tutti i DLC approda finalmente su Nintendo Switch.

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  • Switch
  • Annunciato alla fine di marzo durante un Nintendo Direct "a sorpresa", Borderlands Legendary Collection segna l'esordio della serie sulle piattaforme del colosso giapponese con una raccolta che comprende i primi due capitoli, Borderlands: The Pre-Sequel e la gamma completa dei DLC pubblicati per questi tre titoli fatta eccezione per Lilith e la battaglia per Sanctuary, distribuito gratuitamente come "contenuto ponte" per Borderlands 3. Un pacchetto di spessore, valorizzato da un lavoro di porting di ottima fattura che sfrutta a dovere le caratteristiche dell'hardware di Switch.
    È arrivato dunque il momento di tornare ancora una volta a calcare le lande assolate di Pandora, e di lanciarsi in battaglia urlando a squarciagola una delle massime battagliere del saggio Krieg.
    Una cosa del tipo "il tuo fegato serve solo a decorare il mio cofano!".
    Esatto, sobrietà a pacchi.

    Il looter shooter per eccellenza



    Ci sono tanti motivi per amare la saga di Borderlands: la sua scrittura sfacciata e irriverente, costantemente in bilico tra umorismo da osteria e genialità pop, quell'immaginario da space western dissennato, dove ogni vita vale meno del proiettile che l'ha stroncata, e ovviamente la quantità titanica di loot che caratterizza ogni iterazione della serie, pronta a intrappolare i giocatori in una gabbia di assuefazione.

    A questo proposito, Borderlands è stato il franchise che ha definitivamente codificato e portato all'attenzione del grande pubblico il sottogenere dei "looter shooter", dopo l'esordio sfortunato dei due principali pionieri di questo filone, ovvero Hellgate: London e Tabula Rasa. Accolta con grande calore da pubblico e critica, l'epopea di Brick, Mordecai, Roland e Lilith segnò il primo passo di un percorso memorabile, che solo tre anni dopo portò sugli scaffali un sequel semplicemente eccezionale.

    Nel 2012 Borderlands 2 deliziò il pubblico con un concentrato di migliorie che portò la formula della saga a brillare con un'intensità inedita, in tripudio di battute al vetriolo, personaggi indimenticabili e tempeste di piombo. Tra i punti di forza del secondo capitolo c'era inoltre un antagonista tanto carismatico quanto squilibrato, destinato a diventare una vera e proprio icona del brand: Jack il Bello, psicopatico da competizione nonché CEO della potentissima Hyperion.

    Per quanto ben confezionato, e dotato di qualche novità intrigante, il successivo Borderlands: The Pre-Sequel non riuscì ad appagare altrettanto bene le aspettative - ormai stellari - della platea videoludica, anche a causa di una storia meno ispirata delle precedenti, di un world design a tratti mal congegnato e di una ricetta ludica senza grandi guizzi d'innovazione. Flessioni qualitative a parte, parliamo di un terzetto di produzioni di indubbio valore, che hanno contribuito fortemente a modellare il canone degli shooter ruolistici, proiettando i giocatori tra le maglie di campagne costellate di momenti di pura insania e intense sparatorie, generalmente accompagnate da DLC di notevole fattura, capaci di arricchire l'universo narrativo di Borderlands con pennellate di follia sempre nuove e con alcune tra le migliori missioni della serie.

    Un universo che la Legendary Collection raccoglie quasi per intero (come anticipato, manca il terzo capitolo), per offrire all'utenza dell'ibrida di Nintendo oltre cento ore di massacri intergalattici, con i quali accumulare esperienza, livelli, abilità da sfruttare sul campo e, ovviamente, una valanga di bocche da fuoco a diversi livelli di rarità. Una proposta che gli appassionati del genere dovrebbero tenere in seria considerazione, specialmente nel caso non abbiamo mai passato del tempo di qualità sotto il sole cocente di Pandora.

    Un arsenale illimitato... in formato tascabile

    Passiamo dunque al nodo chiave di questa disamina: come si comporta su Switch la compilation di frenesia balistica, loot soverchiante e umorismo sopra le righe messa insieme da Gearbox e riadattata per l'occasione da Turn Me Up Games?

    Molto bene, in effetti. Con la complicità dello stile grafico tipico della serie, piuttosto resistente al passare del tempo, i primi tre titoli della saga risultano ancora assolutamente godibili sull'ibrida di Nintendo. Sebbene il capitolo d'esordio mostri rughe più profonde, anche sul versante ludico, il pacchetto riesce a offrire decine e decine di ore di furioso divertimento, senza richiedere ai giocatori particolari esercizi di tolleranza.

    Questo col contributo di un lavoro di porting pienamente convincente che non impone al pubblico sacrifici di spessore per quando riguarda la qualità dell'immagine, anche confrontando i contenuti di questa edizione con le controparti su PS4 e Xbox One. Con una draw distance praticamente immutata, gli unici compromessi di rilievo riguardano una gestione leggermente più conservativa di LOD e antialiasing, che però non compromette in maniera significativa la piacevolezza dell'insieme.

    Ciascuno dei tre titoli gira a 1080p in modalità docked e a 720p in portabilità, con un frame rate sempre saldamente ancorato alla soglia dei 30 fps: un valore che non mostra fluttuazioni di rilievo neanche nelle fasi più concitate. Le dimensioni dello schermo di Switch rendono sostanzialmente impercettibile lo scarto di risoluzione passando da una modalità all'altra, mentre le peculiarità del gunplay di Borderlands, modellato per accordarsi con i limiti della scorsa generazione di console, non fanno pesare più di tanto la mancanza del frame rate raddoppiato della Handsome Collection.

    Detto questo, però, dobbiamo necessariamente ribadire un punto già affrontato in passato (nella recensione di Doom per Switch, ad esempio), che riguarda in generale la fruibilità degli shooter sulla piattaforma portatile di Nintendo. La corsa contenuta delle levette analogiche dei Joy-Con rende infatti difficile, specialmente all'inizio, domare al meglio il sistema di puntamento di Borderlands, per quanto l'aim assist contribuisca a ridurre la dispersione dei colpi. Limiti che non si fanno mai davvero invalidanti, sebbene la fruizione in mobilità richieda per forza di cose un po' di rodaggio extra.

    Giocando un po' con le impostazioni relative alla sensibilità dei controlli, riuscirete a rendere questo processo di adattamento più rapido e indolore, magari sfruttando i sensori di movimento (attivabili nei menù) per migliorare ulteriormente le vostre prestazioni guerresche. Un'aggiunta che, pur mostrando qualche lieve margine di miglioramento, appare ben implementata e sorprendentemente efficace, a patto di concedersi un po' di tempo per sviluppare la giusta manualità.

    Va da sé che l'utilizzo del Pro Controller elimina del tutto le succitate difficoltà, pur limitando - almeno in termini relativi - la portabilità dell'esperienza, che resta uno dei punti di forza del pacchetto. Durante le nostre sessioni di gioco abbiamo notato qualche piccolo problema di texture pop-in (superfici che appaiono sfocate per qualche secondo) e clipping (nemici o armi che finiscono sotto il livello del terreno o oltre i muri), ma possiamo confermarvi che - in linea generale - il comparto tecnico si dimostra sempre solido e performante.

    Considerazioni che ci sentiamo di estendere anche al comparto multiplayer locale, limitato a due giocatori ma estremamente stabile dal punto di vista delle prestazioni, e lo stesso discorso vale sul versante dell'online, al netto di qualche occasionale incertezza. In particolare abbiamo gradito la scelta di mantenere intonsa la chat vocale in-game, che può essere utilizzata semplicemente collegando un heaset alla console, senza dover fare affidamento su app esterne.

    Borderlands Legendary Collection Borderlands Legendary CollectionVersione Analizzata Nintendo SwitchLa saga di Borderlands fa il suo esordio sull’ammiraglia ibrida di Nintendo con un pacchetto tanto ricco quanto rifinito, capace di offrire al pubblico oltre un centinaio di ore di spasso balistico e avventure fuori di testa. Il lavoro di adattamento compiuto dal team di Turn Me Up Games consegna nelle mani dei giocatori un terzetto di porting di qualità, che su Switch non mostrano compromessi tecnici particolarmente significativi, fatta ovviamente eccezione per un frame rate dimezzato rispetto alle controparti per PS4 e Xbox One. La soglia dei 30 fps - sempre stabili - non rappresenta però un grande sacrificio, nel quadro di un’esperienza che rimane sorprendentemente godibile anche in portabilità, sebbene le caratteristiche dei Joy-Con richiedano agli utenti un po’ di rodaggio per domare al meglio il sistema di puntamento. A questo proposito, abbiamo apprezzato l’impegno dimostrato nell’implementazione dei controlli di movimento, non perfetti ma comunque superiori alla media delle produzioni di questo genere. I titoli della raccolta si dimostrano solidi anche sul versante multiplayer, sia in locale che online, e non possiamo che gradire la scelta di mantenere la chat vocale in-game senza inserire nell’equazione applicazioni esterne. Tutti motivi che fanno di Borderlands Legendary Collection un acquisto da tenere in considerazione, specialmente per i novizi della serie.

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