Bravely Default 2 Recensione: un grande JRPG su Nintendo Switch

Square Enix torna alla carica con un JRPG vecchia scuola coinvolgente ed approfondito, contraddistinto da un'anima davvero hardcore.

Bravely Default 2
Recensione: Nintendo Switch
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  • Switch
  • Data la rinnovata e incontenibile popolarità di cui gode oggigiorno il JRPG, sembra quasi inverosimile che a partire dalla seconda metà degli anni 2000 il genere abbia vissuto un duraturo periodo di crisi, al termine del quale gli sviluppatori dovettero necessariamente escogitare nuove soluzioni e reinventare un genere considerato "antiquato" come il gioco di ruolo à la giapponese. Paradossalmente, mentre la serie di Final Fantasy imboccò una deriva action che perdura tuttora, l'estroso Tomoya Asano si limitò invece a svecchiare la formula adoperata dal suo Final Fantasy: The 4 Heroes of Light e, assieme ai ragazzi si Silicon Studio, elaborò uno dei sistemi di combattimento più originali e articolati che la storia di questo medium ricordi.

    Tenendo bene a mente quello che Bravely Default: Where the Fairy Flies ed il suo sequel diretto significarono per i possessori di Nintendo 3DS e soprattutto per gli appassionati del genere di appartenenza (a proposito, qui trovate la recensione di Bravely Second: End Layer), l'annuncio dell'imminente Bravely Default II, avvenuto come un fulmine a ciel sereno in occasione dei The Game Awards 2019, è stato quindi accolto con irrefrenabile entusiasmo dai fan di Square Enix, che tra le altre cose hanno visto riaccendersi la speranza di vedere un giorno realizzato il più volte accennato Bravely Third.

    In attesa che questo accada, è giunto il momento di scoprire se Bravely Default II, che ricordiamo sarà disponibile in esclusiva per Nintendo Switch a partire dal 26 febbraio 2021, abbia conservato o meno la caratura dei suoi illustri predecessori.

    Alla ricerca dei Cristalli

    Se c'è una cosa che accomuna i titoli prodotti da Tomoya Asano e sceneggiati da Yura Kubota, che in tempi più recenti ci hanno incantati con Octopath Traveler (per tutti i dettagli rileggete la nostra recensione di Octopath Traveler), è il tema portante del viaggio: un lungo pellegrinaggio ai quattro angoli del pianeta e intrapreso da una manciata di perfetti sconosciuti, i cui destini sono però stati intrecciati in maniera indissolubile da una volontà superiore. Una forza che, in questo caso, è rappresentata dai Cristalli Elementali, ossia le pietre magiche che vegliano sul mondo intero e che tengono lontana una terribile calamità nota come "Oblio della Notte".

    Sin dai tempi antichi, le quattro gemme sono state custodite dalla famiglia reale del Regno di Musa, ma la sconvolgente e ancora inspiegata caduta della nazione ha fatto sì che i Cristalli del Fuoco, dell'Acqua e della Terra venissero trafugati, innescando una catena di disastri naturali che perdura già da tre anni e che, secondo una vecchia profezia, anticiperebbe in realtà l'ormai ineluttabile finimondo. La sola speranza di arrestare il cataclisma risiede nei quattro Eroi della Luce, che appunto possono brandire gli sconfinati poteri concessi loro dai Cristalli Elementali per scacciare le forze del male ogni qualvolta queste tentino di soggiogare il mondo.

    I protagonisti e la qualità del racconto

    Scampata miracolosamente alla morte durante la misteriosa caduta del suo paese natale, sulle spalle della principessa Gloria Musa gravano molte più responsabilità di quante possa sopportarne una fanciulla della sua età. Non solo la caparbia e generosa principessa, che attualmente protegge il Cristallo del Vento, deve fare quanto necessario per tenere alto il buon nome del suo nobile casato, ripristinare l'antico splendore del Regno di Musa e far luce sugli eventi che ne provocarono la distruzione, ma il compito di recuperare i Cristalli e riportarli nel luogo in cui sono stati conservare per secoli ricadrà proprio su di lei, costringendola ad affrontare di petto una serie di situazioni pericolose che di volta in volta non mancheranno di mettere in mostra sia la sua grande temerarietà che le insicurezze tipiche dell'animo umano.

    Sopravvissuto al catastrofico naufragio dell'imbarcazione sulla quale era impiegato, il volenteroso Seth sembra sposare la causa di Gloria per pura riconoscenza, in quanto la principessa, dopo averlo ritrovato sulla spiaggia privo di conoscenza e in mezzo ai detriti condotti a riva dalle onde, non potrà fare a meno di prendersene cura finché il ragazzo non si sarà del tutto ristabilito. Il naufragio di Seth - che tra le altre cose non riuscirà a riconoscere alcuna cartografia dell'inedito continente di Excillant - e il successivo incontro con Gloria, in realtà, non saranno affatto frutto di coincidenze casuali, ma i due scopriranno ben presto che sono stati gli stessi Cristalli Elementali a evocare il ragazzo da un luogo molto lontano, affinché questi potesse diventare uno dei nuovi Eroi della Luce.

    Nato e cresciuto nella suggestiva Wiswald, città che si erge tra i rami di un albero centenario e che ospita al suo interno il rinomato Istituto di Ricerca Magica (una specie di università storicamente dedita allo studio delle arti arcane), Elvis Lazlow ha abbandonato i suoi studi per decifrare il contenuto del libro tramandatogli dalla sua maestra. Un volume misterioso e inizialmente illeggibile, ma che a contatto con gli Asterischi - le gemme che nell'universo di Bravely Default sbloccano nuovi mestieri - consente al suo nuovo padrone di decifrare il contenuto delle proprie pagine. Curiosamente, gli attuali possessori degli Asterischi si direbbero in qualche modo legati al furto dei Cristalli, ragion per cui lo studioso non esiterà un solo istante ad accompagnare la principessa Gloria e mettere al suo servizio le arti magiche apprese in anni e anni di ricerche.

    Energica e caratterizzata da una personalità giocosa, Adelle Ein è l'ultimo componente del party, ma proprio la fanciulla si è rivelata il personaggio più interessante del cast. Dotata di agilità e forza fisica senza eguali, la mercenaria viaggia assieme ad Elvis in qualità di sua guardia del corpo, ma il suo vero scopo è quello di cercare indizi sull'attuale ubicazione della sorella che alcuni anni prima abbandonò improvvisamente il villaggio in cui le due erano cresciute. Non avendo alcuna pista da seguire, Adelle ha deciso quindi di svolgere un lavoro che le consente di spostarsi continuamente da un luogo all'altro ed espandere il più possibile la propria rete di ricerca, incrementando le probabilità di scoprire prima o poi cosa ne sia stato della consanguinea scomparsa nel nulla.

    Sorvolando sugli stereotipi e sugli storici tòpoi del genere JRPG, che in realtà in Bravely Default II abbondano, la storia del prodotto è comunque riuscita a intrattenerci a dovere, anche grazie a un paio di colpi di scena particolarmente efficaci. Va comunque sottolineato che la trama di stampo classico e persino un po' lenta potrebbe scoraggiare chiunque non sia particolarmente affezionato ai giochi di ruolo in stile anni '90.

    Sublimare un sistema già (quasi) perfetto

    Come raccontato nello speciale incentrato sulle caratteristiche vincenti di Bravely Default II, l'elemento meglio riuscito di tutto il pacchetto è ancora una volta il rodato sistema di combattimento, che i ragazzi del neonato studio Claytechworks hanno riutilizzato quasi nella sua interezza. Innanzitutto il team ha rimosso gli amati/odiati scontri casuali presenti nei primi due episodi della serie Square Enix, per cui adesso le battaglie hanno luogo quando il giocatore entra in contatto coi mostri vaganti sullo schermo: nel caso sia l'utente ad aggredire alle spalle le creature incontrate durante i suoi vagabondaggi, il sistema ne premia l'intraprendenza con un piccolo vantaggio iniziale, ma è anche possibile che siano invece i mostri ad avere l'iniziativa a partire avvantaggiati.

    La più sostanziosa differenza tra il combat system di Bravely Default II e l'originale è però rappresentata dalla gestione dei turni. Chiunque si sia cimentato coi due capolavori di Silicon Studio ricorderà che a suo tempo il giocatore, all'inizio del proprio turno, era chiamato a impartire ordini a tutti e quattro gli Eroi della Luce, che li eseguivano uno dopo l'altro. Come accade nella maggior parte dei JRPG a turni, nel titolo confezionato da Claytechworks è invece la velocità dei combattenti e dei mostri a determinare l'ordine di attacco, ragion per cui stavolta gli ordini vanno impartiti singolarmente, quando giunge il momento di passare all'azione.

    A un occhio inesperto potrebbe sembrare un accorgimento superfluo, ma in realtà questo cambio di rotta minimizza il rischio di sprecare dei preziosi turni, in quanto il giocatore non è più costretto a stabilire anzitempo la propria strategia di attacco, ma al contrario è libero di agire a seconda delle mosse compiute dal nemico. Per esempio, se nei titoli per Nintendo 3DS capitava spesso che i boss ricorressero al Default a inizio turno, vanificando del tutto gli ordini impartiti ai quattro personaggi giocabili, i turni individuali consentono di stabilire in tempo reale il piano d'attacco e adeguarlo alla situazione.

    Immutate sono rimaste invece le meccaniche del Brave e del Default, la cui alternanza costituisce ancora oggi il punto cardine del combat system e gli conferisce una componente strategica impareggiabile, ma anche piuttosto ostica da padroneggiare. Andiamo per gradi, spiegando anche ai novizi in cosa consistano l'una e l'altra. Selezionare la voce Default durante il turno di un combattente fa sì che questo assuma una posizione di difesa e che riporti dei danni minori in caso di attacco, ma soprattutto permette di accumulare un prezioso Punto Brave (che da questo momento abbrevieremo in PB).

    La voce Brave, invece, consente di spendere tutti i PB accumulati, o comunque di rinunciare in anticipo ad un massimo di tre turni futuri, per eseguire immediatamente fino a quattro azioni consecutive e gestire con astuzia e

    pazienza il flusso degli attacchi. Questa è infatti un'arma a doppio taglio, poiché se è vero che abusare del Brave all'inizio di uno scontro, per impartire alla squadra ben sedici ordini diversi, può annientare tutte le creature più deboli, il minimo errore di calcolo e soprattutto l'impazienza possono invece costringere il party a rimanere inerme per diversi turni, al fine di ripagare il debito di "punti azione" contratto col sistema. Una situazione agghiacciante che, data l'elevata difficoltà del titolo, non fatica a sfociare in una sconfitta prematura. Memorizzare il numero di attacchi necessari per eliminare una determinata creatura e comprendere quando ricorrere a un approccio più ardimentoso assumono quindi un'importanza considerevole, e soprattutto premiano le tattiche più meticolose.

    Tenendo fede alla tradizione del genere, i personaggi giocabili dispongono anche di attacchi speciali, ai quali si accede soddisfacendo determinati requisiti nel corso della battaglia. Il Ladro, ed esempio, può ricorrere al suo colpo più devastante solo dopo aver utilizzato per almeno sette volte le tecniche che rientrano nel set Furto, mentre per il Cacciatore è sufficiente usare quattro skill della categoria Caccia.

    Spettacolari e micidiali, ma utilizzabili solo dopo aver ricevuto la benedizione dei Cristalli, i colpi speciali possono riequilibrare le sorti di uno scontro, in quanto non si limitano a infliggere ingenti danni a tutti i nemici, ma l'effetto varia in base alla classe e per di più, una volta adoperate, l'intero party gode di un power-up temporaneo che perdura per diversi turni. Un fenomenale asso nella manica, questo, che durante la nostra prova ci ha tirati fuori da situazioni di estremo svantaggio.

    L'arte del mescolare le classi

    A proposito delle classi, Bravely Default II ne include diverse dozzine, alcune delle quali vanno sbloccate recuperando gli Asterischi nascosti nel post-game. Come nei precedenti titoli i personaggi sono liberi di specializzarsi in tutti i job del sistema, mentre nel mezzo delle battaglie possono sfoggiarne al massimo due, uno principale e uno secondario, così da disporre in qualsiasi momento di ben due set di tecniche o incantesimi - a seconda della classe selezionata - e colmare ciascuno le mancanze dell'altro.

    Proseguendo, ogni job sale di livello indipendentemente dal personaggio che lo seleziona e al level-up guadagna una nuova skill, che può essere attiva o passiva, ma sfortunatamente abbiano notato che ancora una volta solo la classe principale di ogni combattente riceve dei punti esperienza, precludendo qualsiasi sviluppo a quella secondaria. Una fastidiosa limitazione che la serie si porta dietro sin dal capostipite, e che costringe il giocatore a sviluppare singolarmente ciascuna classe dedicando tantissime ore al grinding serrato e compulsivo.

    Un'impresa che comunque premia non poco gli sforzi profusi, in quanto la selezione delle migliori combinazioni favorisce la creazione di vere e proprie classi ibride, nonché in grado di dimostrare il proprio valore in qualsiasi

    circostanza. Anche perché ciascun personaggio è dotato di cinque slot cui assegnare le migliori abilità passive, indipendentemente dalla classe di appartenenza. Questo significa, ad esempio, che i Maghi Bianchi e i Maghi Neri possono sfruttare l'uno le skill speciali dell'altro, che favoriscono rispettivamente il recupero di MP durante il giorno e nel cuore della notte. Una classe fisica come la Furia, invece, può trarre un grande vantaggio equipaggiando l'abilità "Offesa difensiva" del Fante Corazzato, che appunto riduce del 70% i danni subiti nel turno in cui è stato portato a segno almeno un attacco con l'arma equipaggiata. La presenza di molti mestieri diversi offre invero centinaia di soluzioni interessanti, favorendo quindi la personalizzazione delle proprie unità e la composizione di un party agguerrito, competitivo e soprattutto unico.

    Una difficoltà talvolta esasperante

    Se c'è un aspetto di Bravely Default II che proprio non è riuscito a convincerci, si tratta senza dubbio del bilanciamento complessivo della difficoltà, che purtroppo ci è parso fuori da ogni logica. In realtà le due demo del prodotto avevano già mostrato un livello di sfida superiore alla media o comunque in linea con lo standard della serie Square Enix, ma eravamo convinti che l'introduzione di ben tre diverse modalità avrebbe permesso a qualunque categoria di giocatore di adattare l'esperienza alle proprie preferenze e necessità.

    Al contrario, le modalità Facile e Ardua non alterano in alcun modo le statistiche dei nemici incontrati durante il viaggio, ma si limitano a ritardare o anticipare l'avvento del loro turno. Sulla carta può sembrare un vantaggio notevole, ma all'atto pratico ci siamo accorti che la differenza è davvero minima, in quanto l'ordine di attacco gioca poco e nulla a favore di un party impreparato o, viceversa, dei gruppi di mostri di livello inferiore.

    Considerando che nei vecchi Bravely, che comunque erano già abbastanza impegnativi, il passaggio da una difficoltà all'altra influenzava enormemente sia gli HP che gli altri parametri delle creature, la decisione di Claytechworks di innalzare ancora il livello di sfida potrebbe rappresentare un potente deterrente per gli utenti non inclini a dedicare intere giornate al grinding.

    Bravely Default II, del resto, è un titolo in cui pochi livelli tendono a fare la differenza, a patto che il giocatore abbia la pazienza necessaria per elaborare strategie efficaci e sottoporsi a rigorose sessioni di addestramento. Come i fan ricorderanno, in passato le missioni secondarie velocizzavano lo sviluppo dei personaggi giocabili, in quanto donavano non solo denaro e oggetti rari, ma anche preziosi punti esperienza. In Bravely Default II, invece,

    Issate le vele, si salpa!Poiché la macchina ibrida della Casa di Kyoto non presenta funzioni simili allo StreetPass del Nintendo 3DS, Bravely Default II non è stato dotato di elementi social come quelli presenti nei primi due Bravely. In compenso, una volta entrato in possesso di un'imbarcazione, il giocatore può accedere alle esplorazioni, ossia una meccanica che consente di ottenere ricompense quando la console è in modalità riposo. Ricordandovi di salpare prima di andare a letto o comunque di allontanarvi dalla macchina per lunghi periodi di tempo, al vostro ritorno la stiva di Seth sarà colma di deliziosi pan tonici che fanno crescere i PV e le statistiche dei guerrieri, globi che aumentano l'esperienza e persino i rari globi della classe.

    le tantissime sidequest disponibili nelle varie città - mere fetch quest piuttosto noiosette - offrono solo ricompense pecuniarie e qualche item, tant'è che durante la campagna non ci siamo mai ritrovati a corto di fondi. Tornando al grinding, gli unici veri alleati del giocatore sono quindi rappresentati dal modificatore della velocità di battaglia, che in qualsiasi momento di uno contro permette infatti di rallentare o velocizzare lo scambio di colpi, e dalla possibilità di ingaggiare battaglie consecutive, poiché in caso di vittoria la squadra riceve dei bonus proporzionati al numero di scontri sostenuti. Due escamotage di cui abbiamo abusato non poco nei giorni scorsi, al fine di ridurre il più possibile il tempo dedicato al farming e guadagnare nel frattempo tantissimi Punti Classe.

    La magia continua

    Artisticamente parlando, Bravely Default II è una piccola opera d'arte digitale, che riesce a esprimere il meglio di sé sia in modalità dock che sul piccolo schermo di Nintendo Switch. Suggestivi e incantevoli, i paesaggi dipinti a mano traboccano di colori e fantasie che scaldano il cuore, invitando il giocatore a rimirare ogni singolo dettaglio delle fiabesche città visitate da Gloria e compagni. L'unico neo è rappresentato dai "plasticosi" modelli poligonali, che inizialmente ci avevano colpiti grazie allo stile ricercato e fantasioso che contraddistingue i costumi, ma che purtroppo risultano eccessivamente inespressivi.

    Nella loro semplicità, i modelli dei vecchi Bravely erano paradossalmente più vivaci ed espressivi dei nuovi, che persino nelle sequenze più drammatiche della vicenda faticano a trasmettere alcuna emozione e, di conseguenza, a coinvolgere emotivamente l'utente. Nulla da eccepire, invece, sulla monumentale colonna sonora composta dal maestro Revo, che dopo essere mancato all'appuntamento con Bravely Second: End Layer è tornato a incantarci con melodie dallo stile arabeggiante e nostalgico, nonché attente ad accompagnare con delicatezza o decisione i temi assunti dal racconto.

    Durante la nostra prova abbiamo goduto sia del doppiaggio in inglese che di quello originale in lingua giapponese, ma come prevedibile è il secondo ad averci convinto maggiormente, poiché presenta accostamenti vocali più consoni all'età e alla caratterizzazione dei vari attori. Ottima infine la traccia sottotitolata in italiano, che nonostante qualche licenza e la fastidiosa tendenza nostrana ad alterare i nomi originali, denota un lavoro di traduzione piuttosto certosino.

    Bravely Default 2 Bravely Default 2Versione Analizzata Nintendo SwitchAvevamo delle riserve nei confronti di Bravely Default II, che nel passaggio da Nintendo 3DS a Switch non eravamo certi avrebbe conservato la magia degli originali, ma il codice finale è riuscito a dissipare la maggior per dei nostri timori. Sebbene il prodotto sia molto derivativo, in quanto il neonato studio Claytechworks ed il Team Asano non si sono discostati granché dai canoni della saga, né per quanto concerne la trama classica che per lo storico sistema di combattimento del brand, la nuova proposta di Square Enix si è comunque rivelata un JRPG solido e coinvolgente. Ciononostante, la difficoltà sbilanciata e il mostruoso gap di potenza che separa i mostri comuni dai coriacei boss potrebbero rappresentare un grosso ostacolo per gli utenti interessanti perlopiù alla storia e poco inclini a dedicarsi anima e corpo al grinding. Viceversa, i giocatori rimasti orfani dell’elevato livello di sfida che contraddistingueva i prodotti vecchia scuola troveranno pane per i loro denti in Bravely Default II e nella profonda personalizzazione del party che il titolo annovera al proprio arco. Armatevi dunque di coraggio e partite anche voi alla ricerca dei Cristalli Elementali assieme ai quattro Eroi della Luce.

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