Burning Daylight Recensione: la fredda luce del giorno

Burning Daylight è un'esperienza 2,5D cinematica creata da un team di studenti e professori universitari come progetto accademico e scaricabile gratis.

recensione Burning Daylight Recensione: la fredda luce del giorno
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  • Pc
  • I gas di scarico della megalopoli emergono dalle fogne e intossicano l'aria, salgono verso il cielo fino a superare i tetti dei grattacieli, rendendo impossibile il passaggio dei raggi del sole. Più giù, circondati dal cemento, il nostro percorso è illuminato solo da neon intermittenti, ultima salvifica presenza che impedisce al buio di dominare per sempre le architetture e i luoghi della città. Una voce squillante, divertita ed esaltata ci comunica le nuove opportunità concesse dalla realtà aumentata: colpire le ciliegie che incontreremo per strada ci permetterà di avere delle ricompense! Grazie a esse, riusciamo a entrare nella zona più ricca della città. Le urla strazianti dei disperati della periferia vengono quindi definitivamente soffocate dalla musica dei locali, attivate a zona grazie al nostro futuristico visore di realtà aumentata. In un angolo, alcuni abitanti scopano nell'immondizia, mentre un'interferenza informatica paralizza chi stava utilizzando un terminale logistico. Il nostro unico pensiero non può che essere quello di fuggire da questo patinato inferno, da questa fatiscente Radiosa Aurora, dal Burning Daylight.

    Rimandi e Richiami

    Ispirato tematicamente all'opera di Jack London (Radiosa Aurora) e stilisticamente all'arte di Arnt Jensen (Limbo, Playdead), Burning Daylight è un'esperienza 2,5D gratuita disponibile su Steam, creata da un team di studenti e professori universitari come progetto accademico. Per quanto riguarda l'opera letteraria di Jack London, le differenze d'ambientazione sono evidenti, ma tematicamente molto coerenti con quanto scritto più di un secolo fa dallo scrittore americano.

    Se Elam Harnish, il protagonista del romanzo di London, si trasferisce in California e si dedica all'alta finanza e agli investimenti dopo aver trovato l'oro come cercatore nell'impervia Alaska, in Burning Daylight il nostro avatar riesce a ritrovare la strada verso la città dopo una silenziosa fuga da quella che appare a tutti gli effetti come una discarica di persone. La nuova religione collettiva, infatti, vede nell'industria e nelle macchine lo scopo ultimo dell'esistenza stessa, e il carburante di questo sogno trasformatosi in incubo sono le persone stesse. Proprio come nell'opera letteraria, il percorso di crescita del nostro avatar lo cambierà radicalmente, spingendolo verso una scelta in controtendenza rispetto ai suggerimenti psicologici della città e delle sue numerose voci. Nel pochissimo tempo richiesto per completare l'esperienza (circa quaranta minuti) ci capiterà di tutto, rendendo la progressione sempre incredibilmente fresca e imprevedibile: alterneremo sessioni stealth a piccoli e semplicissimi enigmi ambientali, o ci troveremo di fronte a una caccia all'obiettivo che intende criticare la gamification estrema verso cui stiamo tendendo già oggi. Il tutto senza mai rischiare di morire o perdere, dato che il gioco rifiuta palesemente e con coerenza il trial and error tipico delle opere a cui palesemente si ispira per la messa in scena: i capolavori Playdead.

    Proprio in relazione a quei titoli, la più grande differenza risiede nel desiderio di discostarsi da canoni ludici più tradizionali, rinunciando totalmente a qualsiasi forma di "sfida", ma incentrando l'esperienza più sull'interagire con il mondo di gioco, cercando di permettere al'utente di dettare i tempi dell'esplorazione e della comprensione degli ambienti.

    Inoltre, rispetto alla filosofia Playdead, l'opera è molto più "parlata": certo, non siamo di fronte a nulla di prolisso, anzi, gran parte dell'esperienza sarà descritta principalmente dall'ottimo sonoro e dalle ispirate ambientazioni, ma in alcune parti del gioco ci saranno invece decisamente più dialoghi, non ad opera del nostro avatar (sempre silenzioso, come da tradizione), ma delle varie voci pubblicitarie e delle IA della realtà aumentata. In sostanza, incontrando e reinterpretando temi e scelte formali altrui, i giovani di Burning Daylight Team sono riusciti a costruire un'ottima esperienza interattiva, focalizzata su pochi obiettivi ma capace di centrarli in pieno.

    Poco Cyber, Molto Punk

    Quella raccontata da Burning Daylight è una distopia non così distante e lontana, rispetto al nostro mondo. Il suo è un cyberpunk molto poco estremo, privo di assurdi potenziamenti cibernetici o di fantastiche invenzioni tecnologiche e informatiche: racconta il nostro mondo da qui a qualche decennio, niente di più e niente di meno. Dove si nasconde, allora, il motivo che rende l'opera cyberpunk?

    Nel suo saper cogliere le incoerenze strutturali tra le nuove tecnologie e il libero accesso a esse da parte di tutti; nel raccontare l'uso strumentale e illogico che facciamo della natura e delle sue regole; nel rappresentare il consumo come unico strumento di affermazione di sé stessi. Sebbene sia dunque, almeno per una certa parte dell'esperienza, abbastanza lontano dalla tradizione estetica e narrativa cyberpunk, Burning Daylight coglie con coraggio, forza e qualità i temi portanti di questa corrente, con un finale particolarmente indicativo da questo punto di vista, che non solo recupera anche in questo caso l'opera di Jack London, ma la reinterpreta con efficacia secondo le prospettive della nostra epoca.

    Burning Daylight Burning DaylightVersione Analizzata PCCommento: Recuperando opere storiche della letterature e tradizioni artistiche che hanno fatto la storia del videogioco recente, Burning Daylight team reinterpreta con originalità storie e tecniche a cui siamo molto abituati, senza però mai scadere eccessivamente nel retorico, nel prolisso, nella banalità estrema che spesso questo genere rischia di generare. Rifiutando ogni genere di sfida in funzione di una narrazione estremamente fluida e mai ostica nei confronti del giocatore, Burning Daylight racconta una storia decisamente forte, concettuale ma al contempo incredibilmente reale.

    8

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