Brain Training del Dr.Kawashima Recensione: quanti anni ha il tuo cervello?

Il celebre Dr. Kawashima torna su Nintendo Switch con una nuova edizione di Brain Training, il famoso gioco per allenare la mente.

recensione Brain Training del Dr.Kawashima Recensione: quanti anni ha il tuo cervello?
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  • Switch
  • Nel 2005, grazie all'originale Brain Training per Nintendo DS, il grande pubblico fece per la prima volta la conoscenza del Dottor Ryuta Kawashima, illustre neuroscienziato dell'Università di Tohoku. Per la precisione, conobbe il suo alter ego virtuale: un pacioso faccione a poligoni che oggi, dopo quindici anni di frequentazione, abbiamo imparato ad apprezzare per l'ingegnosità del suo metodo, ma anche a temere per la schiettezza - e spietatezza - delle sue parole quando si tratta di valutare la nostra prestanza encefalica. È uno che non usa mezzi termini, che ogni qualvolta se ne presenti l'occasione ricorda ai suoi "pazienti" quanto l'avanzare dell'età li abbia mentalmente impigriti, complice il fatto di vivere in una società zeppa di strumenti utili a facilitare tutti quei compiti ritenuti elementari e un po' tediosi.

    Un problema il cui rimedio risiede in una quotidiana e autoimposta spremitura di meningi che, guarda caso, i software targati Kawashima sono ben capaci di assecondare, per di più sotto forma interattiva e vagamente giocosa. Brain Training per Nintendo Switch non fa eccezione, raccoglitore di tutti i contenuti più apprezzati nelle scorse iterazioni della serie nonché portatore di qualche esercizio nuovo di fabbrica, pensato apposta per sfruttare le caratteristiche tecnologiche della console ibrida.

    Un allenamento variegato

    Difficile pensare che qualcuno non conosca almeno superficialmente la ricetta di Brain Training. Nato in un periodo in cui la filosofia edu-ricreativa promossa da Nintendo andava forte, il "gioco" consiste in alcuni esercizi mirati a stimolare positivamente le principali funzioni del cervello umano. Una serie di prove piuttosto rapide che, se approcciata con regolarità e costanza, dovrebbe generare nell'utente dei benefici psicologici via via più evidenti e soddisfacenti. Gli episodi successivi al primo exploit hanno sempre mantenuto la formula di base inalterata, seppur mischiandone gli elementi in salse diverse - la più sfiziosa è forse quella Infernale, pubblicata su 3DS durante il decennio appena concluso.

    Vale lo stesso per la neonata edizione di Brain Training per Switch: fulcro dell'esperienza rimane l'Allenamento Quotidiano, opzione che permette di "fare palestra" con tutte le attività predisposte dal buon dottore (alcune subito disponibili, altre da sbloccare attraverso l'uso giornaliero del prodotto). Queste includono il calcolo matematico, gli esami mnemonici, un adattamento del classico Dr. Mario - classificato come passatempo defaticante - e l'immancabile sudoku, a cui la nuova versione del titolo aggiunge qualche esercizio totalmente incentrato sull'utilizzo del sensore a raggi infrarossi installato nel Joy-Con destro dell'hardware.

    Di quest'ultima tipologia il più rappresentativo è senz'altro la Morra Cinese, che richiede di sfilare il controller dalle guide, puntarne la telecamerina in direzione della mano opposta e quindi sfidare il software a suon di "carta-forbice-sasso", replicando la forma vincente - o perdente - in base alle istruzioni che compaiono a video.

    Per inciso, il fatto stesso che certi minigame dipendano dall'impiego dei rilevatori IR suggerisce che il nuovo Brain Training, più di altre produzioni, nasca per essere usufruito sui display dei Nintendo Switch standard. Al contrario i possessori del modello Lite devono accontentarsi di giocare gli esercizi basati sullo sfruttamento del touchscreen, salvo avere in casa una coppia di Joy-Con indipendenti: caso possibile, ma poco probabile.

    Quanto Brain Training mal si adatti alla natura rigida e "tutta d'un pezzo" di Switch Lite trova inoltre conferma nel trittico di allenamenti formato da Contacubi, Alzabandiere e Contauccelli, il quale prevede nuovamente di staccare i Joy-Con dalla console, stavolta per confrontarsi con un secondo giocatore in gare volte a stressare la velocità di osservazione dei due partecipanti. Gradita novità di questo capitolo, il multiplayer non è sicuramente un cardine dell'esperienza - con tre soli minigiochi, non potrebbe essere altrimenti - ma rappresenta pur sempre un accenno di crescita per il brand, finora saldamente ancorato alla fruizione in solitaria.

    Nuova pelle, vecchie abitudini

    Avrete comunque inteso che giocando a Brain Training per Nintendo Switch non ci si debba aspettare una reale evoluzione dell'offerta imbastita anni fa dai ragazzi della Grande N. Siamo infatti al cospetto di un Brain Training perfettamente in linea con la proposta dei software che l'hanno preceduto, che questa release ha il pregio di razionalizzare e ampliare quel tanto che basta, quasi si tratti di una versione espansa del titolo capofila.

    Oggi come in passato la sua filosofia pseudo-ludica possiede un certo fascino, che rende interessante misurarsi con i vari esercizi, monitorare i propri progressi (o regressi) grazie ai grafici puntualmente illustrati e commentati dal nostro buffo sensei, e infine passare alla resa dei conti attraverso il tanto temuto Test dell'Età Cerebrale, da sempre fiore all'occhiello della produzione. Per altro sarà curioso mettersi in gioco con il Campionato Mondiale di Brain Training, competizione online che prenderà il via nel corso dei prossimi mesi.
    Ciò detto, bisogna fare anche i conti con la faccia opposta di questa medaglia, ovverosia il ritorno, ad anni di distanza dall'esordio, degli stessi difetti che affliggevano il progetto in principio. Glisseremo sul fatto che le attività di lettura ad alta voce siano ancora una volta in contrasto con i criteri di valutazione "scientifica" dell'applicativo, giacché manca una funzione di riconoscimento vocale che possa garantire la bontà di ogni nostra performance: poco si poteva fare, posto che Switch ha tutto fuorché un microfono integrato.

    Troviamo invece molto meno giustificabile che il programma faccia ancora una certa fatica a identificare correttamente la calligrafia - anche in caso di grafie decorosissime - durante le prove di scrittura. Tracciando determinate cifre o lettere dell'alfabeto su schermo tattile, Brain Training ha come al solito il brutto vizio di prendere fischi per fiaschi, rischiando di far perdere al povero esaminato del tempo prezioso che inesorabilmente peserà sugli esiti di alcune sessioni. Inutile specificare che l'attendibilità di certi test ne risenta, e pure parecchio.

    Brain Training del Dr. Kawashima Brain Training del Dr. KawashimaVersione Analizzata Nintendo SwitchBrain Training per Nintendo Switch è senza dubbio l’incarnazione di Brain Training più sostanziosa fra quelle sviluppate in quel di Kyoto fino a questo momento. Forse la più intrigante, merito del coinvolgimento dei Joy-Con all’interno di alcune categorie di sfida nonché di una timida apertura verso l’esperienza multigiocatore; innegabilmente, l’episodio più appetitoso per chiunque desideri avvicinarsi alla serie del Dr. Kawashima per la prima volta. D’altro canto i problemi storici del prodotto sono ancora lì al proprio posto, macchioline tecniche di un “sistema di gioco” che meriterebbe di essere messo a posto una volta per tutte.

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