Recensione Call Of Duty

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Call Of Duty - 1499

Articolo a cura di
Disponibile per
  • N-Gage
  • Pc
  • Come in un film

    Non sapete come ci siete arrivati ma vi prendono di peso e vi imbarcano su una grande chiatta. E mentre attraversate il fiume che vi separa dal porticciolo di Stalingrado, siete circondati da decine di vostri commilitoni, vestiti nelle grezze e spesse uniformi dell'armata russa. Tutto intorno a voi il tuono delle esplosioni lontane è incessante, e si va via via più vicino finché la chiatta di fianco alla vostra, colpita in pieno da uno Stuka, esplode in mille frammenti. L'acqua si colora di tristi colori... il nero del gasolio, il rosso del sangue di ragazzi meno fortunati di voi... e arrivate, non sapete come, incolumi dall'altra parte del fiume. Quì vi spintonano, vi obbligano a passare di fronte a un ufficiale che vi consegna cinque proiettili e vi ordina di seguire un vostro compagno con un fucile. E vi avverte: se oserete arretrare di fronte al nemico non avrete tempo per esprimere il vostro rammarico perché a falciarvi saranno le mitragliette del vostro stesso paese. In ogni caso, che le pallottole siano russe o tedesche, sibilano tutto intorno a voi, e già avete capito che uscirne vivi sarà come vincere la lotteria al dumaparty. Mentre arrancate, tenendo la testa bassa, verso decine di nidi di mitragliatrici pesanti tedesche, la terra trema sotto i colpi di mortaio nemici. Al vostro fianco i vostri commilitoni muoiono a centinaia, falciati dal fuoco incessante e opprimente dei nazisti. Non vedete via di uscita. Si può solo avanzare, incontro al destino. Finché arriva l'ordine di tenere giù la testa perché, dopo aver sacrificato migliaia di vite, il quartier generale dell'Armata Russa ha deciso di usare l'artiglieria pesante per sopprimere il muro di fuoco che impedisce la prima tappa della ripresa di Stalingrado. Allora le mitragliatrici tacciono per qualche istante, incerte... e nell'aria cresce un sinistro fischio, sempre più forte. La terra inizia a tremare, esplodono interi palazzi a cento metri da voi e un rombo infernale sfonda la resistenza dei vostri timpani e vi raggiunge attraverso le ossa, incontenibile. L'emozione si fonde con la paura di poco prima e vi sentite come bambini, coinvolti in un gioco enormemente più grande di voi. E infallibilmente letale.

    I due scenari bellici

    Probabilmente quanto appena detto vi ricorda fin troppo un'ottima pellicola cinematografica dal titolo evocativo: Il nemico alle porte. E infatti nel gioco di cui stiamo parlando è stata riprodotta in modo eccellente l'avventura del protagonista del film. Proprio come lui vi troverete a sbarcare a Stalingrado sotto il fuoco di sbarramento dei tedeschi e, subito dopo, a caricare contro le postazioni nemiche sulla Piazza Rossa, un altra esperienza veramente impressionante. Si, perché Call of Duty ha il non comune pregio di offrire una ricostruzione eccellente di questi eventi storici. Vi assicuro che bisogna avere uno stomaco di ferro o un cuore di gomma per non rimanerne coinvolti emotivamente. La guerra, in Call of Duty è estremamente e terribilmente affascinante. Sopratutto per l'alto livello di dettaglio con il quale è possibile sperimentarla sulla propria pelle. Per fortuna è un gioco (o una simulazione) di ciò che uomini più sfortunati hanno dovuto vivere, perché lasciarci le penne, durante un'operazione qualsiasi in cui sarete coinvolti, è fin troppo semplice! Call of Duty invita il giocatore a vestire i panni prima di un paracadutista alleato, quindi di un semplice soldato russo; sempre comunque schierato contro l'esercito nazista. E di portare a compimento varie operazioni belliche in molteplici scenari, spesso ispirandosi a eventi realmente accaduti, come quello prima descritto durante la riconquista di Stalingrado.

    Ma allora è una simulazione?

    Quando uso la parola simulazione, riferendomi a Call of Duty, credo di non sprecarla invano. I motivi sono molteplici. Innanzi tutto per come sono simulate le varie armi da fuoco. Le armi da guerra sono progettate per essere il più letale possibile; già nel corso della Seconda Guerra Mondiale la velocità dei proiettili, la precisione delle armi e la potenza d'impatto erano tali che spesso bastava un singolo colpo a segno per mettere fuori combattimento la vittima. Anche essere colpiti di striscio poteva significare perdere conoscenza o subire una tale emorragia da essere, di fatto, messi in condizione di non poter più operare. Il più delle volte un soldato colpito, se non moriva sul posto, moriva di lì a poco per ferite o per l'incapacità di difendersi. In Call of Duty, a livello Veterano (il più difficile, l'unico con cui è stato testato il gioco), sono sufficienti un paio di colpi per essere messi KO in modo definitivo. A meno che non si venga colpiti in una parte vitale, cosa che logicamente porta alla perdita immediata della vita. Quando questo succede il programma provvede a ricaricare la partita all'ultima volta in cui è stata salvata. Aprendo una veloce parentesi, il programma si prende la briga si salvare ogni qual volta si sia superato uno step della missione. E' anche possibile il salvataggio veloce in ogni momento, facoltà, tuttavia, di cui è consigliabile non abusare: nella missione più difficile che ho dovuto affrontare, avevo la sventura di salvare sempre un attimo prima che una pallottola vagante mi colpisse in pieno. Quindi, appena ricaricavo, in una frazione di secondo finivo dritto e rigido steso sul terreno. Una cosa veramente frustrante!

    Scegli la tua arma, baby! Anzi, no: prendi questa va...

    Tornando alle armi che è possibile imbracciare in Call of Duty, ogni esercito dispone delle sue proprie. Gli alleati sono divisi in americani e inglesi. I primi possono vantare il Thompson, mitragliatore medio leggero, estremamente efficace a corto raggio con una discreta capacità sulla distanza e un alto rateo di fuoco. Gli yankee possono anche approfittare delle notevoli capacità del Browning (o BAR), un fucile mitragliatore tra i più potenti, anche a lungo raggio, logicamente pesante e poco maneggevole se impegnato in ambienti ristretti. In ogni caso un'ottima arma da supporto. Così come la carabina M1A1, capace di una notevole gittata e ancora molto potente anche al massimo della portata. Più potente ma più pesante, l'M1 Garand, che ha tuttavia l'handicap di non permettere il ricaricamento prima che siano stati esauriti tutti i colpi, fattore che influenza drasticamente la tattica di combattimento di chi lo imbraccia. Affascinanti anche le armi inglesi, nel cui novero troviamo lo Sten Mark 2, mitragliatore compatto e leggerissimo, ottimo per sgombrare velocemente stanze e trincee. Risalente alla Prima Guerra Mondiale (1907), ma utilizzato ancora oggi, il Lee-Enfield, fucile a dieci colpi, molto preciso sulla distanza. E scommetto che non resisterete al fascino del Bren, fucile mitragliatore dall'originale caricatore posizionato sopra la canna e che impedisce in parte la visuale ma che, se usato a dovere, è in grado di martellare il nemico con un fuoco di copertura impressionante. Tra le armi russe troviamo, ovviamente, il Mosin-Nagant, eccellente fucile forse superiore a quelli alleati e che, se dotato di ottica, si trasforma in un letale fucile da cecchino. Oltre al mitragliatore PPSh41 che, con un caricatore di 71 colpi e un rateo di fuoco infernale, era un vero incubo per i tedeschi che vi dovevano combattere contro! Doveroso citare anche alcune armi naziste, tecnicamente superiori a quelle alleate. Innanzi tutto il mitragliatore leggero MP40, capace di raffiche precise e veloci, privo della tipica tendenza ad alzare la canna nelle lunghe raffiche. Il Kar98k con ottica, fucile da cecchino estremamente temuto da alleati e russi. E, sopratutto, l'FG42, un fucile mitragliatore con ottica: rateo di fuoco elevatissimo, gittata altissima, ottica di precisione, potere d'arresto all'impatto impressionante, una delle armi più letali al mondo ancora oggi. Ne troverete davvero pochi di questi giocattoli. Ma se lo trovate, fate in modo di non mollarlo più! Non ha rivali. Infine, per concludere la carrellata, tutti gli eserciti dispongono di una rivoltella d'ordinanza, di granate a frammentazione da usare all'uopo e, nel caso dei tedeschi (ma usufruibili anche dagli altri eserciti), i Panzerfaust "pugno di ferro", in pratica rudimentali bazooka indispensabili per forare le corazze dei carri armati. Disseminate in giro per le mappe troverete anche mitragliatori pesanti, cannoni antiaereo, flak, il cui uso a volte è essenziale per concludere la missione assegnata.

    L'arte della guerra (moderna).

    Imparare a usare al meglio tutto questo arsenale potrà fare la differenza tra il prendere una medaglia al valore o una alla memoria. Call of Duty è diviso in due parti principali. Nella prima ci si trova nei panni di un soldato americano paracadutato oltre le linee nemiche poco prima dello sbarco che diede il via all'invasione di terra da parte delle forze alleate ai danni dei tedeschi. Nella seconda, come detto sopra, si vestono i panni di un soldato dell'Armata russa, dalla ripresa di Stalingrado in poi. L'impatto con l'ambiente di gioco è discretamente soft per i primi minuti quando, dopo aver toccato il suolo e abbandonato il paracadute, ci si trova nei pressi di una stazione radio nemica, celata all'interno di una villetta di campagna. Ma da li a breve ci si troverà coinvolti in una battaglia casa per casa, che durerà tutta la notte, e vedrà gli alleati farsi strada a colpi di Thompson per svariati chilometri oltre le linee nemiche. E nella prima carica contro i tedeschi, barricati in case popolari di campagna, con tutt'attorno i campi in fiamme, con il frastuono martellante dei bombardieri, e la notte illuminata dall'impatto delle bombe e dalle fiammate di contraeree e fucili, inizieranno le prime emozioni. Imparerete presto quanto è importante tenere "giù la testa" e sfruttare ogni minuscolo riparo! Imparerete a nascondervi anche dietro un filo d'erba, se non troverete di meglio, e a correre come demoni per raggiungere un posto più sicuro appena possibile. O a tuffarvi nei crateri scavati dall'ultima bomba per proteggervi da quelle che arriveranno un secondo dopo. E imparerete quanto può essere fallace una staccionata di legno attraverso la quale le pallottole passano come nel burro. Decisamente la sensazione di esserci è notevole.

    Un soldato solo è un soldato morto.

    In tutto questo trambusto non sarete (quasi) mai soli. Grande pregio di Call of Duty è farvi sentire parte di qualcosa più grande di voi. Fare l'eroe non servirà a molto visto che le pallottole non fanno distinzioni. Anche se i soldati della nostra squadra possono ricevere tonnellate di piombo prima di perdere la vita, l'illusione di essere in una battaglia rimane comunque forte perché tutti gli altri (voi compresi) non hanno questo privilegio e, al primo colpo, cadono al suolo immobili. Sopratutto nello scenario russo l'impressionante numero di caduti può turbare più di un buon film sull'argomento. Presa dimestichezza con l'arma d'ordinanza, e acquisita la dovuta scaltrezza per destreggiarsi in zona operazioni, capiterà di farsi prendere dall'impeto "guerriero" (!), e di provare un puro piacere a freddare il nemico (un uomo dopo l'altro), con un singolo e preciso colpo. Non c'è dubbio che se Call of Duty è una simulazione, la guerra, anche la guerra moderna, può essere un'arte e il fatto che ci piaccia "da morire" può (e probabilmente deve) farci riflettere parecchio sulla nostra natura e su quanto può essere importante conoscerla e saperla dominare.

    Fortunatamente è solo un gioco. E che gioco!

    Ma fortunatamente Call of Duty è un gioco, le guerre cui vi invita a partecipare, per quanto probabilmente rese egregiamente, in realtà non esistono al di fuori del vostro PC. Potete morire decine di volte (e succederà), perché avrete sempre una seconda chance. Ci si stava dimenticando di un particolare importante, su Call of Duty: spesso vi troverete a bordo di mezzi, i quali potranno essere i più svariati: dall'auto con la quale sfuggirete all'accerchiamento tedesco già nel primo teatro, all'aliante grazie al quale il commando di cui farete parte potrà raggiungere un ponte strategico e, dopo averlo conquistato, difenderlo. Ottima anche la gestione dei caricamenti che vi presenta il briefing pre-missione mentre il sistema carica il gioco vero e proprio. Grazie a questo stratagemma non vi accorgerete nemmeno dei tempi di caricamento che, comunque, non sono eccessivi. Tirando le somme, decisamente un ottimo prodotto.

    Note sui requisiti hardware.

    Call of Duty è stato testato su un PC dotato di AMD 2600+, un giga di RAM, scheda video ATI 9500 Pro (128 Mb), e, per il multiplayer, connessione a internet in fibra ottica. Al massimo livello di dettaglio non è mai stato avvertibile alcun rallentamento nella grafica se non durante lo scenario russo dove, proprio per la grandiosità della ricostruzione, si è avvertita la mancanza di qualche fotogramma di troppo. Ma i poligoni in movimento erano veramente tantissimi. La grafica è spettacolare, come si può vedere dalle immagini. Spesso ci si troverà a combattere col favore delle tenebre, o in mezzo alla foschia invernale, mezzi sepolti di neve alla ricerca della fiammata che indica dov'è nascosto il nemico, o sfruttando il balenare delle esplosioni per rubare fugaci istantanee del contorno delle palazzine intorno a noi, per orientarci. A farci immergere nell'atmosfera contribuiscono sicuramente le ottime texture. L'impianto grafico è infatti molto bene realizzato.

    Il Multiplayer, seconda anima di CoD.

    Il Multiplayer Call of Duty è come una droga. Ovviamente la sfida contro altri avversari umani è ben più impegnativa che contro quel sempliciotto del processore nel nostro PC. E' possibile portare con se due armi pesanti (solitamente un fucile e un mitragliatore), ma solo se si saprà sopravvivere fino alla fine del round. Infatti all'inizio di ogni partita e di ogni manche si dovrà scegliere una singola arma. D'ordinanza viene fornita anche una rivoltella e una manciata di granate (da una a tre). Le modalità di gioco sono principalmente quattro, tra cui il classico deathmach a squadre. Ma le più avvincenti sono certamente "Recupero" e "Cerca e distruggi". Nella prima per ottenere la vittoria gli alleati devono recuperare dei documenti e portarli in un posto sicuro. Nella seconda gli alleati devono riuscire ad attivare l'esplosivo in determinate zone strategiche e farlo detonare; i tedeschi devono impedirlo o, alla peggio, saperlo disarmare. Da sottolineare il prossimo arrivo di una patch che dovrebbe risolvere alcuni problemi, come l'eccessivo potere dei cecchini, e aggiungere alcune nuove modalità di gioco. La modalità multiplayer è gestita dal gioco con un applicativo indipendente dal gioco in singolo. Questo sistema dovrebbe garantire una maggiore protezione contro i cosidetti cheater. Purtroppo è vero in parte perché ci è capitato di incontrare i soliti bari anche in Call of Duty, cosa che ovviamente fa cadere di molto il piacere di giocare online. Ma a difesa del gioco va detto che la comunità di CoD è composta in stragrande maggioranza di persone serie e, il più spesso, amanti della simulazione (cosa che richederà molto allenamento per sopravvivere sui server per più di una decina di secondi!); la prossima patch dovrebbe blindare maggiormente il codice contro eventuali cheater.

    Che voto dai a: Call Of Duty

    Media Voto Utenti
    Voti: 64
    7.7
    nd