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Recensione Call of Duty: Modern Warfare 3

Il primo DLC cumulativo

Call of Duty: Modern Warfare 3
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Modern Warfare 3 non si ferma mai. Dopo quattro mesi in cui gli utenti iscritti al programma Premium di Elite hanno goduto di ben quattro mappe esclusive e due nuove missioni Spec Ops, è arrivato finalmente il momento dell'apertura al grande pubblico. Il 20 Marzo, sul Marketplace Xbox Live, diventerà infatti disponibile la Content Collection #1, ovvero l'insieme di tutti i mini-pacchetti dedicati in questi mesi all'utenza Elite. Il pacchetto, in questo caso, sarà completamente localizzato e dunque noi italiani avremo la possibilità di acquistarlo interamente nel nostro idoma. Oltre a questa non vi saranno differenze: i contenuti -qui di seguito sviscerati- li conoscono oramai tutti. Ben quattro mappe multiplayer (Liberation, Piazza, Overwatch e Black Box) e due missioni per la modalità Spec Ops: un'offerta davvero allettante, soprattutto vista la qualità di alcuni elementi del DLC. Andiamoli ad osservare.

Piazza (Multi)

La prima location di questo pacchetto, con nostro sommo stupore, non sembra aggiungere a di nuovo all'offerta già presente nel DVD di Modern Warfare 3. Si tratta dello spaccato di un quartiere in un piccolo centro abitato sulla Costiera Amalfitana. Un'intricata spirale di vie e viuzze, scale e scalini, porta con circospezione prima verso un piccola piazza, poi, verso una più ampia tenuta, all'interno della quale è possibile allestire un'ultima resistenza agli assalti nemici.


La location è letteralmente costellata di graziosi bistrot con tavoli e sedie all'aperto, auto parcheggiate ai margini della strada e porticati grazie ai quali ripararsi timidamente da eventuali attacchi aerei o -peggio- rabbiosi elicotteri in ricongizione. Gli spazi sempre angusti, anche a fronte dei molti dislivelli presenti, impediscono qualsivoglia azione di cecchinaggio, rendendo invece l'azione molto frenetica e concisa, con scontri qua e là dovuti al continuo vagare di alleati ed avversari. Gli spazi di movimento così limitati si rivelano poi l'ideale per la costruzione di specifiche tattiche di squadra, nonché di vigliacchi appostamenti, sfruttando i numerosi angoli ciechi e i moltissimi elementi in funzione di riparo presenti sulla mappa. Purtroppo, come si è detto in apertura, queste sono caratteristiche (design estetico e funzionale compreso) che già si trovano in altre delle mappe base di questo Modern Warfare 3, non offrendo dunque una vera novità ai moltissimi fan in trepidante attesa.

Liberation (Multi)

Ben diversa la seconda. Il nome non tragga in inganno: non si tratta della riedizione di una vecchia mappa ma di un concept tutto nuovo che prende vita in una piccola porzione del mitico Central Park, caratterizzato per l'occasione da tinte autunnali. Il parco più famoso del mondo si presenta in una versione estremamente "militarizzata", pesantemente occupata dalle forze nemiche, che ne imbruttisce in maniera colpevole le fattezze, trasformando lo spaccato in questione in una vera e propria roccaforte.
Elementi naturali (alberi, corsi d'acqua) ed artificiali (ponti, gazebo) già presenti nella normale concezione del parco si uniscono all'ignominia di mezzi militari pacheggiati qua e là e ad aree trasformate in veri e propri depositi per armi e munizioni.


Questi ed altri ostacoli impediscono una netta e completa visuale della location che, in ogni caso, si dimostra in grado di accogliere anche i più affezionati alla professione di cecchino, grazie alla sue dimensioni e a qualche spot particolarmente conveniente. La mappa presenta poi una piccola rete sotterranea, rappresentata da un paio di magazzini e dalle stanze ove sono alloggiati i quadri elettrici dell'illuminazione del parco. In questo caso, benché in bellezza e "fattore divertimento" siamo al di sotto della precedente, la mappa offre delle valide alternative rispetto alla dotazione di base, accogliendo in parte le "proteste" dei cecchini, depauperati in Modern Warfare 3 del loro hobby preferito. Le elevate dimensioni ed un level design abbastanza elaborato offrono purtroppo il fianco a molte situazioni di camping smodato.

Overwatch (Multi)

La location prende forma da un grattacielo in costruzione nel cuore della trasposizione videoludica di Mahnattan. Il terreno di scontro saranno gli ultimi due piani -ancora non completi- dell'immenso edificio, dal quale potremo ammirare (ponendo la dovuta attenzione all'altezza) il panorama di New York squarciato dall'attacco russo. Il design della mappa si presenta davvero bene, mostrandoci una ricchezza contenutistica di altissimo livello. Zigzagando in quello che è a tutti gli effetti un mezzo cantiere edile sospeso a centinaia di metri dal suolo, ci troveremo ad affrontare scontri a fuoco attraversando aree finite (e prive solamente dell'arredamento) ed altre ancora in costruzione. Un ambiete tanto eterogeneo e così ricco di sporgenze ed ostacoli d'ogni sorta è parso immediatamente l'ideale per qualsiasi modalità di gioco integrata nella produzione Infinity Ward ed, in particolare, per quelle di cattura e mantenimento delle zone. Il grande equilibrio tra le varie porzioni della mappa e la difficoltà -viste le moltissime aperture e gli altrettanti collegamenti- di appostarsi quatti quatti in un angolo, rendono questo uno dei terreni di scontro più interessanti e versatili in assoluto in quest'ultima incarnazione.


Qualche tocco di classe rende poi la location ancor più interessante: esplorando i locali ci accorgeremo di uno sviluppo fondato attorno alla gigantesca tromba degli ascensori (momentaneamente vuota), grazie alla quale godere di un panorama piuttosto ampio sugli spostamenti alleati e nemici. Gironzolando ai margini della struttura, invece, noteremo diverse pericolose passerelle, di cui una in particolare capace di portarci sopra una gru. Come in Modern Warfare 2 anche qui avremo la facoltà di utilizzare il "trucchetto" dei corrimano per salire sui montanti della struttura, fino in cima. Il team ha però pensato, in questi frangenti, di limitare (giustamente) la mobilità dell'avatar, che farà dunque fatica ad utilizzare tale particolarità come "camping spot".
Allacciandoci proprio a questo discorso va infine sottolineata -ancora una volta- la riluttanza del team di sviluppo nel dare dello spazio di manovra ai cecchini che, anche in questo caso, si troveranno sostanzialmente inabilitati a compiere il loro dovere. Benché di zone dalle quali s'intraveda quasi tutta la mappa ve ne siano parecchie, nessuna risulta abbastanza funzionale (leggasi coperta/comoda) per un appostamento senza rischiare di essere avvistati in pochi secondi.

Black Box (Multi)

Finalmente la location proposta in Black Box pare adatta, se non perfetta, a soddisfare le esigenze dei cecchini, che troveranno ad attenderli ampie visuali e comodi spot d'appostamento. La mappa è collocata in un lussuoso quartiere residenziale californiano nel cui cuore troviamo schiantato nientemeno che l'Air Force One - l'aereo privato dei Presidenti. Questo funge non solo da punto di riferimento (benché non perfettamente centrato all'interno della location) ma anche da raccordo tra diverse porzioni della mappa.


La fusoliera, spezzata in tre parti, offre riparo dal fuoco nemico mentre ci si sposta dalla porzione più bassa del quadro agli edifici situati nella porzione rialzata; una delle due gigantesche ali (l'altra non risulta raggiungibile) ha letteralmente sventrato un piccolo complesso abitativo, fungendo da comodo -ma scoperto- ponte di collegamento tra lo stesso e l'aeromobile. Tutt'attorno altre tre o quattro costruzioni su due piani, completamente aperte all'esplorazione e ricche di comodissimi punti d'osservazione rialzati rispetto alla zona di schianto. La presenza combinata e adiacente di larghe finestre e punti di maggior copertura consente ai cecchini più esperti di andare letteralmente a nozze, redendo questa una mappa in loro omaggio (probabilmente dopo le numerose lamentele). Per tutti gli altri, in ogni caso, non c'è da preoccuparsi troppo: numerosi punti d'accesso a ciascun edificio impediranno -sulla lunga distanza- il camperaggio sfrenato, dando a tutti la possibilità di godere di quest'ottima mappa dalle dimensioni generose.

Ghiaccio Scuro (Spec Ops)

Sfiniti dalle sfide in multiplayer è il momento di darsi alla più rilassata co-op. Nella prima missione del pacchetto -Ghiaccio Scuro- saremo chiamati all'assalto di una base segreta di Makarov, situata all'interno di una miniera di diamanti. Inizialmente ci troveremo ad affrontare una spettacolare sessione d'inseguimento a bordo di una velocissima motoslitta. Mediante classico Uzi dai colpi illimitati dovremo farci strada tra le milizie sovietiche, appostate sul dissestato percorso e all'inseguimento a loro volta. Giunti, dopo mille peripezie e salti mozzafiato, all'ingresso della miniera sarà ora di abbandonare il mezzo ed imbracciare il fido M-16 per eliminare i primi due gruppi di guardie, uno a guardia della cava l'altro in arrivo a bordo di una jeep. Chiuse le prime bare ci dovremo fare strada attraverso i cunicoli -fortunatamente illuminati- della minera, stando attenti alle diramazioni che ci si presenteranno lungo i fianchi e dalle quali sbucheranno diverse guardie. Una kill dopo l'altra giungeremo finalmente al nocciolo della questione: un'enorme stanza stipata d'armi e munizioni di ogni genere. Eliminate anche qui le minaccie potremo finalmente dirigerci al centro di comando - uno stanzino letteralmente lastricato di computer all'interno dell'enorme ventre della miniera. Rubati alcuni dati sensibili arriverà dunque il momento della fuga, non prima di aver piazzato una simpatica carica esplosiva per salutare tutti con dei calorosi fuochi d'artificio. Giunti a questo punto la strada sarà quasi tutta in discesa: nel minuto e mezzo che ci separarà dalla detonazione dovremo "semplicemente" percorrere la strada fatta per entrare a ritroso, il più in fretta possibile. Tra esplosioni ed affini qualche soldato tenterà ancora di fermarci, offrendo però ben poca resistenza. Una volta fuori un elicottero ci attenderà per l'estrazione.
Benché di durata esigua (meno di dieci minuti - rimanendo in vita) la missione prevederà un tasso di sfida piuttosto elevato, specialmente se giocata a livello Veterano per sbloccare l'obiettivo dedicato. Il numero di avversari aumenterà in maniera consistente e portare a termine l'incarico in singolo diventerà quasi impossibile. Una delle Spec Ops più frenetiche del pacchetto, nonché una tra le più impegnative.

Negoziatore (Spec Ops)

Molto più bella della prima, e finalmente davvero "nuova" rispetto all'offerta di base, la seconda delle missioni Spec Ops. Ci ritroveremo in India, nella location di "Persona non Grata", uno dei primi capitoli della campagna single player. Questa volta, però, partiremo dalla fine del livello, come ostaggi. Il nostro obiettivo sarà liberarci e salvare quanti più possibili dei trenta ostaggi civili catturati dalle milizie armate di Makarov. Inizieremo la corsa contro il tempo depredando il nostro carceriere della sua pistola, tenuta distrattamente appesa alla cinta, ed ammazzandolo brutalmente assieme al suo compare. Potremo così impadronirci di una più congeniale bocca da fuoco ed iniziare l'ascesa verso la libertà. Il tempo a nostra disposizione sarà veramente ridotto e scandito con macabra precisione da messaggi a schermo che ci indicheranno ogni quanto un'ostaggio verrà giustiziato. Il nostro compito sarà impedirlo, eiliminando velocemente le guardie in strada e facendo irruzione in tutti gli edifici indicati. La missione si basa dunque sulle spettacolari meccanice in slow motion già viste (in minor misura) durante la campagna, instillando un senso d'eroismo ed invincibilità nel giocatore, che si troverà ad inanellare un headshot dopo l'altro durante queste sessioni. Non crediate, però, di poter portare a termine l'incarico passeggiando e divertendovi. Irruzione dopo irruzione le cose si faranno sempre più complicate, aumentando il numero di ostaggi per locale ed inserendo variabili non troppo divertenti come una bomba legata agli ostaggi da disinnescare mentre saremo sotto attacco. Leggermente più lunga rispetto alla precedente anche questa Spec Ops verrà notevolmente impreziosita dalla presenza di Achievements dedicati. Questa volta non si tratterà soltato di portarla a compimeno a difficoltà Veterano -già di per se un'impresa- ma di riuscire addirittura a salvare tutti e venti gli ostaggi. Una sfida per veri maestri di tiro, da portare a termine rigorosamente con un partner affiatatissimo.

Call of Duty: Modern Warfare 3 Come ogni pacchetto mappe anche questa Content Collection #1 presenta i suoi alti e bassi. Alcune delle location proposte per il multiplayer non ampliano di fatto l'offerta di base, mentre altre (si vedano Liberation e soprattutto Black Box) si, rendendo a conti fatti prezioso questo contenuto aggiuntivo. Le aggiunte alla modalità Spec Ops si comportano sostanzialmente allo stesso modo: una molto interessante (Negoziatore) ed una meno - più simile a molte altre già presenti. Anche in questo caso, però, sul piatto della bilancia pesa la qualità del contenuto migliore, che dimostra come questo possa diventare un DLC di successo per tutti gli appassionati di Modern Warfare 3.

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