Bravo Team: Recensione del nuovo sparatutto per PlayStation VR

Dagli autori di Until Dawn e The Inpatient arriva Bravo Team, sparatutto in prima persona disponibile in esclusiva su PlayStation VR.

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  • PS4
  • PS4 Pro
  • Dovrebbe essere bastato l'interessante Farpoint a dimostrare il potenziale delle applicazioni ludiche che sfruttano PlayStation Aim, la minimale periferica che, infilata negli ambienti virtuali di PSVR, si trasforma in un'arma da osservare, tenere in mano, da spostare nello spazio e avvicinare al volto, per un'interazione completamente nuova con l'oggetto più importante degli sparatutto.
    L'esperienza di shooting del titolo sviluppato da Impulse Gear è forse una delle più convincenti e innovative che il mondo dei videogiochi abbia proposto di recente, e i tentennamenti del gioco in questione sono tutti legati a questioni contenutistiche e narrative. È un peccato, quindi, che il PlayStation Aim sia rimasto poco sfruttato, compatibile ad oggi con un numero molto ridotto di software, e per questo rimasto ai margini del mercato della Realtà Virtuale. Ad allungare l'elenco dei giochi che utilizzano la periferica arriva però un'altra esclusiva PSVR, sviluppata stavolta dai ragazzi di Supermassive Games, già autori di Rush of Blood e del meno convincente The Inpatient. Stavolta ci allontaniamo dalle lugubri atmosfere di Until Dawn e dal suo setting orrorifico, per infilarci invece in un contesto militaresco, al comando di una squadriglia di soldati che deve sopravvivere ad una situazione disperata.
    Il nuovo lavoro del team di Guildford si chiama Bravo Team, e si presenta come un'evoluzione dei classici On-Rail Shooter: quelli che si giocavano in sala o - su PlayStation - con la mai dimenticata G-Con griffata Namco. Invece che su di un'esperienza squisitamente single player, il titolo si concentra sulla dimensione cooperativa, dando il meglio di sé quando si gioca con un amico e rappresentando - in questo caso - una proposta tutto sommato interessante nel panorama della VR.

    Senza via di fuga

    Siamo in una fittizia regione dell'Europa dell'Est, politicamente instabile e dilaniata dalla guerra civile. Il nostro compito è quello di scortare la presidentessa verso una zona sicura, affinché venga tratta in salvo dalle forse internazionali. Purtroppo le cose non vanno come dovrebbero e, dopo un filmato breve ma intenso, ci troviamo nel bel mezzo di una città asserragliata dai dissidenti. Il nostro compito, in un lampo, diventa quello di sopravvivere e portare a casa la pelle.

    Il gameplay di Bravo Team non viene spiegato durante le prime fasi di gioco, ma in un tutorial indipendente dalla storia che vi consigliamo di affrontare prima di imbarcarvi nell'avventura. Sulle prime il gioco potrebbe sembrare un classico sparatutto su binari, di quelli che - come dicevamo, andavano forte in sala giochi un paio di decadi fa. Il nostro personaggio se ne sta fermo in copertura, e premendo il tasto apposito è possibile fargli mettere fuori la testa per poter sparare ai nemici. In questo caso il tutto è impreziosito dalle possibilità della realtà virtuale: da una parte abbiamo la possibilità di inclinarci fisicamente, spostare il busto e allungare il collo per avere una visuale migliore o sfruttare al meglio il riparo. Dall'altra c'è il PlayStation Aim, che come abbiamo già detto cambia davvero tutto. Durante gli scontri ci si trova a cercare il punto di fuoco sul mirino red-dot, spostando la testa verso il fucile, avvicinandolo alla spalla, e insomma rapportandosi fisicamente con l'arma che stiamo imbracciando. Ne esce un'esperienza di gioco in qualche modo unica, in cui contano non solo i riflessi, ma anche la mira, quella vera.
    La differenza con Time Crisis e House of The Dead (saga a cui il game director di Bravo Team ha lavorato nel 2009) sta nel fatto che gli spostamenti di copertura in copertura non sono gestiti in automatico dal gioco, ma indicati dall'utente. Inquadrando uno specifico riparo è possibile premere un tasto per muoversi in quella direzione, avanzando solo quando abbiamo liberato le linee di tiro e siamo sicuri di non esporci al fuoco nemico.

    Bastano poche decine di minuti per rendersi conto che il gameplay di Bravo Team e i suoi ritmi sono pensati per dare il meglio quando si gioca in coppia, coordinandosi con il proprio compagno. Affrontando una partita in compagnia dell'IA l'avanzamento diventa infatti molto meccanico: si fanno fuori i soldati che ci si parano davanti, si avanza verso la copertura successiva, si ripete con calma e senza particolare piglio tattico. Di contro, assieme ad un amico possiamo imbastire una tattica più raffinata: avanzare all'unisono, posizionarsi simmetricamente per avere una visuale libera su tutta l'area di gioco, coprire le spalle del compagno mentre quest'ultimo avanza per stanare un nemico barricato dietro un riparo. Comunicare continuamente, dirsi quando siamo a corto di munizioni e dobbiamo esporci per raggiungere una cassa di rifornimenti, oppure improvvisare un'azione disperata per rianimare l'amico colpito da un proiettile di troppo sono azioni all'ordine del giorno: risulta così più facile accettare i ritmi di gioco, tutt'altro che accesi ed anzi abbastanza compassati.

    Purtroppo non basta questa attenzione per la cooperativa a farci soprassedere sui difetti della produzione, che rendono Bravo Team un prodotto non proprio brillante. Da una parte abbiamo infatti una dimensione artistica e stilistica davvero monocorde: gli scenari assemblati dal team di sviluppo sono poco ispirati, troppo simili tra loro, ed al di là di qualche palazzone ispirato alle architetture dell'Europa centrale non ci sono elementi distintivi o aree memorabili. Nel suo (discutibile?) obiettivo di proporre una qualche forma di realismo, Bravo Team finisce schiacciato da una palette cromatica monotona, dalla scarsa varietà di nemici e situazioni, e quindi da un incedere davvero troppo uniforme.
    Ci sono, di tanto in tanto, alcune sequenze più ispirate, come una sessione di cecchinaggio semplicemente superba, con una gestione del mirino ottico da applausi a scena aperta (ricordate Silent Scope? Qui si supera addirittura quel tipo di esperienza). E tuttavia si tratta di pochi attimi che si perdono nella strisciante regolarità della missione principale. L'avventura, per altro, può essere completata in meno di tre ore (a difficoltà Veterano), lasciando che il compito di allungare l'esperienza di gioco tocchi alla modalità a punti: l'obiettivo, in questo caso, è quello di alzare il moltiplicatore dei punti, accumulando uccisioni con una certa costanza e riducendo i tempi morti. Ottenere i gradi più alti è in effetti abbastanza difficile, ma non ci sembra che questo game mode sia un incentivo sufficiente a tornare sui teatri di guerra di Bravo Team. Il prezzo a cui viene proposto il titolo di Supermassive, confrontato con i suoi contenuti e con l'offerta di altri prodotti dedicati alla VR, non è in definitiva molto lusinghiero.

    Bravo Team Bravo TeamVersione Analizzata Playstation 4Bravo Team resta in quel limbo da cui tanti titoli pensati per la Realtà Virtuale non riescono ad uscire. Sfruttando l'ottimo potenziale del PlayStation Aim il gioco propone un'esperienza di shooting interessante, piacevole e immersiva: un'evoluzione degli sparatutto su binari; un concept che speriamo possa essere ripreso e valorizzato da altre produzioni (House of The Dead, Ghost Squad, Time Crisis: fatevi avanti!). Inedita è anche la dimensione cooperativa, che in effetti rende il gioco in qualche maniera originale: avanzare assieme ad un compagno, coprirsi le spalle a vicenda e coordinarsi per imbastire una tattica clinica ed efficace, è un'operazione appagante e divertente. Purtroppo la durata davvero ridotta della missione principale, una generale monotonia ed un'evidente scarsità di contenuti tarpano le ali a Bravo Team. Con una campagna più articolata, qualche nemico in più ed una manciata di armi aggiuntive si sarebbe potuto fare molto di meglio. Se ancora non avete PlayStation Aim potreste comunque pensare di acquistare il bundle con Bravo Team, per poi avvicinarvi a Farpoint dotati del giusto equipaggiamento. Soprattutto se avete un amico che vi supporta, la campagna, giocata al massimo livello di difficoltà, vi farà sudare non poco, lasciandovi provare le sensazioni di un sistema di shooting davvero unico, fiore all'occhiello delle possibilità ludiche inaugurate dalla VR.

    6.8

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