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Call of Duty Modern Warfare 2: Recensione del multiplayer con voto finale

Siamo finalmente pronti a dirvi la nostra su Call of Duty Modern Warfare 2, uno sparatutto ambizioso ma afflitto da alcune criticità.

Call of Duty Modern Warfare 2: Recensione Multiplayer
Recensione: PlayStation 5
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Conclusa la parentesi sulla campagna del gioco, uscita in accesso anticipato anche per attirare l'attenzione dei giocatori (che di solito viene monopolizzata dalla componente multiplayer), è finalmente giunto il momento di analizzare le restanti componenti di Call of Duty Modern Warfare 2, che mette sul piatto un'offerta ricca di opzioni diverse che provano ad incontrare i gusti di qualsiasi tipologia di giocatore. Dopo aver trascorso un bel po' di ore a uccidere e a essere uccisi, siamo finalmente pronti a parlarvi nel dettaglio dell'ultima iterazione della serie Activision.

    Modalità per tutti i gusti

    Come avrete letto nella nostra recensione della campagna di Call of Duty Modern Warfare 2, la componente single player dell'ultima fatica di Infinity Ward è riuscita a intrattenerci a sufficienza. Il multiplayer e la cooperativa sono riusciti a fare altrettanto? La risposta è sì, ma non senza qualche riserva. La parte che più ci ha convinto di questo nuovo capitolo della serie reboot è indubbiamente il gunplay, che senza troppe sorprese si è dimostrato reattivo e piacevole proprio come quello che abbiamo provato nella campagna.

    Sarà la combinazione formata dai suoni e dalla semplicità con cui si mandano all'altro mondo i nemici, ma sparare in Call of Duty continua a trasmettere una soddisfazione che solo pochi sparatutto in soggettiva riescono a eguagliare. Ad affiancare l'ottimo comportamento degli strumenti di morte troviamo una corposa serie di modifiche più o meno consistenti, le quali rendono Modern Warfare 2 un prodotto più intuitivo rispetto al passato e in grado di accontentare i palati di qualsiasi patito di sparatutto.

    L'offerta si è ampliata notevolmente grazie all'introduzione di un cospicuo numero di modalità che spaziano da quelle più hardcore e senza respawn come Soccorso Prigionieri e Knockout (che vanno ad aggiungersi alla già nota Cerca e Distruggi), alle più tradizionali Uccisione Confermata, Dominio e Team Deathmatch.

    Alle due macro-categorie se ne aggiunge anche un'altra, che è incentrata su mappe dalle dimensioni generose e che funge in tutto e per tutto da ‘finestra sul futuro', poiché si avvicina a ciò che vedremo tra un paio di settimane con Warzone 2.0. Guerra Terrestre e Invasione non sono altro che una versione su larga scala di Dominio e Deathmatch a Squadre, e vedono la partecipazione di team composti da 32 giocatori, veicoli e bot controllati dall'intelligenza artificiale. In entrambi i casi, vi è la totale libertà di approccio e una certa attenzione agli obiettivi. Anche a livello scenico, l'impatto è notevole: si scende in campo a bordo di un elicottero e intorno a noi vi sono gli altri velivoli che scaricano a cadenza regolare nuove truppe, mentre altri alleati controllati dall'intelligenza artificiale si paracadutano in zone limitrofe. La sensazione è quella di essere del tutto calati in questo contesto bellico particolarmente acceso e in cui le Killstreak/Scorestreak sono quasi perennemente in azione. Non abbiamo citato entrambi i sistemi a caso, dal momento che Call of Duty Modern Warfare 2 detiene un primato nella serie: ora è infatti possibile scegliere se accumulare i vantaggi secondo il metodo delle Serie di Punti o delle Serie di Uccisioni.

    Abbiamo trovato questa scelta particolarmente azzeccata, poiché sprona i giocatori a conquistare i punti e a distruggere le trappole e i veicoli nemici senza concentrarsi esclusivamente sulle eliminazioni.

    Un'altra novità consiste nel Moshpit Terza Persona, una specifica playlist le cui modalità consentono di affrontare i match con la telecamera alle spalle del personaggio. Abbiamo completato parecchie partite con questa visuale e possiamo confermarvi senza troppi dubbi che si tratta di un'aggiunta non perfetta. Appare chiaro che gli sviluppatori non abbiano riposto gran cura nei più piccoli dettagli e, giusto per fare un esempio, l'intro della partita avviene in soggettiva per poi passare bruscamente alla terza persona all'avvio del match.

    Malgrado queste piccole imperfezioni sceniche, è innegabile che tale playlist rappresenti un'ulteriore modalità per i giocatori e consenta loro di giocare con le stesse armi e nelle stesse arene da una prospettiva completamente diversa, che chiama ad adottare uno stile di gioco differente a causa della possibilità di sbirciare oltre le coperture senza esporsi al fuoco nemico. Rispetto alla Beta, inoltre, Infinity Ward ha ritoccato il sistema di mira al fine di impedire che la visuale passi in prima persona: tenendo premuto l'apposito tasto, ora la telecamera si avvicina alle spalle dell'operatore, col mirino in soggettiva che si attiva soltanto quando la bocca da fuoco monta ottiche per le lunghe distanze.

    Level design da manuale

    Passando agli scenari che fanno da sfondo alle frenetiche guerriglie in Call of Duty Modern Warfare 2 troviamo un totale di 16 mappe: 11 pensate per le modalità tradizionali e 5 per quelle a più ampio respiro. Al netto di un'estetica spesso piatta e senza guizzi, è impossibile non elogiare la cura riposta dal team di sviluppo nel level design di ogni singola arena. È sufficiente andarsene in giro per gli scenari per scoprire come gli edifici, gli ostacoli e le sezioni all'aperto siano stati pensati per consentire ampio spazio di manovra con qualsiasi stile di gioco.

    Una delle mappe prova anche a creare qualcosa di nuovo e riteniamo lo faccia con discreti risultati: stiamo parlando di Santa Sena Border Crossing, probabilmente lo stage più chiacchierato del momento. Sebbene molti stiano criticando il design di questo scenario ambientato a Las Almas, abbiamo trovato interessante l'idea di porre i giocatori in un lungo corridoio rappresentato da un'autostrada, lungo la quale sono presenti veicoli di ogni tipo pronti ad esplodere e le cui carcasse possono fungere da riparo.

    Per quello che riguarda le nuove meccaniche di gioco, abbiamo trovato inconsistente l'introduzione del mantling: in buona sostanza, aggrapparsi a una sporgenza e far fuoco da questa posizione non si è mai rivelato utile.

    Per il combattimento subacqueo invece il discorso cambia, perché in tutta una serie di situazioni si è rivelato un prezioso alleato. Vi è una mappa specifica che è ambientata su un piccolo isolotto circondato dall'acqua: immergendosi è possibile non solo cogliere di sorpresa il nemico, ma anche introdursi nei condotti che permettono di sbucare in vari punti del livello, a vantaggio di un piacevole elemento tattico disponibile per coloro che hanno la pazienza di sfruttarlo. Sempre connesso alla materia è uno specifico gadget, la Carica Perforatrice, un esplosivo capace di oltrepassare una parete per stanare coloro che un po' troppo spesso si abbandonano all'oscura via del camper.

    Armi in continua evoluzione

    Call of Duty Modern Warfare 2 è un prodotto che prova a portare una ventata d'aria fresca con alcune novità importanti e tra queste è impossibile non citare il nuovo sistema delle piattaforme. Grazie a questa meccanica inedita, le nostre armi accumulano esperienza per ‘evolversi'. Volete sbloccare l'MP5? Allora occorre prima ottenere la piattaforma dell'arma - il Lachmann - e potenziarla fino ad accedere a una delle sue varianti che corrisponde proprio alla celebre mitraglietta.

    Oltre ad essere un sistema più articolato, quello delle piattaforme è un meccanismo che consente di condividere gli stessi accessori fra più armi, snellendo in maniera sensibile il grinding. In sostanza, una volta sbloccata una nuova bocca da fuoco, sarà più facile avere già a disposizione una piccola gamma di "giocattoli" con cui modificarla, così da renderla subito operativa. A seguire la medesima filosofia sono persino le mimetiche che, sebbene si sblocchino in maniera pressoché identica ai passati episodi, ora sono "universali" nella quasi totalità dei casi. In sostanza, ogni arma dispone di quattro mimetiche di base che, una volta ottenute, possono essere applicate a tutto l'arsenale di gioco.

    L'unica eccezione è rappresentata da quelle di alto livello (platino o superiori), che continuano ad avere come requisito il completamento di numerose sfide relative alle armi della medesima categoria. Giungiamo quindi alla rinnovata gestione delle Specialità. A differenza delle piattaforme, questa specifica aggiunta non ha incontrato del tutto i nostri gusti. Infinity Ward ha infatti deciso di stravolgere i Perk e fare in modo che solo due di essi siano in funzione per tutto il corso della partita, relegando altri due bonus alle fasi più avanzate della stessa. Fra le Specialità che si possono attivare solo nella seconda metà del match troviamo anche Sangue Freddo e Fantasma, fondamentali per evitare di finire nel mirino di UAV e altre serie di uccisioni.

    Come si può intuire, questo sistema tende a lasciare ‘scoperti' i giocatori e la sensazione che abbiamo avuto è che il suo obiettivo sia quello di permettere a chi è meno abile di accumulare più eliminazioni o punti nelle prime fasi del match, prima che gli utenti con un loadout ragionato possano raggiungere il massimo del potenziale.

    Chi spara in compagnia...

    La modalità cooperativa è un'altra importante componente del pacchetto, che va ad ampliarne ulteriormente l'offerta contenutistica. Al lancio di Call of Duty Modern Warfare 2 troviamo solo tre missioni da affrontare in compagnia di un amico, ma in futuro questa sezione andrà ad arricchirsi con nuove attività strutturate in maniera simile a quelle disponibili e ai tanto attesi Raid, i quali dovrebbero proporre missioni più complesse da affrontare in gruppo.

    Ad ogni modo, la prima delle tre missioni consiste in un'operazione stealth in notturna, che parte con il classico lancio da un velivolo in stile Warzone. Una volta atterrati, i due giocatori devono coordinarsi e aiutarsi con un visore per fare irruzione negli edifici dell'area, evitando trappole e facendo il possibile per non far scattare l'allarme.

    La seconda attività è quella meno fantasiosa, poiché in quel di Al-Mazrah dovremo affrontare una serie di orde di difficoltà crescente con un ampio arsenale a nostra disposizione. A chiudere il cerchio troviamo un incarico ambientato in un'area parecchio vasta e in cui il duo di operatori può decidere liberamente se agire silenziosamente (in tal caso avranno a disposizione un fucile con mirino termico) oppure se scatenare il caos nella ricerca di alcuni dispositivi.

    Non siamo quindi di fronte a chissà quale varietà situazionale ma come punto di partenza questo terzetto di Spec Ops ci è sembrato più che sufficiente e siamo sicuri che nelle prossime stagioni avremo molte altre attività da affrontare in cooperativa. Nel frattempo, è anche possibile approfittare di un sistema di progressione interno alla modalità che permette di migliorare le tre classi disponibili e sbloccare alcune ricompense esclusive, tra cui vi sono anche progetti per le armi da utilizzare nel multiplayer e in Warzone 2.0.

    Un'interfaccia da rivedere in toto

    Non c'è molto da aggiungere sul versante tecnico rispetto a quanto detto in sede di valutazione della campagna, dal momento che sia la coop che il multiplayer propongono un aspetto visivo paragonabile a quello del single player con qualche dovuta eccezione che riguarda principalmente la realizzazione dei volti e, più in generale, il livello di dettaglio.

    Al netto di ciò, il frame rate su PlayStation 5 si è confermato granitico, visto che nel corso della nostra prova non abbiamo assistito mai ad alcun tipo di incertezza e i 60 fotogrammi al secondo ci sono parsi stabili in qualsiasi occasione. L'aumento del FOV e i vari test con il FidelityFX CAS, entrambe opzioni disponibili anche nel multigiocatore, non hanno avuto un'influenza negativa sulle prestazioni, a testimonianza della cura per l'ottimizzazione dimostrata dagli sviluppatori. Avremmo gradito che tale attenzione coinvolgesse tutti gli aspetti della produzione, che è approdata sugli scaffali con più di qualche spigolo tecnico, capace di rendere problematiche alcune interazioni.

    Ci riferiamo ad esempio alla navigazione tra le schermate, all'esecuzione di azioni basilari come il cambio di mimetica e perfino alla selezione delle modalità di gioco.I menu sono confusionari, separati da fastidiosi caricamenti e caratterizzati da elementi difficilmente distinguibili.

    Persino la schermata delle mimetiche è approssimativa e risulta difficile comprendere quali siano le skin sbloccate e quelle ancora da ottenere. È comprensibile che realizzare più titoli che devono interfacciarsi fra loro rappresenti una sfida complessa, ma è necessario un lavoro di revisione in tal senso per rendere tutto più accessibile e intuitivo. Ad aggravare la situazione vi sono anche elementi dell'interfaccia che si sovrappongono rendendo le informazioni a schermo illeggibili e la totale assenza di un sistema per scoprire quali sono le sfide attive.

    Non ci sentiamo invece di dare troppo peso ai piccoli bug che sono emersi nei primi giorni dal lancio, dal momento che, ad eccezione del grave problema del ping (immediatamente rimosso), si tratta di intoppi marginali che verranno sistemati a breve con un aggiornamento e che caratterizzano ormai la maggior parte delle produzioni online. L'unico problema tecnico che speriamo venga sistemato al più presto consiste nei fastidiosissimi freeze che si verificano in fase di matchmaking, i quali sviliscono l'impatto scenico dei momenti che precedono l'entrata in partita.

    Call of Duty Modern Warfare 2 Call of Duty Modern Warfare 2Versione Analizzata PlayStation 5Call of Duty Modern Warfare 2 getta le basi per il futuro della serie e lo fa con un gameplay solido e un'offerta ludica ampia e variegata, dal momento che in un unico pacchetto è possibile trovare una buona campagna, una modalità cooperativa non troppo ricca di contenuti ma comunque divertente e un multiplayer che probabilmente riuscirà ad intrattenere per mesi anche grazie al supporto post-lancio. Le criticità non mancano ma nel complesso possiamo dirci soddisfatti di ciò che Infinity Ward e i team coinvolti sono riusciti a proporci.

    8

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