Brawlout Recensione: l'erede spirituale di Smash Bros arriva su Nintendo Switch

Brawlout è un picchiaduro a incontri folle, divertente e colorato, che riprende la filosofia alla base di Smash Bros di Nintendo.

recensione Brawlout Recensione: l'erede spirituale di Smash Bros arriva su Nintendo Switch
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Nel 1999, un non ancora trentenne Masahiro Sakurai interveniva nel mercato dei picchiaduro come un calcio ben piazzato lì dove fa più male. Mettendo insieme dodici degli eroi Nintendo più amati e un'idea di gameplay fino ad allora mai sperimentata, pubblicava su Nintendo 64 quel Super Smash Bros destinato a cambiare radicalmente le serate fra amici di milioni di giocatori. Punto di incontro fra i picchiaduro e i party game, nei quindici anni intercorsi fra il primo e il quarto capitolo della serie, Smash Bros. ha ricevuto pareri entusiasti dalla critica e raccolto uno stuolo di fedelissimi adepti. I ragazzi di AngryMob sono sicuramente fra questi, considerando quanto il loro Brawlout veda nella creatura di Sakurai una chiara fonte d'ispirazione. L'allievo avrà saputo reggere il confronto con il maestro?

    Super Smash Bros: Brawlout

    Dopo l'esordio su Steam dello scorso aprile, Brawlout fa il grande salto verso il mercato console e atterra su Switch, prima tappa di un viaggio che porterà verso l'uscita su PS4 e Xbox One. Nei suoi primi mesi, il gioco di AngryMob è riuscito ad emergere dal marasma di cloni, copie e figli illegittimi di Smash Bros. grazie ad una struttura ludica solida, per quanto sicuramente derivativa.

    Brawlout abbandona la componente "party" della serie nata nelle officine di HAL Laboratory, decidendo di privare i giocatori di tutti gli oggetti che da sempre sono soliti ribaltare gli esiti degli scontri. Se avete giocato un qualsiasi Smash, sapete di cosa stiamo parlando: per quanto la vostra ragazza o quell'amico che non si è mai spinto fuori dal recinto di FIFA possa essere negato con Smash, basterà recuperare un martello nel momento giusto per spingere fuori dallo schermo tutti i personaggi impegnati nella battaglia. Tutto questo in Brawlout non succede, portando quindi l'esperienza verso un'unica direzione, quella del gaming competitivo. Per il resto, il modello di gioco incluso nella confezione (digitale) è al 99% quello di Smash. Ci si affronta in stage sviluppati su diverse piattaforme, avendo cura di buttare i nostri avversari fuori dallo schermo. Gli attacchi si dividono in due categorie, assegnate ai tasti A e B in combinazione con la direzione in cui viene inclinato l'analogico sinistro.
    Usare i nemici come sacchi da allenamento non farà diminuire i loro punti vita, ma andrà ad aumentare la percentuale di danno subito: più alto sarà tale quantitativo, più lontano volerà via il malcapitato combattente. Chiariamoci: Brawlout non si limita a copiare i compiti di Sakurai-san, e riesce anzi ad aggiungere anche qualcosa di suo, per quanto di dimensioni contenute. Innanzitutto, viene completamente eliminato lo "scudo" di Smash, impedendo di parare i colpi rimanendo fermi. Allo stesso modo, viene esclusa la presa - se non per un paio di personaggi "wrestler". In luogo di queste meccaniche, AngryMob ha inserito una barra del danno critico, facilmente visibile sotto la percentuale di quello ricevuto.
    Tale indicatore è diviso in due segmenti: una volta riempito il primo, premendo entrambi i dorsali il nostro personaggio romperà la combo dell'avversario, lasciandolo interdetto giusto per quel secondo e mezzo necessario a scappare via. Nel caso in cui, invece, le frazioni piene siano due, premere ZL e ZR contemporaneamente attiverà lo stato "berserk" del nostro eroe, rendendo letale ogni suo colpo. Come è facile capire, insomma, Brawlout non è esattamente la produzione più originale in circolazione.

    Giocarci fra amici resta comunque divertente, ma l'esperienza sembra quasi limitarsi al multiplayer locale. Il singleplayer, se non per i match veloci contro la CPU e una modalità arcade affrontabile su tre diversi livelli di difficoltà - facile contro un singolo avversario per incontro, normale contro due e difficile contro tre - non offre molto altro. Non aiutano, poi, alla varietà ed alla profondità ludica né la composizione del roster né il sistema di progressione.
    È inutile confrontare Smash e Brawlout da questo punto di vista: sarebbe come paragonare la campagna acquisti del Barcellona e quella del Crotone, ma è un dato di fatto che fornire come personaggi sbloccabili quelli che sono dei palesi cloni dei sei combattenti iniziali (ai quali vanno aggiunti due ospiti quali Juan di Guacamelee e Drifter, preso da Hyper Light Drifter) è una scelta non proprio apprezzabile. Gli otto eroi hanno comunque moveset ben definiti, cosa che spingerà i giocatori a testare ognuno dei lottatori. Anzi, variare nelle proprie scelte pre-partita risulta quasi necessario, considerando il metodo, decisamente discutibile, utilizzato da AngryMob per sbloccare i vari elementi di gioco.

    Ogni scontro, vinto o perso che sia, porterà all'ottenimento di punti esperienza per il singolo personaggio. Una volta accumulate ore necessarie a raggiungere il decimo livello, otterremo un'arena, che si andrà ad aggiungere alle tre (sì, soltanto tre) disponibili all'inizio del gioco. Se questa scelta lascia interdetti, lo stesso si può dire per ciò che riguarda i personaggi ed elementi di contorno come skin e icone per la scheda giocatore. Oltre ai punti esperienza, ogni partita garantisce alcune monete. Queste possono essere spese per acquistare le pignatte, sostanzialmente delle loot box contenenti le varie skin e gli avatar. Per ottenere i personaggi, invece, bisognerà spendere l'altra moneta in-game, ossia le gemme, recuperabili vincendo tutti gli scontri della modalità Arcade o completando le sfide giornaliere che il gioco pone ogni tot ore. Peccato che molte di queste prevedano di lanciarsi nel gioco online.

    Rumble in the Jungle

    Brawlout è un gioco pensato chiaramente per il multiplayer. In locale il titolo va - quasi - liscio come l'olio, con i 60 fps garantiti sia in modalità TV che in modalità portatile, se non per un fastidioso problema di "perdita" di alcuni frame durante le animazioni. Se avete qualche amico con cui giocare a Brawlout stando sullo stesso divano, tenetevelo stretto, visto che cimentarsi nell'online è quasi impossibile: i problemi di connessione sono praticamente costanti, costringendo i giocatori ad affrontare match veloci quanto una Fiat Multipla a metano.

    Data la natura estremamente competitiva del titolo, è davvero un peccato che il gioco in rete soffra di tali carenze, migliorabili soltanto a seguito di un ingente investimento da parte di AngryMob. Per il resto, il lavoro del piccolo studio indipendente merita i giusti elogi. Le arene, per quanto limitate di numero, sono colorate e ben caratterizzate nella loro semplicità, così come il design dei personaggi. Altri encomi, poi, spettano al sistema di controllo: anche questo è ripreso da Smash, ma la latenza degli input pressoché inesistente saprà soddisfare i palati più raffinati, soprattutto negli ambienti di gaming competitivo.

    Brawlout BrawloutVersione Analizzata Nintendo SwitchBrawlout arriva su Switch quasi dopo un anno dall’uscita su Steam, avendo la premura di atterrare sull’eShop prima ancora dell’annuncio di un nuovo Super Smash Bros. Il rimando alla serie creata da Masahiro Sakurai è inevitabile, considerando quanto Brawlout non nasconda il suo essere un prodotto chiaramente derivato dalla serie di Nintendo. Il confronto fra i due titoli, però, si limita soltanto all’aspetto di gioco. Brawlout è pensato per piacere ai giocatori più competitivi, abbandonando le istanze da party games che hanno contribuito a consolidare la popolarità di HAL Laboratory. Brawlout non è un'opera perfetta: a fronte della presenza di un roster di personaggi limitato ma ben caratterizzato, la produzione di AngryMob soffre di alcune discutibili scelte di game design per ciò che concerne il senso di progressione, l’ottenimento di nuovi lottatori ed elementi di gioco. A questi difetti, si aggiunge un’infrastruttura online claudicante e limitata nelle dimensioni, con gli scontri a quattro giocatori affrontabili solo fra amici. Ciò però non tragga in inganno: Brawlout, specialmente in multiplayer locale, è immediato e divertente da giocare. Forse il prezzo è un po’ troppo alto per quella che è l’offerta ludica, ma se non proprio non riuscite ad aspettare uno Smash Bros su Switch ed avete un gruppo di amici/colleghi/coinquilini affiatati con cui trascorrere qualche serata in compagnia, potreste seriamente valutare l’idea di un acquisto.

    7.2

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