Recensione Burnout 2

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Burnout 2 - 863

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Disponibile per
  • PS2
  • Xbox
  • NGC
  • Ring digitale

    Simulazione vs arcade, dedizione vs immediatezza, gratificazione vs divertimento puro; queste le due scuole di pensiero per quanto riguarda la guida digitale. Lungi da me la ricerca di una qualsivoglia verità su quale delle 2 fazioni sia la migliore, mi limiterò a constatare l'appartenenza del prodotto in oggetto ad una d'esse; nella fattispecie la seconda: Burnout 2 è un arcade puro. Ma puro puro. Talmente puro che vi chiederete come mai alla partenza non compaia il logo Sega e non ci sia permesso di scegliere la stazione radio preferita.

    Evoluzione della specie

    Se nella ricerca della spiegazione sull'origine della vita l'evoluzione si è guadagnata solo l'appellativo di “teoria”, in ambito videoludico è ormai un fatto appurato: Burnout 2 è qui per dimostrarlo. Se già il primo capitolo si era distinto per velocità e spettacolarità degli incidenti, questo sequel stupisce non solo per i miglioramenti apportati alle succitate caratteristiche, ma anche per aspetti inaspettati come modalità di gioco e pulizia grafica.
    Ma andiamo con ordine.

    La strada maestra

    La variegata offerta di Burnout 2 è limitata inizialmente alla sola scuola guida. Benché possa risultare prolissa e ridondante per l'utente già avvezzo al prequel, questa modalità permette di impratichirsi con le nuove spericolate metodologie di incremento della “barra burnout” e consente inoltre di vincere (superando ogni prova con una medaglia d'oro) una delle tante macchine conquistabili durante il gioco.
    Una volta ottenuta la patente è possibile assaporare le ulteriori 2 modalità principali del titolo, ovvero Campionato e Crash.
    La modalità campionato comprende mini tornei a punti su un numero di percorsi compreso tra 3 e 6, dalla lunghezza e numero di giri variabili, nonché differenti per tipologia (circuito o point to point).
    I concorrenti in pista sono sempre 4, ma, come nel primo, sono in compagnia dell'eterogeneo traffico cittadino che varia in quantità a seconda del percorso affrontato (intenso nelle gare cittadine, rarefatto nelle gare che interessano paesaggi montani).
    I tracciati sono in totale 15, affrontabili sia in modalità normale che al contrario, ma condividono in più punti gli stessi svincoli o tratti di percorso; più in generale la varietà è ottima, e affrontando un percorso in reverse spesso si ha l'impressione di essere di fronte ad una pista differente. La scelta degli scenari comprende passaggi in centro città, con grattacieli e incroci; in autostrada, con immissioni e gallerie; lungo la costa, con ampi spazi e dislivelli; in una deserta periferia, con notevoli variazioni di traffico durante l'attraversamento del piccolo centro abitato; e infine in montagna, con strade strette e curve cieche. Rimarchevole poi che, oltre ai livelli con una predefinita ora notturna, ogni percorso possa essere affrontato in due distinte condizioni atmosferiche, che includono pioggia, cielo coperto, neve, alba e tramonto.

    Per quanto riguarda invece la modalità crash, essa presenta scenari sbloccabili a gruppi di tre che prevedono un breve tratto di strada in cui scopo del giocatore è causare il maggior numero di danni possibile; i tratti scelti dai percorsi non superano solitamente più di un chilometro in lunghezza, ma comprendono ovviamente incroci, code e svincoli tutti rigorosamente farciti di numerose macchine urtando le quali è possibile raggiungere l'obiettivo (quantificato in dollari di danno causato).

    Una domanda lecita è se il comparto tecnico regge il paragone con le ultime produzioni PS2, e questo ci introduce nel prossimo capitolo.

    Bagliore inedito

    Essendo sviluppato dai Criterion Studios, non stupisce il fatto che Burnout 2 sia stato programmato con l'ausilio del Renderware, il famoso (famigerato?) middleware già cuore grafico di produzioni non stupefacenti (dal punto di vista visuale) come Pro Evolution Soccer, Tony Hawk Pro Skater 3 e Rayman Revolution. Immaginate la mia sorpresa quando, terminato il caricamento di Burnout 2 e iniziato il rolling demo, si presentò davanti a miei increduli occhi uno spettacolo grafico notevolissimo, capace di rivaleggiare con ben più blasonati motori di rendering presenti in altri giochi.
    Quest'ultima revisione del Renderware, evidentemente ottimizzata per sfruttare al meglio le peculiarità del sistema Sony, spara a video sessanta frame al secondo (sì, proprio sessanta, c'è il selettore 50/60Hz), colmi di una grande quantità di poligoni ed effetti di illuminazione in tempo reale che solo in GT3 avevano raggiunto tale splendore. I modelli delle auto (tutte rigorosamente inventate) sono molto ben definiti e particolareggiati, ma benché sia presente su di esse una discreta mappatura d'ambiente (il riflesso delle zone limitrofe), non riescono a raggiungere la fotorealisticità del titolo Poliphony. Per il resto, sempre dal punto di vista tecnico, c'è da stare allegri: sono presenti overbright, specular mapping, un eccezionale sistema particellare e, per la prima volta sul sistema Sony, bloom lighting: in pratica quell'effetto che permette alla luce riflessa sulle lamiere delle auto (ma anche sui vetri dei palazzi e sui finestrini) di generare un bagliore soffuso tutt'intorno all'oggetto illuminato; forse spiegato così risulta incomprensibile, ma una volta che lo vedrete in azione converrete che mai il sole è stato così abbagliante in un videogioco. Persino le texture godono di una risoluzione raramente raggiunta su PS2, con cali di stile solo nelle superfici che interessano il bordo pista. Ancora: i tracciati sono estremamente dettagliati e spesso è possibile ammirarne l'estendersi a perdita d'occhio senza apprezzare fastidiosi pop-up. A conclusione di un delizioso quadretto una perfetta fisica regola gli impatti regalando incidenti appaganti nel loro tragico realismo, evidenziato da un efficace effetto moviola che ci accompagna attraverso le conseguenze del nostro errore: tamponamenti a catena, ripetuti cappottamenti, scintille e detriti che schizzano ovunque, lamiere che si deformano realisticamente e autoarticolati che vedono il loro carico inclinarsi in modo credibile; tutto questo è gestito dal gioco in alta risoluzione, con un pizzico di anti-aliasing e alla massima fluidità visualizzabile. Tale fluidità è mantenuta anche in caso di splitscreen a due giocatori, con la sola differenza di una diminuzione di risoluzione verticale e un dimezzamento del framerate (da 60/50 a 30/25).
    Gli unici difetti riscontrabili sono nella gestione della telecamera durante gli incidenti (non sempre l'inquadratura scelta è la più spettacolare ed ogni tanto si “incanta” oscillando avanti e indietro) e in un leggerissimo, e qui voglio essere veramente pignolo, aliasing, nulla che comunque non sia riscontrabile anche in acclamati prodotti che girano su console più recenti.
    Si difende bene anche l'audio con musiche rock molto appropriate e la possibilità di settare l'uscita in Dolby Pro Logic II. Sebbene lo stridore dei pneumatici e soprattutto i suoni relativi agli incidenti siano fenomenali, il rombo dei motori non ha ricevuto la stessa cura durante la realizzazione.
    Detto questo, rimangono due soli aspetti da valutare: la giocabilità e la longevità.

    Fast and Furious

    Non c'è che dire, sin dai primi momenti il gioco risulta adrenalinico e coinvolgente, e più di una volta, ne sono certo, vi capiterà di sobbalzare all'impatto con un autobus ad un incrocio.
    La velocità è esagerata, e quando dico “esagerata” intendo che non ho mai visto nulla di simile, neanche il caro vecchio Wipeout; senza adeguati controlli il gioco risulterebbe ingiocabile e frustrante, tuttavia Criterion non delude neanche sotto questo aspetto regalandoci vetture che sono un piacere da controllare e un traffico, disposto nelle strade ad arte dagli sviluppatori, che è un piacere evitare (anche qui come nel primo Burnout il traffico varia da pista a pista e a seconda della velocità di percorrimento, rimane però lo stesso affrontando più volte la stessa gara, anche se è difficile accorgersene). Le varie modalità offrono un discreto diversivo nella evidente ripetitività dell'azione, che comunque non stufa mai. La modalità a due giocatori è eccellente sia nella realizzazione tecnica (bellissima l'idea del replay con la presenza contemporanea di due immagini su schermo: una grande relativa al giocatore in testa, una molto piccola relativa all'avversario), sia nelle modalità: praticamente uguali a quelle single player tranne il campionato, sostituito da una gara singola, ed alle quali si aggiunge anche, una volta sbloccata, la modalità “pursuit”, ovvero una sorta di redivivo Chase HQ dove un giocatore deve inseguire l'altro e arrestarne a sportellate la fuga.
    Per finire è apprezzabile l'intelligenza artificiale che induce le auto facenti parti del traffico a cercare di evitare l'impatto con lampeggiamenti, inchiodate, strombazzate di clacson e leggere (ma talvolta disastrose) sterzate.

    Traguardo

    Burnout 2 è un gioco esilarante, tecnicamente ineccepibile e longevo. Finire il gioco non è difficile, anzi possiamo riscontrare un calo della difficoltà rispetto al precedente episodio; prendere tutte le medaglie d'oro però è un'impresa impegnativa, e le varie modalità e macchine che sbloccheremo facendolo risultano premi sufficientemente allettanti. Oltre a questo è bene valutare come una partita alle piste già completate rimanga un'esperienza divertente e appagante, e come il multiplayer goda come sempre di una longevità infinita.
    Criterion, strizzando l'occhio a Ridge Racer e ad Out Run, è riuscita a produrre un gioco appetibile ed entusiasmante, un arcade puro che non mancherà di soddisfare non solo gli amanti della velocità, ma noi tutti che difficilmente riusciremmo a resistere alla tentazione di lanciarci contromano a 300 all'ora dopo essere stati 2 ore bloccati nel traffico.

    Si ringrazia Scabini Giocattoli per averci fornito il gioco.
    Via Reta 7/R 16162 Genova Bolzaneto Tel. 010 7404901
    Ordinazioni diponibili anche via mail: scabinigiocattoli@hotmail.com fax: 010 7404774

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