Broken Pieces Recensione: un'avventura tra Resident Evil e Silent Hill

Siamo partiti verso Saint-Exil per scoprire tutti i misteri della trama di Broken Pieces, l'avventura ispirata a Resident Evil e Silent Hill.

Broken Pieces Recensione: un'avventura tra Resident Evil e Silent Hill
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Mentre saghe storiche come Alone in the Dark stanno per tornare con una veste grafica e un gameplay completamente rinnovati (qui la nostra prova della demo prequel di Alone in the Dark), esistono piccoli team di sviluppo che guardano con piacere al passato e puntano a riproporre meccaniche considerate ormai anacronistiche in produzioni moderne. L'esempio dell'horror Infogrames non è casuale, poiché Broken Pieces, il gioco di cui vi stiamo per parlare, riprende la telecamera fissa che troviamo anche in altre glorie del passato come Resident Evil e la unisce ad atmosfere che ricordano molto da vicino quelle di Silent Hill. Il risultato di questo mix, che aveva catturato la nostra attenzione lo scorso aprile (qui l'anteprima di Broken Pieces), è riuscito solo a metà e adesso possiamo dirvi il perché.

    Il mistero di Saint-Exil

    Siamo nei primi anni '90 e la coppia di neosposi formata da Elise e Pierre ha deciso di allontanarsi dai ritmi frenetici delle grandi città francesi per ritagliarsi un piccolo spazio nella ben più rilassante area costiera di Saint-Exil, dove tutto è più tranquillo ed è possibile condurre una vita completamente diversa. Il sogno della coppia viene però infranto da un avvenimento misterioso che coinvolge la piccola città: da un giorno all'altro Elise si ritrova a essere l'unica superstite in quel di Saint-Exil e deve scoprire non solo che fine abbia fatto la sua dolce metà, ma anche perché si stiano verificando strani fenomeni atmosferici e cosa stia tramando una pericolosa setta che agisce tra i vicoli del paesino.

    L'intreccio narrativo, che si basa su questi tre filoni, sembra partire col piede giusto ma purtroppo perde di mordente nel corso dell'avventura, fino a chiudersi con un finale deludente e del tutto privo di momenti memorabili o colpi di scena. Il piccolo team di sviluppo non ha saputo concretizzare le buone idee di partenza e, giungendo ai titoli di coda, sembra palese che non si sia riuscita a trovare una degna conclusione alla storia di Elise.

    I problemi di trama sfortunatamente non sono gli unici della produzione Elseware Experience e difatti non mancano neanche in ambito ludico. La struttura di Broken Pieces è differente rispetto alla maggior parte delle avventure 3D e prevede la presenza di un hub centrale costituito dalla casa della protagonista e da una serie di ambientazioni che si possono esplorare liberamente, che si ricollegano al cuore della mappa tramite delle provvidenziali scorciatoie. Pur essendo una trovata interessante per via dell'obbligo di dover tornare in casa prima del tramonto al fine di evitare brutti incontri, una simile gestione della mappa risulta essere imperfetta a causa dell'assenza di piccoli accorgimenti relativi alla navigazione degli ambienti.

    Nelle fasi di gioco più avanzate occorre spostarsi di frequente da un luogo all'altro e i movimenti lenti e goffi della protagonista, che non può correre, rendono frustranti alcuni frangenti in cui bisogna tornare a casa dal lato opposto di Saint-Exil o ci si dimentica un oggetto chiave nel deposito. In alcuni casi sarebbe bastata un'opzione a schermo per tornare immediatamente sotto le coperte al termine di un enigma oppure implementare una qualche sorta di viaggio rapido con un impatto sullo scorrere del tempo, in modo da evitare che l'utente ne abusasse.

    È un vero peccato, poiché la struttura di base di Broken Pieces è molto interessante e con un pizzico di attenzione in più avrebbe offerto un'esperienza di gioco più fluida e priva di tempi morti. Gli stessi ambienti sono piacevoli da navigare, perché la telecamera fissa funziona bene e non impedisce al giocatore di godersi i vari panorami del paesino francese.

    Dopotutto ciascuna stanza dispone di una doppia visuale intercambiabile che consente di osservare ogni angolo dell'area, senza contare l'aggiunta della telecamera in prima persona, richiamabile con la pressione di un tasto in un qualsiasi momento. Insomma, questo specifico aspetto del gioco non ci ha mai infastidito o impedito di comprendere correttamente il posizionamento di oggetti e luoghi nello spazio.

    Una città tutta da esplorare

    L'esplorazione di Saint-Exil è accompagnata da numerosi puzzle che aiutano Elise a mettere insieme i pezzi per comprendere cosa sta accadendo attorno a lei. Nessuno degli enigmi proposti in Broken Pieces risulta particolarmente innovativo o dotato di grande creatività, dal momento che l'avventura del piccolo team francese non vuole porsi come una sfida: a tal proposito, il taccuino della protagonista si aggiorna con nuove informazioni utili alla progressione man mano che la donna interagisce con gli elementi dello scenario o quando ascolta le audiocassette reperite in giro, che di certo sono la fonte principale di informazioni sul contesto narrativo. Solo nella sequenza finale il gioco diviene più intricato e richiede un maggior numero di spostamenti per il ritrovamento di alcuni artefatti e, all'improvviso, ci si ritrova senza troppe indicazioni a girovagare per la mappa alla ricerca di un modo per proseguire.

    In tal senso, non aiuta il posizionamento di alcuni oggetti per la mappa, uno su tutti l'ascia, un elemento questo che sottolinea qualche ingenuità di troppo da parte del team di sviluppo, soprattutto nell'offrire spunti su come proseguire attraverso piccoli indizi visivi. A risollevare la situazione ci pensano la possibilità di alterare le condizioni metereologiche dello scenario in qualsiasi momento (fattore che permette di osservare due versioni diverse di Saint-Exil) e le numerose aree secondarie che spesso richiedono il completamento di puzzle un po' più complessi e piacevoli da risolvere, come il ritrovamento di un codice tramite l'ascolto di un'audiocassetta. In alcuni casi ci siamo impegnati in attività prive di una particolare utilità ai fini del gioco e in altri invece abbiamo avuto accesso a delle sequenze oniriche atte a svelare dettagli aggiuntivi sul passato di Elise.

    Anche per queste trovate insomma la longevità di Broken Pieces si attesta sulle cinque o sei ore per il completamento della trama, a cui bisogna aggiungerne altre due per scoprire tutto ciò che l'avventura ha da offrire. Per nostra sfortuna, però, Broken Pieces include anche sequenze d'azione che avremmo bypassato con gran piacere.

    In più di un'occasione, la protagonista viene circondata da creature umanoidi composte di una sostanza simile a fumo, capaci di attaccarla con i propri arti che si deformano e cambiano colore (con effetti a schermo a volte fastidiosi). In queste sezioni bisogna quindi ricorrere al pessimo sistema di combattimento ideato dagli sviluppatori, che si basa sulla possibilità di schivare e quella di sparare con la pistola tramite un meccanismo di aggancio automatico del bersaglio. Dall'inizio alla fine del gioco, questi momenti offrono ben poche variazioni e si sono confermati tutt'altro che interessanti o scenicamente validi. L'unico reale power-up riguarda l'introduzione di un'abilità che consente a Elise di richiamare una tempesta e spazzare via tutti i nemici, così da terminare subito lo scontro e proseguire. Il potere della ragazza viene anche utilizzato per risolvere un paio di enigmi, ma in ogni caso ci troviamo di fronte a situazioni troppo simili tra loro e avremmo apprezzato qualche trovata più peculiare che potesse valorizzare per davvero i talenti della protagonista.

    Bello a metà

    Anche sotto il profilo tecnico, Broken Pieces non eccelle e alterna fondali ben realizzati e ricchi di particolari, complici anche gli strumenti messi a disposizione dall'Unreal Engine 4 (tra i quali troviamo Quixel Megascans), a un modello della protagonista che lascia parecchio a desiderare, soprattutto nel suo outfit invernale: in questo caso gli sviluppatori non hanno optato per un'acconciatura che evitasse compenetrazioni poligonali e hanno invece preferito dare ai capelli una piega parecchio insolita e poco gradevole da vedere. Anche le animazioni non godono di particolare cura e in alcuni casi si sono rivelate francamente inguardabili: per fare un esempio, in relazione alla salita di una scala, vedremo Elise cominciare l'azione per poi ritrovarla in cima in un battito di ciglia.

    Di contro, il comparto audio ci ha convinto, sia per quanto riguarda le musiche composte dal team di sviluppo che per il doppiaggio della protagonista. In merito all'ottimizzazione della versione PC, l'unica testata in sede di recensione, non abbiamo riscontrato problematiche evidenti, sebbene le fasi di combattimento siano caratterizzate da più di qualche incertezza in materia di frame rate. A contribuire alla buona fluidità dell'esperienza ci pensa il pieno supporto al DLSS, che consente di sfruttare le schede video Nvidia RTX per migliorare la resa visiva senza incidere sulla frequenza di fotogrammi.

    Broken Pieces Broken PiecesVersione Analizzata PCBroken Pieces è un progetto realizzato da una software house ancora alle prime armi, un'avventura che purtroppo si è dimostrata problematica su più fronti. Al netto della gradevole ambientazione che fa da sfondo alle vicende narrate, la trama non riesce a coinvolgere il giocatore, la maggior parte dei puzzle sono poco interessanti e ripetitivi e le fasi di combattimento non sono altro che un riempitivo che stanca già al secondo incontro con gli avversari, tutti uguali fra loro. Insomma, a meno che non vi accontentiate di una passeggiata all’interno di una splendida cittadina francese, Broken Pieces non ha molto da offrire, nemmeno agli appassionati del genere di riferimento.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i7-10700
    • RAM: 32GB DDR4
    • GPU: GeForce RTX 2080 Super
    5.5

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