Cadence of Hyrule per Nintendo Switch Recensione: armoniosamente Zelda!

Gli sviluppatori di Crypt of the NecroDancer si lanciano in un'esclusiva e riuscitissima reinterpretazione a tema Zelda del loro piccolo grande cult.

recensione Cadence of Hyrule per Nintendo Switch Recensione: armoniosamente Zelda!
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  • Nonostante avesse tutte, ma proprio tutte, le carte in regola per piacermi moltissimo - dell'ambientazione sepolcrale al concept assolutamente fuori di cotenna - devo ammettere di non essermi mai avvicinato a Crypt of the NecroDancer.
    Non che ci fosse una ragione precisa, intendiamoci: semplicemente, a dispetto di un'affinità elettiva a dir poco scontata, io e il piccolo cult targato Brace Yourself Games non abbiamo per così dire mai avuto l'opportunità di incrociarci, come spesso succede in un panorama stracolmo di stimoli e drammaticamente povero di occasioni (il tempo a una certa età diventa il vero nemico, quindi approfittatene finché siete giovani!).

    È forse anche per questo che, non appena ho visto i primi dodici secondi netti del trailer di Cadence of Hyrule, ho subito deciso che volente o nolente sarebbe presto arrivata l'ora di colmare questa mia imperdonabile lacuna, concedendo una chance assicurata a questa sorta di sequel/remake/spin-off a tema The Legend of Zelda.

    Agita quella Triforza!

    Impossibile del resto resistere a quella deliziosa direzione artistica (con una pixel art finalmente genuina e almeno per una volta non forzata), a quelle animazioni gioiosamente pulsanti a tempo di musica e più in generale al respiro così profondamente autentico che trasuda in ogni aspetto di questo Cadence of Hyrule.

    Se da fermo sembra pregevole, sappiate che in movimento è ancora meglio. Specie se accompagnato alla colonna sonora di Danny Baranowsky.

    Un gioco che - un po' come era già accaduto in passato con il brillante Mario + Rabbids Kingdom Battle (qui la recensione del gioco di Ubisoft) - nonostante non provenga direttamente dalla Grande N riesce a toccare vette di "nintendosità" a dir poco esaltanti, attestandosi su livelli di freschezza e di carisma davvero degni di nota. Un risultato nient'affatto banale o peggio ancora scontato per un piccolo team indie di Vancouver, quasi inspiegabilmente messo alle prese con una delle licenze più prestigiose della Casa di Kyoto.

    Eppure, in definitiva, il bello di Cadence of Hyrule sta esattamente tutto lì, nel fatto che il titolo nel suo insieme funzioni così dannatamente bene, dalla A di Aracnula alla Z di Zoras. Con una spontaneità invidiabile, con una classe innata e soprattutto trovando un connubio fra azione, avventura e rhythm game che invece di apparire pretestuoso pare quasi il naturale terreno su cui è abituato a muoversi da sempre il franchise di Zelda.

    Non che in realtà le cose filino proprio alla perfezione sin da subito. O meglio, è importante fare un distinguo: già a partire dalla schermata del titolo ci si accorge che in qualche modo Cadence of Hyrule abbia il tiro giusto, il carisma di chi ne sa. Così, in maniera tanto impalpabile quanto comunque concreta. Eppure, almeno per la prima ora abbondante di gioco, l'approccio si dimostra ben poco fedele ai dettami classici di Miyamoto-San: al netto di una meccanica di gioco profondamente originale, Brace Yourself Games resta infatti asciuttissima nelle spiegazioni, e Cadence of Hyrule non fa poi chissà quanto per mettere a proprio agio l'utente. Certo, non aspettatevi il micidiale sadismo di Sekiro, eppure siamo piuttosto lontani dai meticolosi tutorial in stile Nintendo: capita allora che le prime vite - anzi le prime run, trattandosi a tutti gli effetti di un roguelike - vengano spese con la sensazione di averci capito pochissimo, come se per qualche ragione non si stesse cogliendo chissà quale meccanica fondamentale di gameplay. Ci si limita ad esplorare qualche quadro, si "apre" progressivamente la mappa, si muore spesso e volentieri senza nemmeno avere capito fino in fondo il perché.

    A un certo punto però - per esperienza personale direi su per giù dopo la prima ora passata a sbatterci un po' il muso, ad ogni modo senza accenni di frustrazione - scatta come per magia qualcosa. Ti rendi conto che in realtà stai già di fatto giocando senza nemmeno essertene accorto (o forse è il gioco a giocare te, come accadeva con Patapon?) e che non è affatto un caso che le tue scorribande durino sempre più a lungo.

    Capisci che il sistema di combattimento è davvero tutto lì, ben più semplice e diretto di quel che ti saresti immaginato, perché a contare sono praticamente solo il ritmo e la direzione degli attacchi. Esplorando ti rendi mano a mano conto di come sia organizzata la mappa, impari a gestire i numerosi equipaggiamenti che ti vengono messi a disposizione lungo tutto il corso dell'avventura, entri nel meccanismo. O, per dirla come piacerebbe al buon vecchio Neo, vedi la Matrice. E lì non puoi far altro che cogliere la grandezza di questa deliziosa avventura scandita a tempo di musica, lasciandoti trascinare da una soundtrack memorabile. Abbandonandoti al ritmo, a una giocabilità a tratti apertamente geniale, concedendoti nel frattempo variazioni sul tema parecchio interessanti (basti vedere quanto cambi l'approccio negli scontri qualora si scelga Zelda piuttosto che Link, o anche solo al variare delle singole armi).

    A convincere è l'ispirazione generale del progetto: non mancano citazioni e rimandi pensati per solleticare i fan della Triforza.

    Tra i vari pregi di Cadence of Hyrule c'è da sottolineare il fatto che duri il giusto: né troppo né troppo poco, con un invidiabile equilibrio che si attesta attorno alle otto/nove ore che consente a questo zeldoso musicarello di rimanere sempre fresco, sorprendente, incisivo.

    Evitando di tirare troppo in lungo fondamenta di gameplay solide e strutturate, ma anche senza complicazioni eccessive, perché il meccanismo funziona così com'è, senza bisogno di particolari fronzoli. O ancora, un altro punto a favore di Cadence è che sia un'esperienza in qualche modo configurabile: da un certo punto della quest diventa possibile giocare in co-op locale (opzione che semplifica non di poco certi passaggi), così come si possono sempre adeguare alcune sfumature legate al permadeath o al rispetto del ritmo (detto che disattivare in toto l'idea stessa di dover impartire i comandi a tempo di musica significa "rompere" le fondamenta del gioco, ma è comunque possibile farlo per chi proprio fosse allergico ai beat).

    Discorso invece leggermente diverso per il delicato fattore prezzo, fissato alla cifra di 24.99€ sull'eShop. Certo, una volta arrivati alla fine - a proposito, sempre per correttezza segnalo che anche nel dungeon finale la difficoltà torna a imbizzarrirsi un filo, ma arrivati a quel punto difficilmente rinuncerete a godervi l'epilogo - resta sempre la possibilità di dedicarsi alle speed run per tentare la scalata alle classifiche online.

    Eppure la sensazione che forse Nintendo avrebbe potuto tagliare di almeno 5€ il costo, mettendo davanti quell'uno che psicologicamente fa una bella differenza., si avverte.. in qualche misura. Il consiglio spassionato resta comunque quello di fregarvene e di gettare per una volta il cuore oltre l'ostacolo: se vi attrae la prospettiva di un impensabile action/roguelike scandito dalle musiche della saga di Zelda, non abbiate timori e tuffatevi a bomba in Cadence of Hyrule.
    Ad aspettarvi troverete una Leggenda squisitamente familiare, ma anche con un sapore tutto speciale.

    Cadence of Hyrule Crypt of the NecroDancer Cadence of Hyrule Crypt of the NecroDancerVersione Analizzata Nintendo SwitchCadence of Hyrule è un gioco che richiede un minimo di investimento, sotto più punti di vista: servono un po' di pazienza, un po' di buona volontà e un briciolo di concentrazione (almeno sulle prime!) per entrare nel mood giusto. Una volta scattata la scintilla però preparatevi a veder divampare un vero e proprio incendio, per un'avventura roguelike costruita in maniera stupefacente attorno alle dinamiche di un rhythm game. Il risultato finale è uno Zelda senza alcun dubbio diverso dal solito, ma con una freschezza e un brio che hanno pochissimo di invidiare anche agli episodi blasonati: complimenti a Nintendo per il coraggio e a Brace Yourself Games per la faccia tosta!

    8.8

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