Recensione Capcom Arcade Cabinet

Un po’ emulatore, un po’ museo videoludico

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Capcom Arcade Cabinet
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Molto tempo prima di Monster Hunter e Resident Evil, Capcom doveva buona parte del suo successo al mondo degli arcade. Produttrice di un numero incredibile di cabinati, il publisher con sede a Osaka negli anni ’80 era sinonimo di sale giochi e centinaia di paghette dilapidate al motto “dell’ultima partita e poi basta”. Per nulla nuova a proposte di questo genere, e ne sono ben testimoni i due volumi di Capcom Classics Collection e conseguenti remake pubblicati su Playstation 2, PSP e Xbox, la software house ha deciso di ripercorrere nuovamente questo sentiero con il qui preso in esame Capcom Arcade Cabinet.
Non siamo di fronte a una vera e propria raccolta di glorie del passato, quanto a una sorta di piattaforma in costante aggiornamento, pronta ad arricchirsi di nuovi titoli mano a mano che questi verranno rilasciati sul PSN e su Xbox Live. Al lancio, oltre al software in sé, con cinque euro o 400 MS Points vi porterete a casa Avengers, 1943: The Battle of Midway e Black Tiger. Progressivamente verranno rilasciati con cadenza regolare nuovi tris di videogiochi, venduti questa volta a 10 euro o 800 MS Points, sino al raggiungimento dei 15 giochi totali previsti dalla collection.
Proprio a causa di questa forma di commercializzazione non possiamo attualmente sbilanciarci in un parere definitivo sul prodotto, limitandoci a descriverne i tratti salienti e a considerare questo primo trio di vecchi arcade nuovamente riproposti sulle console HD di Sony e Microsoft.

Tanti modi di esperire il passato

Tanto per cominciare una precisazione: non avrete a che fare con versioni potenziate, modificate, rivedute e corrette dei vari giochi proposti. Dall’aspetto grafico al sonoro, passando per il sistema di controllo, tutto è fedele ai canoni di un tempo. Se ciò alienerà parte del pubblico più giovane, chi in quegli anni ha avuto il piacere di provare i cabinati originali non potrà che apprezzare una simile scelta.
Capcom si è tuttavia spesa per offrire un soddisfacente numero di opzioni con cui l’utente può giocare al fine di personalizzare la fruizione di ciascun titolo.
La voce Come Giocare vi introdurrà alle basi del prodotto di volta in volta selezionato. In maniera sintetica ma esaustiva verrete introdotti ai comandi principali, all’hud di gioco e agli effetti dei vari power-up in cui vi imbatterete nel corso dell’avventura. Tramite l’opzione Comandi gestirete in totale libertà il sistema di controllo, scegliendo a quale pulsante far corrispondere una determinata azione e optando per il fuoco automatico dove e quando lo riterrete utile.
Impostazioni invece vi permette di settare tutto ciò che concerne il livello di difficoltà, le modalità di visualizzazione e il sonoro. L’elenco di voci è ragguardevole, tra numero di vite e continue concessi, dimensione e formato dello schermo, presenza di filtri che tentano in qualche modo di smussare la spigolosità dei pixel, diversi tipi di equalizzatore per l’audio e così via. Tra le tante ci fa piacere sottolineare come sia possibile scegliere tra la versione internazionale o giapponese del prodotto di turno.
Da questo punto di vista Capcom si è davvero mossa bene, facendo leva sulla parte più nerd e nostalgica dell’utenza al quale il prodotto è dedicato. Certo non nascondiamo che ci avrebbe fatto piacere poter godere di una versione alternativa con grafica HD e magari qualche extra pensato per l’occasione, ma non era evidentemente nei piani del publisher quando ha deciso di avviare il progetto.
Diverse anche le modalità presenti. Oltre alle Classifiche, Arcade si compone di diverse sotto-modalità. Classic vi permette di affrontare senza troppi fronzoli l’avventura di turno, priva di qualsivoglia aggiunta. Sfida a Punti vi pone in costante competizione con gli altri utenti sparsi per il mondo, comparando gli highscore ottenuti in ogni stage. Allenamento permette di impratichirsi senza badare alle vite perse e al punteggio. Semplice, invece, abbassa al massimo la difficoltà del gioco, offrendovi un grado di sfida blando e ai minimi termini. Online, infine, pesca nel vasto oceano della rete un altro videogiocatore per darvi manforte nell’avventura. Va da sé che in cooperazione le cose diventino enormemente più divertenti e stimolanti, nonostante l’assenza fisica stranierà tutti coloro che erano abituati a inveire contro il vicino, reo di averlo lasciato morire o di aver sprecato una vita inutilmente.
Questa sovrastruttura è condivisa da tutti i giochi del pacchetto ed è un ottimo attestato della cura riposta da Capcom nell’iniziativa.

Il primo terzetto

Come già detto, in questa sede ci preoccuperemo di analizzare solo il primo dei terzetti proposti a cadenza regolare tramite gli store digitali di Sony e Microsoft.
Il primo titolo di cui vogliamo parlarvi è indiscutibilmente la superstar di questa tornata: 1943: The Battle of Midway. Pubblicato nel 1987, si tratta di uno sparatutto bidimensionale con visuale a volo d’uccello. L’ambientazione, suggerita dal titolo, è la seconda guerra mondiale, dove nei panni di un aviatore americano dovrete far fuori mezza flotta aerea e navale dell’esercito giapponese. Il Boeing Stearman E75 in dotazione avrà il compito di portarsi all’inferno quanti più nemici possibili, contando su potenti smartbomb, attivabili al prezzo di una porzione della barra della vita, e su un buon numero di power-up che potenzieranno e modificheranno il fuoco primario. La struttura di ogni livello è estremamente classica e ciascuno termina con l’immancabile boss di fine livello, generalmente impersonato da gigantesche portaerei, velivoli equipaggiati di numerose bocche di fuoco e mezzi corazzati capaci di trasformarsi: elemento che aggiunge un pizzico di fantascienza al tutto.
Ancora oggi 1943: The Battle of Midway è in grado di stupire e divertire grazie alla sua formula genuina e immune al passare del tempo.

Sempre nel 1987 vede i natali Black Tiger, secondo titolo disponibile al lancio. Simile a grandi linee al quasi contemporaneo Ghost’s Goblins, si distingue per un level design estremamente più intricato e complesso. Gioco tutto azione e piattaforme, dovrete vedervela con un ragguardevole numero di bestie fameliche sempre più arcigne e aggressive. A sorprendere all’epoca fu la grande libertà d’esplorazione concessa al videogiocatore, l’alto numero di bonus ottenibili raggiungendo aree segrete, il ragguardevole livello di difficoltà e la debole gestione dell’avatar. Il muscoloso protagonista dell’avventura, oltre a poter contare sulla sua fidata mazza chiodata, poteva utilizzare dei coltelli da lancio e potenziare la sua armatura.
Oggi Black Tiger impressiona molto meno, ma non per questo ci si annoia. Tutt’altro: il suo elevato livello di difficoltà potrebbe innervosire l’utente ormai assuefatto da giochi fin troppo facili.


Chiude il terzetto lo sconosciuto Avengers, che nulla ha da spartire con il brand di Marvel. Nei panni dell’immancabile eroe alla Double Dragon, dovrete trarre in salvo sei donzelle e sconfiggere l’odiatissimo Geshita, energumeno colpevole di aver portato violenza e scompiglio nell’esotica Paradise City. Picchiaduro a scorrimento con visuale a volo d’uccello si caratterizza per l’altissimo ritmo di gioco e per (pochi) livelli che si consumano nel giro di una manciata di minuti. Tra bonus, zone segrete da scovare e un esiguo numero di avversari da fronteggiare, l’epopea di questo solitario eroe si consuma piuttosto in fretta, lasciando piuttosto freddo anche il videogiocatore più affascinato dal retrogame. Tutt’altro che disprezzabile, rappresenta comunque l’anello debole di questo primo pacchetto del Capcom Arcade Cabinet.

Capcom Arcade Cabinet: Retro Game Collection Come detto nell’introduzione, non è certo nostra intenzione fornire un giudizio definitivo su un'iniziativa appena avviata. Ciò che possiamo affermare con certezza è che la sovrastruttura creata ad hoc da Capcom, così ricca di opzioni e modalità, è solida e realmente in grado di attrarre a sé tutti i nostalgici dei cabinati del publisher pubblicati negli anni ’80. Curiosi di conoscere quali altri titoli si aggiungeranno progressivamente, ci riteniamo generalmente soddisfatti da questo primo terzetto proposto. Se è vero che solo 1943: The Battle of Midway spicca ancora oggi come allora, Black Tiger e Avengers non deludono affatto. Il nostro consiglio, tuttavia, è quello di non farsi prendere dalla fretta e attendere: una volta che tutti i giochi saranno stati pubblicati sarà possibile comprarli singolarmente, al prezzo di 5 euro, o optare per l’acquisto dell’intero catalogo, risparmiando qualcosa come 15 euro rispetto al download complessivo di tutti i pacchetti proposti.

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