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Captain Tsubasa Rise of New Champions Recensione: tornano Holly e Benji

L'opera tratta dal brand di Yoichi Takahashi torna ad esplorare un genere ormai dimenticato: la palla di Captain Tsubasa avrà bucato la rete?

Captain Tsubasa Rise of New Champions
Recensione: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Il valore generazionale di Holly e Benji, per il nostro immaginario popolare, è quasi culturale, capace di condizionare intere generazioni. A distanza di decenni dal suo esordio, dopo manga e serie televisive a profusione (non ultimo il remake anime di Captain Tsubasa), l'importanza dell'opera si percepisce facilmente anche dalle aspettative che il pubblico videoludico ha riversato in Captain Tsubasa: Rise of New Champions, la nuova proposta su licenza anime targata Bandai Namco.

    Proprio come il prodigio Tsubasa (nella prima serie animata noto come Oliver Hutton) si carica sempre sulle proprie spalle il destino del suo team, Rise of New Champions affronta la complicata eredità sia di un franchise che in formato videoludico non è mai riuscito a brillare, sia di un genere, quello del calcio arcade, che nel mercato attuale non conosce importanti esponenti. Forti di una passione che non ci ha mai abbandonato, abbiamo indossato le casacche della Nankatsu, della Toho, della Shutetsu e finalmente possiamo svelarvi se Captain Tsubasa: Rise of New Champions è degno della maglia che indossa.

    La storia di Tsubasa

    L'ultimo prodotto di Bandai-Namco un titolo che, come avviene per la maggior parte delle opere su licenza, si rivolge ad un target estremamente mirato: a chi ha amato le avventure calcistiche di Holly e Benji e che vuole ritrovare nell'opera di Tamsoft le atmosfere, i personaggi e le storie incluse nel manga di riferimento.

    La la cornice narrativa, che parte da un flashforward per poi tornare alle origini della saga, si rivela ben presto il piatto più succulento dell'intera offerta contenutistica: segue infatti un percorso utile a trasporre gran parte delle gesta originali di Tsubasa e ad introdurre pian piano le regole del gameplay, dandoci modo di acquisire, nel corso del racconto, tutti gli strumenti necessari per familiarizzare col prodotto. Rise of New Champions include una modalità Versus (in cui è possibile affrontarsi e giocare in cooperativa locale fino a un massimo di 4 giocatori) e ovviamente un comparto multigiocatore online, che ci permetterà di suddividere le sessioni di gioco in "Stanze" nelle quali creare tornei privati. In ogni caso l'ossatura principale della produzione, o perlomeno l'elemento da cui partire imprescindibilmente, è la modalità storia. Quest'ultima, chiamata "Il Viaggio", si divide a sua volta in due campagne differenti: Episodio Tsubasa ed Episodio New Hero.

    Nel primo caso, seguiremo una direzione narrativa più lineare: di fatto, ci troveremo dinanzi a un lungo tutorial necessario per padroneggiare i comandi di base. Tutta la produzione si ispira, nello stile grafico, al remake animato di David Production, riproponendo fedelmente le fattezze e i design dei protagonisti con un delizioso e colorato cell shading.

    Anche la storia prende come riferimento la più recente incarnazione del brand nato dalle matite del sensei Takahashi. Questa modalità adatta tuttavia soltanto una parte dell'opera: utilizzando esclusivamente il team composto dai ragazzi della scuola Nankatsu, di cui il protagonista è ormai leader e cannoniere indiscusso, la trama di Episodio Tsubasa traspone solo il macro-arco narrativo dedicato al Torneo delle Medie.

    Si tratta non soltanto del segmento finale dell'anime remake del 2018, ma anche della seconda metà della serie TV classica degli anni Ottanta conosciuta in Italia col titolo "Holly e Benji: Due fuoriclasse": per motivi legati, evidentemente, all'aspetto fisico dei protagonisti, il gioco di Tamsoft ha escluso il Torneo delle Elementari, l'arco in cui comincia effettivamente il cammino calcistico di Tsubasa Ozora e del suo primo grande avversario, il portiere Genzo Wakabayashi.

    Episodio Tsubasa prende il via insomma da uno spunto narrativo ben più avanzato: tre anni dopo le elementari, il protagonista e i suoi compagni si impegnano per vincere il terzo campionato giovanile nazionale di fila, ma gli avversari da affrontare sono sempre più temibili. L'arco delle medie mette Tsubasa di fronte ai primi grandi dilemmi di uno sportivo, come la lontananza del suo grande compagno di squadra (Genzo, assente dai roster iniziali del gioco, ha infatti deciso di proseguire la sua carriera in Germania), gli infortuni gravi, e i rivali dalla potenza insormontabile quali l'irruento Hyuga Kojiro. La Campagna dedicata al cammino del giovanissimo Ozora si esaurisce in una manciata di ore ed è costellata di momenti spettacolari che strizzano l'occhio ad una massiccia dose di fanservice: in questi frangenti le partite assumono una direzione quasi del tutto "narrativa", dal momento che durante i match trovano spazio corposi intermezzi animati, che ricreano piuttosto fedelmente le spettacolari azioni ammirate nelle serie televisive e nel manga.

    Un nuovo calciatore

    Ben più corposo è invece Episode New Hero nel quale impersoneremo una giovane promessa del calcio nipponico e potremo plasmarne l'aspetto fisico a nostro piacimento. Dopo aver terminato la creazione dell'avatar grazie a un editor piuttosto soddisfacente, dovremo scegliere in quale istituto iniziare la vostra avventura.

    La scelta della squadra, e di conseguenza dei propri compagni di allenamento, non precluderà tuttavia la possibilità di interagire con altri campioni dell'universo di Holly e Benji: nel corso dell'avventura, infatti, potremo stringere affinità anche con gli altri calciatori del panorama nipponico e internazionale. Quale che sia il percorso che decideremo di intraprendere la meta finale sarà sempre la stessa: partecipare alle competizioni mondiali giovanili e sfidare le più grandi Nazionali di tutto il globo, dall'Italia alla Francia, dall'Olanda al Senegal, dall'Uruguay al Brasile, fino alla temibile Germania dell'Imperatore Schneider. La parentesi narrativa dell'Episodio New Hero, ben più longeva e complessa della precedente, si ispira in parte ai manga Captain Tsubasa: World Youth e Captain Tsubasa: Road to 2002, oltre che all'anime Holly e Benji Forever: dopo aver vinto il Torneo delle Medie, le compagini scolastiche del Giappone devono partecipare ad una competizione americana, il Torneo New Hero, dal quale saranno selezionati i migliori atleti che potranno competere nei tornei mondiali giovanili con la casacca della Nazionale nipponica.

    Rispetto a Episodio Tsubasa, New Hero assume dei connotati a tratti persino ruolistici: il protagonista viene sottoposto a moltissimi dialoghi a scelta multipla, e in alcuni casi la risposta fornita può persino influenzare leggermente la trama. Inoltre, gli intermezzi tra una partita e l'altra sono dedicati allo sviluppo del personaggio e delle affinità con i compagni di squadra.

    Anzitutto, è possibile sin da subito stabilire con quali atleti stringere un legame di amicizia, attraverso un sistema di carte virtuali: la selezione, inizialmente scarna, può essere ampliata col proseguire della Campagna, quando il completamento di alcune sfide specifiche permetterà di sbloccare nuove carte con cui arricchire le proprie affinità. Questa meccanica, volta a rafforzare le statistiche individuali e di squadra attraverso i bonus garantiti da ciascuna sinergia, amplia notevolmente il sistema di progressione del personaggio, rendendolo a tratti persino sovrabbondante.

    L'Episodio New Hero prende in prestito poi alcune dinamiche tipiche della Carriera Giocatore e Diventa un Mito in FIFA e PES: la crescita dell'avatar è subordinata alla valutazione delle prestazioni in campo, dalle quali dipende in larga misura la quantità di Punti Giocatore con cui accrescere le proprie statistiche e affinare la tecnica individuale. Nel complesso, insomma, il lungo "Viaggio", che dai campetti della Nankatsu porta ai principali palcoscenici del calcio mondiale, di terrà impegnati per non meno di 20 ore, alcune delle quali trascorse ad assistere a lunghi dialoghi in stile visual novel. La longevità è destinata poi a crescere ulteriormente grazie a pochi ma interessanti collezionabili, che includono fotogrammi realizzati con le scene dell'anime volti a riassumere la storia precedente al già citato Torneo delle Medie.

    Un arcade d'altri tempi

    Nell'analizzare l'impianto ludico di un prodotto come Captain Tsubasa: Rise of New Champions occorre fare una doverosa premessa generale: il titolo Tamsoft è, almeno per il mercato attuale, un titolo che può confrontarsi con un numero assai ridotto di congeneri. È un gioco che, in sostanza, non ha molti paragoni nel panorama videoludico moderno, soprattutto sul mercato delle grandi piattaforme: parliamo, del resto, di un calcistico totalmente arcade, del tutto privo di qualsiasi velleità simulativa propria di tanti altri sportivi.

    Eppure, dei simulatori Rise of New Champions prova a emulare quantomeno la parte gestionale pre-partita, legata allo schieramento da mandare in campo e all'attuazione delle varie tattiche: all'occorrenza è possibile controllare l'atteggiamento con cui i giocatori si muovono sul terreno di gioco, ad esempio impostando una manovra totalmente offensiva o più incentrata sulla difesa del risultato.

    Sono meccaniche che col tempo perdono la loro efficacia, poiché la strategia diventa ben presto un elemento assai marginale in un prodotto che esalta lo sport seguendo i dettami stilistici dell'opera originale: uno spettacolo esagerato e sopra le righe, fatto di acrobazie impossibili e dribbling fuori di testa, di tiri devastanti e combinazioni improbabili.

    Ciascun alteta di ogni squadra (una ventina di compagini, tra team scolastici e nazionali) adopera uno stile di dribbling differente, a seconda della propria fisicità, e i calciatori più abili posseggono ovviamente il proprio colpo speciale personalizzato: dal Tiro Guidato di Tsubasa al possente Tiro della Tigre di Hyuga, ciascuna esecuzione mette in scena animazioni e mini-sequenze ben coreografate, splendidamente ispirate alle tavole del manga e agli episodi dell'anime di Capitan Tsubasa.

    Anche i pattern di gioco, com'è ovvio, risulteranno familiari a chi mastica quotidianamente i titoli calcistici: seppur in struttura semplificata, è possibile effettuare passaggi normali e filtranti, lanci lunghi e tiri in porta, così come attuare del pressing o barcamenarsi in rocambolesche scivolate per strappare il pallone dalle gambe avversarie. I due grilletti destri del pad, inoltre, attivano le meccaniche di dribbling, che vanno sfruttate con parsimonia per volgere le azioni offensive a proprio favore.

    Ciascun atleta è in possesso di una barra di resistenza che tende a consumarsi durante la corsa, gli scarti o i contrasti difensivi; la stamina permette anche di effettuare salvataggi in extremis in area di rigore ed è centrale nella gestione dei portieri, poiché soltanto quando gli estremi difensori esauriscono quasi del tutto il proprio Spirito è possibile segnare un gol senza alcuna possibilità di fallimento. In caso contrario, solo i cannonieri più abili saranno in grado di violare le porte avversarie con un bolide ben assestato. Ogni squadra è inoltre in possesso di un macro-segmento che indica il morale del team: questa barra, chiamata "Zona V" cresce man mano che le azioni individuali vanno a buon fine. Una volta raggiunto il valore massimo, è possibile attivare uno status temporaneo che acuisce la sinergia del gruppo, riempiendo più velocemente la stamina dei giocatori e diminuendo i tempi di caricamento di un tiro. Non solo: consumando un intero segmento di Zona V è anche possibile attivare parate speciali, in grado di bloccare a colpo sicuro qualunque cannonata.

    Il tutto concorre a creare un gameplay immediato e piuttosto divertente, all'insegna della spettacolarità senza freni e della vivacità ludica che solo un arcade d'altri tempi è in grado di fornire. Soprattutto se giocato insieme ad amici, insomma, Rise of New Champions intrattiene e coinvolge a sufficienza, e già questo traguardo basterebbe per promuovere, pur con qualche riserva, la produzione Bandai-Namco.

    Da una simile panoramica emergono comunque anche alcuni problemi di carattere strutturale: come detto, dal gioco di Captain Tsubasa sarebbe ingiusto pretendere la precisione, la strategia e il realismo di un simulatore, ma la natura arcade del prodotto e la scarsa profondità delle sue meccaniche rendono inevitabile il sopraggiungere della ripetitività. A questo si affianca poi una CPU davvero poco impegnativa, fatta qualche sporadica eccezione per i team più forti ai gradi massimi di difficoltà.

    La totale assenza di azioni fallose, ad esempio, rende i momenti difensivi estremamente confusi e quasi nullo il divario tra un contrasto e un tackle in scivolata. La partita si trasforma, ben presto, in un andirivieni costante da una metà campo all'altra, col solo obiettivo di tempestare il portiere nemico di tiri ad effetto, finché non si esaurisce il suo Spirito. I passaggi, inoltre, si rivelano spesso imprecisi e non del tutto responsivi, per non parlare dei frangenti dedicati ai rigori, realizzati in maniera alquanto discutibile e grossolana.

    D'altro canto, anche nel gameplay di Rise of New Champions il team di sviluppo ha mostrato grande fedeltà all'opera originale: la dinamicità delle azioni individuali alleggerisce la povertà delle meccaniche di sinergia di squadra, e assicura un buon tasso di divertimento. Padroneggiare ogni team, incluse le tecniche nascoste e le azioni combinate di alcuni specifici calciatori, rappresenta infine il cuore pulsante dell'esperienza ed enuncia prepotentemente il fine ultimo del prodotto: parlare agli appassionati veraci di Capitan Tsubasa e donargli, al netto di una struttura ludica un po' scricchiolante, una bordata di piacevole nostalgia.

    Captain Tsubasa Rise of New Champions Captain Tsubasa Rise of New ChampionsVersione Analizzata PlayStation 4Captain Tsubasa: Rise of New Champions è un prodotto di cuore che, pur dinanzi a un impianto ludico non sempre adeguatamente preciso, propone un'esperienza longeva, energica e spettacolare. Dal titolo ispirato alle gesta di Holly e Benji non potevamo certo aspettarci la finezza e la profondità di un simulatore: di conseguenza, il gameplay scade ben presto nella ripetitività, che affievolisce anche la scarica di adrenalina scaturita dall'ennesimo colpo acrobatico. Eppure, nel complesso, il team di Tamsoft ha confezionato un titolo che consigliamo sia a tutti i fan di Capitan Tsubasa sia a chi è alla ricerca di un discreto calcistico di stampo arcade: un gioco vivace e divertente, che sul piano del gameplay colpisce qualche traversa, ma che in alcuni momenti, soprattutto se vissuto in compagnia, riuscirà comunque a travolgervi con la stessa potenza di un Tiro della Tigre.

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